21/04/12

madre Indigena




madre Indigena LatinoAmericana
carica di un fardello insostenibile 
cammini sulla via del contrabbando 
trasportando merci povere di paesi ormai allo sbando 


figlio nel fagotto, lacrime sul viso negro 
gridi e piangi succhiando aria dal seno magro
tuo padre gendarme di frontiera,
figlio del ricatto 
e del buio tropicale di una sera

madre, 
quando corri col fagotto sul cuore prega e spera 
che quel figlio della violenza 
possa sopravvivere la sua pelle nera 

corri donna con sandali di fango, 
corri bambino, io guardandoti ti chiamo e ti piango, 
finché ci rimane quel che abbiamo è aria 

il ricordo mi commuove,
respiro e ti penso
 se non hai perso tu la speranza dopo tante notti di dolore e di rabbia
vuol dire che 
la fine del mondo è ancora lontana


madre 
di un intero oceano lontana, 
io chiedo al mondo una lacrima soltanto
e un sorriso
per te
e per tutti i migranti in equilibrio incerto
lungo le mille frontiere e muri di pietre e cemento 
di queste dimenticate periferie dell'universo

Marco Bo
Canti dalla periferia del Mondo
..........
vecchio disegno in matita e acquerello
Marco Bo

Mercedes Sosa




20/04/12

canzone nella tempesta




è notte e ti aspetto ti chiamo, ti penso, 
tu chiamami in sogno,
siediti e parlami, e poi vola da sola, 
fuori c’è il mondo 
c'è il mondo per te

chiedimi chi son io, chiedimi chi son io,
e vola da sola, c’è il mondo per te

cuori vicini, sguardi lontani,
vola da sola e sorridi così

chiamami e guardami e ancora sorridimi
vola da sola c’è il mondo per te

ricordami e chiamami, all’arrivo salutami
e corri da sola il mondo e con te

se solo potessi, nel vento confondermi,
 le lacrime asciugherei
e poi in silenzio 
il tuo sorriso sereno perso nel vortice
senza timore, aspetterei

se solo potessi, confondere il tempo,
 indietro ritornerei e ti salverei

se solo sapessi, guarire il dolore, confondere il tempo,
volare col vento, scaldare con il calore del sole,

svegliare un sorriso e poi come acqua, 
sul tuo viso scorrere, 
scorrere

mai più una lacrima, mai più una lacrima, mai più una lacrima, mai più 

no, mai più una lacrima, mai più una lacrima, 
mai più una lacrima
 mai più 


solo la strada libera e il mondo per te

solo la strada libera e il mondo per te

se solo potessi, se solo sapessi……..
ma per il momento, chiamami in sogno, 
e poi vola da sola, c’è il mondo per te

cuori vicini, sguardi lontani,
vola da sola e sorridi così

chiamami e guardami, e ancora sorridimi
vola da sola c’è il mondo per te

ricordami e chiamami, all’arrivo salutami
e poi corri da sola,
fuori c’è il mondo e ride, ride con te!


Marco Bo. Perchè ci mettiamo in cammino 


questa storia non ha luogo, tempo, nome ed ogni riferimento è puramente casuale, prima parte, parti in causa, tante troppe!

        
  …questa storia non ha inizio né fine, non ha luogo né tempo……………

si è acceso l'ennesima sigaretta ed ha iniziato a raccontare mentre eravamo persi nella bufera perfetta.
" Avevo 17 anni ed ero il più grande della famiglia, mia madre sola vedova ci tratteneva a stento io e i miei fratelli correvamo per strada giorno e notte, e di notte c'era il coprifuoco, così voleva la dittatura.
Mio padre disperso durante la guerra tra le montagne con altri amici che avevano tentato di organizzare un assalto all’unico canale di televisione di stato per lanciare un messaggio al mondo, un grido d'aiuto......pensa se allora ci fosse stato internet e i social network, forse mio padre sarebbe ancora vivo, forse! forse la dittatura sarebbe caduta prima.
Ma ti dicevo che avevo 17 anni, mancava qualche mese alla mia chiamata nell'esercito, era obbligatorio allora e si rischiava anche di finire nella foresta o sulla frontiera a fronteggiare il "nemico" del dittatore, e qualche volta si sparava e tanti tornavano distesi nei sacchi a casa.
Insomma io non ci volevo andare, nell'esercito non ci volevo andare ed allora mi unii al gruppo.
Il gruppo uomini, vecchi e ragazzini che tentavano di passare la frontiera a sud, oltre le montagne a sud c'era la libertà, a sud c'era il mondo libero, così raccontava la gente che aveva parenti che erano riusciti a passare dall'altra parte…………"
Questa storia non ha inizio né fine, non ha luogo né tempo e nemmeno nome ed ogni riferimento è puramente casuale, e continua, continua continua.........

Seconda parte
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2012/06/questa-storia-non-ha-luogo-tempo-nome.html


Marco Bo. Perchè ci mettiamo in cammino 

16/04/12

Da livello umano a livello consumo...e ritorno



Da livello umano a livello consumo...e ritorno, speriamo!


Camera di commercio, presentazione Cile dice il relatore:

"... Vi porto in Cile per qualche minuto" E fa partire un video,

si vedono paesaggi, miniere, industrie e gente del Cile e

attenzione....sorpresa finale: immagine della capsula che

arriva in superficie con uno dei minatori salvati intrappolati

 nella miniera. Sottotitolo finale:

" La vita prima di tutto!"

Insomma i minatori oltre che agli show dei record in giro per

il mondo servono anche come strumento per vendere il

paese.


Presentazione Brasile, nuova descrizione di sviluppo , dice il relatore :

"...in Brasile negli ultimi anni 30 milioni di persone sono

 passati da livello povertà a livello consumo....."


Presentazione Venezuela ed in particolare PSO = Proyecto Socialista dell’Orinoco!, il relatore :

 "....non c'e' da spaventarsi! Anche lì è tutto basato sul

petrolio, si costruiranno nuove città per un milione di

abitanti, c'e' bisogno di tutto dalla macellazione alle scarpe,

macchinari ecc.."

Che dire, continuiamo a perdere pezzi di umanità per strada

da troppo tempo ormai....ma, nonostante tutto sono convinto

che oltre e dopo il livello consumo,

UN ALTRO LIVELLO UMANO E' POSSIBILE!


Marco Bo


12/04/12

la canzone delle parole






il peso delle parole

segnano l'anima le parole
più di ogni immagine o effetto speciale

l'importanza delle parole libere

le parole libere scritte a mano o digitate,
 che lasciano nella coscienza un solco indelebile

graffi profondi le parole scolpite
sulle nostre vite serene o disperate

il peso delle parole
scritte in silenzio una sera d'estate
e poi lette e rilette con la pace nel cuore
o  con un uragano di passioni insensate

dissetano le parole anche se scritte con una matita spuntata
su un vecchio foglio di carta ingiallita

sfamano le parole sfamano anime e cuori affannati
sorprendono le parole, sorprendono più di ogni immagine o effetto speciale

le parole, semplici scritte cantate o raccontate

scaldano le parole più del sole a mezzogiorno d'estate

io non ho altro potere né forza speciale
seguo soltanto la scia di parole che ho in testa,
cammino piano e ripeto il solito ritornello nomade,
null'altro serve per il cammino,
null'altro importa se non musica e parole da cantare mano nella mano sotto il sole,
parole e musica da regalare a mani aperte senza esitare

null'altro ci è dato per il momento,
se non le parole, il Sole ed un alito di vento
 
con fede canto le stelle del firmamento
e sorrido ad ogni nuovo compagno di viaggio

Marco Bo










«Essere sempre nelle parole, che lo si voglia o no,
Essere sempre in vita, piena di parole sulla vita,
come se le parole fossero in vita, come se la vita fosse nella parola».
Ingeborg Bachmann , “Non conosco mondo migliore”

“Le parole sono buone. Le parole sono cattive. Le parole offendono. Le parole chiedono scusa. Le parole bruciano. Le parole accarezzano. Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate. Le parole sono assenti. Alcune parole ci succhiano, non ci mollano; sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, nelle carte e nei cartelloni. Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano, ordinano, impongono, segregano, eliminano. Sono melliflue o aspre. Il mondo gira sulle parole lubrificate con l’olio della pazienza. I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche. Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno”.

Josè Saramago - “Di questo mondo e degli altri”









dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...