cronache di ordinaria e minima discriminazione da un Bel Paese di Abbastanza Vicino
Alla cortese attenzione del CUOET Comitato Unico Organizzatore dell'Evento Teatrale
A chi di competenza,
mi rivolgo a Voi con stima e ammirazione per lo splendido evento che, come descrivete nella Vostra presentazione, è quello che meglio rappresenta il nostro Bel Paese nel mondo.
Detto questo credo che, pur mantenendo il più possibile l'autenticità' della rappresentazione, il mondo di oggi possa essere meglio rappresentato nell'evento stesso, e spiego di seguito brevemente cosa intendo.
Appurato che nel nostro Bel Paese di abbastanza vicino, duecento anni or sono non c'era molta gente con tratti somatici per così dire "Esotici”, e tenendo presente che l’intenzione del CUOET è quella di mantenere al massimo l'autenticità' e la corrispondenza con il periodo rappresentato nella rassegna teatrale, autenticità negli abiti, negli utensili, accessori e suppellettili vari,
chiarito tutto ciò, sarebbe bello che s’introducesse un nuovo premio,
un premio alla compagnia teatrante che meglio rappresenti, nel rispetto della tradizione la realtà attuale che è multietnica e multiculturale.
Oltre a questo e soprattutto, sarebbe bello che la giuria non giudicasse mai il colore della pelle ed i tratti somatici! e mi spiego con un esempio pratico.
Supponiamo che in un paese che partecipa all’evento teatrale ci sia una famiglia originaria del Bel Paese ma con parte di tratti somatici diversi dallo "standard" del Bel Paese di Abbastanza Vicino, sarebbe tremendo che si dicesse: "Tu che hai i tratti standard puoi partecipare e tua sorella, oppure tuo marito che ha tratti differenti non può! " e la stessa cosa tra compagni di scuola, immaginate che discriminazione terribile!
Ripeto, è ben noto che in quei tempi lontani non c'erano molti "Stranieri" ma è altresì segno di buon senso permettere oggi a tutti i bambini di ogni origine e colore di partecipare alla festa e così ai grandi, altrimenti che festa è?
Quindi mi permetto di portare alla Vostra attenzione una proposta per una nuova regola e cioè:
la giuria dell’evento teatrale valuterà l'autenticità' e la corrispondenza degli abiti, utensili, accessori ecc.
ma non giudicherà mai le persone in sè, non giudicherà mai il colore della pelle o altre caratteristiche somatiche.
Io credo che sarebbe questo un bel segno di modernità e di lungimiranza per questa bellissima festa e per il Bel Paese in generale.
Sarebbe bello altresì che il CUOET lo comunicasse pubblicamente evidenziando il rispetto delle tradizioni ma nella modernità.
La ragione per cui Vi scrivo è che ci è stato riferito che una compagnia teatrale ha negato la partecipazione ad alcuni bambini e famiglie adducendo che vi sia una regola dell’evento che addirittura non permette di partecipare a chi non è originario del Bel Paese di Abbastanza Vicino
A noi sembra incredibile e sicuramente ci sarà stato un errore o un malinteso.
RingraziandoVi per la cortese attenzione porgo i Distinti Saluti con rinnovata stima ed ammirazione per l'evento per tutti gli organizzatori ed i volontari.
Questa storia non ha luogo, tempo, nome ed ogni riferimento è puramente casuale e continua continua continua……….
cronache di ordinaria e minima discriminazione da un Bel Paese di abbastanza vicino
Marco Bo. Perché ci mettiamo in cammino
“..Ho un sogno, che i miei quattro bambini un giorno vivranno in una nazione in cui non saranno giudicati per il colore della pelle, ma per l’essenza della loro personalità..."
Oggi ho un sogno…”
28 Agosto 1963 - Martin Luther






