cosa portiamo da un punto all’altro del nostro cammino dalla partenza all’arrivo dall’andata al ritorno? il racconto del mio cammino a tutti i miei cari agli amici ed alla poiana che vola sola sui vigneti e le colline, all'eterna foschia ed alla solitudine delle Ande, ai vulcani imponenti del Nicaragua, al cielo tropicale, al lago calmo della sera, ai pescatori all'oceano ed a chi nonostante il freddo di questo stanco ed insipido mondo artificiale continua a conservare la rivoluzione nel cuore
a punch in the face would have been milder then this slow tearing down our tissues and a punch in the face would have been better then this slow wearing down the soul from the cradle to the road of life how many promises have we made? how many dreams have we swallowed? how many words whispered in the wind?
first we stand up to walk and then we learn to run and we believe we have reached the top but then we fall down rolling in the dust from the cradle to the road of life how many promises have we made? how many dreams have we swallowed? how many words whispered in the wind? we come to life crying and then we learn to laugh and we believed we have reached the top but then we fall down rolling in the dust and it is not the dust that burns inside our eyes it is the stupid grin of those ones who continue to laugh
we come to life blind and then we learn to see and we believe we have reached the top but then we fall down rolling in the dust no, it is the dust that burns inside our eyes , no it is not the punch that knocks us down helpless it is this slow tearing down our tissues this slow wearing down the soul a thousand times we will roll in the dust and a thousand more we will rise again and extend our hand one hand forward to whoever will turn his head and one hand back to those who will follow in our footsteps
just like birds in seasonal migration in turn we will fly forward to break the air and overcome the wind then we will turn back in flight to rest at the end of the flock and we will learn to walk again , to laugh again to cry, to run and to fly again hand in hand we will run chasing our dreams and we will smile to every new travelling companion we will find on our pathway nothing else is given to us for the moment a smile, a tear, a trail and a breath of wind nothing else is given to us for the moment a smile, a tear, a footpath and a breath of wind poor but happy, together as part of a flock just like birds in seasonal migration
la giusta risposta fattore umano sussurrare a sé stessi la risposta giusta qui e adesso è facile facile difficile è gridarla al mondo la risposta giusta difficile è viverla adesso qui e per tutta la vita, per tutta la vita difficile è curarla quella risposta, ogni giorno, darle da mangiare e da bere e ogni tanto metterla in discussione metterla all'angolo per verificare la sua sincerità e veridicità dire “assolutamente sì!” adesso qui è facile, facile difficile è trasformare quell'assolutamente sì in sorrisi veri, in lacrime, in cuore, in acqua per chi ha sete, in pane per chi ha fame in carezze per chi sta male in mani tese, in compassione in passione dare la risposta giusta adesso qui a chi si aspetta qualcosa da noi e forse ci può dare qualcosa in cambio è facile facile difficile è cercare per le strade delle periferie del mondo chi non si aspetta più nulla e nulla può dare in cambio nulla in cambio difficile è farlo per una volta ancora più difficile farlo per tutta una vita ma se non è quella la risposta giusta da perseguire, se non è quella la strada che merita di essere percorsa, se non è quella la risposta giusta che merita di essere vissuta a pieno nella realtà e intonata in musica e canzoni, e declamata in poesia, allora la materia che gira intorno e dentro di noi è solo inutile polvere e tanto vale perdersi tra le zolle di terra e nel vento adesso, senza speranza! il momento della polvere arriverà comunque sì, arriverà quella è l'unica certezza che abbiamo nel frattempo la sfida è inseguire e vivere la risposta giusta per le strade e nelle periferie del mondo e dell'animo umano, ancora e ancora ad ogni sorgere del sole ad ogni calar della sera e ancora ancora e ancora la giusta risposta e così sia
early winter dream twenty years to go far and a lifetime to come back home I thank my twenty years for the harsh unconsciousness that allowed me to leave and go away I thank my twenty years for having hidden to me the fears and anxieties about of the distances and the unknown I thank my twenty years for bringing me the gift of friendship and respect on the roads of the world I thank my twenty years for the evening of our first meeting, for your intense eyes and your beautiful smile that dragged me away for your quick and elegant steps, and your salute at the end of that day in which I was waiting for you at the exit from the enchanted fortress of our youth I thank my twenty years for giving you to me and now? now how do we continue our journey ? now as then, the places and the people we met on the way , will call us and come back to dance with us every night the Friendship herself with her smiles will come back to us in a dream every night to renew the feast but the wisdom of the years as distilled spirit, will reminds us of the sacred respect for the distance and for the cycle of the seasons and we, to all the guests at the party tonight will say do not fear! do not fear, because we shall return one day we shall hit the way , with the road and the immense sky above us as a home we will start again our journey to visit at least once more every smile, every tear every face we met on our way trought the peripheries of the world and side by side , hand in hand , forever and again we will celebrate our homecoming our homecoming to the time when all of us kids were playing rolling in the dust and dreaming of being twenty years old to go far twenty years old to go far away to go far away away early winter dream twenty years to go far and a lifetime to come back home side by side, hand in hand, welcome to our feast, welcome to our celebration all of you desired and blessed travel companions welcome welcome to our dream .................................................. .......... Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/10/sogno-dinizio-inverno-ventanni-per.html
sotto questo grigio cielo di periferia ringrazio i miei vent'anni per l'aspra incoscienza che mi ha consentito di partire e di andar lontano ringrazio i miei vent'anni per avermi nascosto lo spavento e l'angoscia della lontananza e dell’ignoto ringrazio i miei vent'anni per avermi portato il dono dell'amicizia e del rispetto sulle strade del mondo ringrazio i miei vent'anni per la sera del nostro primo incontro, per i tuoi occhi intensi e per quel tuo sorriso immenso per tuoi passi veloci , eleganti e per il tuo saluto alla fine della quella giornata quando io ti aspettavo all'uscita dalla fortezza incantata della nostra giovinezza per tutto questo a molto altro ancora, i miei vent'anni ringrazio e adesso? adesso come proseguiamo il cammino? adesso che come allora i luoghi e le persone che abbiamo conosciuto sul cammino nelle periferie del mondo ogni notte ci chiamano e tornano a danzare con noi e intorno a noi l'amicizia stessa con i suoi sorrisi torna da noi in sogno ogni notte a rinnovare la festa, ma la saggezza di questi anni come acquavite distillata ci fa ricordare il sacro rispetto per la lontananza e per il ciclo delle stagioni e noi a tutti i convitati alla festa di questa notte racconteremo che non debbono temere, perchè noi riprenderemo un giorno il cammino con un sacco pieno di ricordi in spalla, anzi la strada e il cielo immenso sopra di noi come casa ci per mano ci prenderanno e torneremo sul cammino per visitare almeno per una volta ancora ogni sorriso ogni lacrima e ogni viso che abbiamo incontrato sul nostro cammino per le periferie del mondo e fianco a fianco, mano nella mano celebreremo ancora e per sempre il nostro ritorno a casa il ritorno a quando tutti noi bambini su e giù per le colline rotolando nella polvere giocavamo a cercar conchiglie e sognavamo di aver vent'anni per andar lontano e sognavamo di aver vent'anni per andar lontano per andar lontano per andar lontano lontano sogno d’inizio inverno vent’anni per andar lontano e una vita intera per tornare a casa ............................................................ Marco Bo
Ogni volta che toccavo il suolo a Reno Nevada ci arrivavo stremato all'inverosimile, dalla costa est alla costa ovest degli USA sono altre 6 ore di volo e altre 3 ore di fuso orario. All'arrivo a Reno, stanco come un cavallo.... stanco, per inerzia trottavo seguendo la solita mappa che avevo in testa, il solito rodeo, fino all'arrivo in hotel, come in un percorso ad ostacoli. Primo ostacolo, atterraggio e raccolta del bagaglio al solito nastro, l'ultimo in fondo e dopo aver fatto lo slalom tra le slot machines del terminale nell'aeroporto con incorporate anziane signore, e con tutto il rispetto per le anziane signore, ma quelle erano un'altra cosa! con il naso da civetta e le mani come artigli, una mano appesa alla leva della slot machine e altra mano appiccicata alla fessura della stessa macchina intenta ad inserire quarti di dollaro all'impazzata senza posa, mentre i loro mariti dalla pancia prominente se ne stavano seduti al bar su un trespolo appollaiati a tracannare l'ennesima bud-birra guardando la partita di football, lamentandosi delle tasse e del governo federale. Superato il primo ostacolo trottavo all'uscita del terminal dell'aeroporto e saltavo sullo shuttle dell'hotel con autista incorporato che prendeva a raccontarmi del papà da poco ritiratosi in pensione a Puerto Limon sulla costa Altantica del Costarica "Da quelle parti il clima è buono, c'è un bel mare e con la misera pensione di impiegato postale di qui, adesso là riesce a vivere come un re! d'altra parte qui era rimasto da solo, vedovo, almeno là potrà trascorrere in pace il resto della sua vita e ti dico la verità anche noi stiamo un po' pace adesso perchè , con tutto il rispetto per mio padre, ci siamo tolti di torno un rompiscatole! ultimamente era diventato veramente insopportabile, non passava giorno che non chiamasse il 911 per finte emergenze di ogni tipo! Ma voi in Italia la vedete la serie televisiva Reno 911? No? è proprio un gran peccato c'è da crepare dalle risate, forse è una delle poche cose divertenti riguardo a Reno Nevada.... chissà se la fanno in Costarica? ma!" Superato il secondo ostacolo, a quel punto salutato l'autista con un "Take care" e 2 dollari di mancia ed ero arrivato in hotel. L'hotel, sempre il solito Inn vicino all'aeroporto, sempre uguale sempre lo stesso! Io sono fatto così, forse come la maggior parte dei commessi viaggiatori però non ne sono molto sicuro, non so. Ma io sono fatto così, nel perenne movimento almeno poche piccole cose devo averle chiare e sicure, io sono un globetrotter sì, ma pigro e abitudinario, come mi diceva un mio compagno di lavoro e di viaggio per tante periferie del mondo: "Tu Marco sei incredibile, fai migliaia di km, in costante movimento e non ti stanchi mai? Sei nomade , eppure in apparenza sembri un sedentario incallito. Ogni tanto metti il pilota automatico e spegni tutti i motori, vai al minimo!" Io ci scherzavo e rispondevo che quello era il segreto andare così veloce ma così veloce che gli altri non se ne rendevano nemmeno conto! In realtà era vero quello che diceva, e cioè quella è da sempre la mia tecnica di sopravvivenza per le vie del mondo, ogni tanto spengo tutto, sgancio tutte le zavorre inutili e mantengo la minima autonomia necessaria, una tecnica acquisita credo dalla corsa di lunga distanza, di cui sono appassionato, la corsa lenta e a passo libero. Quindi,l'albergo era sempre lo stesso Inn e arrivato lì iniziava di nuovo uno slalom nella hall tra le slot machines e le giocatrici compulsive allegate, per arrivare alla reception, e poi: "stanza non fumatore all'ultimo piano con letto king size!" e rotolavo rotolavo rotolavo fino all'ascensore! dovevo arrivare al più presto a letto e mettere giù qualche ora di sonno, perchè l'appuntamento con il cliente a Carson City era il giorno dopo presto la mattina. A Carson City Nevada, sì, proprio quella dei film western e con tutto il rispetto Carson City, realmente niente di speciale, un incrocio, un semaforo in mezzo al deserto, con le siepi rotolano al vento proprio come nei film del far west. Carson City Nevada a circa mezz'ora di strada da Reno, per arrivarci si deve passare una vallata nel deserto, spesso la strada era chiusa ai veicoli alti e big trucks per il forte vento, e diversi ne ho visti di trucks rovesciati lungo la via! Per questo io affittavo sempre la macchina più piccola disponibile "the Japanese one!" quella giapponese che allora gli americani non volevano per nulla perchè "Sì è vero consuma poco ma è troppo piccola e non è abbastanza sicura!" Eppure con quella io non mi sono mai ribaltato nel deserto del Nevada! Ma quella di Carson city è un'altra storia, e invece tornardo a Reno: arrivo nella camera d'albergo, entrando in camera la moquette e la carta da parati stinta e ingiallita mi salutavano, insieme alle grucce nell'armadio, alla macchina del caffè e alla lattina di sprite alla quale io avevo diritto in quanto fedele cliente del programma frequent customers! Sorseggiando la mia sprite, mi slaccio le scarpe e la cintura e mi lancio sul letto e con il rimbombo in testa della tachicardia da stanchezza mi lasciavo...... dormire, dormire dormire.. e nell'assopirmi mi tornava in mente il titolo italiano di quel famoso film di Pollack sulla gara di ballo, "Non si uccidono così anche i cavalli!" Due o tre di sonno, dipendeva dal ritardo o meno del volo e toc toc! di solito mi svegliava la cameriera del piano che verso le 4:00 del pomeriggio portava "milk and cookies!" latte e biscotti Sì, milk and cookies, non lo fanno più ormai da tempo credo, portare il latte e i biscotti e ricordandolo adesso, di essere stato svegliato dalla chiamata "milk and cookies!" mi fa sentire un po'....vintage! come un cimelio degli anni cinquanta. Riavutomi dall'incubo e dal delirio del sonno, riguardo a film e cavalli stanchi, andavo alla porta, prendevo i miei cookies, ringraziando la signora con i capelli raccolti, tirati su come quelli della cameriera di quella serie televisiva americana di cui non ricordo più il titolo, lei mi salutava come si saluta un familiare, mi diceva che era contenta di rivedermi lì "Safe and sound!" sano e salvo, e con il milk and cookies mi porgeva anche il Reno Gazette con le news locali e gli eventi di quel fine settimana. Sì, perchè io di solito arrivavo a Reno nel fine settimana per ottimizzare i tempi e incontrare il cliente a Carson City il lunedì presto la mattina per poi ripartire subito, perchè non vi è nessun buon motivo al mondo per fermarsi un attimo più del necessario a Reno, con tutto il rispetto per "The Biggest Little City in the World" come recita lo slogan. Quindi visto che mi capitava spesso di trascorrere il fine settimana a Reno, gli amici dell'hotel lo sapevano e mi portavano la gazzetta locale per vedere quali fossero gli eventi del fine settimana , e leggendo il giornale quel giorno, sorseggiando il latte e masticando i miei chocolate cookies, vidi il titolo in caratteri cubitali " oggi a Reno va in scena il grande " Rodeo di Reno!!" e di fianco un altro titolo che recita "Come riconoscere i sintomi dell'attacco cardiaco!" Spaventato, sorpreso e in preda al panico chiusi il giornale, abbandonai latte e biscotti e mi ributtai sul letto a dormire pensando, "No! no, pietà non si uccidono così anche i cavalli!"
sublimi ingranaggi, la sinfonia e la meccanica della vita scomporre la realtà degli elementi e della natura in piccoli frammenti di spazio e di tempo, frazioni, colori odori e sapori rumori di fondo, suoni e distorsioni per poi ricomporli tutti in forma di sinfonia la sinfonia della vita il maestro è il sacro ciclo delle stagioni e nel golfo mistico l'orchestra della vita è composta da tutti da noi tutti nessuno escluso ognuno con il suo sorriso, il suo canto il suo pianto con il suo talento unico e speciale come strumento musicale e non vi è voce che sia eguale non vi è canto che sia identico al mondo no! unici e irripetibili tutti noi ingranaggi sublimi e indispensabili nella meccanica della vita tutti noi versetti di una poesia infinita tutti noi note musicali nella sinfonia della vita ma suoni non abbiamo noi se non quelli che i nostri cuori sanno modulare nel vento e allora lasciamo cantare i nostri cuori liberi! suoni e distorsioni rumori di fondo piccoli fremiti di spazio e di tempo, dal nostro primo gemito di vita all'ultimo sorriso all'ultimo pianto frazioni fragili minimi frammenti di noi che ricomposti costituiscono all'unisono la sinfonia e la meccanica della vita e della natura stessa sublimi ingranaggi, noi siamo siamo noi la sinfonia e la meccanica della vita noi siamo scomporre la realtà degli elementi e della natura in piccoli frammenti di spazio e di tempo, frazioni, rumori di fondo, suoni e distorsioni per poi ricomporli tutti in forma di sinfonia ancora e ancora, e scandire il tempo assaporare ogni momento in un crescendo ancora e ancora per una vita intera e poi e poi sarà già tempo di partire di lasciare il nostro posto nel golfo mistico e il nostro stumento a chi verrà dopo di noi l'opera sarà allora compiuta la fine sarà in se un nuovo inizio e in ogni minimo frammento già albergherà il tutto il tutto in un frammento già dimorerà e il sole tornerà ancora e ancora ancora e ancora sopra questo cielo così vanno le cose così devono andare oltre e dopo di noi oltre il qui e adesso oltre e attraverso di noi sublimi ingranaggi, noi pezzi parti e poesia componenti strumenti e canti noi sinfonia e meccanica della vita insieme e così sia Marco Bo "Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore." Robert Pirsig - Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta
se vivi ai piani inferiori il rumore della vita arriverà a te forte e intenso forte e intensto se vivi lassù in alto, lontano il rumore del mondo arriverà spento il suo colore sarà offuscato dalle nebbie del tempo e delle polveri sottili sottili dal tempo vuoto dal tempo non vissuto se occupi soltanto il tuo spazio, il tuo tempo e non vivi davvero schiaccerai il giorno ed annullerai la notte se ascolti il canto delle sirene e non ascolti il canto delle periferie del mondo chiuderai per sempre la porta al nuovo giorno se vivi in equilibrio instabile al centro del tuo personale universo se chiudi fuori il resto del mondo sarai padrone di un tuo mondo indifferente e insipido sarai solo nel vuoto sarai come aria condizionata non sarai, sarai meno di ieri meno di ieri sirene e deliri vuoti a perdere involuzione programmata, ma noi vediamo all'orizzonte la prossima fermata speranza! speranza nel vento libero nel frastuono delle periferie del mondo una nuova evoluzione è possibile
camera con vista dai piani alti involuzione, rivoluzione, cammino a ritroso e ritorno a casa Marco Bo
ordine del giorno oggetto essere umano procedura per la pratica in oggetto a chi di competenza oggetto essere umano dopo migliaia di anni di sviluppo e di civilizzazione un contenitore di metallo con motore a scoppio alimentato con un derivato di un combustibile fossile dopo svincoli incroci, rotonde cavalcavia e tangenziali, ci porterà a destinazione, è mattina sotto cieli di aria condizionata è mattina si cerca una donna si cerca un uomo un essere umano non più oggetto mai più attenderemo poi in coda il nostro turno allo sportello dell'ufficio reclami pratiche e gestioni, centro unico prenotazioni per non si sa cosa per non si sa dove il distributore automatico ci fornirà un numero e successivamente potremo inserire il codice alfanumerico personale che certifica la nostra consumistica esistenza in vita la nostra consumistica e produttiva esistenza in vita si cerca un uomo si cerca una donna un essere umano non più oggetto mai più il sistema centrale ci fornirà un nome utente e una password corrispondente da utilizzare per accreditarsi ed essere riconosciuti dal calcolatore e così poter inserire la pratica in oggetto la pratica in oggetto oggetto essere umano si cerca una donna si cerca un uomo un essere umano non più oggetto mai più dopo migliaia di anni e un giorno di sviluppo e civilizzazione un contenitore di metallo con motore a scoppio alimentato con un derivato di un combustibile fossile, migliaia di anni antico, dopo svincoli incroci rotonde cavalcavia e tangenziali, ci riporterà a casa è sera sotto cieli di aria condizionata è sera attenderemo pazientemente nelle nostre case seduti in contemplazione di uno schermo ultrasottile che trasmetterà immagini in alta definizione di ultra-realtà tridimensionale attenderemo
attenderemo in raccoglimento, in contemplazione il responso del sistema centrale si cerca un uomo si cerca una donna un essere umano non più oggetto mai più in assenza dei requisiti necessari per l'accreditazione avremo comunque la possibilità di rientrare in graduatoria il nostro codice utente potrà partecipare alla grande lotteria di fine anno fiscale in esclusiva per gli abbonati fidelizzati scannerizzati e catalogati in base al profilo utente all'eterogenesi dei fini all'età anagrafica alle preferenze alimentari, politiche, sessuali e ad un'eventuale appartenenza ad una specifica denominazione religiosa a chi di competenza procedura per la pratica in oggetto oggetto l'oggetto l'essere umano oggetto....... si cerca un uomo si cerca una donna un essere umano non più oggetto mai più si cerca un uomo si cerca una donna un essere umano in compagnia di altri suoi simili esseri umani attorno a un fuoco alimentato da un combustibile fossile adesso come migliaia di anni fa attorno a un fuoco raccontando storie raccogliendo le memorie memorie di noi di come eravamo di come siamo ancora oltre e nonostante tutto noi siamo esseri umani ed abbiamo memoria di noi ed abbiamo memoria di noi e così sia così sia! si cerca un uomo si cerca una donna un essere umano non più oggetto mai più si cerca un uomo si cerca una donna adesso come migliaia di anni fa la posizione è ancora libera e la candidatura è spontanea la candidatura è spontanea procedura per la pratica in oggetto a noi la competenza e solo a noi! la competenza adesso ordine del giorno oggetto essere umano si cerca un uomo si cerca una donna un essere umano non più oggetto mai più Marco Bo
one of us was called Wind and he set off one day looking for news skies , new heavens , other sunrises and other sunsets far away , and, at each change of season , we all wondered where could he now be? one of us was called Wind his heart was small and weak but on the day he left he discovered that instead his heart was big and strong and with is heart he started sowing the streets of the world and wiped away the fears and anxieties of all and each one with its free flight and with the Sunshine up above one of us was called Wind one of us was called Sun she loved to dance and did not speak the language of other women and men yet each and every one waited and depended on her rays and her spell all were in love with her but she did not understand their anxiety and their love and thus continued to dance alone because she belonged to dance and with the dance she would remain forever, elegant and lone giving to the world her beauty and peace at dawn one of us was called Sun she flitted from morning to evening from evening to the morning sun and hovering in the sky she brought joy and life along her and our longsome earthly pathway one of us was called Sun one of us was called Earth and was made of sand and clay blue clay , the same as the one settled down on the bottom of the Sea one of us was called Earth and reluctantly had to migrate and he got lost away, but one day he came back to rest in his turf before he reached the final season round and gave us and to the world good and rich harvests for years to come then dissapeared in the dust again and forever as the sand and the blue clay down to the bottom of the Sea one of us was called Earth one of us was called Sea he came around and went away cyclically as his tide coming and going on the shore of an immense and longsome beach one of us was called Sea and on his arrival gave smiles and joy everywhere and to everyone pervading and leaving the rocks on the shoreline happy soggy and wet happy soggy and wet one of us was called Sea one of us was called Rock, and without hesitation carried on his shoulders the weight of the world, and embedded in his veins had the signs of life and the memory of the seasons and time to come one of us was called Rock, on her the elements of nature would flow away and left traces of their passage as embroidery as tattoos deep incisions and indelible scars of time and all of us we were called Sweet Water and Pumice Stone because we were all born from the bowels of the earth, scrolling down in the underground as carsic rivers or from violent magma eruptions filled of new life, we all are called Sweet Water and Pumice Stone because we all live for each other and we should pervade invade one another, then water and quench our thirst and believe with confidence with love and compassion for one another one another more and more again and again
we all were call Sweet Water and Pumice Stone we all will continue our journey hand in hand, side by side because under this sky , under this sun we are saved only in this way , all together or no one at all and this is only a simple prayer for nature and the elements a prayer dedicated to the fellow travelers and whoever wants to join in this hymn and on this pathway on this harsh yet sweet trail and this is all we know this is all we have and nothing else for the time being here around the fire on the border with the peripheries of the world Sun Earth Wind Rock and Sea we walk, we dance and sing and so we are saved in choir and hand in hand Sun Earth Wind Rock and Sea we walk, we dance and sing and so we are saved in choir and hand in hand hand in hand we have nothing , we know nothing alse at the moment Sun Earth Wind Rock and Sea in Freshwater and Pumice Stone we transfigure as we walk together and walk Sun Earth Wind Rock and Sea Sweet water and Pumice Stone the weather is good today, it is time to leave the weather is good today the time has come to save us all to save one another , together hand in hand prayer for nature and the elements dedicated to the fellow travelers to sing aloud walking with a light step at nightfall and so be it Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2013/10/preghiera-della-natura-e-degli-elementi.html
uno di noi si chiamava Vento partì un giorno cercando cieli liberi, cieli nuovi, altre albe ed altri tramonti, e, ad ogni cambio di stagione, noi tutti ci chiedevamo dove sarà adesso dove sarà? uno di noi si chiamava Vento aveva il cuore piccolo e fragile ma il giorno in cui si mise in cammino scoprì invece di essere grande e forte e lo seminò il suo cuore per le vie del mondo e asciugò le paure e le ansie di tutti ed ognuno con il suo volo libero, e con il Sole uno di noi si chiamava Vento uno di noi si chiamava Sole amava la danza e non parlava la lingua delle altre persone eppure tutti ed ognuno attendevano e dipendevano dai sui raggi, dalle sue parole tutti erano innamorati di lei ma lei non comprendeva il loro affannarsi, il loro amore e continuò così a danzare da sola perché alla danza lei apparteneva e con la danza sarebbe rimasta per sempre, elegante e sola regalando al mondo bellezza e pace uno di noi si chiamava Sole volteggiava da mattina a sera da sera a mattina e nel librarsi in cielo scriveva gioia e vita lungo il suo e il nostro cammino terreno uno di noi si chiamava Sole uno di noi si chiamava Terra ed era fatto di sabbia e di argilla argilla azzurra, la stessa che si trova sui fondali del Mare uno di noi si chiamava Terra a malincuore dovette migrare e perdersi lontano, ma un giorno tornò a riposare tra le sue zolle prima che giungesse l'ultimo giro di stagione e regalò a noi e al mondo buoni raccolti per gli anni a venire poi nella polvere si perse di nuovo e per sempre come la sabbia e l'argilla azzurra si perdono sul fondale del Mare uno di noi si chiamava Terra uno di noi si chiamava Mare e andava e tornava ciclicamente come la sua marea che andava e veniva sulla battigia di un'immensa spiaggia uno di noi si chiamava Mare ed al suo arrivo regalava sorrisi e gioia in ogni dove s'infiltrava e pervadeva ogni cosa e lasciava la Roccia sulla battigia bagnata felice e fradicia bagnata felice e fradicia fradicia uno di noi si chiamava Mare uno di noi si chiamava Roccia, e senza esitare portava sulle sue spalle il peso del mondo, e incastonati nelle sue venature aveva i segni della vita e la memoria delle stagioni e del tempo delle cose della natura e degli esseri umani uno di noi si chiamava Roccia, su di lei gli elementi scorrevano veloci e lasciavano tracce del loro passaggio come ricami come tatuaggi incisioni profonde e indelebili cicatrici del tempo noi noi tutti siamo Acqua Dolce e Pietra Pomice perché noi tutti siamo nati dalle viscere della terra, e scorriamo nel sottosuolo come fiumi carsici oppure arriviamo dalle violenti eruzioni di magna linfa di nuova vita, noi tutti ci chiamiamo Acqua Dolce e Pietra Pomice perchè noi tutti per vivere l'uno dell'altro dobbiamo lasciarci pervadere invadere abbeverare e dissetarci dissetarci e credere con fiducia con amore e compassione l'uno per l'altro l'uno per l'altro ancora ed ancora noi, noi tutti ci chiamiamo Acqua Dolce e Pietra Pomice noi tutti continueremo il cammino mano nella mano perchè sotto questo cielo, sotto questo sole ci si salva soltanto così, insieme oppure non si salva nessuno nessuno e questa è soltanto una semplice preghiera dedicata alla natura, alla bellezza e ai compagni di viaggio una preghiera dedicata ai compagni di viaggio ed a chiunque vorrà unirsi in questo inno e nel cammino null'altro abbiamo e sappiamo per il momento qui attorno al fuoco sulla linea di confine con le periferie del mondo Sole Mare Terra Roccia e Vento siamo camminiamo noi, danziamo e cantiamo e così ci salviamo noi in coro e mano nella mano Sole Mare Terra Roccia e Vento siamo camminiamo noi, danziamo e cantiamo e così ci salviamo noi in coro e mano nella mano mano nella mano null'altro abbiamo, null'altro sappiamo per il momento Sole Mare Terra Roccia e Vento siamo in Acqua Dolce e Pietra Pomice ci trasfiguriamo quanto più insieme camminiamo e camminiamo Sole Mare Terra Roccia e Vento Acqua Dolce e Pietra Pomice il tempo è buono oggi è giunta l'ora di partire Il tempo è buono oggi è giunta l'ora di salvarci così, l'un l'altro, insieme mano nella mano preghiera della natura e degli elementi dedicata ai compagni di viaggio da cantare camminando con passo leggero al calar della sera e così sia Marco Bo
preghiera della natura e degli elementi
dedicata alla natura, alla bellezza e ai compagni di viaggio