09/08/13

la densità del presente




la densità del presente

la velocità come richiesta pressante

la multifunzionalità come requisito per entrare in gioco

la risposta immediata  per tutto e per tutti assolutamente sì 
o assolutamente no,
 che tanto è uguale
uguale

il collegamento con la rete e il resto del mondo costante
e una musica soft- rumore di sottofondo continuo, esasperante, angosciante
delirante

e poi pianificare produrre, consumare programmare posporre, subordinare sottovalutare e rimandare a data da definire
da definire

lo schema è predefinito pre-confezionato, masticato deglutito e già metabolizzato,
lo schema di una precarietà a tempo indefinito, indeterminato

eterna precarietà mano nella mano con 
obsolescenza programmata per uomini, donne e cose, 
pezzi sfusi sopra uno scaffale in sconto con i saldi di fine stagione
pezzi sfusi in attesa
in attesa, di cosa
di cosa?

oggi io ho visto una panchina sulla via del ritorno a casa,
mi ha fatto ricordare chiaramente il mio posto
il mio posto nel mondo, ma non so più ormai quale mondo
o angolo d'universo
non so
più

oggi ho visto sulla via del ritorno una finestra con le imposte socchiuse
 che mi ha ricordato casa mia 
all'incrocio tra un passato antico dove io ero vecchio e saggio
 ed un futuro incerto e precario dove io mi vedevo di nuovo in fasce fragile e debole
debole...

e transitando in quel delirio in quel miraggio io ho preso 
a considerare tra me, vecchio e saggio, 
e me piccolo nudo e fragile bambino in fasce 

che fare?
 continuare a perseguire effimeri sogni di gloria
oppure coltivare definitivamente la pace della memoria?

e così ho concluso che per il momento null'altro so fare, 
in questo preciso e prezioso istante tagliente ed affilato come  una lama di coltello,
  altre parole non ho e nemmeno pensieri definiti circoscritti e chiari 

che comunque non saprei, potrei contenere o trattenere adesso altre parole  pensieri in testa, nell'anima e nel cuore
mi manca il fiato adesso

adesso qui appeso come sono al sottile filo del tempo che passa lento lento e teso sul mistero infinito,
 in equilibrio sulla lama di  rasoio di questo fragile, debole tempo presente
null'altro so fare adesso

 sarà l'afa di questa torrida notte di mezz'estate, non so,
ma altre parole non ho
 mi  basta e mi sento del tutto compreso, nel sospiro di quest’attimo 
di questo fragile istante 
istante trascorso assorto tra le zolle nei campi della mia terra
un fremito un sorriso e una lacrima
 come goccia di rugiada
la densità del presente

solo un attimo
un respiro
inspiro
espiro
guardo il cielo
mi muovo lentamente
guardo le stelle del firmamento
prego e spero
spero
ancora
e nonostante tutto
nella densità del presente
 la densità del presente


Marco Bo



Qualcuno ci ha forse promesso qualcosa?
 E allora perché attendiamo?" 

Cesare Pavese – da "Il mestiere di vivere"






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