31/01/17

cose semplici nei cori alla luce del primo Sole


prendi la giusta chiave e apri la porta
 entra lentamente e portami l'alba

  dimentica un bacio sul comodino
  per quando il mio sonno non sarà più pesante come il marmo

  dimmi dieci volte che per me ci sei sempre
  prendi il mio sorriso come un dono in cui puoi giocare a nascondino
  e con la giusta chiave chiudi la porta fino al tuo ritorno
  se non si sai quando almeno torna a Giugno

Marco Bo
 

30/01/17

simple things in sunlight choirs

take the right key and open the door
slowly come in and bring me the dawn


leave me a kiss on the bedside table
for when my sleep won't be as heavy as marble


tell me ten times that you are always there for me
take my smile as a gift where you can play hide and seek


and with the right key close the door until you return
if you do not know when just come back in June


Marco Bo
 

vivi e non dire

sotto questo cielo di periferia
se l'etichetta non è ben distesa il codice a barre non verrà riconosciuto

forse dovresti attaccartelo sulla fronte
forse sotto la pelle
o nell'iride dell'occhio quel bel codice a barre!


altrimenti
se proprio non vuoi
esci fuori e scappa!
e vivi fino a quando c'è vita

vivi e non dire!
  come una perla che, dopo tutto, di madre natura 

 non è altro che qualche strato accomulato e di menticato di scarto

Marco Bo

live don't tell


under this suburban sky
whether the label is not well stretched the barcode will not be read

 
maybe you should  stick it  on your forehead
perhaps under the skin
or in the iris of your eye


otherwise
get out and run away!
and live until there is life


live and do not tell,
 like a pearl that after all, of mother nature

 is just some layer of waste

Marco Bo

29/01/17

the first stone



the door closed
  and a little peace inside dying alone


a clean outfit for the festive day
  because above you are wearing an old coat be thrown away


a caress of circumstance
as impassable boundary to keep the distance ...


distance
sure, it is an evolution of thought inconceivable under this sky
and yet
the only possible salvation dwells in saving from abandonment and bringing home
who out there in the cold is more fragile and alone


since not the last one that by now has no remembrance anymore,
  but it is the first stone that bears all the burden of the wall


Marco Bo

28/01/17

la prima pietra


la porta chiusa
 e una piccola pace dentro che muore da sola

un vestito della festa pulito
 perché sopra si indossa un vecchio cappotto da buttare

una carezza di circostanza
come confine invalicabile per mantenere la distanza...

distanza
certo, è un'evoluzione di pensiero inconcepibile sotto questo cielo
eppure
l'unica salvezza possibile alberga nel salvare dall'abbandono e portare in casa chi là fuori al freddo è più fragile e solo

perché non l'ultima che ormai non ha più memoria,
 ma è prima pietra che porta tutto il peso del muro

Marco Bo
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2017/01/the-first-stone.html
 

27/01/17

si ritorna sempre

per ritornare là dove si è attesi
è più che sufficiente
non tradire se stessi
ricordando il primo l'ultimo
ed ogni singolo passo

e si ritorna sempre
dove a riposare abbiamo lasciato il nostro nome
tra le pieghe dei sogni e un cuscino di stupore

e non è mai troppo presto
e non è mai troppo tardi
è soltanto il giusto tempo per celebrare la vita
sotto questo cielo grigio di periferia

Marco Bo


 

as on the shore the raging waves

as on the shore the raging waves
that shiver in the heart, that light in the sky
the door unlocked and the fast pace


a chair for you and the good heat
peace to hunger, peace to thirst
   the ancient song and the new song


  the ancient song and the new song
from the outskirts of the world
that always comes back and knocks on your door


such is life for all we know
our little and precarious eternal return

our little and precarious eternal return
under this grey suburban sky 
  the difficult passage in the sieve of the heart
through a thousand regrets and the few good words
  the smiles and the tears as salt on the scar
that  hurts
but cures the pain and despair
and alive alive!
makes you feel again


alive still
as on the shore the raging waves
as on the shore the raging waves


Marco Bo

26/01/17

come sulla spiaggia le onde del mare

come sulla spiaggia le onde del mare 
quel brivido nel cuore
 quella luce in cielo
la porta aperta e il passo veloce

una sedia per te e il caldo buono
pace alla fame pace alla sete 
  il canto antico e il canto nuovo

 il canto antico e il canto nuovo
dalle periferie del mondo lontano
che ritorna sempre e bussa alla tua porta

così è la vita per quello che sappiamo
il nostro piccolo e precario eterno ritorno


il nostro piccolo e precario eterno ritorno
 sotto questo grigio cielo suburbano
quel difficile passaggio nel setaccio del cuore
tra i mille rimpianti e le poche parole buone
 tra i sorrisi e i pianti come sulla cicatrice il sale,
che sì fa male
ma cura il dolore e la disperazione
e vivo vivo vivo vivo vivo!
ancora ti fa sentire

vivo ancora
come sulla spiaggia  le onde del mare
come sulla spiaggia le onde del mare

Marco Bo



 

I am not


under this grey suburban sky
I am not a brick in your wall
I am not the tool that will place it on
I am not


I am not the water the sand and the concrete
I am not the grout that will stick it on
I am not


I am not the hands that will climb it
and not even those that will color it
I am not


I am not the sea that separates us
I am not the beach that will not receive me
I am not the boat that will sink
and not even the waves that will lead it adrift
I am not


I am not your eyes that pretend not to see
I am not your ears that to listen no longer know
I am not


I am not your sense of guilt
and not even your repentance in the day of feast
your clean jacket your polished plastic shoes
and your brunch at home waiting for you
I am not


I do not know yet what exactly I am
but I know that a little I will learn on the way
and you from the other side of the wall
 you alone will never know




Marco Bo
 

25/01/17

io non sono


sotto questo grigio cielo di periferia
io non sono un mattone nel tuo muro
io non sono l'attrezzo che lo poggerà
io non sono

io non sono l'acqua la sabbia e il cemento
io non sono la malta che lo incollerà
io non sono

io non sono le mani che lo scaleranno
e nemmeno quelle che lo coloreranno
io non sono

io non sono il mare che ci separa
io non sono la spiaggia che non mi accoglierà
io non sono la barca che affonderà
e nemmeno le onde che la porteranno alla deriva
io non sono

io non sono i tuoi occhi che faranno finta di non vedere
io non sono le tue orecchie che non sanno più ascoltare
io non sono

io non sono il tuo senso di colpa
e nemmeno il tuo pentimento nel giorno di festa
la tua giacca pulita le tue scarpe di plastica tirare a lucido
e il tuo pranzo che a casa ti aspetta
io non sono

io
non so ancora 
cosa esattamente sono
ma so che lo imparerò sul cammino
e tu   
da solo
dall'altra parte del muro
 non saprai
mai

Marco Bo

improvvisa azione


improvvisa azione
la vita stessa così come viene
 e va…..


che bello sarebbe, nell’attimo preciso in cui si vola via lontano da questo grigio cielo di periferia,
potersi accomodare tranquilli in penombra al fresco della sera

come passeggeri di una nave in crociera verso chissà dove
tra il pubblico, in prima fila  come la sera della prima
a guardarla la vita intera

 la vita intera così com’è andata
e ubriacarsi di luce e di ombre e ridere e piangere,
disperarsi e risorgere ancora
e ancora


che bello sarebbe....
beato è chi crede


noi dannati a tempo determinato
sotto questo grigio cielo
improvvisando sul palco

sempre in piena luce
viviamo


Marco Bo

24/01/17

quando si scioglie la neve



 per costruirsi una vita ci vuole una vita intera 

 per costruirsi una vita ci vuole tutto il cammino e ogni singolo passo
e la felicità se arriva è soltanto un lieve soffio di vento
è la pace che senti quando si scioglie la neve a fine inverno


per costruirsi una vita
è necessario prima o poi, in qualsiasi momento del cammino,
almeno per una volta sognare l'infinito
presso questo nostro quotidiano e precario sempre
sotto questo grigio cielo di periferia


Marco Bo

raw reality


not reporters
not veristics
not impressionists
no
at most recorders of precooked reality
recomposed

 
reality already experienced by someone they say,
some whomever says

no,
no it was not better when in the old days
but at least back then you would eat and drink
  a fragile piece of raw reality
at the same time as it was happening


and that frugal meal yes, it did satiate our soul in pain
under this livid scar of lost sky
in the outskirts of the universe


Marco Bo


 

23/01/17

la cruda realtà N. 1


sotto questo grigio cielo
non cronisti
non veristi
non impressionisti
no
tuttalpiù dimafonisti
di una realtà precotta
post composta
già vissuta da qualcuno dicono,
dice

 un qualsiasi  
chiunque...

no, 
non si stava meglio quando si stava peggio
ma almeno allora  con una certa fame
si mangiava e si beveva un fragile frammento di cruda realtà
nel momento stesso in cui accadeva

e quel pasto frugale sì che saziava la nostra anima in pena...........

Marco Bo

una traccia

se vuoi andare
non dire

se vuoi rimanere,
in silenzio, non dovresti rimanere

se non vuoi ascoltare alcun consiglio
ma non lo spieghi al resto delle tue ossa
i passi guadagnati in una vita di sacrifici sotto questa grigia cupola di periferia
svaniranno nel nulla come il vento in primavera

  ma se in conclusione come battuta finale decidi lasciare una traccia
prenditi cura delle impronte che lasci a riposare sulla strada


Marco Bo
 

22/01/17

a trace

if you want to go
you should not say


If you want to stay,
in silence you should not remain


if you do not want to listen to any advice at all
but you don't explain it to the rest of your bones
the steps you earned in a life long sacrifice under this grey suburban dome
will vanish away as wind into the
Spring thin air


   but if in the end as bottom line you decide to leave a trace
take care of the footprints you rest on the trail


Marco Bo
 

21/01/17

sulle nuvole


sotto questo cielo grigio di periferia
tra le pieghe di questa gelida notte d'inverno
se sogni di esserti perso
quando ti sveglierai potrai chiedere aiuto e provare a ritrovarti

se sogni di avere fame
  quando ti sveglierai potrai impegnarti per trovare cibo

 e saziarti

se sogni di avere freddo
  quando ti sveglierai potrai cercare legna
accendere il fuoco e mantenerti al caldo

se sogni di avere paura
 quando ti sveglierai potrai chiederti il perché e
,
se saprai ascoltare,
ricevere un abbraccio per cullare la tua anima

e se al risveglio ti sentirai felice

 come se camminassi sulle nuvole
non chiedere,

  condividi
perchè la felicità di tutti ha piacere
e di nessuna ragione o di altra cosa ha davvero bisogno


Marco Bo

upon the clouds


under this grey suburban sky
between the folds of this icy winter night
if you dream that you are lost 

when you wake up you can ask for help and try to find yourself

if you dream of being hungry
 when you wake up you can engage to find your food and feed yourself

if you dream of being cold
 when you wake up you can search for wood,
light the fire and keep you warm

if you dream of being afraid
 when you wake up
you can try to understand why and if you listen well, 
you might get a hug to cuddle your soul

and if, when you wake up you feel happy

as walking upon the clouds
do not ask but share
as happiness of everyone is pleased
and no reasons nor anything else really needs


Marco Bo
 

20/01/17

tutti i giorni passati

tutti i giorni passati che dimorano
 tra le nostre ossa e l'anima
  noi facciamo finta che ci appartengano
  ma nostri non lo sono

  ci ingannano si fanno gioco di noi
  e ci lasciano illusi o senza speranza alcuna
  su questo grigio cemento di periferia

allora meglio non ricordare
  meglio vivere di qualunque cosa accada

  la tenerezza delle punta delle dita che si accarezzano
  il momento preciso in cui si toccano

  le tue labbra che sulle mie lentamente poggiano e rimangono
  per ridere e riposare
  un po'


Marco Bo

all the yesterdays that we hold

all the yesterdays that we hold
dwelling through our bones and soul
we pretend they are our own
but they are not


they deceive us, make fun of us
 and leave us hopeful or hopeless
on this grey suburban grounds


so you better not remember
better live of come what may


the tenderness of fingertips that fondle
the precise moment when they touch


 your lips on mine slowly leaning and staying abond
to laugh and rest

 a little while

Marco Bo

miliardi di noi


un tempo,
sotto questo cielo 
 il limite, il confine di ognuno
 era ben visibile,
e male si stava,
  si sussisteva
giorno dopo giorno
dopo giorno

 e ci sarà un giorno
poi
oppure prima,
esattamente quando non sappiamo,
 ma già adesso è come se avessimo dentro una ferita che non conosce cicatrice,
verrà il giorno
succederà che quel limite imposto
sarà completamente invisibile al nostro ragionar raminghi presso queste periferie del mondo
 e allora
saremo nudi alle intemperie dell'anima
come guanti rivoltati fuori dentro, dentro fuori

  perché è il buio che regala un senso alla luce,
è il confine che ci spinge ad andare oltre noi stessi

eppure adesso per atavico timore o dispotica vergogna
per paura o pietosa menzogna
  facciamo finta di non sapere ma
alla fine del giorno sotto questo cielo di periferia
l’effimero agio senza il motivo, il  presunto comfort senza limite porterà inevitabilmente al disamore,

l’avidità allontanerà il miele

e allora per andare oltre
dovremmo imparare a tornare dentro  di noi per un momento

e poi in equilibrio instabile dovremo ricordare come tracciarlo tutt’intorno a noi quel limite
come con un bastone si disegna un cerchio nella sabbia
o polvere che sia su questo grigio  cemento di periferia

e poi una volta tracciato, guardando chi sta oltre il confine,
dovremo imparare a saltare fuori a piedi nudi sotto il sole
o senza riparo da questa pioggia acida
senza vestiti che ci proteggano
dal finto freddo di questo stanco e anonimo mondo artificiale

consapevoli che disegnare e raccontare al mondo la propria sensibilità
  è un dispositivo a responsabilità illimitata ed a valore universale
e senza alcun grado di separazione tra noi e tutti gli altri sette miliardi di persone
che come noi raminghi vanno alla ricerca di un po’ di pace
oltre il confine del così deve essere
  sotto questo grigio cielo di periferia
e così sia

visto che noi
insieme
così possiamo

Marco Bo


“…Ciò che serve per sopravvivere è la verità, la capacità di
concentrarsi sulla realtà della natura, di vedere in profondità
nel mare e lontano nella foresta…”




18/01/17

children of the Northern Lights

people of the great distances
 have their eyes determined in front of them
because they bear the wind that rules sovereign


children of the Northern Lights
they embrace  and cradle you
with the zenith of their gaze
 always close to their next step

as to their eyes
 the next step is you


Marco Bo



omnia



preludio, epilogo
  rumori di vita

  privilegi che percepiamo
  in un battito di ciglia

  piccole cose alle quali noi diamo nome
  e che invece quelli più grandi di noi semplicemente non si curano


Marco Bo
 

omnia 0

prelude  epilogue
noises of life
 
privileges we perceive
in a blink of an eye


little things we give name
bigger ones just don't care


Marco Bo
                                                                                                                                                                   

on the boundary line


why do we start our journey
why do we start our journey
why?.................
 looking out the porthole
of my cabin stranded on dry land
I try to write a piece that looks like the eternal life

seeking a dialect made up of that salty sweet and flowery dough
verses arising from that mixture

left there to rest and rise under a clean cloth of patience

I try and I insist and persist and then
I give up
I do not have the right key and do not know the tune
I only have that hearsay inside that  does not mix with the song

like water sliding on oil
 fresh ink that stains this single sheet of mine


I will ask my love to lend me a chord
and we will sing along,
improvising
 until the end of the world!


since on the precarious keyboard of life,
at the bottom and at the top, after but also before,
little we know except that for anything
when it's time
 it's time
as it is
without part assigned or musical score
along the thin line
between the beginning and the end
an unconscious gaze
and the right words


Marco Bo

sulla linea di confine

perché ci mettiamo in cammino
perché ci mettiamo in cammino, perché?.............
affacciato all'oblò della mia cabina incagliata sulla terraferma
provo a scrivere un pezzo che assomigli alla vita eterna


cerco un dialetto fatto di quella pasta salata dolce e fiorita
versi che fuoriescano da quell'impasto lasciato lì a riposare ed a lievitare piano sotto un panno pulito di pazienza


ci provo ed insisto mi ostino e poi
mi arrendo
non ho la giusta chiave e non conosco la musica
ho soltanto quel sentito dire dentro che non si mescola con il canto


come acqua che scivola sull'olio
come inchiostro fresco che macchia questo mio unico foglio


chiederò al mio amore di prestarmi un accordo
 e canteremo insieme,
improvviseremo
 fino alla fine del mondo!

poichè sulla precaria tastiera della vita,

in fondo ed in cima, dopo ma anche prima,
nulla sappiamo se non che per qualsiasi cosa
quando è il momento
 è il momento

così come viene
senza parte assegnata o spartito musicale
lungo la sottile linea di confine

tra l'inizio e la fine
tra un'inconsapevole sguardo
e le giuste parole

Marco Bo

ululato di plastica

grigie gocce, notte di periferia
e tu che ti lamenti più di un aquilone bagnato sul tetto
e ululi al vento come un povero lupo solitario

sotto la pioggia battente non c'è una direzione giusta da ingoiare,
il ruscello sulla strada potresti essere disposto a seguire,
  poiché la salvezza è soltanto ad una goccia di distanza
e ti può portare in cielo oppure inviare all'inferno

grigie gocce, cielo d'acciaio inossidabile
tu arrabbiato e
ferito animale
canti come un pupazzo di legno, il lamento del fuoco nel naso

tu che hai dato via la libertà
per una svendita di fine stagione
perché adesso non resti là fuori da solo
  a goderti i tuoi vestiti nuovi di zecca bagnati fradici
  perfettamente posati sulla cicatrice d'anima che stringi

tra le mani vuote

tu 

povero lupo di plastica
 cavaliere della convenienza a piede libero

Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.fi/2016/07/plastic-howl.html

17/01/17

al fine di essere

 

al fine di essere
prima che sia troppo tardi sotto questo cielo grigio di periferia
rendersi disponibile alla vita
  ancora


poichè
   non avere
  è
e soltanto possedendo nulla
di nulla
 si ha
  veramente bisogno
al fine di essere


Marco Bo

 

in order to be

before it is too late under this grey suburban sky
making oneself available for life

 again

since
  not having
 is
and only owning nothing
nothing
 you will
 truly need
in order to be


Marco Bo

safe conduct the stranger

walk foreigner walk on
do not be afraid of the night joining hands with sunrise


since in the land of the little light
the snow that your feet trample
it is the only possible salvation for your tired eyes


Marco Bo




 

lasciapassare per lo straniero


cammina straniero cammina
vai avanti
non avere paura della notte che prende per mano il mattino


 poiché nella terra della piccola luce
la neve che i piedi calpestano
è l'unica salvezza possibile

 per i tuoi occhi stanchi

Marco Bo
 http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.fi/2017/01/safe-conduct-stranger.html

16/01/17

verso la stella polare

verso la stella polare
mi ritrovai in un corridoio vuoto e grigio
e mi fermai a respirare ed a riconciliarmi
  con i doni ricevuti lungo il sentiero della vita

verso la stella polare
provai a schiarire la voce ansioso di trovare
 il tono giusto e definitivo
quello nel centro di gravità della tormenta

verso la stella polare
decisi di salire sul palco
e cantare la mia canzone
  per lasciare una traccia del mio vagabondare
 in questo ramingo teatro dell'essere
sotto una grigia cupola di periferia

verso la stella polare
per un attimo mi sono sentito
 come un rullo di tamburi  preludio di un temporale
e in quel fremore ho gioito e cantato alla vita
tra il basso e il tenore
felice come un piede che batte sul punto più altro della più dura salita

Marco Bo
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.fi/2017/01/toward-cynosure.html

toward the cynosure

toward the cynosure
I found myself in a grey empty corridor
I stopped to breathe and to reconcile
 with the gifts received  along the trail of life


toward the cynosure
I tried to clear my voice eager to find the ultimate tone
the one in the center of gravity of the thunderstorm


toward the cynosure
I decided to get up on stage
and sing my own song
 to leave a trace of my going 

through the wandering theater of being
under this grey suburban dome

toward the cynosure
for a moment I felt as a drumbeat prelude to a raging storm
and in this fremore I rejoiced
and sang to life
between the bass and the tenor tune
happy as a foot beating on the highest point of the hardest climb


Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.fi/2017/01/verso-la-stella-polare.html
 

alla stella polare


 non parole determinanti
tutte quelle trattenute dentro
mille silenzi
sfumature di bianco
nel vento gelido

non insegnamenti cori o ritornelli
non suoni distorsioni o grida
non si sa cos'altro quassù dove un errore non è la fine
ma il silenzio sazia

 
sì, il silenzio sazia
fino alle prossime parole che qualcuno tirerà lì nel mezzo come dadi di un gioco da bambini
verbi che rotoleranno nella polvere
preposizioni e buoni propositi che scivoleranno tra le crepe
avverbi e aggettivi che gonfieranno il vuoto di queste nuvole di marmo piene di ansie e di paure

 
l'ho già detto ma lo ripeterò ancora
il silenzio sazia
il silenzio sazia
il silenzio
sazia
ma non perdona
 mai


Marco Bo
 

to the polar star

no decisive words
all those detained within
a thousand silences
shades of white
in the icy wind

no teachings or refrains
no sounds and cries
no one knows what else
but the silence
satiates

yes, silence satiates
until the next words that someone will pull right there in the middle like dices of a child's game
verbs rolling in the dust
prepositions slipping through the cracks

adverbs bloating the void of these marble clouds
full of anxieties and fears

I said it but I will reiterate
silence satiates
silence satiates
silence
satiates

but doesn't forgive

Marco Bo
 

15/01/17

like a baby child

that day
         I was alone in the house of my childhood time

 I lit the stove and I ate a memory of mine

 and I felt on the skin all the thrills of my life sliding by
and cradle me again like a baby child
 
Marco Bo
 
 
 

memorie d'infanzia



di quel giorno ricorderai la porta che hai aperto
e poi il viso di chi era dentro
i suoi saluti e il suo " ti stavo aspettando, entra !"

oppure ricorderai la casa vuota, e tu solo e il buon calore della stufa
mentre assaporavi quel tuo ricordo color paglia 

 e il gusto di sicurezza in te

oppure ricorderai il desiderio di partire e andare lontano
perché avevi un appuntamento con la vita e dovevi andare via ......

e quando penserai a quel giorno
 di
tutta la tua vita ti rallegrerai
e  della contentezza nonostante le cesoie del vento di questo cielo di periferia
tutta la tua vita nel tua contentezza
così imperfetta e tuttavia unica
e così viva


Marco Bo
 

childhood memories

of that day you will remember the door that you opened
and then the face of  who was inside
his greetings and his "I was waiting for you, come in!"


or you will remember the empty house, and you alone  and the good heat of the stove
while you were eating that  straw colored memory of yours and
 the taste of safety within
deeply inside


or you will remember that desire to leave  and go far
because you had an appointment with life there and you had to go away......


and when you'll think about that the day
you shall rejoice of your whole life
and of contentment despite the wind shear of this suburban sky

your entire life in your own
 contentment
so imperfect yet unique
and alive


 Marco Bo
 

14/01/17

nella vita reale

non avere paura di invecchiare
perché nella  vita reale nulla realmente cambia

   nella vita reale
i colori invecchiano soltanto negli occhi di chi guarda

i suoni nelle orecchie di chi ascolta
i sentimenti nel cuore di chi non vuole amare


Marco Bo

in real life

do not be afraid about getting older
because in real life nothing truly changes


  in real life
the colors age only in the eye of the beholder

the sounds in the ears of the listener
the feelings in the heart of who does not want to love


Marco Bo
 

13/01/17

il profumo del pane appena sfornato



 se fossi un lampione
    vorrei illuminarti il viso
  come un ricamo di pace a cristalli liquidi,

un sentiero sicuro da compiacere

  se fossi le gocce di pioggia per terra
    vorrei accarezzarti le caviglie
  dipingerle con i colori primari 
della fame delle mille voglie


  se fossi il profumo di quel pane appena sfornato
  che esce dal negozio dall'altra parte della strada
ti stuzzicherei per farti entrare, e mi accomoderei vicino
per farti dimenticare questo cielo grigio e scuro

ti libererei da questa catena di periferia
  me stesso medesimo poeta nel momento,

grande maestro del calcestruzzo, re delle pozzanghere
 sotto le tue scarpe felici e scricchiolanti

Marco Bo
 

the scent of freshly baked bread

 if I were a streetlight
   I would light up your face
 like an embroidery of liquid crystal peace, a safe trail to be pleased


 if I were the raindrops on the ground
   I would caress your ankles
 paint them with primary colors cravings and hunger all around


 if I were the scent of that freshly baked bread
coming out the shop across the street
I would tease you to let you in, sit nearby
 and make you forget about this dark grey sky


I would release you from this suburban chain
me myself poet in the moment, great master of concrete,
king of the ponds under your happy and creaking  shoes


Marco Bo

12/01/17

ogni singolo giorno che il dubbio manda in terra

sotto questo grigio cielo di periferia
a volte capita
di assaporare la serenità


succede quando riesci a non accanirti contro le tue aspettative
che non corrispondono mai
a quelle degli altri


quando vai, cammini con i passi che sai

verso una qualsiasi salvezza quotidiana

e quando inizi a camminare un po’ ti senti al sicuro
come una piccola tartaruga sulla battigia

che sente l’acqua sotto le zampe
e sa che presto verrà presa, portata via e cullata da quel buon mare


di quella mareggiata e della sua magnifica acqua
il sapore lo conosci bene
lo porti sulle labbra da che hai consapevolezza della tua pelle

dei tuoi sorrisi e delle tue lacrime

 e di quel urlo, quel ruggito innocente che lentamente
impercettibilmente
cresce dentro prima e dopo il silenzio
ogni singolo giorno

che il dubbio manda in terra

Marco Bo


 

11/01/17

before and after the silence



under this grey sky
  unconscious in the wind
even dust
embroiders the instant passing by


guardians of the scream of the smile and  the tears
us

 knowing that we can choose
  much more
we might


Marco Bo

prima e dopo il silenzio




sotto questo grigio cielo
 inconsapevole nel vento
persino la polvere
ricama l'attimo che scorre lontano


noi 
custodi del sorriso e del pianto
coscienti del fatto che scegliere sappiamo,
sotto questo grigio cielo
molto di più
possiamo


Marco Bo



09/01/17

per l'altro, uno


tu vedi le forme
io sento lo spazio


disegnare tutto l'infinito che alberga nei nostri limiti
insieme possiamo


Marco Bo


 

to the other, one



you see the shapes
I feel the space

paint all the infinite that

in our limits dwells
together we may


Marco Bo
 

08/01/17

soggetti ritrovati


 calore e inverno
pace e angoscia
  acqua infinita e fuoco
sogni e dura realtà
  passi infiniti e pazienza
  ho visto e assaporato di te

di te
prima e dopo la maschera
prima e dopo l'armatura che porti addosso
  attraverso queste  dimenticate periferie del mondo
  ho sentito che potevo prendermi cura

perché ho riconosciuto la forma della tua anima
e sapevo che anche tu avevi riconosciuto la mia

Marco Bo
 

lost and found

thirst and flood
 warmth and winter
peace and anguish
 endless water and  fire
dreams and harsh reality
 many steps  and patience
 I saw and savored of you


of you
before and after the mask
before and after the armor that you carry around
throught these forgotten suburbs of the world

 I perceived that I could take care

since I recognized the shape of your soul
and I knew that you had recognized mine too


Marco Bo
 

07/01/17

not any end


 not easy to be comprehended but
any reward deferred
will make your life a little longer


until The End, not any end
the sun will rise regardless
your self esteem as well


Marco Bo
 

si può ancora sognare il futuro


mi giro e rivolgo lo sguardo ai tuoi occhi limpidi e chiari

i tuoi occhi che riconoscono in lontananza la casa dove tu sei nato e cresciuto

 in questo paese perso tra boschi, campi e colline dove passa solo chi davvero qui vuole arrivare,
gli abitanti sono tutti mezzadri, sono uccelli migratori eppure mai alzano la faccia dalla terra


si spostano di cascina in cascina là dove il padrone ed il nuovo raccolto lì manda a chiamare

 adesso è inverno, l’umidità e il gelo sono come frecce conficcate nel cuore
fa così freddo che ogni tanto si sente distintamente il rumore tremendo degli alberi che nella valle si spaccano,
si aprono per il gelo e la loro linfa che scorre , scorre come fosse sangue
sangue


 ma voi bambini non vi curate del freddo e correte dappertutto felici,
 raccogliete rami e sassi a forma di conchiglia per costruire castelli in aria
castelli e palazzi come quelli di Asti che avete visto quando siete scesi in città per la fiera
castelli immaginari su queste colline dimenticate nelle periferie del mondo
luoghi sperduti dove non passa nessuno salvo chi ha davvero un buon motivo per arrivare lì


 rivolgo lo sguardo ai tuoi occhi e capisco,
 adesso tutto quanto ha un senso
gli spiriti dei nostri avi ci prendono per mano e ci riportano a casa

 e sento sulla pelle e nelle ossa il gelo che tu mi racconti

il gelo di quella sera d’inverno vigilia della festa
ed eccoci siamo lì insieme in fondo alla valle in processione

 fa così freddo che con rami secchi e le fascine scartate dalle vigne i grandi accendono falò nei campi per potersi scaldare lungo il cammino

lungo e faticoso è il cammino fino all’incrocio, duro il cammino ma è inverno e in campagna non c’è nulla da fare se non aspettare

io guardo i tuoi occhi e sento il dolore provocato del gelo di quella sera,
 gelo che ti ha lasciato una cicatrice come un ricamo, un tatuaggio per sempre inciso sul tuo bel viso


ma come può sopportare quel freddo un bambino se anche le querce ed i faggi nella valle si spaccano al gelo, come può un bambino resistere, come può?

 “ eppure siamo vivi, siamo sopravvissuti, siamo qui a raccontare, siamo qui a ricordare…..”

 mi giro e rivolgo lo sguardo ai tuoi occhi limpidi e chiari
i tuoi occhi che vedono in lontananza la casa dove tu sei cresciuto
ed ecco che nello spazio di un secondo ascoltando il tuo racconto
ti vedo di nuovo bambino con i tuoi amici lì saltando tutt’intorno


 anni duri quelli ma la guerra è finita, i reduci tornano a casa ,
si può ancora sognare il futuro

Marco Bo

dedicata a mio padre

vivere



non in attesa di imprese mirabolanti
o di traguardi e risultati eclatanti

ma nella quantità non precisata 
eppur finita di passi a noi assegnata

passi in avanti e indietro

 attimi, attese, partenze arrivi e ripartenze

frammenti,
piccoli pezzi sparsi di un puzzle

saperli riconoscere con pazienza,
 metterli vicino
costruire una piccola parte del disegno infinito
e di questo gioire
così
vivere

Marco Bo





 

05/01/17

sulla pelle le parole

 
 sotto questo cielo di cartongesso
procura nausea lo schermo piatto 
perché
 le parole su di esso digitate non hanno
 passato
presente
 futuro

non che si comunicasse meglio quando comunicare era più difficile,
è che allora le parole 
cantate raccontate disegnate
 avevano calore e odore 
spessore e profondità
 dolcezza
 e carattere

 vita propria avevano le parole
e gli esseri umani intorno a loro danzavano
con maschere adorni monili e tatuaggi

sotto questo grigio cielo di periferia
chi può vedere lontano?
chi può sapere se un giorno impareremo di nuovo
a portare come unico vestito per ogni stagione,
 le parole, come ricami di infinito,
sulla pelle
 nuda

Marco Bo







 

03/01/17

being in life



roots sinking into the unknown
sap flowing through the trunk of scars embroidered
  bold branches extending toward infinity
seasons will choose their outfits

  one time
bare feet
on bare ground
I brought my steps

yes

about being in life
  say
I may


Marco Bo

essere in vita


radici che affondano verso l'ignoto
linfa che scorre nel tronco di cicatrici ricamato
 spavaldi rami che si estendono verso l'infinito
le stagioni sceglieranno il loro abito

 una volta
a pieni nudi 
su nuda terra
ho portato il mio passo

sì,
di essere in vita
 dire
io posso

Marco Bo



 

come un sussurro al selvatico

sotto questa cicatrice di cielo
 eternamente vittoriosa in questo unico e fragile istante
vita mai doma

vita mai doma
le palme delle mie mani sul terreno freddo, l'orecchio al suolo
  ad ascoltare la tua lezione
come un sussurro al selvatico

Marco Bo

dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...