28/02/14

vendemmia, il dolce canto del domani



oggi c'è solo pioggia
e il sole è pallido

oggi il vento infuria 
e il tuo bel viso è grigio e spento

oggi la luce è lieve, 
fugace e fragile

e si intravede appena il cielo lontano
e ci chiediamo tra la notte e il giorno 
ci ascolterà ancora il cielo?
ci ascolterà qualcuno lassù, lontano?

eppure, ci sono stati tempi di pace
eppure, ci sono stati tempi di luce
e il fermento di quei tempi memorabili è ancora in noi 
noi che siamo come acini d'uva che cercano il sole

la memoria di quei tempi è ancora in noi
la memoria di quando si correva incontro all'abbraccio 
con l’amico desiderato
di quando si correva incontro al sorriso dell'amico 
tanto atteso

forse torneranno ancora quei tempi sacri
arriverà la vendemmia, sì!
torneranno di nuovo quei tempi buoni 
arriveranno camminando per il sentiero a piedi nudi
e schiacceranno senza timore il mosto della vita
per raccoglierne ancora il succo 

il succo sacro
il succo dolce 
della vita nuova e dei nuovi incontri 
salvifici incontri che accenderanno di nuovo la fiaccola della  fiducia 
nel nostro cuore in ansia, nel nostro cuore in pena

oggi il vento infuria
ma noi non abbiamo più paura
noi che siamo come acini d'uva che cercano il sole
la coscienza dei nostri limiti ci salverà
e ci aiuterà a riconoscere nella tormenta
la vendemmia in arrivo
 il dolce canto del domani 
il caldo inno dell'abbraccio 
di ogni nuovo compagno di viaggio 
e così sia

Marco Bo

foto istantanea presso periferie del mondo


27/02/14

ci sono giorni di cattivo vento


ci sono giorni di fuoco e di vento
premonizioni, 
avvertimenti di bufere in arrivo
io rinchiuso dentro al mio abitacolo 
di un aggeggio fatto di plastica e metallo 
che su asfalto sporco e fradicio
perso nel traffico scivola
scivola, rotola verso non si da dove
  non si sa
dove,
io ascolto
ascolto attentamente
penso a tutte le vite possibili
a tutte le vite
possibili

ci sono giorni di fuoco e di vento
 io prigioniero nell'abitacolo
decelero e accosto
 lascio il volante 
e batto le mani
e  intono a squarciagola 
un canto al tempo presente
al tempo
presente

 tempo presente
tempo arrogante
tempo difficile
tempo fragile
tempo indolente
e uomini e donne
persi in attesa 
in transumanze 
verso quotidiane deportazioni di periferia
prigionieri nell’illusione
 di un eterno domani 
domani 
domani
domani
domani mai!

ci sono giorni di fuoco e di cattivo vento
ed io al varco, all'incrocio del possibile,
li aspetto senza timore
 all’angolo della strada
in bilico sul marciapiede, 
danzando su una pozzanghera
li aspetto, con un sorriso
e regalo la precedenza
a chiunque transiti da lì 
a chiunque
voglia danzare
con me

ci sono giorni di fuoco e di cattivo vento
io prigioniero del mio abitacolo
decelero e accosto
 lascio il volante, batto le mani
e nel vento che infuria scaravento il domani
e inizio a camminare 
lentamente
a camminare
e ad intonare un'ode al tempo presente
al tempo
presente
e volo via
e volo
 via!

Marco Bo

26/02/14

anxiety has got long sleeves



anxiety is a straitjacket
anxiety is a prison without bars on the windows
anxiety has got long sleeves and does not let your hands free
anxiety  rattles inside your body and doesn't let you catch your breath

anxiety is clever and stupid at the same time
believes will keep you captive but cannot clench firmly its fist
since it is sufficient to put together a few moments of meditation and prayer
just looking around and looking inside of  you
it is sufficient to release the hands and beat them strongly 
like when you applaud the orchestra in the ecstasy  pit
a joyful applause to the musicians of life and to every interpreter
so to dissolve and defeats anxiety away
leaving it swallowed by its own abyss
from the black hole from which it came in the time of  doubt that every human being knows
and so the anxiety will disappear, will leave and die away
away
away

anxiety is a straitjacket
anxiety is a prison without bars on the windows
anxiety has got long sleeves and does not let your hands free
anxiety  rattles inside your body and does not let you catch your breath

still our heart is free
free!
and our heart knows how to escape from any constraint
our heart knows how to get away from each and every chain, 
our heart knows how to break free from each and every straitjacket, 
our heart knows how to escape from each and every prison

yes, anxiety has got long sleeves ,
but we are the only the tailors of life 
 only ourselves
we have got in our own hands and soul the tools to win anxiety
now and forever
now
 and forever
and so be it 
my dear friends

Marco Bo





l’angoscia ha le maniche lunghe




l'angoscia è una camicia di forza
l'angoscia è una prigione senza sbarre alle finestre
l’angoscia ha le maniche lunghe e non ti lascia le mani libere
l’angoscia ti striscia in corpo e non ti lascia tirare il fiato

l’angoscia è scaltra e stolta al tempo stesso
crede di tenerti prigioniero ma non sa stringere il pugno
poiché è sufficiente raccogliersi per qualche istante in meditazione e preghiera
è sufficiente guardarsi intorno e guardarsi dentro 
è sufficiente liberare le mani e batterle forte 
come quando si applaude un’orchestra in estasi nel golfo mistico
un gioioso applauso agli strumentisti della vita e ad ogni suo interprete
e così  si sconfigge  e si dissolve l’angoscia 
lasciando che essa medesima sia inghiottita dal suo stesso abisso
dal buco nero da cui proviene nel momento del dubbio di ogni essere umano
e scompare così l’angoscia e va a morire lontano
lontano
lontano

l'angoscia è una camicia di forza
l'angoscia è una prigione senza sbarre alle finestre
l’angoscia ha le maniche lunghe e non ti lascia le mani libere
l’angoscia ti striscia in corpo e non ti lascia tirare il fiato
ma il nostro cuore è libero 
libero!
il nostro cuore sa come scappare  da ogni condizionamento
  il nostro cuore sa come liberarsi da ogni catena,
 da ogni camicia di forza 
il nostro cuore sa come fuggire da ogni prigione 

l’angoscia ha le maniche lunghe, sì
ma i sarti della vita siamo noi
 soltanto noi 
noi abbiamo tra le mani e nell'anima gli strumenti adatti per vincerla l’angoscia 
adesso e per sempre
adesso
 e per sempre
e così sia

Marco Bo




  

to whom it may concern


to whom it may concern
no other deferments , no

to whom it may concern
no more postponements

we are not interested thank you

 we are too poor to procrastinate
we are too poor to sustain other reschedulings
 and we are quite presumptuous  and ignorant 
we know only how to say
yes
 or
no

only yes
 or no

to whom it may concern
 not another question, no

to whom it may concern
only one answer we  demand

only one clear answer

for once only one answer
because this unique carousel ride we have

only this fragile moment
 to enjoy a light breeze of safety
only a whiff of certainty
in the immense sea of doubt that surrounds us all

only this time we have
only this chance
therefore
not another question,
no thanks
only one clear answer
nothing else we ask for at the moment
and then we shall continue our journey in peace

thank you for your kind attention
and we remain at your disposal for any information or clarification............
to whom it may concern
Best Regards
and so be it

Marco Bo
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/02/a-chi-di-competenza.html
snapshot at the peripheries of the world
Marco Bo

a chi di competenza


a chi di competenza

non altre proroghe, no

a chi di competenza
non altre posticipazioni no

 siamo troppo poveri per procrastinare

siamo troppo miseri per sopportare altre dilazioni
 e siamo parecchio presuntuosi ed ignoranti noi
noi sappiamo dire soltanto

 oppure 
no

soltanto sì
 oppure no

a chi di competenza
 non un’altra domanda, no

a chi di competenza
soltanto una risposta chiediamo

soltanto una risposta chiara

per una volta soltanto una risposta
anche perché soltanto questo giro di giostra abbiamo

soltanto questo fragile istante 
 per assaporare una leggera brezza di sicurezza 
soltanto un soffio di certezza
nel mare immenso del dubbio che ci circonda

soltanto questa volta abbiamo 
e allora
non un’altra domanda, 
no grazie
soltanto una risposta chiara 
null'altro chiediamo adesso
e poi in pace proseguiremo il nostro cammino

ringraziamo per la cortese l’attenzione
e rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento o informazione............
a chi di competenza
Distinti Saluti
e così sia

Marco Bo

foto istantanea presso le periferie del mondo

Marco Bo


25/02/14

light and then darkness


I write what I write in general
any reference is only
casual- incidental

and then
I say and I do not say
I appear and then not
I turn on the light and then off
darkness and then light
and then darkness again
darkness

and then
and then my tongue beats where the tooth is gone
and then
my life coincides with a small portion of the pain of the world and with the whole of the smile of a friend
and then

and then
I say and do not say
I turn on the light and then off
I apologize and then ask for help
and then scream
enough! ! !

and then
my life still matches
with myself
in spite of everything
in spite of myself
and thanks to myself
and then

and then
the mask I wear does not 
coincide with life
and even less with myself
it overlaps only for a small portion
it is a shield , a cap
my mask does coincide with myself
but yet it does not know
and may be able to deceive it until the end
maybe not

and then again
I say and do not say
I turn on the light and then off
 I apologize and then ask for help
and then just scream
enough!!!
for the moment this is all
this is enough

Marco Bo

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/02/luce-e-poi-buio.html






what we are not




one more penny  taken from those who are weaker and fragile
a larger space by taking away the only clod of earth of a poor pilgrim in migration
more certainty at the expense of those who are in unstable balance
is this progress?
is this development?
no!
this is what we are
 not

an answar denied only to  mortifie  those who wait
a rope around the neck as a medal to those who are weak and fragile
a little of air conditioned for who live in the abandoned in the peripheries 
is this progress?
is this development?
no!
this is what we are
 not

a scratch on the soul of those who have faith and hope
a slap in the face to those who smile and with confidence wait
a wrongfoot on the finish line
is this progress?
is this development?
no!
this is what we are 
not

no thanks, this is not our world ,
no thanks, this is not our idea of progress
we belong to the mud of the fields
and we welcome those who have patience to listen to our poor and simple song
a song of fire and wind
a song of labour and celebration
a song of joy for the hard worked crop
for the sacred harvest

yes,
this is what we are
this is our dream of development
this the progress we aim to
always on the move, always in migration 
 with arms outstretched to any new travelling companion
and so be it

Marco Bo


quello che non siamo


un soldo in più da chi è più debole e fragile
uno spazio più grande togliendo l’unica zolla di terra al pellegrino
una certezza in più a scapito di chi sta in bilico
è questo il progresso?
è questo lo sviluppo?
no ! 
quello che non siamo

una risposta in meno per mortificare chi aspetta
un laccio al collo come medaglia a chi è più debole
un po’ di aria condizionata a chi vive emarginato nelle periferie
è questo il progresso?
è questo lo sviluppo?
no!
quello che non siamo

un graffio all’anima di chi ha fede e speranza
uno schiaffo in faccia a chi sorride e fiducioso aspetta
una gamba tesa sulla linea del traguardo
è questo il progresso?
è questo lo sviluppo?
no!
quello che non siamo

no grazie, questo non è il nostro mondo, 
no grazie, questa non è la nostra idea di progresso
noi apparteniamo alle zolle del campo 
e lì accogliamo chi ha pazienza di ascoltare il nostro canto
un canto di fuoco e di vento
un canto di fatica e di festa
un canto di gioia per il sudato raccolto 
per il sacro raccolto
questo noi siamo
questo sviluppo sogniamo
a questo progresso noi aspiriamo
sempre in cammino, sempre in migrazione
 a braccia aperte
e così sia

Marco Bo

24/02/14

cammino nel fango



cammino nel fango
io sono adesso dove volevo essere
io sono chi ho sempre sognato
e tutto intorno sembra essere magico
magico, 
il dolce e l'amaro che si mescolano
e ballano insieme a me
a pelo d'acqua sulle pozzanghere
su sentieri battuti e svolte impreviste
cammino nel fango
e così sia

cammino nel fango
io sono chi dovevo essere
e faccio quello che dovevo fare
e tutto intorno sembra un sogno
eppure tutto è vero
tutto è lì davanti a me
tutto è sempre stato lì
chiaro e limpido,
limpido e chiaro
come l'acqua sulla superficie di una pozzanghera
mentre sul fondo si posano la sabbia le radici e l'argilla
torba, fango prezioso, ricco alimento, linfa di vita
vita

vita
vita e sogno,
sole
cielo limpido e fango
e non vi è separazione alcuna ne' distinzione
dal fango al sole
dal sogno al fango
ogni passo che diamo
è sempre il primo e l'ultimo 
al tempo stesso
il primo e l'ultimo
ogni passo che diamo
è vita e morte e ancora vita
sotto questo cielo
per quanto ci e' dato di sapere
non vi e' l'uno senza l'altro
dal fango al sole
dal sogno al fango
e così sia

cammino nel fango
oggi il tempo e' buono
il vento indicherà la giusta direzione
la giusta direzione
cammino nel fango
ho buoni calzari ai piedi
e cari amici intorno
sono sereno, sarà una festa!
io sono chi dovevo essere
io sono salvo e sono vivo adesso
io vedo chiaro e limpido il senso
ho scoperto adesso quanto sia lieve ogni passo nel fango piu' alto e denso 
e con questa consapevolezza
affondo e assaporo ogni passo che muovo in bilico sul mistero eterno
tra sentieri tracciati e svolte impreviste
tra rami spezzati, foglie marce e fiori che sbocciano
fiori che cantano la primavera in arrivo
cammino nel fango
leggero e libero
e così sia

Marco Bo

Foto: Marco Bo, presso periferie del mondo 


nomadi noi


nomadi noi
con calzari di pioggia e di vento
giorni e notti sotto cieli neri
tra sogni, incubi e venti di passione
ghibli dei nostri pensieri
nomadi noi

nomadi noi
ostaggi in precarie esistenze, 
rinchiusi in spazi di transito, prigioni di cemento
in movimento lento 
verso il mistero eterno
nomadi noi 

nomadi noi
il cuore in gola e l'anima nelle scarpe
credevamo noi che lucidate le scarpe
e indossato l'abito della festa il più fosse risolto e il traguardo raggiunto
e invece eccoci qui, ancora in prova
con l'acqua alla gola 
con l'ansia che non passa
che non si spegne mai
nomadi noi

nomadi noi
pendolari per forza, viaggiatori dei sogni
persi in labirinti di asfalto e di pioggia
grigie prigioni nelle periferie del mondo
ci alzeremo un giorno 
dispiegheremo le ali e voleremo via
verso un esotico lido tropicale
oppure fuori città a pochi passi da qui
verso una campagna vicina che fa bene al cuore
e affonderemo felici tra le radici e le crepe delle zolle di terra nel campo dopo il temporale
nomadi noi

nomadi noi
salvi per miracolo
sazi di passione
saluteremo questo grigio mondo artificiale
e voleremo via
nomadi noi
adesso e per sempre
oltre e nonostante tutto
nomadi noi 
e così sia

Marco Bo

Foto:
Kenya - With the Masai on the Soit Oloololo Escarpment
© Damiano Rossi 
www.damianorossiphoto.it



19/02/14

con l'acqua alla gola




scrivimi ancora,
 scrivimi prima che l'acqua ti arrivi alla gola
scrivimi una lettera, 
sporcati le mani con l'inchiostro
scrivimi ancora

siamo sempre collegati e non mi scrivi mai
siamo sempre accessi e non  ti sento mai 
siamo sempre in rete
 eppure scivoliamo tra le maglie larghe della rete 
maglie larghe che non trattengono nulla 
nulla di reale, 
solo maschere maschere
effimere
maschere

e allora scrivimi!
scrivimi una lettera
scrivimi ancora, 
scrivimi prima che l'acqua ti arrivi alla gola
scrivimi una lettera 
sporcati le mani con l'inchiostro
scrivimi ancora

siamo sempre allacciati in rete 
siamo sempre collegati 
e sento il tuo grido soltanto quando hai l'acqua alla gola
 e non riesci a tornare a galla, 
e non riesci più a tornare su
siamo sempre interfacciati 
e poi dici che forse ci vedremo
 forse fra tre mesi,
 forse in primavera 
forse.....

e allora
meglio spegnere tutto adesso
meglio chiudere la connessione
meglio sporcarsi le mani con la stilografica
che poi le laviamo con acqua e sapone
meglio imbucare una lettera
meglio aspettare un mese  per avere tue notizie
meglio tormentarsi nell'attesa
meglio aspettare nel frastuono delle sensazioni
meglio macerarsi nel mosto del ricordo e delle emozioni
meglio l'ansia, 
meglio non sapere se e quando ci vedremo ancora
meglio il ricordo di te che conservo nel cuore
il ricordo del tuo sorriso e del tuo respiro

 meglio così
preferisco così
meglio essere all’oscuro 
meglio non accedere alla rete
meglio non accendere la luce
 meglio aspettare al buio e non sapere
preferisco così 
piuttosto che questo digitare e pestare su schermi ultrasensibili, 
pallidi e falsi Soli 
falsi mondi smembrati e ricomposti
in manciate di  megapixels
mondi in alta o bassa definizione
 e privi di emozioni

meglio così 
meglio sporcarsi le mani con l'inchiostro
meglio appiccicare con la saliva il francobollo
e aspettare
aspettare
aspettare
che forse qualcuno risponderà
meglio aspettare 
che forse qualcuno passerà di qui
 prima o poi
prima che sia troppo tardi
prima che l’acqua ci arrivi alla gola
meglio così
fine del collegamento
fine delle trasmissioni
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e  sia quel che sia!

Marco Bo

18/02/14

only silence saves



at the beginning and at the end there is always silence

so the Master whispered to our anxious hearts 

silence gives the meaning to the entire symphony

the silence that we cherish in our hearts, assigns a meaning to our existence here and now

the silence that dwells in our soul indicates the right direction to follow for our wandering through the streets of the world

the silence draws near to human beings the verse, the poetry of the eternal mystery

is the silence before and after the symphony that allows us to tear down 
the barriers of space and time
and leads us to consider that we all are saved now
over the noise, beyond the barriers and the walls that we build around ourselves

is the silence that saves us now

because

at the beginning and at the end there is always silence

so the Master whispered to our anxious hearts 
for the last time
and with this final lesson he departed from the world
to continue his silent and sublime song up there
in peace among the stars of the firmament
in silence

because only silence saves
only silence
and so be it

Marco Bo

dedicated to the Maestro Claudio Abbado
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/02/solo-il-silenzio-salva.html

"It 's silence at the end of a symphony to gives meaning to the symphony itself, and like so is death that gives meaning to life . "
Claudio Abbado, interview with Ernesto Salvi, Roma 2007

Photo from the web : Claudio Abbado 

Claudio Abbado , the silence after Mozart's Requiem. Lucerne Festival 2012

Paolo Conte. Il Maestro è nell'anima


solo il silenzio salva


all'inizio e alla fine c'è sempre il silenzio

così ha sussurrato il Maestro ai nostri cuori in ansia

il silenzio regala il senso all'intera sinfonia

il silenzio che noi serbiamo nel cuore, assegna un significato al nostro essere qui adesso

il silenzio che alberga nell’anima indica la giusta direzione al nostro ramingo andar per le vie del mondo

il silenzio che avvicina all’essere umano il verso, la poesia del mistero eterno

è il silenzio prima e dopo la sinfonia che permette di abbattere le barriere dello spazio e del tempo
e ci porta a considerare che noi tutti siamo salvi adesso
oltre il frastuono, oltre le barriere e i muri che noi stessi ci costruiamo intorno

è il silenzio che ci salva adesso

perchè  

all'inizio e alla fine c'è sempre il silenzio

così  ha sussurrato il Maestro ai nostri cuori in ansia 
per l’ultima volta
e con questo insegnamento si è congedato dal mondo
per proseguire i suo silenzioso e sublime canto lassù 
in pace tra le stelle del firmamento 
in silenzio 

perché solo il silenzio salva 
il silenzio
e così sia

Marco Bo
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/02/only-silence-saves.html

dedicata al Maestro Abbado 

" E' il silenzio al termine di una sinfonia a dare senso alla sinfonia stessa, così è la morte che dà senso alla vita.” 
Claudio Abbado, colloquio con Ernesto Salvi, Roma 2007



foto dal web: Claudio Abbado con i bambini della Orquesta Sinfónica Simón Bolívar de Venezuela.

Claudio Abbado, il silenzio dopo Mozart Requiem. Lucerna Festival 2012



Paolo conte. Il maestro è nell'anima


16/02/14

luce e poi buio


quello che scrivo lo scrivo in generale
ogni riferimento è puramente
casual-incidentale

e poi
dico e non dico
appaio e poi no
accendo la luce e poi spegno
buio e poi luce 
e poi buio di nuovo
buio

e poi
e poi la mia lingua batte dove il dente non c'è più
e poi
la mia vita coincide con una minima porzione del dolore del mondo e con l'intero del sorriso di un amico
e poi 

e poi
dico e non dico
accendo la luce e poi spegno
e chiedo scusa e poi chiedo aiuto
e poi grido 
basta!!!!!!!

e poi
la mia vita coincide ancora
con me stesso
nonostante tutto
nonostante me stesso
e grazie a me stesso
e poi

e poi
la maschera che indosso non coincide
con la vita
e ancor meno con me stesso
si sovrappone soltanto per una piccola porzione
è uno scudo, una protezione
la mia maschera non coincide 
ma ancora non lo sa
e forse riuscirò ad ingannarla fino alla fine
forse no

e poi ancora
dico e non dico
accendo la luce e poi spegno
 chiedo scusa e poi chiedo aiuto
e poi grido basta!!!!!!!
basta
per il momento basta
basta così

Marco Bo






dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...