15/08/13

preghiera, pomeriggio al parco l’altalena del tempo e dello spazio




preghiera
pomeriggio al parco
l’altalena del tempo e dello spazio 

un’anziana signora seduta su una panchina
una bambina che vola sopra un’altalena

il tempo è invitato a testimoniare
lo spazio altrettanto perché non può non sapere

entrambi sono a conoscenza dello stretto legame
che pur nella distanza apparente tra queste due persone
esiste e persiste consistente ed evidente 
quasi fosse un terzo convitato qui oggi a giocare e ridere

in questo pomeriggio di luce e di pace 
sotto il sole accecante di questo limpido giorno di mezz’estate

un’anziana signora seduta su una panchina
una bambina che vola sopra un’altalena

il tempo è invitato a testimoniare
lo spazio altrettanto perché non può non sapere

io seduto all’ombra ad osservare la gente e la situazione
scruto nello sguardo di entrambi della signora e della bambina

e scorgo chiaro il filo diretto, il legame stretto 
come un sottile filamento di un tessuto eterno,
 come un anello solido di un’ininterrotta catena nel tempo

guardo negli occhi di una e dell’altra i riflessi ed i rimandi
come quando in un limpido specchio d’acqua dopo la tormenta
 si distingue nitidamente il riflesso del paesaggio circostante

un caleidoscopio di luce e di colori
 un turbinio inarrestabile di sorrisi lacrime e sospiri,
 un fiume in piena di speranze aspettative ed ansie  

una cascata di desideri di sogni, alcuni intatti ed altri infranti
innamoramenti, attese indugi e rimpianti

e mille altri sentimenti ed emozioni nell’incrocio di quegli occhi, all’incontro di quegli sguardi

incontro, appuntamento deciso e programmato a distanza di settant’anni
anni che in apparenza sembrano infiniti,
 ma che in realtà sono pochi effimeri sprazzi di luce e di tempo persi nello spazio infinito
infinito

un’anziana signora seduta su una panchina
una bambina che vola sopra un’altalena

il tempo è invitato a testimoniare
lo spazio altrettanto perché non può non sapere

ma altre parole non ho per il momento
prendo fiato ed assaporo il respiro più sereno di questa giornata che volge ormai alla fine
sotto questo cielo immenso e limpido di mezz’estate

sorrido a quegli sguardi d’intesa, di profondo amore, tenerezza e sentimento

siedo ancora un po’ null’altro ho da fare, 
null’altro è importante adesso
se non contemplare la fragile e singolare perfezione del mondo degli esseri umani del tempo dello spazio e degli elementi

che in apparenza sembrano colori rovesciati a caso su una tela bianca
e che in realtà includono e contemplano meccanismi precisissimi 
ingranaggi perfetti, indissolubili legami e affinità profonde ed uniche nell’universo……

 noi siamo unici, irripetibili eppure insieme, 
congiunti connessi legati l’un l’altro sempre seppur lontani
 noi siamo adesso
insieme
che dono immenso
ringrazio il cielo 
e così sia

Marco Bo



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