ho camminato per città e per borghi desolati di periferia,
o attraversato incroci metropolitani dove la vita aveva a disposizione molte corsie per ogni senso di marcia a seconda della velocità
e abbondanza di svincoli e direzioni diverse da valutare e scegliere
e altri incroci solitari ho conosciuto, di una sola corsia nei deserti più sperduti
dove la vita non aveva altra scelta se non la sola via designata dai secoli dal vento e dal tempo del mondo
incroci che avevano ormai perso la speranza di veder anima viva e visitatori passare da lì
ho incontrato genti e popoli che presso questi incroci vivevano
ed ho imparato che allo stesso modo, sempre, nonostante tutto e indistintamente tutti gli esseri umani aspettano,
aspettano, sperano, pregano e quando arriva il cambio di stagione nella natura intorno, nel loro cuore e nell'anima,
in qualche modo le genti migrano realmente o figurativamente e nei pensieri
e portano avanti con fiducia e speranza la porzione di spazio e di tempo a loro assegnata in quest'angolo di universo, in questo incrocio spazio temporale...
la natura dell'essere umano per quanto possa cambiare nelle abitudini e modalità del vivere,
non cambierà mai nel profondo dell'animo
aspettare, sperare, festeggiare, pregare e migrare
e così sia
aspettare, sperare,festeggiare, pregare e migrare
e così sia
in piedi all'incrocio
lezioni di orientamento in migrazione
Marco Bo

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