voci dalle periferie, dai margini
a Gate City quartiere popolare Afro Americano di Birmingham in Alabama,
tra le persone che noi volontari tentavamo di aiutare c’era anche Kevin
Kevin viveva in strada e ogni giorno giocava la stessa partita di baseball,
giocava sempre la stessa partita che aveva in testa,
la sera compariva nel parcheggio di fronte alla chiesa con un carrello della spesa pieno di cianfrusaglie
e prima di scomparire di nuovo inghiottito dalla notte,
sulle scalinate della chiesa iniziava il suo sermone, la sua personale pastorale suburbana
“…e in cammino verso il monte lui disse
basta!
basta passi avanti!
io mi fermo qui, adesso e aspetto
aspetto
io libero il mio tempo e aspetto
al tempo io appartengo da sempre
e seguo il flusso del mondo e aspetto
contemplo il mio destino e aspetto
guardo il travaglio, il dolore e le anime in pena e aspetto
rido e piango dentro e aspetto
a tutti e ad ognuno la propria porzione di responsabilità
basta passi avanti,
e mai più un passo indietro!
basta passi avanti
e mai più un passo indietro
io affondo i piedi qui su questa zolla di terra e aspetto
io tengo stretta in mano la mia croce e aspetto
assaporo la consapevolezza di me stesso e del mondo e aspetto
contemplo la fragilità dei miei limiti e aspetto
basta passi avanti,
e mai più un passo indietro!
in cammino verso il monte penso e prego
basta passi avanti
io mi fermo qui adesso e aspetto
ho voglia di vento fresco per ridere, per piangere e pregare
e cantare il mondo adesso
per onorare quest'unico misero e fragile istante immenso
basta!
basta passi avanti!
e mai più un passo indietro
io mi lascerò trafiggere dai chiodi dell'incuria
dai chiodi delle paure degli uomini del mondo e del tempo,
e aspetterò
e lascerò che la corrente porti via le scorie del tempo e rifletterò
non porterò un passo avanti adesso e mai più farò un passo indietro....
a tutti e ad ognuno la propria croce di responsabilità!
io scaverò
scaverò qui e adesso
andrò fino in fondo
sprofonderò nelle viscere della terra e dell'essere umano
andrò a fondo
pianterò la mia croce qui adesso
e risorgerò..."
così concludeva il suo sermone Kevin, raccoglieva le sue poche cose in un carrello della spesa e scompariva inghiottito nella notte,
per poi ricomparire la mattina dopo e proseguire la sua solita partita di baseball, la sua partita infinita...
queste sono solo voci dalle periferie del mondo,
voci di chi vive oltre il margine
oltre lo svincolo più lontano ai limiti della città
tra le strade e le piazze di questo deserto di asfalto e cemento
tra le pieghe di questo condominio mondo di periferia
sono solo voci nel vento che forse un giorno
qualcuno ascolterà
che forse
un giorno
qualcuno
ascolterà
e così sia
Marco Bo

Nessun commento:
Posta un commento