31/10/16

becoming acquainted

under this grey suburban sky
with a smile of omnipotence that puts to shame the darkness that  is all around,
season after season we walk on shards of infinity
and we cry out our arrogance  to the wind that does not listen

we cry out
our arrogance
to the wind
that does not listen

  under this grey suburban sky,
becoming acquainted,
always too late
to our frailties
we will surrender

Marco Bo

30/10/16

venendo a conoscenza


 sotto questo grigio cielo di periferia
con un sorriso di onnipotenza che fa vergognare il  buio che c’è tutto intorno,
stagione dopo stagione camminiamo su schegge d’infinito
e gridiamo la nostra arroganza al vento che non ascolta


gridiamo
la nostra arroganza
al vento
che non ascolta


 sotto questo grigio cielo di periferia , venendo a conoscenza,
sempre troppo tardi
alla nostra fragilità
ci arrenderemo


Marco Bo

28/10/16

across the barricades


if we raise our eyes
if we want to see

if we look

if we let the words arrive
if we listen across the barricades

if we open the door
if we trace the path
if we walk


if we arrive to join our hands

on their own hurdles,
together all the steps make a stair


Marco Bo

attraverso le barricate


se alziamo lo sguardo
se guardiamo se parliamo
se diamo il tempo alle parole di arrivare

se ascoltiamo attraverso le barricate

se apriamo la porta

se lasciamo entrare
se lasciamo uscire
se facciamo il primo passo
se tracciamo il cammino
se camminiamo 

insieme e se arriviamo a prenderci per mano.....

da soli siamo ostacoli
insieme siamo tutti gli scalini necessari per fare una scala

Marco Bo

attraverso le barricate


se alziamo lo sguardo
se vogliamo vedere

se guardiamo
se diamo il tempo alle parole di arrivare

se ascoltiamo attraverso le barricate

se apriamo la porta
se tracciamo il cammino
se camminiamo


se arriviamo a prenderci per mano


da soli ostacoli,
insieme tutti gli scalini fanno una scala

Marco Bo
 

27/10/16

le felicità possiamo

 
sotto questo cielo di periferia
di mali e di paure non sappiamo
se non che all'incrocio con il possibile, alcune volte arrivano

e invece, le felicità 
una carezza
un bacio
un sorriso
il braccio che sostiene un passo in salita
e un abbraccio che scalda il cuore,
 occhi che guardano avanti con speranza
e mani giunte dove riposare in pace

le felicità su questa zolla di terra
per essere comprese
devono essere piccole
piccole

 sotto questo cielo di periferia
di felicità sì sappiamo  
e possiamo

Marco Bo

le formiche



a Gate City quartiere popolare Afro Americano di Birmingham Alabama
 tra i tanti, uno dei miei compiti di volontario era quello di occuparmi una volta al mese di eliminare le formiche.


Dalla casa parrocchiale uscivo presto che era ancora buio,
la mia famiglia dormiva ancora tranquilla,

prima di uscire li guardavo dormire....

e poi andavo per la mia strada

 giubbotto corto con colletto tirato su, 
trovavo nel piazzale davanti alla chiesa Kevin che tutte le mattine giocava la partita di baseball che aveva in testa,
stretta di mano pacca sulla spalla "How's going man?" 
Come va uomo! mi diceva e mi salutava sempre dicendo 
"non ti preoccupare amico mio, abbiamo tutto il tempo
tutto il tempo del mondo,
 adesso......" 
e spariva spingendo la sua casa, un vecchio e sbilenco carrello del supermercato Piggly Wiggly 
ed io continuavo per la mia strada.....

pochi minuti di macchina ed arrivavo allo Youth Center,

nella casa della comunità alcuni erano già in piedi, 
Father Greg che si preparava per andare all'università dove insegnava filosofia
 e Father Richard che andava tutti i giorni in carcere a visitare
"i dimenticati" come li chiamava lui

gli altri dormivano, era ancora buio,
 loro due invece li trovavo in cucina, e con loro al freddo prendevo un caffè lungo e fumante,
 scambiavamo due parole e poi ognuno per la sua strada andava.

La mia strada era quella di uscire e perlustrare con attenzione tutto il perimetro intorno al Centro ed alla casa della comunità
e poi giù per il campo da gioco e intorno alla basketball court,
perlustrare con attenzione, 
con molta attenzione,
perché dovevo trovare i nidi!
 soprattutto quelli vicino alle vecchie case tutte di legno
e una volta trovati i nidi, spargere l'insetticida in polvere.

Formiche,
formiche grandi e nere
 erano dappertutto, da anni ormai la comunità cercava di combattere questa piaga ma non c'era stato verso,
tornavano ancora e sempre in numero maggiore,
i nidi erano tanti soprattutto vicino alla Centro giovanile dove si svolgevano la maggior parte delle attività con i giovani del centro, bambini e adolescenti che transitavano lì dato che in quel quartiere dimenticato da tutti nelle periferie del mondo, quello era l'unico centro di ritrovo e aggregazione.

il quartiere si chiamava e si chiama a meno che le formiche non l'abbiamo fatto sparire 
Gate Ciy  città cancello, inferriata,
già il nome identificava perfettamente la realtà di emarginazione di abbandono...............


continua
Marco Bo

26/10/16

seasons and distances


under this grey suburban sky
a free heart beats inside a fortress

day after day
the doors and windows open and close
and get old
  the  wood dries and then rots
and then it swells and shrinks,
and the breeze increase
 so the humid heat of summer and the chill of winter passes by


under this grey suburban sky
time goes by and we are all more and more  anxiety slaves

and yet
nothing else we know nothing else we can ask
but to feel the beat
be aware it
savor it
and let the sunrise and sunset and the change of seasons
tear down
the doors the windows and all barriers
and so let the heart
forever free


Marco Bo



fame

allevamenti industriali
produzione di massa
esaltatori del gusto
coloranti artificiali
confezioni ed imballaggi
data di scadenza
codici a barre
scannerizzatori
casse  automatiche
carrelli
cestelli
operatori
consumatori
 pubblicità................

sfamami
amami
amami!

Marco Bo

fame

allevamenti industriali
produzione di massa
esaltatori del gusto
coloranti artificiali
confezioni ed imballaggi
data di scadenza
codici a barre
scannerizzatori
casse  automatiche
carrelli
cestelli
operatori
consumatori.........
 pubblicità

sfamami
disfami
affamami
amami!

Marco Bo
 

25/10/16

stagioni e distanze


sotto questo grigio cielo di periferia
batte il cuore libero dentro ad una fortezza


giorno dopo giorno
le porte e le finestre si aprono e si chiudono
e invecchiano

 il legno secca e poi marcisce
e poi si gonfia e si restringe,
gli spifferi aumentano
e così passa il caldo umido d'Estate e il gelo d'Inverno,


sotto questo grigio cielo di periferia
tempo che passa e noi tutti siamo sempre più prigionieri dell'ansia

eppure
null'altro sappiamo null'altro possiamo chiedere
se non di sentire il battito
essere consapevoli
essaporarlo
e lasciare che l'alba e il tramonto e i cambi di stagione
facciano cadere un giorno
le porte e le finestre e tutte le barriere
così da liberare il cuore
per sempre


Marco Bo

a tutta l'Africa nel mondo


Africa che risuoni tra le baracche del barrio
Africa nel volto di un mendicante loco solitario


Africa nei bambini ai bordi della via
Africa rispondimi ovunque tu sia


Ti ho visto in Nicaragua negli occhi stanchi di un pescatore,
ti ho visto su impalcature lavoravi muratore,
vendevi maracuja correndo ad una macchina
col finestrino alzato spiegavi il prezzo con la mimica.


Africa rinchiusa dietro le sbarre di una cella
guardavi nascer l’alba, sempre uguale, sempre quella,
sotto le stelle che ti avevan vista schiava,
tuo figlio sconcertato la ragione domandava,


la ragione di tanta violenza perpetrata
da uomini spinti da avidità sconfinata
su milioni di altri uomini catturati e incatenati
per lavori inumani al nuovo mondo destinati.


Pochi arrivano vivi a Salvador Bahia,
incatenati e buttati nella polvere della via.


A te figlio che la ragione domandavi,
a te questo pianto eterno della tratta degli schiavi.


Quanta Africa persa sulle vie del mondo.
Ti ho visto in Nord America nelle grandi città,
morire al gelo di un inverno senza pietà.


Ti ho visto vicino al fuoco cantare,
ti ho visto nei ghetti vivere ed odiare.


Ti canto nelle grandi distese pastore nomade
muovendo i tuoi passi in valli e terre umide


ti immagino nel Sahel sopravvivere la siccità
con un unico sogno, migrare in città


cercare fortuna nel ricco occidente
e fuggire l’ingiustizia di una dittatura opprimente.


Quanta Africa persa sulle vie del mondo,
quanta Africa sofferente al freddo dell’inverno,

a te questo canto fatto con il tuo pianto eterno



quanta Africa ho visto persa sulle vie del mondo
ma il tuo tempo è arrivato
 Africa in cammino!
porto sicuro è l’Africa dove il cuore va a riposare sereno
 questo è l’inizio della nuova era 
 a te mi inchino Africa e chiedo perdono
per sentieri e periferie io sono soltanto un povero pellegrino
 e quanta Africa ho visto persa sulle vie del mondo
 a te dedico questo canto umile
a te Madre Africa anima sensibile  

Marco Bo

disegno in matita e acquerello
Marco Bo

24/10/16

starting point


starting point
to recognize the magnitude
in the immeasurably small


  material, river of lava in the vision
warmth of life that expands within the desire


  desire to leave a footstep
still alive
over  and in spite of everything

as a brave red poppy grown
into the cracks through asphalt and concrete by the roadside

naked desire
the only real movement
under this grey suburban sky


Marco Bo

nudo desiderio


sotto questo grigio cielo di periferia, un punto di partenza
per riconoscere la grandezza
nell'immensamente piccolo


 materia, fiume di lava nel sogno
calore della vita che si espande nel desiderio


 desiderio di lasciare traccia,
ancora vivo oltre e nonostante tutto

come un coraggioso papavero rosso cresciuto
tra asfalto e cemento al bordo della strada


nudo desiderio
unico vero movimento
sotto questo grigio cielo di periferia


Marco Bo

il primo passo


"..l'illusione di crescere liberi
 è un passatempo che ci mantiene in vita sotto questo grigio cielo di periferia, come un sorso d'acqua fresca nel deserto..."


così declamò il viaggiatore prima di tornare sul suo cammino

chi l'aveva ospitato durante l'inverno non si aspettava nulla in cambio,
 non un grazie ma neppure uno schiaffo come questo,

del quale però fu molto grato

 e così su due piedi rassegnato chiuse la porta di casa ma senza mandate
assaporò l'aria tiepida e dolciastra del riscaldamento
sentendo insinuarsi come mille serpenti a sonagli tra ai piedi
tutti i più gelidi spifferi del mondo, pianti, risate e lamenti

era cosciente di essere succube
 servo di case e di cose e faccende da sbrigare....
e voleva liberarsene e liberarsi ma non sapeva da dove iniziare


eppure questa volta era determinato a non arrendersi
e come prima cosa iniziò a pianificare il primo passo

il primo passo
non avrebbe più risposto

non avrebbe più risposto
e neppure opposto resistenza al richiamo dell'ansia

avrebbe atteso la sera per svegliarsi e partire
non all'inseguimento del viaggatore ma alla ricerca di lumicino da accendere e dove rimanere in raccoglimento,


in sereno raccoglimento,
 come aveva visto fare un giorno d'autunno lontano
da due piccole e anziane persone compagne di vita

che nella loro fragilità,
sulle spalle reggevano una porzione d'universo


mentre la loro guida aveva riconosciuto
 il punto preciso dove poggiavano i pilastri della grande storia

la base, le antiche mura fatte di un intreccio di mani e di abbracci,

un punto di partenza

un punto di partenza
per riconoscere la grandezza nell'immensamente piccolo,
la materia come un fiume di lava scorrere nel sogno
il calore della vita espandersi nel desiderio


il desiderio di lasciare traccia, ancora vivo oltre e nonostante tutto
come quei coraggiosi papaveri che crescono
tra l'asfalto e il cemento al bordo della via

il nudo desiderio,
unico vero movimento,
di un salvifico esodo


il nudo desiderio,

il primo passo
sotto questo grigio cielo di periferia

Marco Bo
 

21/10/16

with rage do not live


under this grey suburban sky, do not live with rage on
  not that of others and not even your own


and do not let the sharp neatness
  of the intact white sheet of deception enchant you


give space to space and time to time
  because only during silence you can hear
  and only through a tear you can see .......


random thoughts to be stored in a safe place

and if you're lucky to have someone beside
  that after years and steps
  will remind you where
 those thoughts you have placed
  then you will be able to say that you have lived
  in peace


Marco Bo

con rabbia addosso non vivere


sotto questo grigio cielo di periferia,
non vivere con la rabbia addosso
non quella degli altri e nemmeno con la tua

e non lasciare
che la nitida lindezza
dell'intatto lenzuolo bianco dell'inganno ti incanti

dai spazio allo spazio e tempo al tempo
 perché soltanto durante il silenzio si può ascoltare
e soltanto attraverso uno strappo si può vedere.......

pensieri sparsi, questi da sistemare in un posto sicuro

e se avrai la fortuna di avere qualcuno accanto
 che a distanza di anni e di passi
ti ricorderà dove questi pensieri li hai riposti
potrai dire allora di aver vissuto
in pace

Marco Bo


 

19/10/16

naked

names of things
the simple ones
sublimate in good aromas without edges or distortions
and resolve among thorns a portion of life between morning and sunset


those complicated nouns
they do not ever fly over the border of the so must be
and collapse before even building up in the eyes of those who listen
on tiptoe,  if those who listen still exists


of names, on the journey of this life
 as years go by like water of a river, the less I know
the less I own


less and less
but I do fear the void that is
because
arriving to the end,
  between the cracks in the concrete under this grey suburban,sky
naked of things and words,
a good heaven
will be


Marco Bo



nudo


i nomi delle cose 
quelle semplici
si sublimano in buoni aromi senza spigoli e distorsioni
e risolvono tra le spine una porzione di vita tra mattina e calar del Sole

quelle complicati di sostantivi
non volano mai oltre confine del così deve essere
e crollano ancor prima di costruirsi negli occhi di chi ascolta
in punta di piedi, se ancora  chi ascolta esiste

di nomi sul cammino di questa vita
più trascorrono gli anni come acqua di un fiume, io sempre meno so
sempre meno ho

sempre meno
ma non temo il vuoto che c'è
perché
arrivare alla fine,
 tra le crepe nel cemento sotto questo grigio di periferia,
nudo di cose e di parole
un buon paradiso
sarà

Marco Bo

 

Ricordo di nebbia

New York USA 2006

Esco dal Convention Center, la fiera è finita, torno in albergo, cammino verso Park Avenue, fa freddo, entro in un centro commerciale, uomini e donne salgono e scendono scale mobili,  non è giorno né notte né inverno né estate sotto cieli d’aria condizionata.

E mi passa per la mente un paesaggio, un ricordo d’infanzia, le colline del Monferrato immerse nella nebbia come isole in un immenso mare, e penso:
“..Alcuni nella nebbia si cercano e si trovano, altri alla luce del sole si schivano si evitano accelerano il passo scendono le scale occhi sullo schermo collegati in rete e con l’auricolare come cordone ombelicale…”

Esco di nuovo al freddo, caffè in mano e provo ad accendere una sigaretta, ma fa troppo freddo, guardo gli sguardi dei passanti e sento brandelli di conversazioni al cellulare:

“…..Non penso che ci sia il tempo per aspettarlo , è troppo lento e se non lo cerchi con attenzione lo vedi a stento, è una perdita di tempo….”

Alcuni nella nebbia si cercano, altri alla luce del sole si evitano si schivano…

Una Limo frena accosta e si spalanca una portiera, musica a palla, facoltosi turisti gridano dall’interno:
“No non possiamo fermarci a guardare è soltanto flora e fauna locale! volgare paesaggio ornamentale, null’altro di interessante da rilevare….”

Forse sono artisti, attori pop star….
 
Alcuni nella nebbia si cercano, si incontrano e sorridono, altri alla luce del sole non alzano mai lo sguardo.

A Time Square, alzo la testa e vedo i titoli della CNN e poi un annuncio, advertisement di un nuovo programma TV:
“Si prega di lasciar libero il passaggio per chi può tenere il passo, la corsa non può aspettare, il reality è in diretta in prime time nazionale!”.

Alcuni nella nebbia si incontrano e condividono un tratto del cammino con passi tranquilli e leggeri ,
altri alla luce del sole soli tra migliaia di persone pestano i piedi per non perdere la posizione.

Distributore automatico di gadgets, souvenirs, bevande energetiche, sigarette:
“Si prega di digitare il codice pin o di strisciare la carta, il dispenser somministrerà la giusta dose, la direzione declina ogni responsabilità per eventuali effetti secondari”

Alcuni nella nebbia si cercano altri, i più, alla luce del sole si schivano…..
Altri turisti escono da un negozio di elettronica, hanno appena acquistato l’ultimo smart phone:

“..Certo che è una provocazione, tutte queste luci ed insegne come si fa a resistere alle continue sollecitazioni, no non siamo responsabili delle nostre azioni …..”

Io sono qui, io, cammino tra migliaia di persone che si schivano con attenzione sotto la luce di migliaia di riflettori, luci al neon ed affetti speciali, laser che proiettano immagini tridimensionali ………… cerco un po' di nebbia per riflettere,
 un po’ di silenzio per ascoltare, per ascoltare.

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Marco Bo

La voce di Basilio Santoro
https://soundcloud.com/basiliosantoro/ricordodinebbia-1

18/10/16

pausa di pace prepagata


sotto questo grigio cielo di periferia
lo sportello pratiche inevase è aperto
la coda è stata correttamente veicolata
la procedura attivata


presso questa rotatoria del così deve essere
la macchina va alimentata
materia prima che entra
pezzo nuovo che esce
l'ingranaggio funziona
funziona e poi

qualcuno vorrà comprare
e qualcuno dovrà pagare

io
 ingranaggio io
ogni tanto mi fermo
leggo una poesia
riprendo fiato
mi appassiono
esco da me stesso
e poi torno
e vado avanti


sotto questo cielo di aria condizionata
io
ingranagg-io
non vorrei essere schiacciato dall'ansia di ridurmi a sperare che
nessuno abbia dubbio alcuno riguardo al fatto che io voglia pagare!

pagare il giusto
magari anche qualcosa in più


basterebbe avere tempo
più tempo
tempo per compilare il modulo

tempo per fare l'ordine
e pagare

tempo per
pagare


ma la macchina va alimentata
la macchina non aspetta
non puoi dialogare con la macchina
non ancora

la macchina blocca l'accesso se sbagli la password
la macchina, non che lo voglia, eppure ha sempre ragione la macchina


e non ha colpa la macchina

la macchina in fondo è buona
anche se non lo sa


sotto questo grigio cielo di periferia
lo sportello pratiche inconcluse è aperto
la coda è stata correttamente indirizzata
la procedura iniziale e quella finale è stata attivata

la macchina va alimentata
materia prima che entra
pezzo nuovo che esce
l'ingranaggio funziona
funziona

e presto non ci sarà più coda
tra una pausa di pace prepagata
e l'anteprima della fine del mondo


Marco Bo

 

17/10/16

quando si chiude il sipario

sul palcoscenico
la maschera appesa al fragile filo della risposta
 non esita
nella sua immutabile smorfia di sorriso e di spavento 

sotto la maschera la tua anima sola,
fino alla fine in bilico sul baratro del silenzio,
 trema

eppure sotto questo grigio cielo di periferia,
sai che parlare devi nel tempo dato
tra l'inizio e la fine della rappresentazione

e quando si chiude il sipario,
altra parola
non dire

Marco Bo

 

13/10/16

il contenuto se è

i non abbastanza
i più
la massa la media e l'arroganza

gli a meno che
oppure i piuttosto
quelli che anche se
e gli altri al netto di
e poi assolutamente no
ed assolutamente sì

forse è tremendamente presto per chiedere buon senso
oppure è troppo tardi persino per considerarlo

e allora meglio rimanere in silenzio e sfiorare la forma dall'interno
perché il contenuto se è
nascerà è crescerà
tra le crepe ed il cemento 
 sotto questo grigio periferia

Marco Bo



 

12/10/16

un giorno come un altro


sotto questo grigio cielo suburbano
un giorno come un altro
chiamarono il silenzio, rispetto
e così non parlarono
ne ascoltarono
mai più

Marco Bo
 

11/10/16

porta quello che senti


presso questo palcoscenico dimenticato nelle periferie del mondo
io porto quello che di me riesco a capire,
 quello che sento, 
non sulle spalle,
ma nel cuore

e sono così leggero che l'aria sorride ai miei pensieri

Marco Bo
 

10/10/16

passante


cielo livido, viavai di periferia
le stagioni transitano


persone appendiabiti si scambiano disattenzioni


su sfondo grigio asfalto
scorre l’infinito
 
Marco Bo
 

on the smooth walls


under this grey suburban sky
  fragile as we are
more often than not we hide from the present
running away into our past
or stepping on the future of others


both cases we cry inside our discontent
the deafening echo reverberates between the temples

and so helpless we slip on the smooth walls of misunderstandings
that we ourselves build


Marco Bo

09/10/16

sulle pareti lisce


sotto questo  grigio cielo di periferia
 fragili come siamo
il più delle volte ci nascondiamo al  presente
scappando nel nostro passato
oppure calpestando il futuro degli altri

in entrambi i casi gridiamo dentro il nostro scontento
l'eco assordante rimbomba tra le tempie

e così inermi scivoliamo sulle pareti lisce dell'incomprensioni
che noi stessi costruiamo

Marco Bo


 

07/10/16

between fringes of dreams scattered among the narrow streets and surroundings of these suburban mazes,
amid shrill wailing songs and prayers
with a minute to open eyes that give us we are saved we are alive
yet
so we look and how we light the hearts bonfire in the night

perhaps between creation and original sin has passed a millennium or a few seconds, we do not know,
but the repair is easier than a sigh in a crossing of the unknown windless

and then I will stop here
because I know that we are too fragile beings as we can remember and we know very little
perhaps why the infinite yearn
and this immense mirage sooner or later we lay to rest
  in the hurricane of a hectic and loud serenity

Marco Bo

nell'uragano di una frenetica serenità


tra frange di sogni spersi
 in vicoli e dintorni di questi labirinti di periferia,
in mezzo a striduli canti lamenti e preghiere
con un minuto di occhi aperti che ci regaliamo
 siamo salvi siamo vivi
ancora

ci guardiamo così ed accendiamo i cuori come falò nella notte

forse tra creazione e peccato originale è passato un millennio oppure pochi secondi, non sappiamo
eppure la riparazione è più facile di un sospiro in una traversata dell'ignoto senza vento

e allora mi fermo qui
perché so che esseri fragili come siamo
 troppo possiamo ricordare e ben poco sappiamo

forse per questo all'infinito aneliamo e apparteniamo
e di questo miraggio immenso prima o poi ci posiamo a riposare
 nell'uragano di una frenetica e assordante
serenità

Marco Bo

06/10/16

do not ask why

beyond the pillars of any reasonable doubt and fear
under this grey suburban,sky
sometimes
you are happy
as a warm and welcoming island that maybe
during your brief and precarious always,
you will never reach


butdo not ask why
in not knowing keep on rowing
on this frail raft of the
 so like it happens


and keep on flying like a fragile string lost in the wind
to the land of the eternal veil


Marco Bo

non chiederti il perchè



oltre le colonne di ogni ragionevole dubbio e timore
sotto questo grigio cielo di periferia,
a volte
sei felice
come una calda e accogliente isola che forse
durante il tuo breve e precario viaggio

non raggiungerai

ma tu non chiederti il perché,
nel dubbio continua a remare
su questa fragile scialuppa del tempo che ti è stato dato

e continua a volare come un fragile filo perso nel vento
verso le terre del tessuto eterno

Marco Bo


meta pro pre proto post


protocol
proto head
proto system
proto individual
proto guilty
proto procedure
proto start
proto end
proto all
  proto something
proto nothing
proto flowers
proto perfumes
proto life
proto infinity
proto protest
proto silence
proto assent
proto dissent
proto conflict
proto peace
proto wellness
proto distress
proto good
proto bad
proto sweet
proto salty
proto rights
proto duties
proto pre post meta
and so
on ...

Marco Bo

pre proto post meta pro


protocollo
proto testa
proto sistema
proto singolo
proto colpa
proto procedura
proto inizio
proto fine
proto tutto
 proto qualcosa
proto niente
proto fiori
proto profumi
proto vita
proto infinito
proto protesta
proto silenzio
proto assenso
proto dissenso
proto conflitto
proto pace
proto benessere
proto disagio

proto buono
proto cattivo
proto dolce
proto salato
proto diritto
proto dovere
proto pre post
meta
e così

via …

Marco Bo

05/10/16

ricetta per timbro acido


sotto questo grigio cielo di periferia,
appena dietro l'angolo
solitudinarietà

 esplosione egemonica
angoscia culturale


massa di mezzo a bada dietro tendaggi grigio catrame,
che cucina caos
e prede improduttive del secolo breve


Marco Bo

acid timbre recipe


under this grey suburban sky
just around the corner solitudinarines
egemony blast

 cultural distress

middle mass at bay behind grey tar curtains
 cooking chaos
and short century's unproductive preys
 

Marco Bo
 

endless frailty

under this suburban sky
 as if we had certainty of endless harvests
we go


  and yet
  between the seed and its sole fruit
 an entire life goes by


we are pollen of  endless unconsciousness
prisoners of a gust of breeze


Marco Bo

infinita fragilità

sotto questo cielo di periferia,
 come se avessimo certezza di infiniti raccolti
andiamo

 eppure

 tra il seme e il suo unico frutto
 trascorre una vita intera


siamo polline d'infinita incoscienza
prigionieri di un alito di vento


Marco Bo



04/10/16

shaky bridge


  maybe one day some will reconsider but
about standing up in the cold on the old shaky bridge
and not relocating indefinitely inside in bottomless muddy puddle
yes we have sinned!

and we are proud it
at least until tomorrow

the inquisitor will not wake up
between the beginning and the end of this well deserved
lonely sip of freedom

Marco Bo
 

tra le onde

tra le onde
  con la pagella e due monete di speranza in tasca
 desideravo un giusto esame

e invece
ho visto la mia vita andare a fondo, via lontano

 lontano

giuro, ho provato ma proprio non riuscivo a respirare
  forse era troppo presto, forse era troppo tardi
  o semplicemente non è mai il momento giusto
  per sognare così forte

tra le onde

Marco Bo


 

03/10/16

amid the waves


amid the waves
with the report card and two coins of hope in my pocket
I longed to a fair exam
instead

I saw my life drowning far away

away
I swear I tried but I just couldn't breathe
maybe it was too early maybe it was too late
or just never the right time
to ever dream so strong

amid the waves

Marco Bo
 

amid the waves


amid the waves
with the report card and two coins of hope in my pocket
I dreamed of a fair exam

instead
I saw my life drowning far away

away
I swear I tried but I just couldn't breathe
maybe it was too early maybe it was too late
or just never the right time
to ever dream so strong

amid the waves

Marco Bo
 

liberazione


oggi non sarò la terra dove cade la pioggia
oggi la pioggia non cadrà


 oggi non sarò la guerra che non vuoi vedere
e nemmeno la fame che non vuoi sentire

oggi non interpreterò il tuo senso di colpa con lacrima da pagliaccio sul tuo bel viso
oggi
su questo palco perso nelle periferie del mondo
senza maschere e senza permesso

 pace io sarò!

oggi non sarò 
quel corpo abbandonato in fondo al mare nostro della dimenticanza

oggi
no
 non aspettarmi
e neppure domani
perché
io
mai più salperò
se non verso il cuore
mio

 che poi era il mio dono per te

Marco Bo

per i migranti dispersi  nelle periferie del mondo


nel tempo a cui apparteniamo


nel tempo, a cui apparteniamo,
ci sono giorni così limpidi chiari e lineari

giorni dei quali si vede chiaramente l’umile inizio
e la superba ed orgogliosa fine che di noi e delle nostre fragilità
 nulla vuole sapere


ci sono altri giorni invece che sono come stretti nodi
eppure più benevoli
perché sotto questo grigio cielo

anche se non si districano
i giorni scorrono via

Marco Bo




 

02/10/16

quando si nasce


a volte capita che tu sei
senza sapere come ti chiami


e poi capita che,
 all'incrocio tra il così deve e il così potrebbe essere ,
qualcuno passa e dice il tuo nome

ed è allora che si nasce ancora
o forse per la prima volta
sotto questo grigio cielo di periferia


Marco Bo

when you are born



sometimes it happens that you are
without knowing your name

and then it happens that,

 at the intersection between the so must with the so could be,
 someone comes along and calls your name


it is then that you are born again

or perhaps for the first time
under this grey
suburban sky

Marco Bo

dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...