sotto questo grigio cielo di periferia
ringrazio i miei vent'anni per l'aspra incoscienza che mi ha consentito di partire e di andar lontano
ringrazio i miei vent'anni per avermi nascosto
lo spavento e l'angoscia della lontananza e dell’ignoto
ringrazio i miei vent'anni per avermi portato il dono dell'amicizia e del rispetto sulle strade del mondo
ringrazio i miei vent'anni per la sera del nostro primo incontro, per i tuoi occhi intensi e per quel tuo sorriso immenso
per tuoi passi veloci , eleganti e per il tuo saluto alla fine della quella giornata quando io ti aspettavo all'uscita
dalla fortezza incantata della nostra giovinezza
per tutto questo a molto altro ancora,
i miei vent'anni ringrazio
e adesso?
adesso come proseguiamo il cammino?
adesso che come allora i luoghi e le persone che abbiamo conosciuto sul cammino nelle periferie del mondo
ogni notte ci chiamano e tornano a danzare con noi e intorno a noi
l'amicizia stessa con i suoi sorrisi torna da noi in sogno ogni notte a rinnovare la festa,
ma la saggezza di questi anni come acquavite distillata
ci fa ricordare il sacro rispetto per la lontananza e per il ciclo delle stagioni
e noi a tutti i convitati alla festa di questa notte racconteremo che non debbono temere,
perchè noi riprenderemo un giorno il cammino con un sacco pieno di ricordi in spalla,
anzi la strada e il cielo immenso sopra di noi come casa ci per mano ci prenderanno
e torneremo sul cammino per visitare almeno per una volta ancora ogni sorriso ogni lacrima e ogni viso
che abbiamo incontrato sul nostro cammino per le periferie del mondo
e fianco a fianco, mano nella mano celebreremo ancora e per sempre il nostro ritorno a casa
il ritorno a quando tutti noi bambini su e giù per le colline rotolando nella polvere giocavamo a cercar conchiglie
e sognavamo di aver vent'anni per andar lontano
e sognavamo di aver vent'anni per andar lontano
per andar lontano
per andar
lontano
lontano
sogno d’inizio inverno
vent’anni per andar lontano
e una vita intera per tornare a casa
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Marco Bo

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