preghiera
pomeriggio al parco
l’altalena del tempo e dello spazio
un’anziana signora seduta su una panchina
una bambina che vola sopra un’altalena
il tempo è invitato a testimoniare
lo spazio altrettanto perché non può non sapere
entrambi sono a conoscenza dello stretto legame
che pur nella distanza apparente tra queste due persone
esiste e persiste consistente ed evidente
quasi fosse un terzo convitato qui oggi a giocare e ridere
in questo pomeriggio di luce e di pace
sotto il sole accecante di questo limpido giorno di mezz’estate
un’anziana signora seduta su una panchina
una bambina che vola sopra un’altalena
il tempo è invitato a testimoniare
lo spazio altrettanto perché non può non sapere
io seduto all’ombra ad osservare la gente e la situazione
scruto nello sguardo di entrambi della signora e della bambina
e scorgo chiaro il filo diretto, il legame stretto
come un sottile filamento di un tessuto eterno,
come un anello solido di un’ininterrotta catena nel tempo
guardo negli occhi di una e dell’altra i riflessi ed i rimandi
come quando in un limpido specchio d’acqua dopo la tormenta
si distingue nitidamente il riflesso del paesaggio circostante
un caleidoscopio di luce e di colori
un turbinio inarrestabile di sorrisi lacrime e sospiri,
un fiume in piena di speranze aspettative ed ansie
una cascata di desideri di sogni, alcuni intatti ed altri infranti
innamoramenti, attese indugi e rimpianti
e mille altri sentimenti ed emozioni nell’incrocio di quegli occhi, all’incontro di quegli sguardi
incontro, appuntamento deciso e programmato a distanza di settant’anni
anni che in apparenza sembrano infiniti,
ma che in realtà sono pochi effimeri sprazzi di luce e di tempo persi nello spazio infinito
infinito
un’anziana signora seduta su una panchina
una bambina che vola sopra un’altalena
il tempo è invitato a testimoniare
lo spazio altrettanto perché non può non sapere
ma altre parole non ho per il momento
prendo fiato ed assaporo il respiro più sereno di questa giornata che volge ormai alla fine
sotto questo cielo immenso e limpido di mezz’estate
sorrido a quegli sguardi d’intesa, di profondo amore, tenerezza e sentimento
siedo ancora un po’ null’altro ho da fare,
null’altro è importante adesso
se non contemplare la fragile e singolare perfezione del mondo degli esseri umani del tempo dello spazio e degli elementi
che in apparenza sembrano colori rovesciati a caso su una tela bianca
e che in realtà includono e contemplano meccanismi precisissimi
ingranaggi perfetti, indissolubili legami e affinità profonde ed uniche nell’universo……
noi siamo unici, irripetibili eppure insieme,
congiunti connessi legati l’un l’altro sempre seppur lontani
noi siamo adesso
insieme
che dono immenso
ringrazio il cielo
e così sia
Marco Bo

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