nel mezzo del cammin della mia vita mi ritrovai in coda allo sportello dell’azienda municipalizzata per il servizio smaltimento rifiuti solidi urbani, e l'incubo ebbe inizio:
" ho saputo che hanno attivato un forno crematorio nuovo di zecca!"
disse un'anziana signora guardando il cimitero in lontananza
tutti gli altri in coda annuirono svogliatamente
"Io ho già deciso mi farò cremare!" disse l'anziana signora, e gli altri d’improvviso ridestati e sconcertati
"perché signora!"
e la signora
" e perché sapesse che storie ho sentito sapesse............"
cronache circensi
incubo di mezza estate, cronache circensi, sciagurate storie e stornelli di un saltimbanco piazzista venditore ambulante intercontinentale
con la mia borsa di cartastraccia
il mio capello da Sole in testa,
una stropicciata maschera schiacciata in faccia
e vecchie cravatte da festa consunte e stinte come tende nella tempesta
sorrido al vento e bevo aria aria aria...
tipico incubo di mezza estate
preparo corpo e anima al prossimo viaggio
e di nuovo si alzerà il sipario e griderà ancora il pubblico selvaggio
io sorriderò, danzerò salterò nel cerchio di fuoco e ammiccherò
come sa fare solotanto un attore vissuto e saggio
esporrò in versi e canzoni, la tesi sul mio prodotto
con la mia borsa di cartastraccia
in mente mia risuonerà il vecchio adagio
" nella vita nulla si merita d’ufficio o per definizione
solo si ottiene quello che si sa negoziare
nulla si merita nella vita d’ufficio o per definizione
solo si ottiene quello che si sa negoziare!"
e il detto è chiaro ed inequivocabile
nulla ci è dato,
si ottiene qualcosa solo a morsi e strattoni
altro che grande civiltà, ideali ed alte aspirazioni!
pur se nati noi su asfalto e cemento e sotto cieli di aria condizionata
siamo fragili e deboli come milioni di anni fa
persi noi nel vento come aquiloni
a turno ed a vicenda noi tutti ci rivoltiamo dentro fuori come vecchi guanti
siamo pagliacci, soldati, infermieri, pompieri ed incendiari, predicatori e macellai, tutti venditori ambulanti
e il mondo un palcoscenico dove si alternano agnelli sciacalli ed avvoltoi
predicatori e saltimbanchi pronti a comprare a vendere anime corpi, scarpe di plastica e piombo, frattaglie e vecchi calciatori stanchi
turbinio ed allucinazione di quest'incubo di mezza vita/mezz’estate
cronache circensi , sciagurate storie e stornelli di un saltimbanco e piazzista venditore ambulante intercontinentale
tipico incubo di mezza estate
mentre preparo corpo e anima al prossimo viaggio,
e si alzerà ancora il sipario e griderà ancora il pubblico selvaggio
io sorriderò, danzerò salterò nel cerchio di fuoco ed ammiccherò come solo sa fare un attore vissuto e saggio
esporrò in versi e canzoni la tesi sul mio prodotto e indosserò la maschera,
e partirà il gingle e
su il sipario si va in schena !
e il detto è chiaro e inequivocabile
nulla ci è dato, si ottiene qualcosa solo a morsi e strattoni
altro che civiltà e alte aspirazioni
pur se nati noi su asfalto e cemento e sotto cieli di aria condizionata
siamo fragili e deboli come milioni di anni fa
persi noi nel vento come aquiloni
orsù adelante!
petto in fuori e in dentro la panza
non e giunta ancora l'ora
ancora lunga è la corsa, non perdiamo la speranza,
che è l'ultima a morire di disperazione................
ed in quel momento mi son svegliato di soprassalto ed ho pensato
io per il momento null’altro so fare
mi siedo assorto a rimirare la luna e i falò ardere sulla collina del mio paesello natale
Marco Bo
"Chi può dire di che carne son fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagione" Cesare Pavese. La luna e i falò








