30/11/13

la vita è un gioco, invito al grande ballo della vita


la vita è un gioco
invito al grande ballo degli eterni principianti della vita 

ti guardo
e provo ad ascoltare meglio,
 a fissare nella mente ogni minimo dettaglio
 mi scappa da un lato della bocca un ghigno
me ne rendo conto e lo trattengo
la vita può essere un gioco sì,
ma non si gioca con la vita delle persone,
 no, mai!

provo a prestare attenzione,
ed a fissare il tuo sguardo che mi interroga con insistenza,
mi chiede la ragione di questo volo verso l’ignoto
di questa passeggiata in bilico sul filo teso senza rete,
 senza protezione
mi chiede la ragione di tanta prepotenza, di tanta arroganza 
contro chi è più fragile, contro chi è più debole, perché?
perché questo freddo che ci attanaglia dentro, perché?
perché questo gelo tutto intorno, perché?
la vita è un gioco sì
ma non si gioca con la vita delle persone 
no, mai!

ti guardo provo a dire e spiegare tutte le mie soluzioni,
 a sistematizzare e ad usare la logica
e mi rendo conto che le mie parole sono scarne, vuote e vane,
allora resto in silenzio per un momento e poi ti accarezzo
apro le mie braccia e costruisco un abbraccio intorno a te
come un rifugio, una capanna
una capanna che resiste sotto la tormenta oltre e nonostante tutto
una scialuppa di salvataggio che naviga solitaria verso un oceano lontano persa nel vortice di un uragano

e così rimaniamo noi, in silenzio per un po’
in silenzio
per un po'

in silenzio

e poi come pervasi da un improvviso risveglio
ci guardiamo negli occhi, apriamo il nostro abbraccio al mondo
e iniziamo a ballare
ballare ballare ballare!

le giornate, in queste periferie abbandonate trascorrono lente,
 sono belle, lunghe e dense le giornate qui
piene di pensieri, parole risate e di canzoni
a volte sono inni alla gioia e altre volte sono lamenti disperati e soli 
che lasciano in bocca un sapore agrodolce
e un ultimo pensiero in testa la sera quando cala il sipario su queste terre dimenticate di periferia

la vita è un gioco sì, 
ma sotto una risata spesso si muove tanta sofferenza

la vita è un gioco sì
ma non si gioca con la vita delle persone 
mai!

e adesso, persi nel vortice di questo uragano,
 prendi la mia mano
 balliamo 

attenzione!
 siete tutti invitati al grande ballo degli apprendisti della vita, 
dei tirocinanti della realtà 
degli eterni esordienti dell’esistenza
presso la casa d'accoglienza
 -periferie del mondo e della vita precaria e vera-.
e adesso, balliamo!
e così sia

Marco Bo





27/11/13

1+1+1+1+1+1+1+1+1+1+1.....




dai massimi sistemi, dagli alti quadri ci si può aspettare poco,

l'unico modo per realizzare un cambiamento costruttivo
sta nel portare avanti con forza, disciplina, allegria e determinazione, piccole azioni di quotidiana passione e compassione nei confronti di chi è più debole, di chi ha più bisogno,
 e tornare a piantare verdura e frutta in quel pezzo di terra dimenticato in campagna o tra i capannoni in periferia, 
creare una piccola rete di economia solidale,

se il cambiamento verrà
passerà dalle piccole cose,
dalle azioni minime, marginali, impercettibili ai più,
quelle che scivolano via portate dalla corrente,
quelle portate da persona a persona, 
uno ad uno
se il vero cambiamento arriverà sarà 

= a 1+1+1+1+1+1+1+1+1+1+1.....

Marco Bo






colate di cemento sui fiori di periferia


colate di cemento sui fiori di periferia,
e ritorno a casa

dosi di arroganza, vanagloria e quotidiana prepotenza 
illusioni di un presunto cammino verso un effimero ed ingannevole progresso

l’essere umano,
 in questo secolo gonfio e trionfante di superbia e tracotanza 
e scarno nel cuore nell’anima e nelle parole,
si  esalta nel combattimento 
e nel conflitto si entusiasma
identifica un nemico e poi s’infiamma
ed alla fine della battaglia, nel vuoto che si ritrova intorno,
 si perde solo e contento 
e nell'effimero nulla regna sovrano,

con uno scettro di plastica contaminata al piombo, comanda incontrastato e contento, in apparenza
e il nulla a sua volta lo ascolta e si inchina al suo cospetto ed alla sua prepotenza 

l’unico suo fine e ordine del giorno è rimanere solo
e schiacciare tutto quello che gli si muove intorno
tra colate di cemento, effusioni di cemento su fiori di periferia,

vanità, arroganza, vanagloria e prepotenza quotidiana
superbia e metodica tecnica di  prevaricazione 
meticolosa operazione di lenta lacerazione dell’anima 
 illusione di progresso, di sviluppo e di crescita illimitata
e forse un giorno, 
quando tutto intorno sarà distrutto, dilaniato, estinto, azzerato
e cementificato,
 forse un giorno, ritorno a casa, 
forse 
un giorno 
ritorno a casa…

e così sia

Marco Bo 





25/11/13

saving suburban Gospel choirs


free chanting lessons 
redeeming suburban Gospel choirs 

 it is not difficult to sing an entire melody
difficult is to maintain that same note
 the highest note,
 keep it up there, above heads of men and women crushed by sedentary life
 oppressed by the " this is the way it must be, 
this is the way it must go.... "

free chanting lessons 
saving suburban Gospel choirs 

 for the moment I have nothing else to say, for what is worth ,
except that no!
this is not the way it must  go, no!
no one has the right to hide and save himself alone
no one has the right to hide his heart to the world,
to the loved ones and to those who are in need , no!

it is not difficult to play an entire symphony
difficult is to maintain that highest note with determination,
with love with fury and passion
without fear , without terror for 
the night arriving over plastic heads, no returnable packages terracotta pots heart
 hearts without direction lost in the mud
closed hearts waiting outside under cement skies
 and air conditioned thunderstorms,
air conditioned, corrupt and filthy, empty and dirty 
ordinary and void air, stale air for lead contaminated chocolate souls on sale, 
on sale
souls hidden and closed in, waiting for who knows what, 
in supposed peaceful condominium homes ,
concrete cubicles , burial niches in the suburbs, no!
that is not the way it should be, that is not the way it should go,no!

free chanting lessons 
saving suburban Gospel choirs 

it is easy to sing a thousand songs in the twilight of your home,
hidden and protected by plaster boarded walls ,
difficult is to get down on the roads, occupy the streets, wailing and singing free
and keeping up with determination and strength that same note up there
the highest note that says
No! that's not how things should go no!
everything can change
everything is already clear to me
everything is in me
the right note, the right note is already in me

free chanting lessons 
saving suburban Gospel choirs 
the time as come
we are going home

Marco Bo

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/11/cori-salvifici-di-periferia.html







22/11/13

cori salvifici di periferia



lezioni di canto libero
cori salvifici di periferia

  non è difficile intonare un'intera melodia
difficile è mantenere quella stessa nota
 la nota più alta,
 mantenerla lassù sopra teste di uomini e donne schiacciate dalla sedentarietà
 oppresse dal "così deve essere, così deve andare…."

 per il momento null'altro ho da dire per quel che vale, 
se non che 
non è così che deve andare,
nessuno ha il diritto di risparmiarsi adesso
nessuno ha il diritto di nascondere il proprio cuore al mondo,
ai propri cari ed a chi ha più bisogno, 

lezioni di canto libero
cori salvifici di periferia

non è difficile suonare un'intera sinfonia
difficile è mantenere quella nota con determinazione, 
con amore, con furore e con passione
senza paura senza temere la notte in arrivo
in arrivo sopra teste di plastica, vuoti a perdere, 
vasi di terracotta,
 cuori allo spando impauriti e persi nel fango
cuori chiusi fuori ad aspettare sotto cieli di cemento e cicloni di aria condizionata, 
aria condizionata corrotta e lurida,sporca e sudicia
aria insipida e vuota, aria viziata per anime di cioccolata al piombo in svendita, in saldo
anime rinchiuse ad aspettare non si sa cosa, nella presunta pace di case condominio,
cubicoli di cemento, loculi di periferia...
non è così che deve andare no!

lezioni di canto libero
cori salvifici di periferia

è facile cantare mille melodie nella penombra della propria casa, 
nascosti e protetti da muri di cartongesso,
difficile è scendere in strada occupare le piazze, gridare e cantare liberi
cantare a squarciagola mantenendo con determinazione e forza quella stessa nota lassù in alto 
la nota che dice
no, non è così che devono andare le cose no!
tutto può cambiare
tutto è già chiaro in me
tutto è in me
la nota, il tono giusto è già in me

lezioni di canto libero
cori salvifici di periferia
e così sia

Marco Bo
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/11/saving-suburban-gospel-choirs.html



20/11/13

pensieri randagi nel deserto dei sogni





il giorno è passato,
mi ritrovo da solo assorto nei sogni
in compagnia dei miei pensieri raminghi, 
e penso
è tempo di riprendere il cammino!
e allora mi alzo, mi volto
e guardo il selciato
non ritrovo le tracce
che avevo lasciato
ma senza timore riprendo il mio viaggio
con pace nel cuore
e fiducia nei miei piedi
e nelle mie mani
sono sicuro, 
arriverò lontano

mi fermo e annuso la polvere nel vento
con fede guardo le stelle del firmamento
e sorrido ad ogni nuovo compagno di viaggio
ad ogni nuovo compagno di viaggio
e rendo grazie per il dono dei giorni
ora colmi di doni e rigogliosi
ora inariditi e soli
i giorni
ora luminosi
ora bui e soli
i giorni
senza regola senza ragione
senza logica apparente
i giorni a volte soli
come oasi nel deserto
i giorni trascorsi
sotto questo cielo
sotto questo sole

ma senza timore riprendo il cammino
con pace nel cuore
e fiducia nei miei piedi
e nelle mie mani
sono sicuro, il tempo è buono oggi
e in compagnia dei miei pensieri raminghi,
arriverò lontano
lontano
è tempo di riprendere il cammino
è tempo di ritornare a casa
e così sia

Marco Bo



the rhyme of the great absence


at night
 the warm and melancholic song of the great distance brings me closer to the borders of the world that I have walked  during years of wandering

in the dark
the song of the great distance like burning flame in the darkness , bonfires on the hills ,
 still unites me to the hearts and souls 
I've met along the way

and dancing around me like the funny clowns of those weird and creepy suburban circuses,
the rhyme of the great absence,
makes fun of me
laughs at me
turning like a glove
inside out
outside in
naked and alone
helpless, abandoned
naked
and alone

and as the years go by on the dial of history,
the small history and the great history ,
 the greater is the portion of restlessness that I carry inside my body
 and all together , hand in hand , these astute, stubborn and severe fellow travellers,
like a river in flood, drag me away again and again to the native womb
to the peaceful and warm lap    ,
 the ancient roots
to the primitive fragility
the origin of the species
the savannah of our early wanderings
the smallest fragments
of us
poor and humble migrants entities,
lives in transit,
below this endless sky
infinite, hostile and sweet
sweet as the waves of the sea
hostile, as the stormy and raging sea

and so at nightfall, the immensity of the horizons
 I have met along the way, once again enquires me
a feeling of suspension and anxiety chases me up and down the hills burned by the bonfires
the perception of my imperfection and incompleteness grows slowly and seize me ,
 the rhyme of the great absence
paralyzes me for a moment
but fear no more,
dread no more
panic no more,
no,
and never again !

they will remain outside in the cold waiting
because the sun will come back again , I'm sure !
again and again
as the tide always comes back 
after a cold and angry night
spent in front of the stormy sea
the sun will come back 

 yes I know  
I'm sure
I still have time
I still have time for dreaming
I still have time to sing along all my limits, all my fragilities
all the distances, jus like flames lit in the dark,
like a bonfire burning on the hills at night  ,
that will unite me again
 to the hearts and souls 
that on the path I have known and embraced
the hearts and souls 
that still and forever will be waiting for me ,
 over this immense stormy sea 
at the crossroads with the rhyme of the great absence
over there , on the boundaries of the forgotten peripheries 
far away
 and so be it

Marco Bo

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/11/la-filastrocca-della-grande-assenza.html







19/11/13

la filastrocca della grande assenza


di notte
 il caldo e malinconico canto della grande distanza mi avvicina alle periferie del mondo che ho conosciuto negli anni di vagabondaggio

nel buio
la canzone della grande lontananza come fiamma accesa nell'oscurità, falò sulle colline,
 mi unisce ancora ai cuori ed alle anime amiche
che ho incontrato lungo il cammino

e danzando intorno a me come i buffi pagliacci di quei circhi di periferia  bislacchi e strambi, 
la filastrocca della grande assenza, 
si prende gioco di me 
ride di me
rivoltandomi come un guanto
dentro fuori
fuori dentro
nudo e solo
indifeso, abbandonato
e solo

e più passano gli anni sul quadrante della storia,
la storia minima e la grande storia,
 più aumenta la porzione d'inquietudine che porto in corpo
 e tutti in coro, mano nella mano questi furbi, intransigenti e severi  compagni di viaggio,  
come un fiume in piena mi trascinano ancora e di nuovo lontano verso il grembo natio,
 al ventre materno accogliente e caldo, 
 alle radici antiche
alle primitive fragilità
all'origine della specie
alla savana delle nostre prime peregrinazioni
ai minimi frammenti 
a noi
poveri e umili entità migranti, 
vite in transito
sotto questo cielo infinito
infinito, ostile e dolce
dolce, come le onde del mare
ostile, come il mare in tempesta

e così al calar della sera l’immensità degli orizzonti
 che ho conosciuto, di nuovo mi interroga 
un sensazione di sospensione e di ansia mi insegue su e giù per le colline incendiate dai falò
la percezione della mia imperfezione e dell'incompiutezza cresce dentro lentamente e mi attanaglia,
 la filastrocca della grande assenza 
mi paralizza per un istante
ma la paura no, 
lo spavento no, 
il panico no,
 il terrore no
no, 
e mai più!

loro resteranno fuori al freddo ad aspettare
perché il sole arriverà, sono sicuro!
ancora e ancora arriverà
come sempre torna la marea
dopo questa notte fredda e rabbiosa
trascorsa di fronte a questo mare in tempesta
il sole tornerà ancora sì!

sono sicuro
ancora ho tempo 
ho tempo per sognare
ho tempo per cantare ogni mio limite, ogni mia fragilità
ogni distanza, come fiamma accesa nel buio, 
come falò sulle colline, 
che mi unirà ancora
 ai cuori ed alle anime amiche 
che nel cammino ho conosciuto e abbracciato
i cuori e le anime amiche 
che ancora e per sempre mi aspetteranno, 
 oltre questo immenso mare in tempesta
all'incrocio con la filastrocca della grande assenza 
laggiù, lontano in periferia
 e così sia

Marco Bo


17/11/13

room with a view from the upper floors


room with a view from the upper floors
involution , backwards walk
we are coming home

if you live on the lower floors
the noise of life will come to you strong and intense

if you live far higher
the noise of the world will not arrive to you, it will be off
its colour will be hidden by the mists of time
and a thin dust
its colour will be dulled by the empty time
the time not lived

if you occupy your space
your time and do not live
you will trample the day and cancel the night 

if you listen to the siren song
and do not listen to the song and the wail of the periphery of the world
you will close forever the door to the new day

if you live in unstable balance at the center of your personal universe
and exclude the rest of the world
you will be the master of your own indifferent and tasteless world
you will be alone
 in a void space
you will be
as air
conditioned air
alone
you will not be ,
you will be less than yesterday
less
than
yesterday

sirens and delirium
empty and no returnable parcels
planned involution
but we see the next stop
the next stop called hope
towards the free wind on the outskirts and the boundaries of the world
a new evolution is possible
and so be it

room with a view from the upper floors
involution , backwards walk
 and home coming
finally 
we are coming home

Marco Bo

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/10/camera-con-vista-dai-piani-alti.html





15/11/13

domande risposte e storielle sulla vita sulla morte e sulle nuvole




la vita vista dai bambini
e da tutti i nonni più sapienti e geniali 

Piccola Officina Riparazioni
Fucina e Cucina Magica Fantastiche Ricette e Invenzioni

domande, risposte e storielle sulla vita sulla morte e sulle nuvole 

papà ma quando le persone muoiono, su quale nuvola vanno a riposare?

ma poi, sono le persone che vanno su oppure è la nuvola che scende a prenderle ?

e le nuvole quando piovono è perché piangono le persone morte o perché sono stanche?

perché perché perché?

dimmi dai, tu che di anni ne hai più di me,
 dimmi,
 di risposte ne hai tu?
le giuste risposte le sai tu, sì o no?......................................

aspetta, aspetta,aspetta 
che di domande ne ho ancora tante!

i bambini prima di nascere sono già vivi nei sogni degli adulti?
la so io la risposta, la so!
 sono sulle nuvole a giocare con le anime di anziani nonni che se ne sono andati tanti anni fa a riposare in pace lassù 

vabbè, ho capito che di risposte certe tu non ne hai, 
tu ne sai meno di me!
 mi guardi e aspetti le risposte arrivino nel vento
come le storie e le poesie che scrivi e riscrivi la sera perché dici che

"... quella è l’ora più tranquilla, 
quella tra il giorno e l'imbrunire
quella in cui il sole chiude il sipario
 e lascia il palco allo spettacolo della sera
 è tutto intorno il mondo si ferma a contemplare
 il cielo e l'orizzonte 
senza più dover socchiudere gli occhi per proteggersi dal bagliore del sole
è l'ora in cui si respira meglio e a cuor leggero 
quando tutto l’universo va in giro e in orbita più lento e sereno………………"

allora senti bene papà questa volta te la regalo io la mia risposta in poesia
anzi in una storiella di periferia come quelle che piacciono a te

ascolta bene papà, 
attento, attento mi raccomando:

quando per una persona arriva il momento di andar via da questa terra,
 il suo corpo lo capisce e comincia a farsi crescere le ali di nascosto sotto il cappotto,

le nuvole sulla nostra testa quando hanno sete guardano giù e aspettano risposte dalla terra e dalla natura, dalle piante e dagli animali 

e così tutti quegli spiriti e cuori da giù di sotto si guardano intorno per vedere chi è il più stanco ed ha già le ali sotto il cappotto
 in quel momento lo salutano con tanti pianti e tante lacrime
tante lacrime che portano dentro tutti i sentimenti, 
le emozioni e i ricordi dei pochi o tanti anni vissuti insieme sui sentieri di questa terra, sotto il sole e sotto le intemperie

e così quando quella persona vola via sulla sua nuvola, la nuvola raccoglie tutte quelle lacrime e le trasforma in buona e santa pioggia
pioggia che porterà di nuovo su questa terra, pane, amore, vita, buoni raccolti dai campi e pace dopo le guerre

e pace dopo le guerre!

per questo che è bello star bene insieme e volersi bene adesso, subito senza dubitare senza timore!

 così da lasciare, all'andar via da questa terra, quanti più sorrisi, quante più lacrime e quanti più pianti 
che si trasformeranno in nuova vita in tanto pane e pace per tutti quanti

che si trasformeranno ancora e sempre in nuova vita in tanto pane e pace per tutti quanti!

tutta questa bella storiella vuol dire che, la morte non è la fine no, è solo una bella pioggia che porterà ancora vita e ancora pane, 
adesso, 
per sempre 
e ancor di più!

papà dimmi ti è piaciuta questa storiella?
papà quando tu non sai la risposta giusta su tempo che farà, 
sulla vita e sulla morte e su migliaia di altri affanni della esistenza e degli anni,
non ti preoccupare, chiedi a me o a uno qualsiasi di noi piccoli folletti, 
oppure chiedi a quelli più grandi di te, agli anziani e ai saggi
che noi tutti, i piccoli e i nonni,  in testa abbiamo una piccola officina 

un officina di riparazioni proprio come quella del nonno
e dentro il cuore abbiamo una piccola cucina come quella della nonna
e lì dentro noi modelliamo ripariamo e cuciniamo tutte le risposte
e tutte le soluzioni
quelle più semplici e quelle più difficili 
anche quelle impossibili per i grandi
i grandi persi come vagabondi sulle strade di queste tue benedette periferie del mondo
sotto queste nuvole sotto queste stelle
così è la vita vista dai noi bambini e da tutti i nonni più sapienti e geniali 

domande, risposte e storielle di periferia sulla vita, sulla morte e sulle nuvole 
e mille altre cose buone da contemplare e da mangiare presso la 
Piccola Officina Riparazioni
Fucina e Cucina Magica Fantastiche Ricette e Invenzioni

Marco Bo 
ispirato e interrogato da Elena Lucia  



14/11/13

un filo teso sull'infinito, precaria pratica della relatività





un fragile frammento di spazio e di tempo
un miraggio intenso di fine estate, un sogno
un lento cammino nel buio, un filamento

un filo teso sull’infinito, precaria pratica della relatività 

un ponte sospeso su acque impetuose di un fiume in piena 
una passeggiata tra le colline tra i saggi filari dove un tempo vi era il mare
un sottile legame tra prima e dopo e quel poco che nel mezzo rimane

briciole di spazio e di tempo appese e sospese,
 irrisolte, insolute e disperse nel dubbio 
tra il prima e il dopo 
tra l’andata e il ritorno,

 un sottile legame che riconosco a stento
eppure in cuor mio io so bene 
quale dei due sentieri ho facoltà di calpestare
a passo libero
avanti e indietro
in andata e ritorno
e ancora
ancora

e so che i miei passi mi condurranno lontano
lontano
per poi tornare ancora vicino
vicino
come un'onda del mare
come mare in tempesta

e che il mio cuore non impazzirà no, 
il mio cuore sarà ancora il maestro,
sarà il mio capitano, e mi guiderà sano e salvo oltre i marosi, 
al di là dei travagli dei tormenti del vivere, Colonne d’Ercole che ancora fanno paura a tutti noi fragili e precari esseri umani
seppur noi circondati e coccolati da mille invenzioni 
e prodigi fantastici di questa meravigliosa epoca
 post-decandent-tecnologica

 sarà ancora il mio cuore il condottiero e condurrà i miei passi con innanzi quell’unica luce fioca
 la consapevolezza che ogni passo sarà sempre il primo e unico, 
 e che potrebbe anche essere l'ultimo, 

questa certezza mi regalerà l'estasi e l'emozione più grande
il regalo di assaporare l’unica precaria ed assoluta evidenza
l’unica momentanea ed eterna verità, su questa terra
io sono adesso
io sono, 
qui e ora
che dono immenso
e così sia

passeggiando in bilico sul filo teso
precaria pratica della relatività 
sopra questa zolla di terra di periferia
un filo teso sull’infinito, 
un ponte sospeso su acque impetuose di un fiume in piena 
 
una passeggiata tra le colline
tra i saggi filari dove un tempo vi era il mare
un sottile legame tra prima e dopo e quel poco che nel mezzo rimane
briciole di spazio e di tempo appese e sospese,
 irrisolte  insolute e nel dubbio disperse 
tra il prima e il dopo 
tra l’andata e il ritorno
precaria pratica della relatività 
sopra questa zolla di terra di periferia
e così sia

Marco Bo



12/11/13

teetering and dancing on the edge of the sidewalk


teetering and dancing on the edge of the sidewalk

hesitation on the edge of the sidewalk,
doubts at the moment of the choice,

anguish in a gray winter day
waiting for a friendly advice as if it was a good medicine,
 a cure for every illness,
 and any anxiety of the heart

yet the time of the waiting is also life itself
and the choice is daughter of just one second
 of a precise moment in time,
 and the choice is always the right one
the consequences of that choice depend on many cases and clothes that life wears from time to time, 
 and from the changing seasons of nature, 
the changes in our body, in our heart and in our soul 

I’m teetering and dancing on the edge of the sidewalk
 and today I’m not going to jump over the puddle,
 I will not try to avoid the mud of a rainy night
I will walk on it without fear
at the moment of the choice today I shall not doubt,
today I will smile to those who will listen,
 wait, watch and smile
smile to myself 

today I will smile to myself and to this frenzy feeling of fragility that sometimes makes miserable the soul,
 and I will repeat the usual nomadic refrain, cradling in my arms
myself and every new desired travelling companion I will meet on my journey 

nothing else we need for our pilgrimage on the clods of this earth
 lost in the remote outskirts of the universe
and the whole existence is for us completely included in a new morning,
in a smile and a gentle caress 
and at night, with a happy heart,
a full moon to howl our sorrows and our joys in the wind
nothing else we need for our journey
and nothing else we know for the moment
nothing else
 and this is all we need now
and forever

and I consider that
as far as I can think of,
visualize and plan my every next step, every single action,
 all my tears and my every smile, each minimum detail,
life will always be a premiere!
and so let the curtain go up!
and let the orchestra start playing in the pit!
and we all lost in the vortex, caught in the eye of the storm of our lives
we will smile to the audience and we will intone every time
 in every second the chant of the new life that will comes to meet with us,teetering and dancing on the edge of the sidewalk

we will sing a new song, a real, unique and original one
never the same and neither to us alike
never again
a new himn to life
to our sun that sooner or later will return
again and again
teetering and dancing 
on the edge of this suburban sidewalk

Marco Bo
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/11/in-bilico-sul-bordo-del-marciapiede.html






in bilico sul bordo del marciapiede




esitare e danzare in bilico sul bordo del marciapiede
 almeno per una volta,
dubitare nel momento della scelta,

provare angoscia in un grigio giorno d'inverno
attendere amabili consigli come fossero una buona medicina,
 un rimedio per ogni male,
 per ogni ansia del cuore

eppure il tempo dell'attesa è anch'esso vita
 la scelta è figlia di un solo secondo
e in quel preciso istante la scelta è sempre quella giusta
le conseguenze di quella scelta dipendono dai tanti casi e dalle cose della vita e dell’esistenza, 
dalle tante maschere e vestiti che la vita indossa di giorno in giorno
dal mutare delle stagioni nella natura e nel corpo, nell'anima e nel nostro cuore

al bordo del marciapiede oggi non salterò a piedi pari oltre la pozzanghera,
 non schiverò il fango di una notte di pioggia
ci camminerò sopra senza temere
nel momento della scelta oggi non dubiterò,
oggi sorriderò a chi mi vorrà ascoltare, 
e aspettare, guardare
e sorridere
sorridere

oggi io stesso sorriderò a questa frenesia, a questa sensazione di fragilità che a volte attanaglia l'anima,
 e intonerò il solito ritornello nomade, cullando tra le mie braccia
me stesso ed ogni nuovo compagno di viaggio desiderato che incontrerò nel cammino

null’altro serve per il nostro peregrinare su questa zolla di terra persa nelle periferie remote dell'universo
e la esistenza intera è per noi del tutto compresa in una mattina nuova, in un sorriso e in una carezza 
e poi a sera a cuor contento, 
una luna piena a cui ululare
 le nostre pene e le nostre gioie nel vento
null’altro serve per il cammino 
e null’altro sappiamo per il momento 
null’altro sappiamo per il momento
 e tanto ci basta adesso 

per quanto noi possiamo pensare, 
visualizzare e pianificare ogni nostra azione,
 ogni nostra lacrima e ogni sorriso, ogni minimo dettaglio,
la vita sarà sempre una prima assoluta!
e allora si alzi il sipario!
e inizi a suonare l'orchestra nel golfo mistico!
e noi tutti persi nel gorgo, presi nel vortice della tempesta della nostra vita
sorrideremo agli astanti e intoneremo ogni volta
 in ogni secondo di vita nuova che viene al nostro incontro,
un canto nuovo, autentico unico, geniale e originale
mai più uguale a se stesso e nemmeno a noi uguale
mai più
un canto nuovo
 al nostro sole che prima o poi ritornerà da noi 
da noi che danziamo in bilico sul bordo di questo marciapiede di periferia 
e così sia

Marco Bo





09/11/13

suburban awakening after a rainy night




waking up in the suburbs after a rainy night 

not far from these peripheries, from these paved roads, sodden with rain
there is a fine countryside that is good for the heart
a country of rolling hills and vineyards where once there was the sea 

early in the morning I can breath her in the wind and the mist rising up around me and carrying her perfume that dances and calls me

calls me and tells me that she still has faith in me ,
 she still has faith in us
in us who have built fortresses of cement, plaster boarded prisons, air conditioning skies
almost as we were to protect ourselves human being from harmful elements of an unfriendly place
as if the Earth was a hostile planet without water to drink, 
fruits to eat and air to breathe

and yet everything we need is already here, it has always been here, all around us
within walking distance of this suburban awakening after a rainy night 
not far from these peripheries, from these paved roads, sodden with rain
there still is a fine countryside that is good for the heart
she is all around, she still has faith and calls us now
the day as come
is time to go home

and so be it

Marco Bo

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/11/risveglio-di-periferia-dopo-una-notte.html





dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...