31/12/16

let the builder know

under this grey plasterboard sky
in order to accomplish the designated doom
 in the house next door they decided
to knock down a wall


the house where I was living as all the others around
  rested upon the house aside


everyone, including the ones who loved me and the ones I loved
 told that I had to build my new walls  leaning on house next door


I did not answer at all
I left and went outside in the cold
looking for a life without prefab and guaranteed walls


 I do not regret that choice neither my doom
perhaps that of not having answered at that time with the right tone
yes I do now
since to them I was gone
for good
alone


Marco Bo

latte e giornale


crateri di silenzio e creduloni in attesa
la vita sotto questo cielo grigio di periferia

  e tra l'altro, cosa aspettarsi non sanno nemmeno più

  condoglianze orfane e risate senza parenti

  in questa vuota ed effimera connettività
  i sentimenti marciscono e vanno persi nei rifiuti
 sotto una leggera brina artificiale

  lusinghe e misfatti schiacciati sotto i sogni di riconciliazione
  in questo inverno di polveri sottili

  se non altro io ancora ricordo cosa aspettarmi
tra rime non mie e senza fretta rimarrò in attesa della fine
  a proposito l'unica certezza che ancora ci è rimasta sotto questo cielo grigio di periferia

  per lei sarò in attesa guardando fuori dalla finestra
 come si aspetta il tizio che porta il latte e il giornale
 
intanto lascia che io prepari la colazione

Marco Bo

milk and newspaper

craters of silence and credulous waiting, life under this grey suburban sky

and by the way, what to expect they do not even know anymore

orphan condolences and laughters without relatives

 into this empty and ephemeral connectivity
the feelings are rotting and going to waste

under this light artificial rime

flatteries and misdemeanors crushed under reconciliation dreams
 in this winter of fine dust


at least I still rembember what to expect
through rhymes not mine without haste I will be waiting for the end,
by the way the only certainty we have left under this grey suburban sky
for her I will be waiting looking outside the window
as you wait for the fellow who brings the newspaper and milk


meantime let me fix breakfast


Marco Bo

29/12/16

riconoscente


sotto questo grigio cielo di periferia
né più né meno, per un giorno soltanto
sentire l'emozione di essere al tempo stesso
la mano che porge il piatto
e il sorriso che lo riceve
prima che il tempo
mi porti via
  per la propria festa privata
e la mia ultima e definiva sfilata


Marco Bo

grateful

under this grey suburban sky
neither more nor less, for one day only
feel the thrill of being at the exact same time
the hand that holds out the dish
and the smile that receives it
before time
takes me away
 for its own private feast
and my last final parade


Marco Bo

in that fragment

year after year
  a little bit
myself
still I perceive


and in that fragment alive
warm I keep

Marco Bo

 

in quel frammento


anno dopo anno
ancora un po' me stesso
mi sento


e in quel frammento
vivo
mi riscaldo 


Marco Bo

 

28/12/16

NON - izzato

sotto questo cielo grigio di periferia
prima che sia troppo tardi,
prima dell'ultimo giorno almeno
un frammento di quello che un po' vale 
fuggire l'aria condizionata
soprattutto quella delle fiabe

e tutto ciò che scivola via  che per sempre là resti
poichè forse è al presunto per sempre che apparteneva comunque
non al codificato come umanizzato
non allo scansionato come massificato
  ma al piccolo e fragile
  Tu
ed
Io

Marco Bo

 

NOT - ized

under this grey suburban sky
before is too late,
before the last day at least
a fragment of what a little matters,
escaping the conditioned air
especially the one of the fairy tales


and whatever slips away in the away forever let it remain
since perhaps it is to the ever that it belonged anyways
not to the coded as humanized
not the scanned as massified
 but to the little and fragile
 You
and
 I


Marco Bo

di anno in anno

sotto questo grigio cielo di periferia
ricostruirsi dentro fa male


eppure ricostruirsi è già la cura


tra i pezzi e le schegge sparse
di anno in anno
io sono

sempre
e ancora un po'
me stesso
nelle profondità

come  fiumi di lava al centro della terra
 e in quelle rocce incandescenti
vivo!


là fuori
lontano
poco si percepisce
un brivido sulla pelle

là fuori
lontano
si vede soltanto
 quello che gli occhi
sanno
e possono vedere


Marco Bo


 

piccoli gesti di cura N.1




sotto questo grigio cielo di periferia
piccoli gesti di cura,

seminare fiducia
come l'onda che sa

che prima o poi arriverà  a riva

Marco Bo
 

small gestures of care N.1


under this grey suburban sky
small gestures of care,
sowing confidence
as the wave that knows it will arrive sooner or later to the shore


Marco Bo

all'inizio della sesta estinzione di massa - acrimonie in cornice


sotto questo cielo grigio di periferia
migliaia di acrimonie in cornice scorrono


lamentele coagulate o grida d'aiuto?

su queste strade di angoscia ricamiamo un giorno ancora
mentre attraversiamo il mondo tra le macchine


forse un giorno
noi tutti
avremo un sensore incardinato in testa
  in modo da non sentire mai più dolore


forse in pochi
riusciranno
a strapparlo via


Marco Bo

acrimonies in frame

under this grey suburban sky
thousands of acrimonies in frame passing by


coagulated gripes or cry for help?

on these roads of anguish we embroider one more day
as we cross the world through machines


maybe someday
we will all
have a sensor incardinated in our heads
 in order not feel pain ever again


maybe a few
will succeed
in snatching it away


Marco Bo
 

26/12/16

la pace non trattata


hai mai pensato a quanto tempo ci voglia
e quanto sia difficile
tessere un velo che non curi ma ferisca?
ere
ere


  siamo figli dei nostri sensi
  solo se decidiamo di non giocare più
la pace finisce


Marco Bo

peace untreated

have you ever thought how long it takes
and how difficult it is
to weave a veil that does not heal but
hurts?
ages
ages

 we are children of our senses
 only if we decide to stop playing peace ceases


Marco Bo

l'amore così come ho imparato


  la tua voce mi porta  in cima al sentiero più duro
  come uno scrigno di semi sparsi su questo mio suolo


Marco Bo
 

love as I learned

your voice brings me up the toughest climb
as a coffer of seeds scattered on this soil of min
e
 
 Marco Bo

25/12/16

senza biglietto di ritorno

come lucciola nel buio
la giusta direzione dimora
nella buona volontà di chi è veramente disposto a vedere

a sè stessi la speranza di andare
al mondo la pazienza di aspettare
entrambi senza biglietto di ritorno


Marco Bo

without return ticket


like firefly through darkness
the right direction dwells

in the good will of  who really is willing to see

to oneself the hope of going
to the world the patience of waiting
both without return ticket


Marco Bo
 

24/12/16

migliori auguri


nel frastuono sussurra
porta il tuo passo sul sentiero disperso
ascolta nel silenzio
sii attraverso il nulla
come, lontano dal fuoco, scintilla


Marco Bo

23/12/16

best wishes


whisper in the turmoil
step on the lost trail
listen over silence
be through nothingness
as a sparkle

far from the fire

Marco Bo

22/12/16

io


silenzio
è il vento calmo
oppure il punto di svolta,
il sentire ma non ascoltare


eppure
quello che noi chiamiamo solitudine

non è altro da noi
la coltiviamo dentro
forse per non sentire sulla pelle,

per non percepire il nostro coinvolgimento, la responsabilità,
la nostra troppo facilmente individuabile unicità ...

quello che noi chiamiamo solitudine
il nostro dissolverci e scomparire
tra le onde di questa tempesta di periferia


eppure il mare della vita sa di noi
e la sua marea, la sua corrente

 prima o poi cullandoci piano 
ci porteranno a riva
 volenti o no
presto o tardi

solo noi
soli noi

solo
io

Marco Bo




 

I

silence
it is the calm wind
or the turning point,

us hearing but not listening

yet
what we call loneliness

it is not else than ourselves
we cultivate it within
so that we do not feel on our skin, we do not perceive 

our liability, our involvement,
our too easily indivuabile uniqueness...

what we call solitude 
our dissolving and disappearing
between the waves of this suburban storm

yet the sea of life knows about us
and its current and its tide cradling us slowly 

will take us to the shore
 willingly or not
sooner or later

as one
alone
alone
I

Marco Bo

di ogni vita percepita

sotto questo cielo di periferia
di ogni vita percepita,

l'arcano può essere risolto in un colpo di vento

siamo così piccoli, siamo così fragili
   che gli epiloghi delle nostre storie la maggior parte del tempo corrispondono al titolo
come anime strappate e ricucite
in un batter d'occhio


Marco Bo



of any life perceived


under this suburban sky
of any life perceived the arcane may be solved in a gust of wind


we are so small we are so fragile
  the epilogues of our stories most of the time match the title 
as
souls ripped  and mended

in a blink of an eye

Marco Bo
 

parliamo?

 
 

sotto il peso di questo cielo di cartongesso
su questo liscio pavimento di asfalto e cemento
com'è leggera la tua voce!
 è una di quelle voci che non saziano mai

e noi due persi in queste periferie del mondo
siamo fame di parole
altro non sappiamo


Marco Bo

21/12/16

quel tempo di cristallo

 e poi arriva quel tempo di cristallo
tra le costole doloranti
e le stelle che brillano


e poi arriva quel tempo di cristallo
del non guardare indietro
e non chiedere aiuto


e poi arriva quel tempo di cristallo
 che scorre via lontano
  come un sorso di luce


e poi arriva quel tempo di cristallo
quando i giorni sono cupi
e le notti risplendono


e poi arriva quel tempo di cristallo
quando ciò che brilla

è marcio dentro

e poi arriva quel tempo di cristallo
quando si alzano deboli
e  gli arroganti crollano


e poi arriva
quel tempo di cristallo
è solo l'Inverno
che ti passa accanto
per curare i dolori
e asciugare le lacrime
quel  tempo di cristallo
quel tempo di cristallo

che ti disseta
e ti sbatte a terra
ma non farà male
una volta per tutte
una volta e per sempre
quel tempo di cristallo

quel tempo di cristallo
quel tempo di cristallo

Marco Bo
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/12/that-crystal-time.html#!/2016/12/that-crystal-time.html

that crystal time



and here it comes
that crystal time
between your sore ribs
and the shiny stars

and here it comes
that crystal time
the don't look back
don't ask for help

and here it comes
that crystal time
the one that flows
  as a sip of light

and here it comes
that crystal time
when days are dark
and nights are bright

and here it comes
that crystal time
when what does shine
 it's wrong inside

and here it comes
that crystal time
when
the arrogants fall

and the weaks arise

and here it comes
 that crystal time
it is just Winter
passing aside
to heal your pains
and dry your tears
that crystal time
that crystal time
to quench your thirst
and knock you down,
but it won't hurt
once and for all
once and no more
that crystal time

that crystal time
that crystal time

Marco Bo

della creazione una bozza


dato per scontato
  ovvio
  e con un piccola luce dentro
  quella delle piccole lampade

eppure fino a quando non sei chiamato
 rimani nell'ombra del non essere per gli altri

  tuttavia, una volta che sei chiamato
  tocca a te chiamare qualcun altro

  è così che una bozza di creazione può funzionare
  sotto questo cielo grigio di periferia

Marco Bo

20/12/16

of creation a draft

for granted taken
obvious
and with a little light inside
that of the small lamps


yet until you are not called
you remain in the shadow of nonbeing for Others


 however, once you are called
it's up to you to call someone else


that's how a draft of creation might work

under this grey suburban sky

Marco Bo
 

19/12/16

inatteso


improvvisando discese in direzione della luce
e dopo aver camminato verso il centro del palco

sulla sua fragilità si distese
lasciando accesa la speranza per la curiosità

e poi stringendo il mordente con discreta efficienza
attese la compassione di un nuovo silenzio,

non smarrito
inaspettato
 

Marco Bo

unexpected

improvising he descended into the light
and after walking to the center of the stage

he lay down on his own fragility
leaving hope alive for curiosity


and then grinding the mordant with decent making
he waited for the compassion of a new silence,
not lost,

unexpected

Marco Bo

 

on a fine day


under this grey suburban sky,
on a fine day
  a day like any other,
  listening to hunger and thirst
  and then waiting
  a little more


on a fine day
  a day like any other,
 being grateful to your hands and your feet
  and rejoicing about the sense of your own limits
  of the natural boundaries and about the cycle of the seasons


on a fine day,
  a day like any other
  abandoning the wall,
  the barricade
  leaving unattended that artificial reef
  and not having to feel forced
  to confirm to the world whether it is wrong
  or right


on a fine day,
  one day different from all other,
  one day before it is too late,
  stopping to take care
  of your heart,
  contemplate it
  and then
  read it out aloud,
  interpret it
  and between the cracks of this asphalt and concrete floor
  of that heat
  living
  a little more


Marco Bo

un bel giorno


sotto questo grigio cielo di periferia,
un bel giorno
un giorno come un altro
ascoltare soltanto la fame e la sete
 e poi aspettare
 ancora un po’


un bel giorno
un giorno come un altro, ringraziare i piedi e le mani
e gioire del proprio limite
dei confini naturali  e del ciclo delle stagioni


un bel giorno,
un giorno come un altro
abbandonare il  muro,
 lo sbarramento,
 lasciare incustodito quell’argine artificiale
e non doversi più sentire in obbligo
di confermare al mondo intero chi ha torto
e chi ha ragione


un bel giorno,
un giorno come un'altro
sedersi fuori al freddo, sotto la neve
come se fosse Estate e respirare
respirare


un bel giorno,
un giorno diverso dagli altri,
 un giorno prima che sia troppo tardi,
fermarsi ad accudire

 il proprio cuore
contemplarlo

e poi
ad alta voce leggerlo,
interpretarlo
tra le crepe di questo pavimento di  asfalto e cemento
e così piano
sottovoce
di quel calore
 vivere
ancora un po’


Marco Bo


18/12/16

where on its foundations the lighthouse sits

although with the heart
like a sailboat embroidered by time,
  you love my being chipped and torn

  because it is in those deep waters
that lodges the storm of life on hold

as the wave in ecstasy before crashing on the reef

on the reef where on its foundations the lighthouse sits

the lighthouse leaning on the infinite mystery

Marco Bo

dove poggia le sue fondamenta il faro

sotto questo grigio cielo di periferia,
anche se con il cuore veliero ricamato dal tempo,
 tu ami il mio essere scheggiato e lacero
 poiche è in quei fondali profondi che alberga la tempesta
della vita in attesa


in attesa come l'onda in estasi prima d'infrangersi sulla scogliera


sulla scogliera dove poggia le sue fondamenta il faro


il faro proteso sul mistero infinito

Marco Bo

 

fragment with name



once with a name
                    what bounces in the void
                      albeit fragment

  it makes more noise
                      than an immense
                                      unknown avalanche
over the multitudes


Marco Bo
 

17/12/16

frammento con nome

se con nome,
                   quello che rimbalza nel vuoto
                     seppur frammento
 fa più rumore

                     di una immensa
                        sconosciuta valanga
sulle moltitudini

Marco Bo
 

rotta verso l'infinito


qui sotto la brina di questa tempesta invernale di periferia
il sacrificio non sa, eppure crede, nel sorgere di futuro lontano


in questo modo, oscillando tra conferme e disapprovazioni
e attraverso ostacoli e scorciatoie
fino alla fine diamo nome e nutriamo
i dolci e fragili fardelli della nostra esistenza

così, e più che sufficiente, l'unica rotta verso all'infinito di cui siamo consapevoli
persi come siamo sotto questo cielo grigio suburbano

Marco Bo

 

route to infinity


here below the rime this suburban winter storm
sacrifice never knows, yet believes, in the future arise


like so, oscillating between confirmations and disapprovals
and through hurdles and shrotcuts,
until the end  we give name and feed
our sweet and fragile
 burdens of life


such and more than enough,
the only route to infinity we are aware of
lost as we are under this grey suburban sky


Marco Bo
 

and then joy

end of the play
the curtains close
farewell and kisses,
  the door opens
  you go out to the cold alone
and you are
noone
again


yet you still feel on your face
the sweet heat of that ray of light

and who walks on before you
heats the traces where your feet  will rest until the return

and then joy


Marco Bo
 

16/12/16

e poi gioia


 
fine della prima
si chiude il sipario,
 i saluti e gli abbracci
 la porta si apre 
 esci al freddo da solo
e sei
di nuovo
nessuno

eppure senti ancora sul viso
il dolce calore di quel raggio di luce

e chi cammina davanti a te
scalda le tracce dove poggi i piedi fino al ritorno


e poi gioia

Marco Bo





 

incerta età


sotto questo cielo di periferia,
poi
o prima 
 ti rendi conto
 di aver raggiunto un'età certa
quando inizi a provar nausea della solita lucida e grigia superficie
tutta uguale
e prendi a scavare
con le tue nude mani a scavare

e quando inizi a scavare, non ti puoi più fermare
e allora ti accorgi
che una nuova e incerta età
è iniziata
ma non hai più paura
anzi, con piacere gusti il sapore e la buona frescura
 che passa leggera
attraverso quel sottile velo di libertà

Marco Bo

15/12/16

uncertain age

under this suburban sky
then or before you realize
you have reached a certain age
when you start to prove nausea about the usual polished gray surface
all the same
and you start digging
with your bare hands digging

and when you start digging, you can no longer stop
a
nd then you realize
that a new and uncertain age has begun
but you no longer fear
indeed you savor with pleasure

the good coolness and flavor
passing lightly
through that thin veil of 
freedomness

Marco Bo

14/12/16

dialogo dietro le quinte


prima di andare in scena
un ricamo d'incertezza si posa sulla pelle
schegge di vita come tatuaggi sul viso
e il testo designato che termina afflitto
 gridando nell'intimo di immagini

che da bambina ti sono rimaste impresse
 e che mai più hai visto

immagini che da grande dici
di non possedere più,

eppure io il finale lo farei in crescendo
perchè al pubblico un po’ di speranza vorrei regalare

anche se ancora non so come fare


e poi sul finire la seguente riflessione,
che forse il direttore potrebbe declamare
per chiudere con gli animi in levare
e prendersi
tutti a risate in faccia  

una volta tanto
 senza il timore di sbagliare o di sfigurare

 - a ben
riflettere
sotto questo grigio cielo
in principio nel mezzo ed alla fine del cammino
chi può dichiarare di possedere qualcosa veramente?

 le forme  i colori  le risate
  le paure le emozioni le delusioni le vittorie

 e le sconfitte?

noi no 

 non possediamo nulla su questa zolla di terra a noi assegnata
se non momentaneamente il ricordo di belle figure,

 paesaggi che se teniamo dentro muoiono di inedia
e che possiamo soltanto regalare al mondo
agli astanti in ascolto e a chi sta fuori ad aspettare
 raccontandole
così come sappiamo

e possiamo
 poichè
questo è il privilegio a noi concesso
 presso queste dimenticate periferie del mondo e dell’essere umano
intonare la giusta e salvifica melodia del ricordo
senza saper né leggere e né scrivere le note sullo spartito
 

noi
esseri
umani

precarie comparse apprendisti della libertà
affilate schegge di consapevolezza sparse qua e là


incolmabili vuoti tra affollate solitudini
 spazi di transito tra il tutto e il nulla
tra una carezza e un pugno


un pugno

che poi
a ben riflettere
farebbe meno male
rispetto a questo lento intimo lacerar le membra,
 a questo estenuante consumare l'anima

ma adesso non è più tempo di filosofeggiare
è tempo di festeggiare

  e così siamo pronti noi per la rappresentazione!
noi apparteniamo al momento
e non il contrario
 al suo servizio siamo

e in scena andiamo
aprendo il sipario sul frammento di infinito che sappiamo
sotto questo grigio cielo di periferia

sotto questo grigio cielo di periferia
ordunque orbene ed oltre ogni nonostante,
 se così deve
si apra il sipario
e così sia!

Marco Bo

13/12/16

con il buio ancora fuori


 con il buio ancora fuori
 ho scritto di nuovo le tue parole

comprese le pause, i silenzi
 
 alcune sfumature le ho messe in evidenza
 e tra parentesi ho rinchiuso le mie impressioni
soltanto aggiunte
postille
che come scintille esitano sul filo teso
tra il ridicolo e il memorabile
io quelle tue parole vorrei interpretarle
ma partendo dal basso
bambino
piccolo
e poco a poco alzarmi
piano
piano

e poi
quei paesaggi che racconti,
vorrei imprimerli
inciderli
cesellarli
nel cuore di chi, con il buio ancora dentro, ascolta
e più non vede
o non ancora
 
Marco Bo
 

 

 

il gatto di casa

sotto questo grigio cielo di stucco e cartongesso
il mio passato l'ho sognato
e con la giusta rabbia
l'ho già dimenticato
aggrovigliato 
come un gomitolo di lana grezza caduto in una gabbia

ora posso e voglio
giocare un po' con il presente
e con il futuro
sognare la pace e la libertà nel selvatico.....
 
.......come il gatto di casa che
guardando fuori
 si arrampica su un vetro 

Marco Bo
 

12/12/16

il mio passato ho sognato


ho sognato il mio passato
l'ho trovato camminando,
insieme
e poi
da solo
era in fondo a quel corridoio
là, dove non passa quasi mai nessuno

ho sognato il mio passato
era dentro a un vecchio armadio
l'ho aperto
ho guardato dentro
c'erano cose da buttare
altre tra spolverare
alcune giacche che potevano ancora servire,
fotografie sbiadite, panni per pulire
vecchi fazzoletti
quelli che una volta si usava stirare
e con cura
piegare

il mio passato ho sognato
era tra le pieghe del
 così deve e il così potrebbe
essere
ancora
e più forte

ho sognato il mio passato
ora so dov'è
tornerò a visitarlo
tornerò
a visitare me stesso

me stesso,

di quell'armadio
ho la chiave
e so come aprire quelle ante
un po' vecchie,
un po' nuove
un po' insieme
un po' da sole
un po' mie
un po' no

ho sognato il mio passato
adesso so dov'è
e vado avanti
perché ho imparato
ancora
e di nuovo
 
a guardare  dentro
 e attraverso

 
Marco Bo





 

l’era del consumo di massa



  sotto questo grigio cielo di periferia
  l'assordante silenzio di questa vita "moderna"
  è colmo di multi solitudini


   contigue lontananze
  che graffiano ringhiano piangono ridono si disperano
  e sperano
  di non dover assaporare l'oblio prima che sia troppo tardi
  prima della designata fine


  sebbene, dopo tutto,
  il dolore più straziante, la ferita che più duole
  non è l’oblio stesso
  no


 è il non poter gridare a voce piena
   il non poter mostrare come una cicatrice,
  questa tortura atroce e delirante
  che giorno dopo giorno
 distanti ci consuma
  perché
  perché?


Marco Bo

 

the age of mass consumption

under this grey suburban sky
the deafening silence of this "modern" life
it is full of multi solitudes


contiguous remoteness
scratching growling crying laughing, despairing
and hoping
not having to taste oblivion before it is too late
before the designated end


altough after all,
the most excruciating pain, the wound that hurts most
  it is not oblivion itself
no


it is not being able to shout it out loud
showing it as a scar,
this atrocious and delirious torture
that day after day
consumes

us
away
why
why?

Marco Bo

 

11/12/16

prendere vita

sotto questo cielo grigio di periferia
come la pioggia scivola sul tetto più forte

si prende vita
quando si decide  di riconoscere la voce
  di ogni
singola

goccia
che cade

Marco Bo

 

coming to life

under this grey suburban sky
as the rain slips on the strongest roof
coming to life
is deciding to recognize the voice
 of every
single
drop

falling down

Marco Bo

 

la creazione


le creature più piccole
 donano sempre il nome alle cose più grandi di loro

madre natura 
lo sa
e consente loro di essere
liberi
così come vogliono


Marco Bo

the creation

the smallest creatures
 always donate the name to things greater than them

mother nature knows
and allows them to be
free
as they wish to


Marco Bo
 

like so I know how to say I love you



do
undo
repair
postpone
go
and come back
out there
far away
away

but your face
your breath
in my breath
before and after
stronger
is

Marco Bo

così io so dire ti amo

fare
disfare
riparare
rimandare
andare
e tornare

fuori lontano
lontano

ma il tuo viso
il tuo respiro
nel mio respiro
prima e dopo
più forte
è

Marco Bo

 

10/12/16

accanto al silenzio

polvere sullo schermo liscio
minuscole spore nel vento
rugiada color stanchezza
lacrime tra le crepe nel cemento

graffi
ricami
rime
suoni

accanto al silenzio il tutto
e volendo, pochi passi lontano dal rumore per raggiungerlo 
il silenzio ed una piccola frazione del tutto 
quella a noi assegnata sotto questo cielo di periferia

sotto questo grigio cielo di periferia ormai
è passato troppo tempo e troppo in fretta,
dal sogno al bisogno
dalla compassione alla passione ed infine la disillusione

e noi?
noi, non avevamo gli occhi chiusi, no!

noi abbiamo chiuso gli occhi!
consapevolmente
in attesa che fosse troppo tardi

polvere sullo schermo liscio
minuscole spore nel vento
rugiada color stanchezza
lacrime che bruciano tra le crepe nel cemento

graffi
ricami
rime
suoni
distorsioni
cuore che batte
vita che scorre
lontano

corpi e colori al loro destino abbandonati......

accanto al simbolo 
come polvere nel vento la vita scorre
il peccato originale
non riconoscerla
più

Marco Bo

09/12/16

da madre a figlia, il corpo

 
il corpo,
il mio corpo il tuo corpo,
ti sentivo ti ascoltavo di notte in silenzio

  eri parte di me, eppure eri già tu differente alla vita nuova,
nuova ai sorrisi alle lacrime agli affanni ed alle mille notti insonni

  il corpo il nostro corpo è vita e preghiera
è sangue, terra, fuoco e ruscelli di lava
che si insinuano pazienti sottoterra


radici profonde e fiumi come vene ed arterie che scorrono al mare
  braccia come rami che tendono al cielo
che invocano il Sole
si flettono ai venti d’estate
aspettando la pioggia
pioggia di vita
come battesimo del cielo


 il corpo, il nostro corpo un tempio alla vita,
come laguna calma della sera dove una volta era il vulcano,
ed io ti aspettavo
e tu sei arrivata una notte d’estate
sei nata al mare della vita


il mio corpo
il tuo corpo il nostro corpo
come preghiera di vento e di pioggia

 radici i piedi e rami le braccia ridiamo alla vita io e te figlia mia
felici come un fiume in piena che corre verso il mare


Marco Bo
immagine: Amazonas, bagno al fiume, madre indigena e bambino,
acquerello e matita
Marco Bo

de madre a hija, el cuerpo


el cuerpo,
mi cuerpo tu cuerpo
you te sentía te escuchaba de noche en silencio


tu eras parte de mi pero ya tu eras diferente a la vida nueva,
nueva a las sonrisas a las lágrimas a las maravillas y a las miles noches en vela

el cuerpo, nuestro cuerpo,
 vida y alabanza
 sangre tierra fuego y arroyos de lava
que pacientes corren  bajo la tierra


raíces profundas y ríos como venas y arterias que fluyen hacia el mar
brazos como ramas que se extienden al cielo
que invocan al Sol
y se doblan a los vientos de verano
esperando la lluvia


lluvia de vida
como bautizo del cielo

el cuerpo, nuestro cuerpo un templo a la vida
como una laguna tranquila en la noche donde antes vivía el volcán


y como un río en llena yo te esperaba
 y tu llegastes en una noche de verano

tu naciste al mar de la vida


mi cuerpo, tu cuerpo nuestro cuerpo
como alabanza de viento y de lluvia

raíces los pies y ramos los brazos
riámos a la vida tu y yo hija
felices como un rió en llena que corre hacia el mar


Marco Bo
imagen:- Amazonas, baño
  al río,  madre y niño indigena-
acuarela y lápiz


http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2011/09/da-madre-figlia-il-corpo.html#!/2011/09/da-madre-figlia-il-corpo.html

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2012/11/from-mother-to-daughter-body.html
 

07/12/16

the safe harbor

under this grey suburban sky
the voice of those who are more fragile

it is an immense and unknown sea

carrying with your own voice that voice
in your arms
as at sunset cradling a child to rest in a place of peace
it  is
the safe harbor to be reached


if you want this lullaby song we can sail it together along
  and to those who are thirsty a sip of water
and to those who are hungry a bit 'of bread

of other goodness and warmth I do not know

Marco Bo

il porto sicuro



sotto questo grigio cielo
la voce di chi è più fragile e solo
è un mare immenso e sacro

portare con la propria voce quella voce in braccio
come la sera si porta un bambino a riposare in un angolo di pace
 quello è il porto sicuro da raggiungere insieme

insieme con questa ninna nanna,
questo mare in tempesta lo possiamo navigare
e per chi ha sete un sorso d'acqua
e per chi ha fame un po' di pane

di altro bene e calore sotto questo cielo
 non so

Marco Bo


 

06/12/16

minimum tips for maximum leaders


consistency
is a revolutionary dish
that ought to be served and savored
warm
warm
boiling
otherwise
of nothing it tastes
and nothing may


Marco Bo

 

consigli minimi per leaders massimi (N.1)


la coerenza
è una rivoluzionaria pietanza
che va servita
ed assaporata
calda
calda
bollente
altrimenti

di niente sa
e niente può


Marco Bo

05/12/16

with hands like claws



with hands like claws
we pull and tear
we twist and knot the strands and then not satisfied
there on we walk  and stomp our feet
with a strong beat until being worn out, exhausted

when it would be so easy to sit down slowly

and take the ends with our  fingers and wrap ourselves inside
and warm us up

in the sweet embrace
of  time
that the mystery of infinity
to us has assigned
under this grey suburban sky


Marco Bo
 

dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...