26/10/13

Il rodeo del solitario commesso viaggiatore


Ogni volta che toccavo il suolo a Reno Nevada ci arrivavo stremato all'inverosimile,

 dalla costa est alla costa ovest degli USA sono altre 6 ore di volo e altre 3 ore di fuso orario.

All'arrivo a Reno, stanco come un cavallo.... stanco, 
per inerzia trottavo seguendo la solita mappa che avevo in testa, il solito rodeo,  fino all'arrivo in hotel, come in un percorso ad ostacoli.

Primo ostacolo, atterraggio e raccolta del bagaglio al solito nastro, l'ultimo in fondo e dopo aver fatto lo slalom tra le slot machines del terminale nell'aeroporto con incorporate anziane signore, e con tutto il rispetto  per le anziane signore, ma quelle erano un'altra cosa! 

con il naso da civetta e le mani come artigli, 
una mano appesa alla leva della slot machine e altra mano appiccicata alla fessura della stessa macchina intenta ad inserire quarti di dollaro all'impazzata senza posa, 

 mentre i loro mariti dalla pancia prominente se ne stavano seduti  al bar  su un trespolo appollaiati a tracannare l'ennesima  bud-birra guardando la partita di football,  lamentandosi delle tasse e del governo federale.

Superato il primo ostacolo trottavo all'uscita del terminal dell'aeroporto e saltavo sullo shuttle dell'hotel con autista incorporato che prendeva a raccontarmi del papà da poco ritiratosi in pensione a Puerto Limon sulla costa Altantica del Costarica

"Da quelle parti il clima è buono, c'è un bel mare e con la misera pensione di impiegato postale di qui, adesso là riesce a vivere come un re! 

d'altra parte qui era rimasto da solo, vedovo, almeno là  potrà trascorrere in pace il resto della sua vita e ti dico la verità anche noi stiamo un po' pace adesso perchè , con tutto il rispetto per mio padre, ci siamo tolti di torno un rompiscatole! 

ultimamente era diventato veramente insopportabile, non passava giorno che non chiamasse il 911 per finte emergenze di ogni tipo! 
Ma voi in Italia la vedete la serie televisiva Reno 911? No? 
è proprio un gran peccato c'è da crepare dalle risate, 
forse è una delle poche cose divertenti riguardo a Reno Nevada....  chissà se la fanno in Costarica? ma!"

Superato il secondo ostacolo, a quel punto salutato l'autista con un "Take care" e 2 dollari di mancia ed ero arrivato in hotel.

L'hotel, sempre il solito Inn vicino all'aeroporto, sempre uguale sempre lo stesso!
Io sono fatto così, forse come la maggior parte dei commessi viaggiatori però non ne sono molto sicuro, non so.

Ma io sono fatto così, nel perenne movimento almeno poche piccole cose devo averle chiare e sicure, io sono un globetrotter sì, ma pigro e abitudinario, 

come mi diceva un mio compagno di lavoro e di viaggio per tante  periferie del mondo:

 "Tu Marco sei incredibile, fai migliaia di km, in costante movimento e non ti stanchi mai? Sei nomade , eppure in apparenza sembri un sedentario incallito.
 Ogni tanto metti il pilota automatico e spegni tutti i motori, vai al minimo!" 

Io ci scherzavo e rispondevo che quello era il segreto andare così veloce ma così veloce che gli altri non se ne rendevano nemmeno conto!

In realtà era vero quello che diceva, e cioè quella è da sempre la mia tecnica di sopravvivenza per le vie del mondo, ogni tanto spengo tutto, sgancio tutte le zavorre inutili e mantengo la minima autonomia  necessaria,
una tecnica acquisita credo dalla corsa di lunga distanza, di cui sono appassionato, la corsa lenta e a passo libero.

Quindi,l'albergo era sempre lo stesso Inn e arrivato lì iniziava di nuovo uno slalom nella hall tra le slot machines e le giocatrici compulsive allegate, per arrivare alla reception, 
e poi:

"stanza non fumatore all'ultimo piano con letto king size!"


e rotolavo rotolavo rotolavo fino all'ascensore!
 dovevo arrivare al più presto a letto e mettere giù qualche ora di sonno, perchè l'appuntamento con il cliente a Carson City era il giorno dopo presto la mattina.

A Carson City Nevada, sì,  proprio quella dei film western e con tutto il rispetto Carson City, realmente niente di speciale, un incrocio, un semaforo in mezzo al deserto, con le siepi rotolano al vento proprio come nei film del far west.

Carson City Nevada a circa mezz'ora di strada da Reno, per arrivarci si deve passare una vallata nel deserto, 
spesso la strada era chiusa ai veicoli alti e big trucks  per il forte vento, 
e diversi ne ho visti di trucks rovesciati lungo la via!

Per questo io affittavo sempre la macchina più piccola disponibile "the Japanese one!"
quella giapponese che allora gli americani non volevano per nulla  perchè

"Sì è vero consuma poco ma è troppo piccola e non è abbastanza sicura!" 

Eppure con quella io non mi sono mai ribaltato nel deserto del Nevada!

Ma quella di Carson city è un'altra storia,

e invece tornardo a Reno:
arrivo nella camera d'albergo, 
entrando in camera la moquette e la carta da parati stinta e ingiallita mi salutavano, insieme alle grucce nell'armadio, alla macchina del caffè e alla lattina di sprite alla quale io avevo diritto in quanto fedele cliente del programma frequent customers! 

Sorseggiando la mia sprite, mi slaccio le scarpe e la cintura e mi lancio sul letto e con il rimbombo in testa della tachicardia da stanchezza mi lasciavo...... dormire, dormire  dormire..

e nell'assopirmi mi tornava in mente il titolo italiano di quel famoso film di Pollack sulla gara di ballo, "Non si uccidono così anche i cavalli!"

Due o tre di sonno, dipendeva dal ritardo o meno del volo e toc toc! di solito mi svegliava la cameriera del piano che verso le 4:00 del pomeriggio portava "milk and cookies!" latte e biscotti

Sì, milk and cookies, non lo fanno più ormai da tempo credo, portare il latte e i biscotti
  e ricordandolo adesso, di essere stato svegliato dalla  chiamata "milk and cookies!" mi fa sentire un po'....vintage! come un cimelio degli anni cinquanta.

Riavutomi dall'incubo e dal delirio del sonno, riguardo a film e cavalli stanchi, andavo alla porta, prendevo i miei cookies, 

ringraziando la signora con i capelli raccolti, tirati su come quelli della cameriera di quella serie televisiva americana di cui non ricordo più il titolo, lei mi salutava come si saluta un familiare, mi diceva che era contenta di rivedermi lì "Safe and sound!"
sano e salvo,  e con il milk and cookies mi porgeva anche il Reno Gazette con le news locali e gli eventi di quel fine settimana.

Sì, perchè io di solito arrivavo a Reno  nel fine settimana per ottimizzare i tempi e incontrare il cliente a Carson City il lunedì presto la mattina per poi ripartire subito, perchè non vi è nessun buon motivo al mondo per fermarsi un attimo  più del necessario a Reno, con tutto il rispetto per  "The Biggest Little City in the World" come recita lo slogan.

Quindi visto che mi capitava spesso di trascorrere il fine settimana a Reno, gli amici dell'hotel lo sapevano e mi portavano la gazzetta locale per vedere quali fossero gli eventi del fine settimana ,

 e leggendo il giornale quel giorno, sorseggiando il latte e masticando i miei chocolate cookies, vidi il titolo in caratteri cubitali " oggi a Reno va in scena il grande " Rodeo di Reno!!" e di fianco un altro titolo che recita  
"Come riconoscere i sintomi dell'attacco cardiaco!"

 Spaventato, sorpreso e in preda al panico chiusi il giornale, abbandonai latte e biscotti e mi ributtai sul letto a dormire pensando, 
"No!  
no, pietà non si uccidono così anche i cavalli!"


Marco Bo

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2011/12/wichita-kansas-2004.html







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