31/10/12

canzone per il tuo sorriso Nicaragua, Laguna di Xiloà, 1992





sul foglio bianco
 scrivo soltanto 
che mi sento oggi
 più giovane di allora
 con te al mio fianco
con te accanto

il tuo sorriso 
come tatuaggio su mio viso 
noi due nella tempesta
ricordo del primo bacio
ricordo del tuo primo sorriso

sul foglio bianco 
scrivo soltanto 
che il tuo sorriso 
oggi come allora
è intenso è immenso
è come un tatuaggio
 inciso negli occhi
 e sul mio viso 

oggi come il primo giorno
 che l’ho incontrato il tuo sorriso
all’uscita della scuola 
io volontario vagabondo
con in tasca soltanto un sogno
 una rivoluzione, cambiare il mondo
da cima a fondo
e tu studentessa dell’ultimo anno 
con in mente il tuo sogno
 di costruirlo il tuo nuovo mondo

oggi come allora
il tuo sorriso 
e il tuo passo leggero 
il tuo passo elegante e veloce
la sera all’uscita da scuola 

sul foglio bianco
 scrivo soltanto 
che limpido e preciso 
è il ricordo
del nostro primo bacio
alla laguna di Xiloà
 dove la leggenda dice che 
una triste principessa Indigena 
si era persa nella corrente
alla ricerca del suo pretendente 
da lei allontanato 
perché povero 
povero e abbandonato
abbandonato

sul foglio bianco 
scrivo soltanto
che ricordo come fosse adesso 
il momento preciso
 in cui abbiamo deciso
 di camminare fianco a fianco

sul foglio bianco
 scrivo soltanto 
che mi sento oggi
 più giovane di allora
 con te al mio fianco
con te accanto

e se una mattina d’autunno
 per qualche istante
 l’angoscia del tempo 
mi dovesse prendere alle spalle con i suoi artigli
 senza timore senza esitare
 prenderei per mano il tempo

sul foglio bianco
 scrivo soltanto 
che mi sento oggi
 più giovane di allora
 con te al mio fianco
con te accanto


 nostro testimone e compagno di viaggio
e annienterei l’angoscia 
con la segreta e mite potenza del tuo sorriso
il tuo sorriso riflesso ed inciso 
come tatuaggio nei miei occhi 
come tatuaggio sul mio viso 

sul foglio bianco 
con te al mio fianco
 continuo a scrivere
 la nostra storia
sul foglio bianco

e il tuo sorriso oggi come allora
è come un tatuaggio riflesso ed inciso nei miei occhi 
come scialuppa di salvataggio
alla deriva ma come in riposo, in pace 
in un mare in tempesta
ancora insieme 
ancora in viaggio
oggi come allora


oggi come allora
sul foglio bianco
 scrivo soltanto 
che quel giorno del nostro primo bacio
alla laguna della leggenda
 dove un tempo vi era un vulcano
noi due ci siamo tuffati
nelle acque torbide ed agitate 
e da allora mai più siamo tornati


sul foglio bianco
 scrivo soltanto 
che mi sento oggi
 più giovane di allora
 con te al mio fianco
con te accanto


 ancora nuotiamo, nuotiamo
 fianco a fianco 
nelle acque del tempo 
acque ora calme ora agitate, agitate
cercando i due innamorati della leggenda 
che nascosti ci guardano 
e sorridono anche loro felici 
perché sanno 
che non vi è ostacolo al mondo 
che possa impedire a due innamorati
che hanno il sorriso l’uno dell’altro inciso 
negli occhi e sul viso
 di prendersi per mano
 e camminare lontano
lontano

ricordo del primo bacio,
Laguna di Xiloà, Nicaragua 1992
dedicata a Martha Jazmina 

sul foglio bianco
 scrivo soltanto 
che mi sento oggi
 più giovane di allora
 con te al mio fianco
con te accanto!


Marco Bo. Perchè ci mettiamo in cammino






30/10/12

l’uomo allo specchio




canzone per il risveglio in un mattino d’inizio autunno

siamo soltanto sottili fili di un tessuto eterno

raccogli il tuo tempo e la tua memoria in un fazzoletto questa mattina
richiudilo con cura il fazzoletto e portalo con te a passeggio per tutta la giornata 

ti accorgerai così che non vi è ragione di affannarsi né di penare adesso,

siamo soltanto sottili fili di quel tessuto, di quel fazzoletto
siamo onde del mare, siamo mare agitato 
mare mosso mare in tempesta

siamo soli noi ma siamo in tanti,
e se  impareremo a guardarci in viso e negli occhi adesso
noi saremmo capaci di riportare la luce

la luce in tutti gli occhi spenti
spenti e persi agli incroci e sulle vie de mondo

a allora non temere non ti preoccupare adesso,no!
raccogli il tuo tempo e la tua memoria in un fazzoletto 
richiudilo con cura quel fazzoletto e portalo con te a passeggio questa mattina per le strade del giorno

e se ti fa sentire meglio, non aver paura,
stringilo forte quel fazzoletto e sentirai correre in te come sangue nelle vene la tua memoria, le tue radici, il tuo tempo, 
il tempo trascorso e quello ancora da scrivere, 
quello richiuso in un cassetto e quello ancora da vivere 
vivere

no, 
non avere paura adesso,
noi siamo soltanto sottili fili di un tessuto eterno 
viviamo pochi attimi il tempo di girare intorno
un breve volo oltre il nostro orizzonte per vedere cosa c’è oltre le colline, oltre l'autunno, oltre l’inverno

soltanto un giro di giostra e qualche giro di stagioni
e poi il ritorno alle nostre radici alla terra alla nostra memoria, 
il ritorno a casa stanchi ma felici 
felici

e sulla via del ritorno ti accorgerai che non sei solo,non lo sei mai stato
e tutti i tuoi amici e poi le piante gli animali,
la poiana che vola maestosa sulle colline, 
tutti saranno lì ad aspettare il tuo ritorno, anche la terra che hai calpestato ti sorriderà,
anche il sassolino al quale il giorno della tua partenza per il mondo hai tirato un calcio 
e poi l’aria le piante e le zolle di terra ti sorrideranno ancora e si rallegreranno per il tuo ritorno

perché loro sanno,
loro hanno memoria di te,
loro hanno memoria di noi, 
e sanno che noi tutti siamo soltanto sottili fili di un tessuto eterno,
eterno
e questo è solo un ritornello, una canzone 

una canzone una medicina, un rimedio per alleviare il risveglio 
per alleviare il risveglio di un mattino d'inizio autunno

l’autunno della vita e la primavera del cuore
e così sia


Marco Bo





27/10/12

la vita vista dai noi bambini dal nostro castello nell'aria in costruzione sopra le colline


“Quando eravamo piccoli eravamo amici e giocavamo insieme felici!”

racconto, canzone di un mattino di Autunno, 
la vita vista dai noi bambini 
dal nostro castello nell'aria in costruzione sopra le colline



mi sveglio al primo Sole del mattino
mi siedo sereno con il caffè buono
e mi tornano in mente le parole della piccola Elena Lucia
 che a colazione prima di andare all’asilo mi dice
 “Papà, lo sai che quando eravamo piccoli eravamo amici e giocavamo insieme felici, felici!”

e con queste allegre paroline che mi danzano in testa birichine,
 senza più dubbio alcuno, io torno bambino e continuo il mio progetto infinito 
infinito
costruire un castello in aria sopra le colline
un castello in aria per tutti i miei cari e per i buoni amici
 per i buoni amici 
amici

il mio castello è fatto con mattoni di argilla cotta dal Sole
con mattoni di argilla cotta dal Sole 
argilla della collina dove sono nato
 dove sono nato 

parte di me sta in quelle zolle di terra, 
terra dove ho imparato a camminare e poi a correre a correre
e da quelle zolle di terra amabile un giorno di tanti anni fa ho preso il volo 
ho preso il volo verso il mondo lontano oltre le colline
oltre le colline

ora dopo tanti anni di migrazione
sono tornato su questa terra 
sotto lo stesso Sole che mi ha visto nascere
che mi ha visto arrivare al mondo,
 sotto questo cielo ancora libero dalle luci abbaglianti della così chiamata modernità, 
cielo ancora figlio della notte e della luna 
cielo nero che avvolge i campi e le colline all'imbrunire
all’imbrunire
come preghiera di pace e di quiete
come preghiera di pace e di quiete
quiete

io qui vicino al caldo buono della stufa
mi sveglio presto al primo Sole del mattino
e con le allegre paroline di Elena che mi danzano in testa birichine 
continuo a costruire il mio castello nell'aria e nella nebbia d’autunno
un castello per tutti i miei cari e per gli amici amati
con l'argilla antica delle mie colline
il sorriso dei miei amici e dei miei cari 
è la malta è calcestruzzo che tiene unita la mia costruzione
e le mie braccia tese al loro abbraccio e al mondo intero 
sono come l'acqua per preparare quel vincolo quel legame quel cemento

ma il castello non è fortezza no, 
il castello è un ponte per il mondo intero, è un parco giochi per noi bambini, è finestra è porta aperta ad ogni nuovo amico ad ogni nuovo compagno di viaggio
ogni nuovo compagno di viaggio desiderato

di null'altro ho bisogno in questo preciso istante a questo mondo sotto questo cielo d’autunno
un sogno da costruire al primo Sole del mattino
 una collina ricoperta di vigne e di boschi inondata di Sole dove camminare, camminare

una collina ricoperta di vigne e di boschi inondata di Sole
dove una volta c'era il mare 
dove una volta c'era il mare 
e tanti compagni di viaggio a cui sorridere
 e con i quali provare a vivere ed a volare 
come aquilone al vento 
come stormi di uccelli in migrazione stagionale

questa è la vita vista dal cantiere aperto del nostro castello nell'aria in costruzione sopra le colline
perché come mi ha spiegato sussurrandomi all’orecchio la piccola Elena Lucia prima di andare all’asilo

“Papà, non dirlo ai grandi, non dirlo a nessuno, tutti noi prima o poi torneremo ad essere bambini, 
e torneremo a giocare e a cercare conchiglie nelle vigne sulle collline 
dove un tempo c’era il mare, dove un volta c’era il mare!”

e con queste allegre paroline che mi danzano in testa birichine,
 senza più dubbio alcuno, io torno bambino e continuo il mio progetto infinito 
infinito
costruire un castello in aria sopra le colline

questo è racconto una canzone di un mattino di Autunno, 
questa è la vita vista da noi bambini 
dal nostro castello nell'aria in costruzione sopra le colline

Marco Bo. Perchè ci mettiamo in cammino




25/10/12

canzone per gli amici cari





i buoni amici ti sorprendono 
perché raccontano qualcosa di te che tu nemmeno ricordi più

i buoni amici
ti aspettano e sorridono sulla porta al tuo ritorno

i buoni amici
sanno riconoscere il tuo sorriso da lontano

i buoni amici
al tuo ritorno inatteso si vestono per te come per il giorno di festa
 ma nel cuore nel cuore nel cuore

e sanno i buoni amici sempre ricordarti con parole nuove,
 parole nuove che tu non sai e che raccontano di te meglio di quanto tu stesso sappia raccontare

i veri amici
chiudono la porta piano alla tua partenza perché là fuori a volte fa freddo, freddo
e loro i buoni amici lo sanno, non chiudono mai a chiave, sanno che potresti tornare
tornare

i veri amici li riconosci
sanno i tuoi migliori pregi e talenti e te li ricordano senza esitare
senza paura senza vergogna senza arrossire 
solo per il piacere di stare insieme e
parlare, parlare parlare

 i tuoi difetti invece lì sai riconoscere tu chiari scritti sui loro occhi limpidi senza che loro debbano parlare,
perché gli occhi dei veri amici sussurrano piano nel vento
 ed il loro dire e come un sorriso un medicamento per il tuo cuore 
per il tuo cuore
 il tuo cuore sorride al loro saluto

i veri amici li riconosci
ti camminano accanto sempre seppur distanti
 e sorridono con te al nuovo giorno senza paura anche nel più buio mattino di inverno
i buoni amici ti sorprendono 
perché raccontano qualcosa di te che tu nemmeno ricordi più
i buoni amici sanno come scaldarti il cuore

Marco Bo

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2012/12/canzone-nella-nebbia-sulla-via-del.html

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2012/12/cancion-para-los-amigos-queridos.html





24/10/12

dancing, canzoni e danze, io e te nella tempesta



dancing, canzoni danze
e fiumi di parole
io e te nella tempesta

balliamo io e te felici 
guancia a guancia
chiusi nel vortice
 vortice
il mondo/vortice fuori brucia brucia, 
ride piange e poi piove piove piove
il mondo ora felice ora infelice, 
ora felice
 poi infelice
 infelice

 il mondo si muove
 come uragano estivo 
ma non ci curiamo
 no, noi non ce ne curiamo,
 noi muoviamo fianchi,
 teniamo il ritmo 
e ridiamo stanchi
stanchi ma felici 
felici 

guancia a guancia
 io e te nella tempesta,
 nell'occhio del ciclone, 
noi nella bufera 
 non ci curiamo dell'arroganza
 dell'assolutamente sì 
e dell'assolutamente no! 
 delle facili offerte 
degli imbonitori, 
dei predicatori, 
diavoli e santi ,
 mistificatori,  
uomini e donne in saldo, 
donne e uomini in svendita
facili voragini 
dei trend di crescita
crescita illimitata 
e dei grigi uomini/numeri
numeri/uomini grigi
 uomini/numeri
numeri

uomini/donne/numeri 
che non si guardano più in viso
 e hanno preso il sorriso
 hanno perso il giorno,
 hanno perso il buongiorno
 non aprono la bocca,
 hanno perso le parole e il senso del dire 
 del raccontare
del raccontarsi con il sorriso, 
con un sorriso
un sorriso 
solo un sorriso, 
sorriso

uomini/donne/numeri
 hanno perso il senso
il senso del giorno e della notte
del santo sonno 
e dei sogni, sogni
dei sogni e delle parole, 
del suono delle parole, 
parole/caramelle  
cantate come canzoni
canzoni d'amore 
d'amore 
amore

parole caramelle
 cantate come canzoni d'amore,
 parole stese al Sole 
stese al Sole ad asciugare
al Sole del nuovo giorno,
 è solo nostro il giorno 
solo nostro il giorno, 
perché noi ridiamo al Sole,
 noi abbiamo un universo dentro
 un universo dentro che ride ride, 
ride

 noi non ci curiamo,
abbiamo un universo dentro 
di sorrisi e di parole e balliamo balliamo
 io e te guancia a guancia 
persi e chiusi nel vortice e nella tempesta
no fradici nella tempesta

nel centro del vortice
nell'occhio del ciclone
nel cuore della tempesta
 noi non ci curiamo
 abbiamo un universo dentro 
di sorrisi e di parole stese al Sole ad asciugare 
canzoni e danze, 
si aprano le danze!
canzoni e danze 
io e te felici balliamo guancia a guancia
 persi e felici e fradici nella tempesta
nella tempesta

questa è la fine del vecchio mondo 
e noi non ce ne curiamo
noi non ce ne curiamo
noi abbiamo un universo dentro di sorrisi e di parole 
un universo dentro che ride ride ride al Sole

Marco Bo. Perchè ci mettiamo in cammino






22/10/12

canzone del giorno di festa, Nicaragua 1992 l’ospite al centro del villaggio, mai straniero, mai clandestino fratello uomo




ero giovane allora,
 ero solo all'inizio del mio lungo viaggio per il mondo
 quel giorno ero invitato a condividere il tuo pane santo, 
il tuo pane santo e il giorno di festa nel villaggio

e quel giorno io feci una promessa, 
mai più solo fratello uomo, 
mai più soli i nostri figli!
canzone del giorno di festa

il tuo pane era e ancora è mais, tortilla
 e da bere chicha di mais fresca, 
io ero invitato a condividere nella tua casa il giorno di festa
io straniero al centro del villaggio nel giorno di festa 

la tua casa era un chozita,
una chozita di paglia e argilla,
terra libera e feconda, 
argilla impastata con paglia, terra libera e feconda
e il posto d’onore dell’invitato fratello uomo, era una sedia a dondolo al centro del villaggio, 
al centro del villaggio 

il posto d’onore dell’invitato fratello uomo una sedia a dondolo di vimini tirata a lucido chiamata “Abuelita”
e terra, terra era il pavimento della tua chozita della tua chozita 
ma era terra santa così pulita e nitida,
 così curata e lucida da poter sfidare senza paura le migliori piastrelle ed i marmi più pregiati del mondo
marmi pregiati figli di quella stessa terra, 
di quella stessa polvere e delle stesse pietre sante sante
terra vulcanica terra libera e feconda

il cielo era plumbeo sopra la mia testa e tutt’intorno il villaggio era in festa, 
io mi sentivo come parte di un unico cuore, 
di un unico corpo e anima,
 carne corpo e anima,
  ero al centro io e mi disperdevo come acqua, come sangue della terra scura tutta intorno,
ero perso nel turbinio della musica delle maschere dei balli e delle percussioni,
io acqua e sangue della terra scura tutta intorno
terra libera e feconda

 io ospite d’onore seduto al centro del villaggio
 ero io fratello uomo,
 ero io sangue radici e rami e terra 
terra vulcanica terra libera e feconda 
ero tutt’uno con il villaggio, 
io pellegrino arrivato da lontano

ero io pellegrino arrivato da lontano 
dall’altra parte del mondo dall’altra sponda dell’oceano
io pellegrino io viandante io ospite, 
eppure io ero al centro, mai straniero mai clandestino 
ero io fratello uomo al centro del villaggio in festa 

ma straniero mai clandestino,
 soltanto io fratello uomo 
io, stesso cuore corpo e anima
 io fratello uomo!

ero giovane allora, 
ero solo all’inizio del mio lungo viaggio  per il mondo
e quel giorno ero invitato a condividere il tuo pane santo, 

il tuo pane santo e il giorno di festa nel villaggio
e quel giorno io feci una promessa, 
mai più solo fratello uomo, mai più soli i nostri figli
mai più solo fratello uomo,
 mai più soli i nostri figli
mai più!

canzone del giorno di festa
Marco Bo



19/10/12

canzone del ritorno a casa





quando arrivai all’oceano Pacifico mare

compresi che lì non terminava il mondo, lì iniziava il mare

annusai la sabbia, assaporai il sale nell’aria, sorrisi al Sole

e sereno ripresi il cammino 

il mio cammino di ritorno  verso casa

il mio cammino di ritorno  verso casa


non che non sapessi dov'era casa prima di allora, prima di arrivare,

e che il mio cuore chiedeva di vedere il cielo e il mare oltre le colline, oltre le colline

come l’uva attende il Sole d’Estate e la rugiada d’Autunno per maturare

così vanno le cose, così devono andare

per comprendere le parole dell’anima, le parole del cuore 

dobbiamo camminare camminare e ancora camminare

 assaporare la polvere e vedere il tramonto dello stesso Sole 

lo stesso Sole ma dall’altra parte del mondo dall’altra sponda del mare



per comprendere le parole dell’anima, le parole del cuore

dobbiamo scrivere parole nuove nell’anima e nel cuore

impastarle con la polvere del cammino, 

con i sorrisi con le lacrime con la sabbia e con il sale

no, 
non è che non sapessi dov'era casa prima di allora, prima di arrivare

e che il mio cuore chiedeva di vedere il cielo e il mare oltre le colline

come l’uva attende il Sole d’Estate e la rugiada d’Autunno per maturare, per maturare

e quando arrivai all’oceano Pacifico mare

compresi che lì non terminava il mondo, lì iniziava il mare

annusai la sabbia, assaporai il sale nell’aria e sorrisi al Sole 

e sereno ripresi il mio cammino 

il mio cammino di ritorno verso casa

il mio cammino di ritorno  verso casa



 Marco Bo







15/10/12

la vita vista dai bambini, canzone del nuovo mondo con il granché!





la vita vista dai bambini
canzone del nuovo mondo con il granché!

io sono piccola vado all’asilo
la mattina presto io prendo il  volo 
con il mio aereo immaginario vado lontano 
vado lontano perché 
non mi accontento di questo mondo normale, 
cerco un mondo nuovo di pace, 
un mondo speciale, un nuovo mondo con il granché!

sì sono piccola e vado all’asilo 
ma non mi accontento di andare piano
attraverso attenta il mondo intero sulle strisce bianche strisce
attenta  e veloce attraverso sulle strisce!
parlo con il cane per strada e lui mi capisce
sì, lui mi capisce
certa gente invece ha gli occhi spenti occhi senza luce
occhi senza luce e questo non mi piace, no non mi piace perché
io cerco un mondo nuovo, un mondo di pace,
 un mondo speciale un mondo nuovo con il granché!

papà questo dolcetto è buono sì, ma non è niente di speciale 
non è un granché, 
come questo mondo che è grande sì, è rumoroso sì, è  colorato sì,
ma è un po’ noioso, è noioso e triste perchè i grandi giocano alla guerra e non so perché, io non so perchè!
io so soltanto che cerco un nuovo mondo, un mondo felice, 
un mondo di pace un mondo speciale con il granché!

io sono piccola vado all’asilo
sì vado piano ma so prendere il volo
no, non mi accontento di questo mondo normale 
cerco un nuovo amico nel sorriso di tutti e di ognuno
cerco qualcuno che non mi si prenda gioco di me
perché noi piccoli abbiamo il granché
noi piccoli sì che abbiamo il granché!
e cerchiamo qualcuno che sappia giocare è inventare con noi una casa di pace una casa felice, un castello nell'aria con il granché!

si è vero siamo piccoli
 però conosciamo le strade per il  nuovo mondo ,
 un mondo nuovo pieno di colori e di pace, 
un mondo felice con il granché!

papà, mamma e sorellina mia, voi siete grandi e conoscete le strade più di me
sì, lo so che io sono piccola e ancora sto imparando ad attraversare il mondo intorno a me
so che è difficile ma non preoccupatevi perché
 io guarderò a destra a sinistra e con attenzione attraverserò ogni nuova strada che troverò davanti a me 
e non ho paura no ho paura perché, so che da qualche parte lontano da qui, esiste un mondo nuovo con il granché

sì sono sicura sono convinta perché lo porto dentro scritto nel cuore con me 
lo porto dentro scritto nel cuore con me,
con voi al mio fianco e mano nella mano sono sicura che 
troveremo insieme il nuovo mondo di pace,
 il nuovo mondo speciale con il granché!

la vita vista dai bambini
canzone del nuovo mondo speciale, il nuovo mondo con il granché!

dedicato a tutti i bambini del mondo che hanno nel cuore il più grande granché!
Marco Bo. Perchè ci mettiamo in cammino




09/10/12

autunno, pensiero leggero e sereno del mattino


 autunno,
 pensiero leggero e sereno del mattino
sei tu, 
sei tu la via, tu il senso, tu il punto fermo e confine del mio mondo
come il riflesso del Sole nella mia tazza di caffè 

ti penso ti sogno e ti ritrovo al risveglio e cambia il mio mondo  cambia il mio mondo tutt’intorno 

autunno, 
abbagliato e confuso sulla via insicura, via in disuso
via lenta e svogliata, cammino sospeso 
cammino sognando il sollievo alla meta  sempre che la meta non sia mera illusione,
 sempre che la meta non sia mera illusione

autunno,
 illusioni e confusione cammino in disuso, 
io cammino sospeso, non seguo né orme né false illusioni
cammino sospeso tra sicurezze e indecisioni tra sogni, illusioni
 tra sfide e passioni

eppure immerso nelle sabbie mobili delle mie illusioni
 so che se ti penso adesso io ritrovo il senso, e di nuovo distinguo esattamente i contorni del mondo, i contorni del mio mondo

autunno
di nuovo distinguo il confine del mio mondo e non ho più timore
non ho più timore, riposo sereno nel senso e nel sapore del limite e del confine del mondo 
il confine del mio mondo, come il riflesso del Sole in una tazza di caffè 
 come il riflesso del Sole in una tazza di caffè 
autunno, pensiero leggero e sereno del mattino

Marco Bo. Perché ci mettiamo in cammino





06/10/12

Africa, i paesi in migrazione sono porte dell'anima, sono il porto del cuore



Africa, impressioni, dettagli minimi, soltanto sprazzi di luce e di colore dal porto d'entrata dell'Africa, porta dell'anima porta del cuore

solo pensieri minimi, come acqua corrente, come carovane di mercanti nomadi nella mente
Africa, io davanti all'Oceano Atlantico mi fermo a rimirare le stelle ed a considerare che i paesi di emigrazione sono porte dell'anima, sono porti del cuore

Casablanca  mi accoglie come un porto accoglie un battello che entra in rada, ed io chinando la testa e con le mani giunte in segno di rispetto e saluto non posso che ringraziare
non posso che ringraziare
i paesi in migrazione sono porti dell'anima, sono porte del cuore

Casablanca porta dell'Africa, Casablanca porto d'entrata dell'Africa, le famiglie di migranti di ritorno a casa in visita applaudono all'atterraggio,
mentre i venditori e compratori ambulanti transnazionali, commessi viaggiatori dell'ultima generazione che in tempo di crisi mondiale non disprezzano più i paesi emergenti del sud del mondo, sorridono già ansiosi, assaporando la negoziazione che tra poco inizierà tra le strade, arterie della Medina,

i paesi in migrazione sono porte dell'anima, porti del cuore

Perché la Capitale del Marocco è la porta dell'Africa è porto di mare, a largo del tuo mare Signora Casablanca le isole Canarie come meteoriti persi e abbandonati nello spazio, pezzi di Europa lontana, cantano alla Luna atlantica la loro disperazione, la loro malinconia

le porte dell'anima i porti del cuore vivono nei paesi di emigrazione

Casablanca è terra, porto, oceano, è Capitale
 di mercanti, tessuti, spezie e profumi, veli, aromi, un turbinio di voci colori sapori Sole sorrisi e musica, 
vortice umano la Medina vecchia, vortice umano

i porti dell'anima, le porte del cuore vivono nei paesi in migrazione

la Medina ti accoglie nel suo cuore pulsante quasi tu fossi sangue che scorre e le sue strade vene, arterie, come fiume in piena  come acqua corrente, come carovane di mercanti nomadi nella mente
le porte dell'anima i porti del cuore vivono nei paesi di emigrazione

la prima sera a Casablanca passeggiando nel centro del vortice, groviglio umano e meccanico, il ragazzo che ci viene incontro  accortosi del nostro Italiano gesticolio ambulante, intonando un rap suburbano declama:
"Amici Italiani l'ho provata  la vita in Italia, in Italia, l'ho provata la vita migrante ! e amici non c'e' problema, non c'e' problema !"
Il porto dell'anima le porte del cuore vivono nei paesi in migrazione

Il giorno seguente la visita alla famiglia dei nostri cari amici
e parlare di chi è lontano in migrazione come fosse lì, 
lì con noi tenendoci per mano, tenendoci per mano
la porta dell'anima, il porto del cuore vive nei paesi di emigrazione

abbracci che legano le due sponde dell'Oceano Mare,
e abbracciandoti amico, prego e spero che quest’abbraccio possa servire come preghiera a ricordare chi quel Mare Nostro non l'ha potuto attraversare, non l'ha potuto attraversare

le porte dell'anima e il porto del cuore vivono nei paesi di emigrazione

Casablanca mi ha aperto la sua porta, l'Africa mi ha accolto come il porto accoglie il battello che entra in rada, che entra in porto ed io chinando la testa e con le mani giunte in segno di rispetto e saluto non ho potuto che ringraziare
non posso che ringraziare

le porte dell'anima i porti del cuore vivono nei paesi di emigrazione

 Africa, soltanto prime impressioni, dettagli minimi, sprazzi di luce e di colore dal porto d'entrata dell'Africa, come acqua corrente come carovane di mercanti nomadi nella mente

Africa, quanta Africa ho conosciuto per le vie del mondo! 
Ora per la prima volta da terra Africana davanti all'Oceano Atlantico mi placo per un momento a rimirare le stelle,
e poi riprendo il mio cammino verso casa, come preghiera come un canto in migrazione stagionale

Africa, quanta Africa persa per le vie del mondo quanta Africa sofferente al freddo dell'inverno, ma non vi è tempo né motivo  di lamentarsi adesso, la migrazione è finita, si torna a casa, si torna a casa!
Africa,  a te dedico questo canto umile, Madre Africa anima sensibile,
 i paesi in migrazione sono i porti dell'anima, i paesi in migrazione  sono le porte aperte del cuore


Marco Bo


03/10/12

canzone del granello di sabbia nel vento e delle bolle di sapone

 
di cosa parliamo quando parliamo d'amore
la disciplina delle cose, la disciplina della vita,
è così che deve andare

la disciplina delle cose e delle persone,

di cosa parliamo quando parliamo d'amore?

la tua piccola mano figlia mia, che stringe la mia mano
"non lasciarmi andare papà sono un po' spaventata ho paura!"
la disciplina della vita, la disciplina delle cose

di cosa parliamo quando parliamo d'amore



 fermarsi a metà della scalinata ed aspettare il santo sollievo del tuo sospiro papà
e poi riprendere insieme la salita, la disciplina della vita, la disciplina della vita

ripetersi cose già dette mille volte  e colorarle con infinite sfumature, solo per il piacere di starle ad ascoltare,
e poi ricominciare ancora io e te a raccontare,
 la disciplina della vita, la disciplina delle cose, delle piccole cose

la corsa dietro ad un pallone con gli amici,
 le corse in campagna e poi arrampicarsi sugli alberi a cercar frutta d'estate
 ascoltare le cicale sdraiati sul prato e aspettar la sera
aspettar la sera e le stelle che cadono, le stelle che cadono sulla collina
"quale sarà la nostra stella quella che porta all'America?"

la disciplina dell'universo e delle cose, i mille rumori della natura che diventano sinfonia
le mani sporche di terra e di mosto, scaricare l'uva nei tini per portare a  fermentazione l'uva, santo frutto di una nuova  vendemmia

così vanno le cose, così devono andare,

da padre e madre ai figli e dai figli a padre e madre
dalla madre terra al frutto e dal frutto il seme e di nuovo alla terra madre
dalla semina al raccolto e poi ancora si torna ad arare e a seminare, a seminare
il ciclo del mondo e la disciplina della vita, così vanno le cose così devono andare
 
di Sole in Sole, di stagione in stagione
una forte stretta di mano e una mano lieve sulla spalla che serve a rassicurare che serve a rincuorare
e che serve ad insegnare e confermare che nessuno è solo mai su questa terra sotto questo Sole sotto questo cielo
siamo leggeri e fragili come bolle di sapone
tutti siamo inizio e fine, tutti noi siamo terra e seme,
siamo frutto e raccolto e di nuovo terra siamo,
siamo solo un granello di sabbia nel vento ma soli mai, soli mai
 
di cosa parliamo quando parliamo d'amore?
così vanno le cose, così devono andare
la disciplina delle piccole cose, la disciplina della vita,
di tutto questo e di tutti i granelli di sabbia nel vento proviamo a parlare quando parliamo d'amore
di tutti noi fragili e liberi come granelli di sabbia

siamo leggeri e fragili come bolle di sapone
tutti siamo inizio e fine, tutti noi siamo terra e seme,

siamo frutto e raccolto e di nuovo terra siamo,
noi fragili e liberi come granelli di sabbia, come bolle di sapone, come sabbia nel vento ma soli mai,
 noi soli
mai!


Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/04/heart-fitness-center-canzone-bizzarra-e.html



02/10/12

prove di canto libero dalle periferie del mondo, la vita vista dai giovani


prove di canto libero
prove accordi dissonanze e intonazioni dalle periferie del mondo in cammino


entrata libera e consumazione facoltativa
giovani vite precarie e parallele

giovani vite precarie e parallele
la vita vista dalle periferie
entrata libera, consumazione facoltativa
in coda al distributore automatico di gadgets, snacks e bevande energetiche


storie di periferia
taxista del sud del mondo
una vita in coda, una vita in attesa
con una macchina sgangherata, taxista di fortuna
per portare turisti rumorosi o venditori annoiati
avanti e indietro, andata e ritorno aeroporto albergo,

albergo aeroporto senza pausa, senza posa
vita noiosa, vita in attesa, vita frenetica eppur sospesa, eppur sospesa, sospesa


storie di periferia
studente del "Primo" mondo
leggo gli avvisi e le insegne sulle vetrine dei negozi lungo il cammino verso casa

entrata libera e consumazione facoltativa, ma cosa diavolo vorrà dire?
anni e anni avanti in dietro con uno zaino pieno di libri
e non è il peso dello zaino a darmi fastidio, ma il contenuto dei libri che raccontano storie di altri, storie di vincitori e vinti, storie imbalsamate di vita sospesa vita in attesa, in attesa
vincitori e vinti, vincitori e vinti
 
prove di canto, distorsioni ed assonanze
entrata libera e consumazione facoltativa
in coda noi al distributore automatico di gadgets, snacks e bevande energetiche


da dietro le vetrine venditori ci guardano quasi fossimo polli da spennare, ma se poi ci avviciniamo da soli smettono di guardare se non vedono padri e madri con carte di credito pronte da mungere, pronte da dissanguare, avvoltoi e iene in tempo di crisi
avvoltoi e iene in tempo di crisi

noi in coda al distributore automatico di gadgets, snacks e bevande energetiche?
ma chi se ne frega dei vostri accessori di plastica e circuiti integrati!
la nostra generazione ha ben altro a cui pensare,
noi siamo il nuovo mondo e abbiamo appena iniziato a vivere e sperare!

e voleremo presto verso un nuovo orizzonte verso un altro mare!

taxista del Sud del mondo, studente del "Primo" mondo
storie che si incrociano, prove di canto libero accordi ed assonanze
entrata libera e consumazione facoltativa
in coda noi ad aspettare il nostro turno per l'ultimo cellulare?
voi vecchi decrepiti affamati e matti, ve lo potete scordare!

da questo sud da questa periferia che prima ripudiavate vi mandiamo allegramente.....un saluto fratelli del vecchio mondo!
indossate i vostri migliori abiti e a ballare!

a ballare se non volete essere dimenticati nel vecchio mondo
nel vecchio mondo dell'allegra e spensierata crescita illimitata!
voi dell'allegro e irresponsabile trend di crescita illimitato!

io qui con la mia sgangherata macchina in questa capitale del sud del mondo mi sento importante e non cado più nel tranello delle vostre lusinghe!
 accessori di plastica e circuiti integrati! la nostra generazione ha ben altro a cui pensare,

noi siamo il nuovo mondo e abbiamo appena iniziato a vivere e sperare!
e voleremo presto verso un altro orizzonte verso un altro mare

io rimango a sud e respingo il vostro invito
ormai è troppo tardi per l'entrata libera con consumazione facoltativa!

auguro a voi buon appetito, ringrazio e respingo l'invito,
d'altra parte voi, mio padre l'avete lasciato andare a fondo nel Mare Nostro padre Mediterraneo,
mio padre è andato a fondo, e con lui  i suoi sogni, sogni di periferia, sogni del sud del mondo

noi siamo i figli della nuova generazione, cammineremo insieme verso il nuovo mondo,
dalle periferie del mondo un canto nuovo si sta alzando, e la fine del vecchio corso e stiamo solo intonando il canto,
 dalle periferie lontane un canto nuovo si sta alzando e la fine del vecchio corso e stiamo solo intonando il canto,
  stiamo solo iniziando il nostro canto!


 iniziamo solo adesso a vivere iniziamo solo adesso a sperare,
 noi siamo la nuova vita, noi siamo la nuova via
 sangue carne e anima delle periferie del mondo


queste sono prove
sono solo prove di canto libero
prove accordi e distorsioni , dissonanze e intonazioni


giovani le nostre vite , precarie e parallele
la vita vista dalle nostre periferie
entrata libera e consumazione facoltativa
qui si ferma il vecchio mondo e qui inizia la nuova via,

e stiamo solo intonando il canto,
sì, stiamo solo iniziando il nostro canto!

Marco Bo. Canti dalla periferia del mondo



dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...