cosa portiamo da un punto all’altro del nostro cammino dalla partenza all’arrivo dall’andata al ritorno? il racconto del mio cammino a tutti i miei cari agli amici ed alla poiana che vola sola sui vigneti e le colline, all'eterna foschia ed alla solitudine delle Ande, ai vulcani imponenti del Nicaragua, al cielo tropicale, al lago calmo della sera, ai pescatori all'oceano ed a chi nonostante il freddo di questo stanco ed insipido mondo artificiale continua a conservare la rivoluzione nel cuore
28/11/16
consigli di primo soccorso N.1
sotto questo grigio cielo di periferia
nel dubbio nella paura
in mezzo al guado, lontano da casa
quando ti dicono che sei soltanto un fragile essere
nello spazio
lasciati essere nello spazio
e fai il tuo compito
ragiona
ragiona
ragiona
e ama
tanto
te stesso
e il mondo
Marco Bo
nel dubbio nella paura
in mezzo al guado, lontano da casa
quando ti dicono che sei soltanto un fragile essere
nello spazio
lasciati essere nello spazio
e fai il tuo compito
ragiona
ragiona
ragiona
e ama
tanto
te stesso
e il mondo
Marco Bo
the portion to you allocated
you can take a little
and only that
always that
neither more nor less
all the same, to everyone the same
and be happy
be happy
happy
why aren't you happy?
why do you want more?
why don't you show gratitude?
why you do not agree with the thought
unique
not you, the thought!
and why do you oppose?
why aren't you glad about the ever lower manger with no tax applied?
this is a sign of apparent unconsciousness and instability
a danger to the rest of the grateful community
be good on the other hand, the system doesn't ask anything in return
only the sweet silence of your satiety
be good, if you do not want to be put in care or isolation
be good, take the allocated portion as it it
and do not forget above all to call it
freedomness
Marco Bo
la porzione a te destinata
puoi prendere poco
e solo quello
sempre quello
né più né meno
tutto uguale, per tutti uguale
e sii felice
sii felice
felice
perchè non sei felice?
perchè vuoi altro?
perchè non dimostri gratitudine?
perchè non aderisci al pensiero
unico
non tu, il pensiero!
e tu perchè sei contro?
perché non sei contento della mangiatoia sempre più bassa alla quale non verrà applicata nessuna tassa?
questo è un segno di evidente incoscienza e instabilità
un pericolo per la restante parte della riconoscente comunità
sii buono d’altra parte il sistema non ti chiede nient'altro in cambio
soltanto il dolce silenzio della tua sazietà
sii buono, se non vuoi essere messo in cura o in isolamento
sii buono prendi la porzione a te destinata
così com'è
e soprattutto non dimenticare di chiamarla
libertà
Marco Bo
27/11/16
alla fine del millennio
alla fine del millennio
spente le luci dell'ansia, ripassammo i nostri sogni,
in cuor nostro sapevamo già che non avrebbero avuto respiro
e che il futuro sarebbe stato una rappresentazione di forme antiche,
grigi vuoti a perdere digitali
spazi di transito virtuali,
da riempire con ricordi non ancora trascorsi
sotto questo grigio cielo suburbano
e così chiudendo il sipario della storia
tornammo a camminare su schegge di speranza
oltre la frontiera di ogni logica
e così consapevoli ci perdemmo
nelle multi-solitudini di queste periferie
all'inizio del nuovo millennio
la primavera sarebbe tornata
anche senza il cantori dell'infinito
Marco Bo
spente le luci dell'ansia, ripassammo i nostri sogni,
in cuor nostro sapevamo già che non avrebbero avuto respiro
e che il futuro sarebbe stato una rappresentazione di forme antiche,
grigi vuoti a perdere digitali
spazi di transito virtuali,
da riempire con ricordi non ancora trascorsi
sotto questo grigio cielo suburbano
e così chiudendo il sipario della storia
tornammo a camminare su schegge di speranza
oltre la frontiera di ogni logica
e così consapevoli ci perdemmo
nelle multi-solitudini di queste periferie
all'inizio del nuovo millennio
la primavera sarebbe tornata
anche senza il cantori dell'infinito
Marco Bo
26/11/16
io sono qui
sotto questo grigio cielo di periferia
nell'occhio del ciclone
la quiete è maestra e amica
se si impara a tenerla per mano
e da lei a lei
lasciarsi condurre
quiete,
profumato e dolce abbraccio
sospiro innocente e caldo
io sono qui
dove sei tu?
Marco Bo
here I am
under this grey suburban sky,
only in the eye of the storm
calmness is master and friend
if you learn to hold her by the hand
and from her
to her
let yourself
go
calmness
scented and warm embrace
sweet and innocent sigh
here I am
where are you?
Marco Bo
only in the eye of the storm
calmness is master and friend
if you learn to hold her by the hand
and from her
to her
let yourself
go
calmness
scented and warm embrace
sweet and innocent sigh
here I am
where are you?
Marco Bo
25/11/16
costrizione
sotto questo cielo di periferia
alcuni scrivo su linee sbagliate
e poi piangono sull'inchiostro versato che negano
come un bambino non loro
sotto questo cielo grigio di periferia
se si sceglie di non avere speranza
le parole incise, come già morte,
non si potranno cancellare di nuovo
mai più
Marco Bo
alcuni scrivo su linee sbagliate
e poi piangono sull'inchiostro versato che negano
come un bambino non loro
sotto questo cielo grigio di periferia
se si sceglie di non avere speranza
le parole incise, come già morte,
non si potranno cancellare di nuovo
mai più
Marco Bo
constraint
under this suburban sky
some write on silly wrong lines
and then they cry about the ink that they deny
as a child not theirs
under this grey suburban sky
if you choose not to have hope
the engraved words, as already dead, you will never
ever erase again
Marco Bo
some write on silly wrong lines
and then they cry about the ink that they deny
as a child not theirs
under this grey suburban sky
if you choose not to have hope
the engraved words, as already dead, you will never
ever erase again
Marco Bo
the gift of the limit
from a clod of mud
beaten by rain and wind
in this corner of the universe,
flying away , migrating to the immense
until acknowledging the boundary
the horizon line .......
since only dreaming about the infinite
you will receive as gift
the infinite freedom of your own limit
the infinite freedom of your own limit
in a
– here I am! learning not to be
then,
not before,
then
Marco Bo
il dono del limite
da una zolla di terra
battuta da pioggia e vento
in quest'angolo d'universo,
prendere il volo, migrare verso l'immenso
fino a riconoscere il confine,
la linea dell'orizzonte.......
poiché soltanto sognando l'infinito
si riceve in dono
l'infinità libertà del proprio limite
l'infinità libertà del proprio limite
un - io sono qui!
per imparare a non essere qui
poi,
non prima
poi
Marco Bo
23/11/16
la fiducia
non avere paura
ma se non puoi farne a meno, ricorda
la fiducia,
la fiducia, al di fuori delle transazioni commerciali delle offerte stagionali,
degli sconti e delle svendite di anime senza bussola
la fiducia
quella nuda cruda senza sapore, colore,
quella giusta e faticosamente guadagnata
con le lacrime le risate e il sudore
quella che dal dolore cura
dalla piaga sana
dal nulla
apre il sipario
a qualcosa
adesso
la fiducia
una crepa nel cemento da dove sgorga vita ancora
sotto questo grigio cielo di periferia
Marco Bo
21/11/16
if you want
if you want to call me fear, call me
if you want to call me anxiety, call me
if you want to call me failure call me
if you want to call me fragility call me
if you want to call me winter spring summer autumn, call me
if you want to call me salvation,
love me
Marco Bo
if you want to call me anxiety, call me
if you want to call me failure call me
if you want to call me fragility call me
if you want to call me winter spring summer autumn, call me
if you want to call me salvation,
love me
Marco Bo
se tu vuoi
se vuoi chiamarmi paura, chiamami
se vuoi chiamarmi ansia, chiamami
se vuoi chiamarmi errore, chiamami
se vuoi chiamarmi fragilità, chiamami
se vuoi chiamarmi inverno primavera estate autunno, chiamami
se vuoi chiamarmi salvezza,
amami
Marco Bo
se vuoi chiamarmi ansia, chiamami
se vuoi chiamarmi errore, chiamami
se vuoi chiamarmi fragilità, chiamami
se vuoi chiamarmi inverno primavera estate autunno, chiamami
se vuoi chiamarmi salvezza,
amami
Marco Bo
19/11/16
linea blu
sotto questo cielo di periferia,
alla fermata del -Così deve essere- provare a proseguire la corsa,
andare avanti
oppure tornare indietro
e non rispondere alle domande comuni con le risposte comuni
ma rimanere in silenzio oppure fare finta di non sentire
e andare
andare
sotto questo grigio cielo di periferia pochi respiri hanno ancora il sapore di libertà....
oggi nell'ora di punta ho chiesto al macchinista un'indicazione sul tragitto,
non mi ha risposto e allora io sono sceso
il treno del -Non è mai successo prima- era in corsa
ma io nel cuore avevo quella scheggia di rabbia di passione e di ansia
che mi ha dato la forza per saltare giù
e per vivere
ancora
Marco Bo
alla fermata del -Così deve essere- provare a proseguire la corsa,
andare avanti
oppure tornare indietro
e non rispondere alle domande comuni con le risposte comuni
ma rimanere in silenzio oppure fare finta di non sentire
e andare
andare
sotto questo grigio cielo di periferia pochi respiri hanno ancora il sapore di libertà....
oggi nell'ora di punta ho chiesto al macchinista un'indicazione sul tragitto,
non mi ha risposto e allora io sono sceso
il treno del -Non è mai successo prima- era in corsa
ma io nel cuore avevo quella scheggia di rabbia di passione e di ansia
che mi ha dato la forza per saltare giù
e per vivere
ancora
Marco Bo
17/11/16
designato
sotto questi cielo grigio di periferia
i prodotti saranno venduti
i proventi saranno spesi
il debito aumenterà
la perdita di risparmi assottiglierà lo strato d'ozono
gli errori di digitazione alimenteranno i roghi di effimere parole
le carte riempiranno i cassetti
i formulari saranno compilati e stracciati
tra l'inizio e la fine, l'aria ineluttabilmente passerà
e come si sapeva, puntualmente la realtà come un pugno in faccia arriverà,
al tuo incontro
che tu sia pronto oppure no
Marco Bo
16/11/16
appointed
under these grey suburban sky
products will be sold
proceeds will be spent
lost savings will thin the ozone layer
typos will feed the ephemeral pyres of words
papers will fill the drawers
forms will be filled and ragged
between beginning and end, air will ineluctably stroll on
and as you knew, punctually reality, as a punch in the face,
will arrive
to meet you
ready or not
Marco Bo
15/11/16
check list n. 1
ottenuto un rifugio
acquisito cose
coltivato il deserto
sentito il dolore
seguito strade
lasciato tracce
inciso versi
su frammenti dispersi
sparso colori
e riempito vuoti
stretto legami
distorto la luce
nel tempo libero?
ho avuto un senso
Marco Bo
fill the blanks
got shelter
gained things
grew blank
felt strong
followed roads
digged tracks
scratched verses
on lost shards
spreaded colors
filled spaces
unloose ties
and
distorted light
in spare time?
I made sense
Marco Bo
gained things
grew blank
felt strong
followed roads
digged tracks
scratched verses
on lost shards
spreaded colors
filled spaces
unloose ties
and
distorted light
in spare time?
I made sense
Marco Bo
14/11/16
il primo e l'ultimo passo
ogni giorno Taisha aspettava Tilandria, la sorella più piccola, in cima alla strada,
con occhi lucidi la guardava da lontano mentre lei usciva da scuola e come prigioniera in una bolla di sapone, ipnotizzata e stordita dal rumore del traffico e della confusione,
camminava lentamente,
lentamente
Taisha si era messa in testa che doveva insegnare a Tilandria,
a sopravvivere a cavarsela da sola,
- perché se no ti schiacciano in questo quartiere!-
le gridava in faccia ad un millimetro dal suo naso.
Aveva 12 anni Taisha e 6 anni Tilandria
e sembravano madre e figlia,
la loro madre ogni singolo giorno che il dubbio mandava in terra sotto quel grigio cielo di periferia, usciva presto dal minuscolo appartamento dove sopravvivevano a stento
l'appartamento a loro assegnato a Gate City, quartiere popolare Afro Americano nelle periferie dimenticate di Birmingham Alabama, era quello, al piano terra del primo blocco di appartamenti davanti al centro giovanile, lo Youth center dove noi eravamo impegnati come volontari.
La loro madre usciva presto che era ancora buio e tornava a casa a notte fonda dal quello schifo di lavoro al fast food
che nonostante le difficoltà tratteneva con le unghie e con i denti mentre nei 10 minuti di pausa ingurgitava con rabbia il miliardesimo cheesburger, nemmeno fosse il primo premio di una lotteria,
perché quello schifo di lavoro era l'unica possibilità di sostentamento presso quelle dimenticate periferie del mondo.
La mattina Taisha e Tilandria uscivano di casa insieme
e da sole
due piccole ombre fragili in balia del vento, che si muovevano come moscherini davanti alla luce abbagliante di un lampione sotto la grigia foschia di quel cielo suburbano.
Nei projects non si vede mai il cielo per intero,
no
oltre i cavalcavia sopra le insegne pubblicitarie di bevande in lattina, quel poco che si riesce a vedere è soltanto una livida cicatrice di cielo.
I projects, così si chiamano i quartieri popolari AfroAmericani a Birmingham in Alabama, città culla del movimento per i diritti civili negli anni sessanta,
i Projects quelli più lontani da ogni cosa, per una cosa era ben progettati, per isolare del resto del mondo la gente che lì sussisteva
i Project quelli più nascosti dall'autostrada e dalle insegne luminose di fast food e mangime per cani,
eppure lì di cani c'erano soltanto quelli abbandonati
abbandonati come gli esseri umani che di lì non uscivano mai
se non distesi
distesi......
Arrivando al centro giovanile dove noi volontari aspettavamo i bambini che altrimenti sarebbero rimasti da soli fino a sera in quel girone infernale di asfalto e cemento,
Taisha e Tilandria tiravano per terra le loro borse di scuola ed i giubbotti
e andavano a giocare con le bambole che trovavano nella sala giochi oppure mettevano i pattini a rotelle ai piedi e volteggiavano come farfalle libere sognando di essere regine lontano da quella buia crepa di mondo,
e così trascorrevano il tempo
e di tempo ce ne voleva ogni volta per convincerle a fermarsi per un attimo per correggere i compiti e studiare e mangiare qualcosa,
latte e biscotti, frutta cereali, che probabilmente sarebbe stata anche la loro unica cena
Ogni giorno Taisha aspettava Tilandria in cima alla strada e con occhi lucidi la guardava mentre lei la piccola usciva da scuola e come prigioniera,
oppure forse per proteggersi rinchiusa in una bolla di sapone, ipnotizzata e stordita dal rumore del traffico e della confusione,
camminava lentamente,
lentamente
Taisha voleva che Tilandria, la sorella piccola imparasse a cavarsela da sola in quella giungla suburbana,
ma, quando Tilandria arrivava in cima alla strada,
attraversavano la strada insieme
perché diceva,
anzi gridava!
- all'inizio e a metà del cammino si può anche rimanere da soli,
può capitare, così è la vita, ma
il primo e l'ultimo passo si fa sempre insieme !
sempre insieme
questa è la regola
questo è il comandamento presso quelle dimenticate periferie del mondo .....
Marco Bo
Birmingham Alabama 1999
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2017/02/il-cuore-in-gola-e-un-gospel-in-testa.html
con occhi lucidi la guardava da lontano mentre lei usciva da scuola e come prigioniera in una bolla di sapone, ipnotizzata e stordita dal rumore del traffico e della confusione,
camminava lentamente,
lentamente
Taisha si era messa in testa che doveva insegnare a Tilandria,
a sopravvivere a cavarsela da sola,
- perché se no ti schiacciano in questo quartiere!-
le gridava in faccia ad un millimetro dal suo naso.
Aveva 12 anni Taisha e 6 anni Tilandria
e sembravano madre e figlia,
la loro madre ogni singolo giorno che il dubbio mandava in terra sotto quel grigio cielo di periferia, usciva presto dal minuscolo appartamento dove sopravvivevano a stento
l'appartamento a loro assegnato a Gate City, quartiere popolare Afro Americano nelle periferie dimenticate di Birmingham Alabama, era quello, al piano terra del primo blocco di appartamenti davanti al centro giovanile, lo Youth center dove noi eravamo impegnati come volontari.
La loro madre usciva presto che era ancora buio e tornava a casa a notte fonda dal quello schifo di lavoro al fast food
che nonostante le difficoltà tratteneva con le unghie e con i denti mentre nei 10 minuti di pausa ingurgitava con rabbia il miliardesimo cheesburger, nemmeno fosse il primo premio di una lotteria,
perché quello schifo di lavoro era l'unica possibilità di sostentamento presso quelle dimenticate periferie del mondo.
La mattina Taisha e Tilandria uscivano di casa insieme
e da sole
due piccole ombre fragili in balia del vento, che si muovevano come moscherini davanti alla luce abbagliante di un lampione sotto la grigia foschia di quel cielo suburbano.
Nei projects non si vede mai il cielo per intero,
no
oltre i cavalcavia sopra le insegne pubblicitarie di bevande in lattina, quel poco che si riesce a vedere è soltanto una livida cicatrice di cielo.
I projects, così si chiamano i quartieri popolari AfroAmericani a Birmingham in Alabama, città culla del movimento per i diritti civili negli anni sessanta,
i Projects quelli più lontani da ogni cosa, per una cosa era ben progettati, per isolare del resto del mondo la gente che lì sussisteva
i Project quelli più nascosti dall'autostrada e dalle insegne luminose di fast food e mangime per cani,
eppure lì di cani c'erano soltanto quelli abbandonati
abbandonati come gli esseri umani che di lì non uscivano mai
se non distesi
distesi......
Arrivando al centro giovanile dove noi volontari aspettavamo i bambini che altrimenti sarebbero rimasti da soli fino a sera in quel girone infernale di asfalto e cemento,
Taisha e Tilandria tiravano per terra le loro borse di scuola ed i giubbotti
e andavano a giocare con le bambole che trovavano nella sala giochi oppure mettevano i pattini a rotelle ai piedi e volteggiavano come farfalle libere sognando di essere regine lontano da quella buia crepa di mondo,
e così trascorrevano il tempo
e di tempo ce ne voleva ogni volta per convincerle a fermarsi per un attimo per correggere i compiti e studiare e mangiare qualcosa,
latte e biscotti, frutta cereali, che probabilmente sarebbe stata anche la loro unica cena
Ogni giorno Taisha aspettava Tilandria in cima alla strada e con occhi lucidi la guardava mentre lei la piccola usciva da scuola e come prigioniera,
oppure forse per proteggersi rinchiusa in una bolla di sapone, ipnotizzata e stordita dal rumore del traffico e della confusione,
camminava lentamente,
lentamente
Taisha voleva che Tilandria, la sorella piccola imparasse a cavarsela da sola in quella giungla suburbana,
ma, quando Tilandria arrivava in cima alla strada,
attraversavano la strada insieme
perché diceva,
anzi gridava!
- all'inizio e a metà del cammino si può anche rimanere da soli,
può capitare, così è la vita, ma
il primo e l'ultimo passo si fa sempre insieme !
sempre insieme
questa è la regola
questo è il comandamento presso quelle dimenticate periferie del mondo .....
Marco Bo
Birmingham Alabama 1999
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2017/02/il-cuore-in-gola-e-un-gospel-in-testa.html
the permission to live
between the cracks that let us breath under this plasterboard sky,
few sighs have the taste of victory over death
yet, as much as you are capable to listen to yourself,
console and then forgive yourself
the more you feel into the wind that saving breeze
slightly flying away
under this grey suburban sky
listening to yourself and console
and then to forgive yourself
you will learn
sooner or later
living
Marco Bo
il permesso di vivere
tra le crepe che ci lasciano respirare sotto questo cielo di cartongesso,
pochi sospiri hanno sapore di vittoria sulla morte
eppure, quanto più si è capaci di ascoltare se stessi e consolarsi
e poi perdonarsi
tanto più si sente nel vento quel salvifico soffio
volare via leggero
sotto questo grigio cielo di periferia
ad ascoltare se stessi e consolarsi
e poi a perdonarsi
si impara
prima o poi
vivendo
Marco Bo
12/11/16
il beneficio della relatività
vedere la luce, piangere
e poi aspettare
tu hai fatto il tuo
io ho fatto il mio
e poi siamo salpati via lontano
la paura e la fiducia
ci hanno cullato
il discernimento si è arrampicato su di noi
tribolando nel trionfo e nella sconfitta
fino a mettere tutto nel giusto ordine
nascere, vivere e morire
e rendersene conto
Marco Bo
e poi aspettare
tu hai fatto il tuo
io ho fatto il mio
e poi siamo salpati via lontano
la paura e la fiducia
ci hanno cullato
il discernimento si è arrampicato su di noi
tribolando nel trionfo e nella sconfitta
fino a mettere tutto nel giusto ordine
nascere, vivere e morire
e rendersene conto
Marco Bo
the benefit of relativity
seeing the light, crying
and then waiting
you have done yours
I have done mine
and we sailed away
fear and confidence
have cradle us
discernment has climb on us
and tribulate in triumph and defeat
until placing everything in the right order
being born, living dying
and realizing it
Marco Bo
and then waiting
you have done yours
I have done mine
and we sailed away
fear and confidence
have cradle us
discernment has climb on us
and tribulate in triumph and defeat
until placing everything in the right order
being born, living dying
and realizing it
Marco Bo
11/11/16
the day before birth
the day before birth
nothing could be seen among the clods
far under this grey haze maybe they tried to scream but no one could understand their words
they cried
and they did not understand the tears
where they went to rest
maybe they were not alone lost in the illusion
maybe they were in the multitude
together lulled by loneliness
many
dispersed in this grey haze
right or not, they just asked a few more years
away from cars, keys and bolts
electronic boards, screens and splinters of prefabricated happiness
and they tried to shout
but no one yet could understand their words
perhaps they wailed and they will cry again
and they will learn sooner or later to pick up those tears
tears that will make fertile silence
that there is
under this suburban scar of sky
under this suburban sky
peace to Autumn
to Autumn
peace
they were buds
one day they will be flowers
Marco Bo
nothing could be seen among the clods
far under this grey haze maybe they tried to scream but no one could understand their words
they cried
and they did not understand the tears
where they went to rest
maybe they were not alone lost in the illusion
maybe they were in the multitude
together lulled by loneliness
many
dispersed in this grey haze
right or not, they just asked a few more years
away from cars, keys and bolts
electronic boards, screens and splinters of prefabricated happiness
and they tried to shout
but no one yet could understand their words
perhaps they wailed and they will cry again
and they will learn sooner or later to pick up those tears
tears that will make fertile silence
that there is
under this suburban scar of sky
under this suburban sky
peace to Autumn
to Autumn
peace
they were buds
one day they will be flowers
Marco Bo
10/11/16
il giorno prima di nascere
il giorno prima di nascere
non si vedeva nulla tra le zolle di terra
là, sotto quella grigia foschia forse cercavano di gridare ma nessuno capiva le loro parole
piangevano
e non capivano le lacrime
dove andassero a riposare
forse non erano soli persi nell'illusione
forse erano nella multitudine insieme
cullati dalla solitudine
tanti
dispersi sotto quella grigia foschia
ragione o no chiedevano soltanto qualche anno ancora
lontano da macchine, chiavi e bulloni
schede elettroniche, schermi e schegge di prefabbricata felicità
e provavano a gridare
ma nessuno capiva le loro parole
forse piangevano e piangeranno ancora
e impareranno prima o poi a raccogliere quelle lacrime
lacrime che renderanno fertile il silenzio
che c'è
sotto questa cicatrice di cielo suburbano
sotto questo cielo suburbano
pace all'Autunno
all'Autunno
pace
erano germogli
e un giorno saranno fiori
Marco Bo
08/11/16
flower ice
fragility
in the morning I will descend slowly and light
light being,
water steam
slowly I will descend
until reposing, touching the ground
and I will freeze right there for a while
for a while, blood from the wound
flower ice flower frost
scar sign cut trace remembrance
remembrance......
flower ice flower frost and then
and then the serene will fade away
the serene will fade away and I, again, steam
will be
and steam I will be
again
Autumn suit
steam I will be
again
Autumn suit
Marco Bo
fiore di ghiaccio
sotto questo grigio cielo suburbano
al mattino scenderò piano
e leggero
come essere,
vapore acqueo
scenderò
fino a posarmi e toccare il suolo
e lì
per un istante raggelerò
un istante
come sangue
dalla ferita
cicatrice segno sfregio traccia ricordo
ricordo
fiore di ghiaccio fiore di gelo e poi
e poi tornerà il sereno
il sereno tornerà
e vapore di nuovo sarò
vestito d'Autunno
d'Autunno vestito
Marco Bo
al mattino scenderò piano
e leggero
come essere,
vapore acqueo
scenderò
fino a posarmi e toccare il suolo
e lì
per un istante raggelerò
un istante
come sangue
dalla ferita
cicatrice segno sfregio traccia ricordo
ricordo……..
ricordo
fiore di ghiaccio fiore di gelo e poi
e poi tornerà il sereno
il sereno tornerà
e vapore di nuovo sarò
vestito d'Autunno
d'Autunno vestito
Marco Bo
07/11/16
essere pesante
contro l'insostenibile fardello
di voler essere sempre e per sempre presenti,
prepararsi a svanire in silenzio
immobili senza dire né rinnegare
è una possibile salvezza per ogni qualsiasi sé stesso
e per questo pianeta disperso
in queste periferie dell'universo
Marco Bo
heavy being
against the unsustainable burden
of wanting to be always and forever present,
preparing to vanish in silence
standing still without saying nor denying
it is one possible salvation for any oneself
and for this planet lost
in the suburbs of the universe
Marco Bo
of wanting to be always and forever present,
preparing to vanish in silence
standing still without saying nor denying
it is one possible salvation for any oneself
and for this planet lost
in the suburbs of the universe
Marco Bo
05/11/16
interiore
pioggia color caramello e scintille
dottrine e libero arbitrio
tracce in dissolvenza e brusche frenate
tempeste e siccità....
e tu rinchiuso nella tua bolla non sai se vuoi continuare ad ascoltare queste effimere speculazioni
ma ben presto capirai che
la vita alla fine ed anche all'inizio non è che un calderone di circuiti elettronici curve e dismessi loculi di cartongesso
e mentre tu vivi nel tuo sogno gratuito
io macino schegge di silenzi e punte di frecce...
sopravviveremo?
nessuno sa
pioggia color caramello e fulmini
osservanze e liberazioni
segnali in dissolvenza e passi perduti
tempeste e siccità
sopravvivenza
cielo grigio
periferia
Marco Bo
dottrine e libero arbitrio
tracce in dissolvenza e brusche frenate
tempeste e siccità....
e tu rinchiuso nella tua bolla non sai se vuoi continuare ad ascoltare queste effimere speculazioni
ma ben presto capirai che
la vita alla fine ed anche all'inizio non è che un calderone di circuiti elettronici curve e dismessi loculi di cartongesso
e mentre tu vivi nel tuo sogno gratuito
io macino schegge di silenzi e punte di frecce...
sopravviveremo?
nessuno sa
pioggia color caramello e fulmini
osservanze e liberazioni
segnali in dissolvenza e passi perduti
tempeste e siccità
sopravvivenza
cielo grigio
periferia
Marco Bo
inskirt
caramel and glistening
doctrines and freewill
fading traces and bitter steers
storms and droughts
and you locked in your bubble you do not know and do not want to listen
but soon you'll understand that
life is a melting pot of circuit boards, curves and carpentries
and while you live in a free dream
I chop shards of silence and arrows
maybe both we will survive
who knows?
caramel and thunderbolts
observances and deliverances
fading signal and lost strides
storms and droughts
survival
grey sky
outskirts
Marco Bo
doctrines and freewill
fading traces and bitter steers
storms and droughts
and you locked in your bubble you do not know and do not want to listen
but soon you'll understand that
life is a melting pot of circuit boards, curves and carpentries
and while you live in a free dream
I chop shards of silence and arrows
maybe both we will survive
who knows?
caramel and thunderbolts
observances and deliverances
fading signal and lost strides
storms and droughts
survival
grey sky
outskirts
Marco Bo
04/11/16
embankment tears
under this grey suburban sky
millions of eyes do not know where to look at
alone as they are, not knowing where to find a hug to rest
embankment tears
embankment tears
dew that freezes in winter
and closes the sight on the return trail
embankment tears
the river will continue to flow
the sea will wait
Marco Bo
millions of eyes do not know where to look at
alone as they are, not knowing where to find a hug to rest
embankment tears
embankment tears
dew that freezes in winter
and closes the sight on the return trail
embankment tears
the river will continue to flow
the sea will wait
Marco Bo
lacrime sull'argine
sotto questo grigio cielo di periferia
milioni di occhi che non sanno dove guardare
sono soli nel non sapere di un abbraccio dove riposare
lacrime sull'argine
lacrime sull'argine
rugiada che gela d'inverno
e chiude alla vista il sentiero verso il ritorno
lacrime sull'argine
il fiume continuerà a scorrere
e il mare aspetterà
Marco Bo
sterilizzato
il silenzio non stride non stona ne stordisce o strazia
il silenzio asettico non sporca non stravolge,
non lascia un segno
e neppure schegge conficcate tra cuore e sterno,
eppure
non parlare
stanca
non parlare
uccide
Marco Bo
02/11/16
the ancient sound of the right words
the ancient sound of the right words
those that heat and cure the human soul
the succession of names of things and people
that dissipate the haze in the heart
words like bricks made of clay
land of an ancient seabed
that our roots holds and sustains
with my feet and my hands, I can only give thanks
and translate your stories
in codes and languages from the peripheries of the world
so that others will understand
and learn
to listen
this I know
and this I can do
so
please father please mother
keep on chanting your stories
keep on chanting your stories
Marco Bo
those that heat and cure the human soul
the succession of names of things and people
that dissipate the haze in the heart
words like bricks made of clay
land of an ancient seabed
that our roots holds and sustains
with my feet and my hands, I can only give thanks
and translate your stories
in codes and languages from the peripheries of the world
so that others will understand
and learn
to listen
this I know
and this I can do
so
please father please mother
keep on chanting your stories
keep on chanting your stories
Marco Bo
il suono antico delle giuste parole
il suono antico delle giuste parole
quelle che scaldano e consolano l'animo umano
il succedersi dei nomi delle cose e delle persone
che dissipano la nebbia del cuore
parole come mattoni di argilla
terra di un antico fondale marino
che trattiene e sostiene le nostre radici
con i miei piedi e con le mie mani io posso soltanto rendere grazie
e tradurre il vostro canto in codici e lingue delle periferie del mondo perché altri sappiamo
e così imparino
ad ascoltare
questo so
e questo posso fare
e allora
ti prego padre ti prego madre
continuate a raccontare
continuate a raccontare
Marco Bo
quelle che scaldano e consolano l'animo umano
il succedersi dei nomi delle cose e delle persone
che dissipano la nebbia del cuore
parole come mattoni di argilla
terra di un antico fondale marino
che trattiene e sostiene le nostre radici
con i miei piedi e con le mie mani io posso soltanto rendere grazie
e tradurre il vostro canto in codici e lingue delle periferie del mondo perché altri sappiamo
e così imparino
ad ascoltare
questo so
e questo posso fare
e allora
ti prego padre ti prego madre
continuate a raccontare
continuate a raccontare
Marco Bo
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