c’è chi non semina nulla
chi invece semina ma non ha più fiducia,
che non ci crede più
eppure quello che pensiamo noi è soltanto
un effimero sussurro nel vento
che non muta il tempo e il ciclo delle stagioni
e noi siamo solo fini granelli di polline nella tormenta
siamo noi seminatori
e al tempo stesso siamo sementi fragili, piantine gracili
e se abbandonati al Sole senz'acqua e senza cura
diventiamo inutile polvere,
inutile polvere
prima del tempo
ma la nostra sfiducia non vincerà il ciclo delle stagioni
la nostra sfiducia non fermerà il raccolto
e allora a noi la scelta
recriminare lamentarci piangere ed aspettare
aspettare
oppure
con forza e determinazione ascoltare il canto delle stagioni,
studiare il ciclo della luna, affondare le mani nella terra
rivoltare le zolle e tornare a seminare
rivoltare le zolle e tornare a seminare
a seminare
c’e chi dice che se si torna a zappare dopo tanti anni è come se fosse il primo giorno di scuola
ma la terra non ha paura, la terra ha sempre fiducia in noi
la terra ha fiducia in noi e nel raccolto
il raccolto che oltre e nonostante tutto arriverà
presso queste dimenticate periferie del mondo
e così sia
Marco Bo






























