un tempo,
sotto questo cielo
il limite, il confine di ognuno
era ben visibile,
e male si stava,
si sussisteva
giorno dopo giorno
dopo giorno
e ci sarà
un giorno
poi
oppure prima,
esattamente quando non sappiamo,
ma già adesso è come se avessimo dentro una ferita che non conosce cicatrice,
verrà il giorno
succederà che quel limite imposto
sarà completamente invisibile al nostro ragionar raminghi presso queste periferie del mondo
e
allora
saremo nudi alle intemperie dell'anima
come guanti rivoltati fuori dentro, dentro fuori
perché è il buio che regala un senso alla luce,
è il confine che ci spinge ad andare oltre
noi stessi
eppure adesso per atavico timore o dispotica vergogna
per paura o pietosa menzogna
facciamo finta di non sapere
ma
alla fine del giorno sotto questo cielo di periferia
l’effimero agio senza il motivo,
il presunto comfort senza limite porterà inevitabilmente al disamore,
l’avidità allontanerà il miele
e allora per andare oltre
dovremmo imparare a tornare dentro di noi per un momento
e poi in equilibrio instabile dovremo ricordare come
tracciarlo tutt’intorno a noi quel limite
come con un bastone si disegna un cerchio nella sabbia
o polvere che sia
su questo grigio cemento di periferia
e poi una volta tracciato, guardando chi sta oltre il confine,
dovremo imparare a saltare fuori a piedi nudi sotto il sole
o senza riparo da questa pioggia acida
senza vestiti che ci proteggano
dal finto freddo di questo stanco e anonimo mondo artificiale
consapevoli che
disegnare e raccontare al mondo la propria sensibilità
è un dispositivo a responsabilità illimitata ed a valore universale
e senza alcun grado di separazione tra noi e tutti gli altri sette miliardi di persone
che come noi raminghi vanno alla ricerca di un po’ di pace
oltre il confine del così deve essere
sotto questo grigio cielo di periferia
e così
sia
visto che
noi
insieme
così possiamo
Marco Bo
“…Ciò che serve per sopravvivere è la verità, la capacità di
concentrarsi sulla realtà della natura, di vedere in profondità
nel mare e lontano nella foresta…”