31/10/13

a punch in the face from the cradle to the road of life


 
a punch in the face would have been milder
then this slow tearing down our tissues  
and a punch in the face would have been better
then this slow wearing down the soul

from the cradle to the road of life
how many promises have we made?
how many dreams have we swallowed?
how many words whispered in the wind?

first we stand up to walk and then we learn to run
and we believe we have reached the top
but then we fall down rolling in the dust

from the cradle to the road of life
how many promises have we made?
how many dreams have we swallowed?
how many words whispered in the wind?

we come to life crying and then we learn to laugh
and we believed we have reached the top
but then we fall down rolling in the dust

and it is not the dust that burns inside our eyes
it is the stupid grin of those ones who continue to laugh

we come to life blind and then we learn to see
and we believe we have reached the top
but then we fall down rolling in the dust

no, it is the dust that burns inside our eyes ,
no it is not the punch that knocks us down helpless
it is this slow tearing down our tissues
this  slow wearing down the soul

a thousand times we will roll in the dust
and a thousand more we will rise again and extend our hand
one hand forward  to whoever will turn his head
and one hand back to those who will follow in our footsteps


just like birds in seasonal migration
in turn we will fly forward
to break the air and overcome the wind
then we will turn back in flight to rest at the end of the flock 

and we will learn to walk again ,
to laugh again  to cry, to run and to fly again
hand in hand we will run chasing our dreams
and we will smile to every new travelling companion
we will find on our pathway

nothing else is given to us for the moment
a smile, a tear, a trail and a breath of wind
nothing else is given to us for the moment
a smile, a tear, a footpath and a breath of wind

poor but happy, together as part of a flock 
just like birds in seasonal migration



Marco Bo

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2012/06/un-pugno-in-faccia-dalla-culla-alla.html





la giusta risposta, fattore umano



la giusta risposta
fattore umano

 sussurrare a sé stessi la risposta giusta qui e adesso
 è facile
facile

difficile è gridarla al mondo la risposta giusta
difficile è viverla 
adesso
qui
e per tutta la vita,
per tutta la vita

 difficile è curarla quella risposta, 
ogni giorno,
darle da mangiare e da bere

e ogni tanto metterla in discussione
metterla all'angolo
per  verificare la sua sincerità e veridicità

dire “assolutamente sì!”
 adesso qui
è facile,
facile

difficile è trasformare quell'assolutamente sì in sorrisi veri,
 in lacrime, in cuore, in  acqua per chi ha sete,
in pane per chi ha fame
in carezze per chi sta male
 in mani tese,
in compassione
in passione

 dare la risposta giusta adesso qui 
a chi si aspetta qualcosa da noi e forse ci può dare qualcosa in cambio 
è facile
facile

difficile è cercare per le strade delle periferie del mondo
 chi non si aspetta più nulla
e nulla  può dare in cambio
nulla
in cambio

difficile è farlo per una volta
ancora più difficile  farlo per tutta una vita
ma se non è quella la risposta giusta da perseguire,
se non è quella la strada che merita di essere percorsa, 
se non è quella la risposta giusta 
che merita di essere vissuta a pieno nella realtà
 e intonata in musica  e canzoni, 
e declamata in poesia,

 allora la materia che gira intorno e dentro di noi è  solo inutile polvere
e tanto vale perdersi tra le zolle di terra e nel vento adesso,
  senza speranza!

il momento della polvere arriverà comunque
 sì, arriverà
quella è l'unica certezza che abbiamo 
nel frattempo la sfida è  inseguire e vivere la risposta giusta per le strade e nelle periferie del mondo e dell'animo umano,
ancora e ancora
ad ogni sorgere del sole ad ogni calar della sera
e ancora

ancora e ancora
la giusta risposta

e così sia

Marco Bo



29/10/13

early winter dream, twenty years to go far


early winter dream
twenty years to go far
and a lifetime to come back home

I thank my twenty years for the harsh unconsciousness that allowed me to leave and go away

I thank my twenty years for having hidden to me the fears and anxieties about of the distances and the unknown

I thank my twenty years for bringing me the gift of friendship and respect on the roads of the world

I thank my twenty years for the evening of our first meeting, for your intense eyes and your beautiful smile that dragged me away

for your quick and elegant steps, and your salute at the end of that day in which I was waiting for you at the exit from the enchanted fortress of our youth

I thank my twenty years for giving you to me 

and now?
now how do we continue our journey ?

now  as then, the places and the people we met on the way ,
will call us and come back to dance with us every night

the Friendship herself with her smiles will come back to us in a dream every night to renew the feast

but the wisdom of the years as distilled spirit, will reminds us of the sacred respect for the distance and for the cycle of the seasons

and we, to all the guests at the party tonight will  say 
do not fear! 

do not fear,
because we shall return one day  we shall hit the way , with the road and the immense sky above us as a home

we will start again our journey to visit at least once more
every smile, every tear every face
we met on our way trought the peripheries of the world

and side by side , hand in hand , forever and again we will celebrate our homecoming

our homecoming to the time when all of us kids were playing rolling in the dust

and dreaming of being twenty years old to go far

twenty years old to go far away

to go far


 away

away


 early winter dream

twenty years to go far

and a lifetime to come back home

side by side, hand in hand,

welcome to our feast, welcome to our celebration 

all of you desired and blessed travel companions

welcome 
welcome to our dream
.................................................. ..........

Marco Bo

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/10/sogno-dinizio-inverno-ventanni-per.html



ù


sogno d’inizio inverno, vent’anni per andar lontano



sotto questo grigio cielo di periferia
ringrazio i miei vent'anni per l'aspra incoscienza che mi ha consentito di partire e di andar lontano

ringrazio i miei vent'anni per avermi nascosto 
lo spavento e l'angoscia della lontananza e dell’ignoto

ringrazio i miei vent'anni per avermi portato il dono dell'amicizia e del rispetto sulle strade del mondo

ringrazio i miei vent'anni per la sera del nostro primo incontro, per i tuoi occhi intensi e per quel tuo sorriso immenso

per tuoi passi veloci , eleganti e  per il tuo saluto alla fine della quella giornata quando io ti aspettavo all'uscita 
dalla fortezza incantata della nostra giovinezza
per tutto questo a molto altro ancora,
i miei vent'anni ringrazio

e adesso?
adesso come proseguiamo il cammino?

adesso che come allora i luoghi e le persone che abbiamo conosciuto sul cammino nelle periferie del mondo
ogni notte ci chiamano e tornano a danzare con noi e intorno a noi

l'amicizia stessa con i suoi sorrisi torna da noi in sogno ogni notte a rinnovare la festa,

ma la saggezza di questi anni come acquavite distillata
ci fa ricordare il sacro rispetto per la lontananza e per il ciclo delle stagioni

e noi a tutti i convitati alla festa di questa notte racconteremo che non debbono temere, 

perchè noi riprenderemo un giorno il cammino con un sacco pieno di ricordi in spalla,
anzi la strada e il cielo immenso sopra di noi come casa ci per mano ci prenderanno

e torneremo sul cammino  per visitare almeno per una volta ancora ogni sorriso ogni lacrima e ogni viso 
che abbiamo incontrato sul nostro cammino per le periferie del mondo

e fianco a fianco, mano nella mano celebreremo ancora e per sempre il nostro ritorno a casa

il  ritorno a quando tutti noi bambini su e giù per le colline rotolando nella polvere giocavamo a cercar conchiglie
e sognavamo di aver vent'anni per andar lontano


e sognavamo di aver vent'anni per andar lontano

per andar lontano

per andar
 lontano
lontano



sogno d’inizio inverno
vent’anni per andar lontano
e una vita intera per tornare a casa


............................................................

Marco Bo





26/10/13

Il rodeo del solitario commesso viaggiatore


Ogni volta che toccavo il suolo a Reno Nevada ci arrivavo stremato all'inverosimile,

 dalla costa est alla costa ovest degli USA sono altre 6 ore di volo e altre 3 ore di fuso orario.

All'arrivo a Reno, stanco come un cavallo.... stanco, 
per inerzia trottavo seguendo la solita mappa che avevo in testa, il solito rodeo,  fino all'arrivo in hotel, come in un percorso ad ostacoli.

Primo ostacolo, atterraggio e raccolta del bagaglio al solito nastro, l'ultimo in fondo e dopo aver fatto lo slalom tra le slot machines del terminale nell'aeroporto con incorporate anziane signore, e con tutto il rispetto  per le anziane signore, ma quelle erano un'altra cosa! 

con il naso da civetta e le mani come artigli, 
una mano appesa alla leva della slot machine e altra mano appiccicata alla fessura della stessa macchina intenta ad inserire quarti di dollaro all'impazzata senza posa, 

 mentre i loro mariti dalla pancia prominente se ne stavano seduti  al bar  su un trespolo appollaiati a tracannare l'ennesima  bud-birra guardando la partita di football,  lamentandosi delle tasse e del governo federale.

Superato il primo ostacolo trottavo all'uscita del terminal dell'aeroporto e saltavo sullo shuttle dell'hotel con autista incorporato che prendeva a raccontarmi del papà da poco ritiratosi in pensione a Puerto Limon sulla costa Altantica del Costarica

"Da quelle parti il clima è buono, c'è un bel mare e con la misera pensione di impiegato postale di qui, adesso là riesce a vivere come un re! 

d'altra parte qui era rimasto da solo, vedovo, almeno là  potrà trascorrere in pace il resto della sua vita e ti dico la verità anche noi stiamo un po' pace adesso perchè , con tutto il rispetto per mio padre, ci siamo tolti di torno un rompiscatole! 

ultimamente era diventato veramente insopportabile, non passava giorno che non chiamasse il 911 per finte emergenze di ogni tipo! 
Ma voi in Italia la vedete la serie televisiva Reno 911? No? 
è proprio un gran peccato c'è da crepare dalle risate, 
forse è una delle poche cose divertenti riguardo a Reno Nevada....  chissà se la fanno in Costarica? ma!"

Superato il secondo ostacolo, a quel punto salutato l'autista con un "Take care" e 2 dollari di mancia ed ero arrivato in hotel.

L'hotel, sempre il solito Inn vicino all'aeroporto, sempre uguale sempre lo stesso!
Io sono fatto così, forse come la maggior parte dei commessi viaggiatori però non ne sono molto sicuro, non so.

Ma io sono fatto così, nel perenne movimento almeno poche piccole cose devo averle chiare e sicure, io sono un globetrotter sì, ma pigro e abitudinario, 

come mi diceva un mio compagno di lavoro e di viaggio per tante  periferie del mondo:

 "Tu Marco sei incredibile, fai migliaia di km, in costante movimento e non ti stanchi mai? Sei nomade , eppure in apparenza sembri un sedentario incallito.
 Ogni tanto metti il pilota automatico e spegni tutti i motori, vai al minimo!" 

Io ci scherzavo e rispondevo che quello era il segreto andare così veloce ma così veloce che gli altri non se ne rendevano nemmeno conto!

In realtà era vero quello che diceva, e cioè quella è da sempre la mia tecnica di sopravvivenza per le vie del mondo, ogni tanto spengo tutto, sgancio tutte le zavorre inutili e mantengo la minima autonomia  necessaria,
una tecnica acquisita credo dalla corsa di lunga distanza, di cui sono appassionato, la corsa lenta e a passo libero.

Quindi,l'albergo era sempre lo stesso Inn e arrivato lì iniziava di nuovo uno slalom nella hall tra le slot machines e le giocatrici compulsive allegate, per arrivare alla reception, 
e poi:

"stanza non fumatore all'ultimo piano con letto king size!"


e rotolavo rotolavo rotolavo fino all'ascensore!
 dovevo arrivare al più presto a letto e mettere giù qualche ora di sonno, perchè l'appuntamento con il cliente a Carson City era il giorno dopo presto la mattina.

A Carson City Nevada, sì,  proprio quella dei film western e con tutto il rispetto Carson City, realmente niente di speciale, un incrocio, un semaforo in mezzo al deserto, con le siepi rotolano al vento proprio come nei film del far west.

Carson City Nevada a circa mezz'ora di strada da Reno, per arrivarci si deve passare una vallata nel deserto, 
spesso la strada era chiusa ai veicoli alti e big trucks  per il forte vento, 
e diversi ne ho visti di trucks rovesciati lungo la via!

Per questo io affittavo sempre la macchina più piccola disponibile "the Japanese one!"
quella giapponese che allora gli americani non volevano per nulla  perchè

"Sì è vero consuma poco ma è troppo piccola e non è abbastanza sicura!" 

Eppure con quella io non mi sono mai ribaltato nel deserto del Nevada!

Ma quella di Carson city è un'altra storia,

e invece tornardo a Reno:
arrivo nella camera d'albergo, 
entrando in camera la moquette e la carta da parati stinta e ingiallita mi salutavano, insieme alle grucce nell'armadio, alla macchina del caffè e alla lattina di sprite alla quale io avevo diritto in quanto fedele cliente del programma frequent customers! 

Sorseggiando la mia sprite, mi slaccio le scarpe e la cintura e mi lancio sul letto e con il rimbombo in testa della tachicardia da stanchezza mi lasciavo...... dormire, dormire  dormire..

e nell'assopirmi mi tornava in mente il titolo italiano di quel famoso film di Pollack sulla gara di ballo, "Non si uccidono così anche i cavalli!"

Due o tre di sonno, dipendeva dal ritardo o meno del volo e toc toc! di solito mi svegliava la cameriera del piano che verso le 4:00 del pomeriggio portava "milk and cookies!" latte e biscotti

Sì, milk and cookies, non lo fanno più ormai da tempo credo, portare il latte e i biscotti
  e ricordandolo adesso, di essere stato svegliato dalla  chiamata "milk and cookies!" mi fa sentire un po'....vintage! come un cimelio degli anni cinquanta.

Riavutomi dall'incubo e dal delirio del sonno, riguardo a film e cavalli stanchi, andavo alla porta, prendevo i miei cookies, 

ringraziando la signora con i capelli raccolti, tirati su come quelli della cameriera di quella serie televisiva americana di cui non ricordo più il titolo, lei mi salutava come si saluta un familiare, mi diceva che era contenta di rivedermi lì "Safe and sound!"
sano e salvo,  e con il milk and cookies mi porgeva anche il Reno Gazette con le news locali e gli eventi di quel fine settimana.

Sì, perchè io di solito arrivavo a Reno  nel fine settimana per ottimizzare i tempi e incontrare il cliente a Carson City il lunedì presto la mattina per poi ripartire subito, perchè non vi è nessun buon motivo al mondo per fermarsi un attimo  più del necessario a Reno, con tutto il rispetto per  "The Biggest Little City in the World" come recita lo slogan.

Quindi visto che mi capitava spesso di trascorrere il fine settimana a Reno, gli amici dell'hotel lo sapevano e mi portavano la gazzetta locale per vedere quali fossero gli eventi del fine settimana ,

 e leggendo il giornale quel giorno, sorseggiando il latte e masticando i miei chocolate cookies, vidi il titolo in caratteri cubitali " oggi a Reno va in scena il grande " Rodeo di Reno!!" e di fianco un altro titolo che recita  
"Come riconoscere i sintomi dell'attacco cardiaco!"

 Spaventato, sorpreso e in preda al panico chiusi il giornale, abbandonai latte e biscotti e mi ributtai sul letto a dormire pensando, 
"No!  
no, pietà non si uccidono così anche i cavalli!"


Marco Bo

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2011/12/wichita-kansas-2004.html







25/10/13

sublimi ingranaggi, la sinfonia e la meccanica della vita


sublimi ingranaggi,
la sinfonia e la meccanica della vita

scomporre la realtà
 degli elementi e della natura
in piccoli  frammenti
di spazio e di tempo,
frazioni, colori
odori e sapori
rumori di fondo,
 suoni e distorsioni
per poi ricomporli tutti
 in forma di sinfonia
la sinfonia della vita

il maestro è il sacro ciclo delle stagioni
e nel golfo mistico l'orchestra della vita
 è composta da tutti
da noi tutti
 nessuno escluso

ognuno
con il suo sorriso,
il suo canto
il suo pianto
con il suo talento unico e speciale
 come strumento musicale

e non vi è voce
che sia eguale
 non vi è canto
 che sia identico
al mondo
 no!

 unici
e irripetibili
tutti noi
ingranaggi sublimi
e indispensabili
nella meccanica della vita
tutti noi
versetti di una poesia infinita
tutti noi
note musicali nella sinfonia della vita

ma suoni non abbiamo noi
se non quelli che
i nostri cuori
sanno modulare
 nel vento
e allora lasciamo cantare i nostri cuori
liberi!

suoni e distorsioni
rumori di fondo
 piccoli  fremiti
 di spazio e di tempo,
dal nostro primo gemito di vita
all'ultimo sorriso
all'ultimo pianto
frazioni fragili
 minimi frammenti
di noi
 che ricomposti
costituiscono all'unisono
la sinfonia e la meccanica
 della vita e della natura
stessa

sublimi ingranaggi,
noi siamo
siamo noi
la  sinfonia
 e la meccanica
della vita
noi siamo

scomporre la realtà
 degli elementi
 e della natura
 in piccoli  frammenti
di spazio e di tempo,
frazioni,
rumori di fondo,
suoni e distorsioni
per poi ricomporli tutti
 in forma di sinfonia
ancora e ancora,

e scandire il tempo
assaporare ogni momento
in un crescendo
ancora e ancora
per una vita intera

e poi
e poi sarà già tempo di partire
di lasciare il nostro posto
nel golfo mistico
e il nostro stumento
a chi verrà dopo di noi
l'opera sarà allora compiuta
la fine sarà in se un nuovo inizio
e in ogni minimo frammento
 già albergherà il tutto
il tutto
in un frammento
già
dimorerà

e il sole tornerà
ancora e ancora
ancora e ancora
sopra questo cielo 
così vanno le cose
così devono andare
oltre e dopo di noi
oltre il qui e adesso
oltre e attraverso di noi
sublimi ingranaggi,
 noi
pezzi parti e poesia
componenti strumenti e canti
noi
 sinfonia
 e meccanica
della vita
insieme
e così sia

Marco Bo

"Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore."

Robert Pirsig - Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta





camera con vista dai piani alti



se vivi ai piani inferiori 
il rumore della vita arriverà a te forte e intenso
forte e intensto

se vivi lassù in alto, lontano
il rumore del mondo arriverà spento
il suo colore sarà offuscato dalle nebbie del tempo
e delle polveri sottili
sottili
dal tempo vuoto
dal tempo non vissuto

se occupi soltanto il tuo spazio, il tuo tempo 
e non vivi davvero
schiaccerai il giorno ed annullerai la notte

se ascolti il canto delle sirene
e non ascolti il canto delle periferie del mondo
chiuderai per sempre la porta al nuovo giorno

se vivi in equilibrio instabile al centro del tuo personale universo
se chiudi fuori il resto del mondo
sarai padrone di un tuo mondo indifferente e insipido
sarai solo
 nel vuoto
sarai 
come aria
condizionata
non sarai,
sarai meno di ieri
meno
di ieri

sirene e deliri
vuoti a perdere
involuzione programmata,
ma noi vediamo all'orizzonte la prossima fermata 
speranza!
speranza nel vento libero nel frastuono delle periferie del mondo
una nuova evoluzione è possibile

camera con vista dai piani alti
involuzione, rivoluzione, cammino a ritroso
 e ritorno a casa

Marco Bo




24/10/13

oggetto: essere umano




ordine del giorno
oggetto essere umano

procedura per la pratica in oggetto
a chi di competenza
oggetto 
essere umano

dopo migliaia di anni di sviluppo e di civilizzazione
un contenitore  di metallo
con motore a scoppio
alimentato con un derivato di un combustibile fossile
dopo svincoli incroci, rotonde cavalcavia e tangenziali,
 ci porterà a destinazione,
è mattina
sotto cieli di aria condizionata
è mattina

si cerca una donna
si cerca un uomo
un essere umano
non più oggetto
mai più

attenderemo poi in coda il nostro turno
allo sportello dell'ufficio reclami pratiche e gestioni,
centro unico prenotazioni per non si sa cosa
per non si sa
dove

il distributore automatico ci fornirà un numero 
e successivamente potremo inserire il codice
alfanumerico personale
che certifica
la nostra
consumistica esistenza in vita
la nostra
consumistica e produttiva
esistenza in vita

si cerca un uomo
si cerca una donna
un essere umano
non più oggetto
mai più

il sistema centrale ci fornirà
 un nome utente
 e una password corrispondente
 da utilizzare per accreditarsi
ed essere riconosciuti dal calcolatore
 e così poter inserire la pratica in oggetto
la pratica
in
oggetto
oggetto
essere umano

si cerca una donna
si cerca un uomo
un essere umano
non più oggetto
mai più

dopo migliaia di anni
e un giorno
 di sviluppo e civilizzazione
un contenitore di metallo
con motore a scoppio
alimentato con un derivato di un combustibile fossile, migliaia di anni antico,
dopo svincoli incroci rotonde cavalcavia e tangenziali,
 ci riporterà a casa
è sera
sotto cieli di aria condizionata
è sera

attenderemo pazientemente
nelle nostre case
seduti in contemplazione 
di uno schermo ultrasottile
 che trasmetterà immagini in alta definizione
di ultra-realtà tridimensionale
attenderemo

attenderemo in raccoglimento, 
in contemplazione 
il responso 
del sistema centrale

si cerca un uomo
si cerca una donna
un essere umano
non più oggetto
mai più

in assenza dei requisiti necessari per l'accreditazione
avremo comunque la possibilità
di rientrare in graduatoria
il nostro codice utente
 potrà partecipare alla grande lotteria
 di fine anno fiscale
in esclusiva per gli abbonati 
fidelizzati scannerizzati e catalogati 
in base al profilo utente
all'eterogenesi dei fini
all'età anagrafica
 alle preferenze alimentari, politiche, sessuali 
e ad un'eventuale appartenenza ad una specifica denominazione religiosa

a chi di competenza
procedura per la pratica in oggetto
oggetto
l'oggetto
l'essere umano
oggetto.......

si cerca un uomo
si cerca una donna
un essere umano
non più oggetto
mai più

si cerca un uomo
si cerca una donna
un essere umano
in compagnia di altri suoi simili
esseri umani
attorno a un fuoco
alimentato da un combustibile fossile
adesso come migliaia di anni fa
attorno a un fuoco
raccontando storie
raccogliendo le memorie
memorie di noi
di come eravamo
di come siamo ancora
oltre e nonostante tutto
noi siamo esseri umani
ed abbiamo memoria di noi
ed abbiamo 
memoria
di noi
e così sia
così sia!

si cerca un uomo
si cerca una donna
un essere umano
non più oggetto
mai più

si cerca un uomo
si cerca una donna
adesso
come migliaia di anni fa
la posizione è ancora libera
e la candidatura è spontanea
la candidatura
è spontanea

procedura per la pratica in oggetto
a noi la competenza
e solo a noi!
la competenza
adesso

ordine del giorno
oggetto essere umano
si cerca un uomo
si cerca una donna
un essere umano
non più oggetto
mai più

Marco Bo


23/10/13

prayer for nature and the elements dedicated to the fellow travelers





one of us was called Wind
and  he set off one day looking for news skies ,
 new heavens , other sunrises and other  sunsets far away ,
 and, at each change of season ,
we all wondered where could he now be?

one of us was called Wind
 his heart was small and weak
but on the day he left
he discovered that instead his heart was big and strong
and  with is heart he started sowing the streets of the world
and wiped away the fears and anxieties of all and each one 
with its free flight and with the Sunshine up above
one of us was called Wind

one of us was called Sun
 she loved to dance and did not speak the language of other women and men
yet each and every one waited and depended on her rays and her spell 
 all were in love with her ​​but she did not understand their anxiety and their love
and thus continued to dance alone
because she belonged to dance and with the dance she would 
remain forever, elegant and lone
giving to the world her beauty and peace at dawn

one of us was called Sun
she flitted from morning to evening from evening to the morning sun
and hovering in the sky she brought joy and life
 along her and our longsome earthly pathway
one of us was called Sun

one of us was called Earth
and was made of sand and clay
blue clay , the same as the one settled down on the bottom of the Sea

one of us was called Earth
 and reluctantly had to migrate and he got lost  away,
 but one day he came back to rest in his turf before he reached the final season round 
and gave us and to the world good and rich harvests  for years to come
then dissapeared in the dust again and forever
 as the sand and the blue clay 
 down to the bottom of the Sea
one of us was called Earth

one of us was called Sea
 he came around and went away cyclically as his tide
coming and going on the shore of an immense and longsome beach

one of us was called Sea
and on his arrival gave smiles and joy everywhere and to everyone
 pervading and leaving the rocks on the shoreline
happy soggy and wet
happy soggy and wet
one of us was called Sea

one of us was called Rock,
 and without hesitation carried on his shoulders the weight of the world,
and embedded in his veins had
 the signs of life and the memory of the seasons and time to come

one of us was called Rock,
on her the elements of nature would flow away
 and left traces of their passage as embroidery as tattoos
deep incisions and indelible scars of time

and all of us
we were called Sweet Water and Pumice Stone
because we were all born from the bowels of the earth,
scrolling down in the underground as carsic rivers 
or from violent magma eruptions filled of new life,

we all are called Sweet Water and Pumice Stone
because we all live for each other and we should pervade
invade one another,  then water and quench our thirst
and believe with confidence with love and compassion for one another
one
another
more and more
again and again

we all were call Sweet Water and Pumice Stone
we all will continue our journey
hand in hand, side by side
because under this sky , under this sun
we are saved only in this way , all together
 or no one at all

and this is only a simple prayer for nature and the elements
a prayer dedicated to the fellow travelers
and whoever wants to join in this hymn and on this pathway
on this harsh yet sweet trail

and this is all we know
this is all we have and nothing else for the time being
here around the fire on the border with the peripheries of the world
Sun Earth Wind Rock and Sea
we walk, we dance and sing and so we are saved in choir and hand in hand

Sun Earth Wind Rock and Sea
we walk, we dance and sing and so we are saved in choir and hand in hand
hand in hand

we have nothing , we know nothing alse at the moment
Sun Earth Wind Rock and Sea
in Freshwater and Pumice Stone we transfigure
 as we walk together and walk

Sun Earth Wind Rock and Sea
Sweet water and Pumice Stone
the weather is good today, it is time to leave
the weather is good today the time has come to save us all
to save one another ,
 together
hand in hand

prayer for nature and the elements
dedicated to the fellow travelers
to sing aloud walking with a light step at nightfall
and so be it

Marco Bo
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2013/10/preghiera-della-natura-e-degli-elementi.html


preghiera della natura e degli elementi




uno di noi si chiamava Vento
partì un giorno cercando cieli liberi,
 cieli nuovi, 
altre albe ed altri tramonti,
 e, ad ogni cambio di stagione, 
noi tutti ci chiedevamo dove sarà adesso
 dove sarà?

uno di noi si chiamava Vento
 aveva il cuore piccolo e fragile 
ma il giorno in cui si mise in cammino  
scoprì invece di essere grande e forte
e lo seminò il suo cuore per le vie del mondo
e asciugò le paure e le ansie di tutti ed ognuno con il suo volo libero, e con il Sole
uno di noi si chiamava Vento

uno di noi si chiamava Sole
 amava la danza e non parlava la lingua delle altre persone
eppure tutti ed ognuno attendevano e dipendevano dai sui raggi, dalle sue parole
 tutti erano innamorati di lei ma lei non comprendeva il loro affannarsi, il loro amore 
e continuò così a danzare da sola 
perché alla danza lei apparteneva e con la danza sarebbe 
rimasta per sempre, elegante e sola
regalando al mondo bellezza e pace

uno di noi si chiamava Sole
volteggiava da mattina a sera da sera a mattina 
e nel librarsi in cielo scriveva gioia e vita
 lungo il suo e il nostro cammino terreno
uno di noi si chiamava Sole

uno di noi si chiamava Terra 
ed era fatto di sabbia e di argilla
argilla azzurra, la stessa che si trova sui fondali del Mare

uno di noi si chiamava Terra
 a malincuore dovette migrare e perdersi lontano,
 ma un giorno tornò a riposare tra le sue zolle prima che giungesse l'ultimo giro di stagione
e regalò a  noi e al mondo buoni raccolti per gli anni a venire
poi nella polvere si perse di nuovo e per sempre
 come la sabbia e l'argilla azzurra 
 si perdono sul fondale del Mare
uno di noi si chiamava Terra

uno di noi si chiamava Mare
 e andava e tornava ciclicamente come la sua marea 
che andava e  veniva sulla battigia di un'immensa spiaggia

uno di noi si chiamava Mare 
ed al suo arrivo regalava sorrisi e gioia in ogni dove
s'infiltrava e pervadeva  ogni cosa  
e lasciava la Roccia sulla battigia 
bagnata felice e fradicia
bagnata felice e fradicia
fradicia
uno di noi si chiamava Mare

uno di noi si chiamava Roccia,
 e senza esitare portava sulle sue spalle il peso del mondo,
e incastonati nelle sue venature aveva
 i segni della vita e la memoria delle stagioni e del tempo
 delle cose della natura e degli esseri umani

uno di noi si chiamava Roccia,
su di lei gli elementi scorrevano veloci
 e lasciavano tracce del loro passaggio come ricami come tatuaggi
incisioni profonde e indelebili
cicatrici del tempo

noi
noi tutti siamo Acqua Dolce e Pietra Pomice 
perché noi tutti siamo nati dalle viscere della terra, 
e scorriamo nel sottosuolo come fiumi carsici 
oppure arriviamo dalle violenti eruzioni di magna 
linfa di nuova vita,

noi tutti ci chiamiamo Acqua Dolce e Pietra Pomice 
perchè noi tutti per vivere l'uno dell'altro dobbiamo lasciarci pervadere
invadere abbeverare e dissetarci
dissetarci  e credere con fiducia con amore e compassione l'uno per l'altro
l'uno
per l'altro
ancora
 ed ancora

noi,
noi tutti ci chiamiamo Acqua Dolce e Pietra Pomice
noi tutti continueremo il cammino
mano nella mano
perchè sotto questo cielo, sotto questo sole
ci si salva soltanto così, insieme
 oppure non si salva nessuno
nessuno

e questa è soltanto una semplice preghiera dedicata alla natura, alla bellezza e ai compagni di viaggio
una preghiera dedicata ai compagni di viaggio
ed a chiunque vorrà unirsi in questo inno e nel cammino

null'altro abbiamo e sappiamo per il momento 
qui attorno al fuoco sulla linea di confine con le periferie del mondo
Sole Mare Terra Roccia e Vento siamo
camminiamo noi, danziamo e cantiamo e così ci salviamo noi in coro e mano nella mano

Sole Mare Terra Roccia e Vento siamo
camminiamo noi, danziamo e cantiamo e così ci salviamo noi in coro e mano nella mano
mano nella mano

null'altro abbiamo, null'altro sappiamo per il momento
Sole Mare Terra Roccia e Vento siamo
in Acqua Dolce e Pietra Pomice ci trasfiguriamo quanto più insieme camminiamo
e camminiamo

Sole Mare Terra Roccia e Vento
Acqua Dolce e Pietra Pomice
il tempo è buono oggi è giunta l'ora di partire
Il tempo è buono oggi è giunta l'ora di salvarci
così, l'un l'altro,
 insieme
mano nella mano

preghiera della natura e degli elementi
dedicata ai compagni di viaggio
da cantare camminando con passo leggero al calar della sera
e così sia

Marco Bo


preghiera della natura e degli elementi
dedicata alla natura, alla bellezza e ai compagni di viaggio




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