non mi aspetto che i più giovani possano capire queste parole
in realtà non mi aspetto nulla in quando queste parole non rivelano niente di particolarmente fondamentale o trascendentale
ma alle emozioni occorre dare voce ogni tanto,
che forse a qualcuno, oltre che a me, possono servire
e quello che ho da dire adesso è che,
dopo aver sorvolato i mari e gli oceani più volte in migrazione per le periferie del mondo,
dopo aver ascoltato il canto degli esseri umani in tante lingue, espressioni, musiche e colori
dopo tutto questo e mille altri viaggi ancora,
ho da dire adesso che
sì è vero la città è luogo della libertà ed dell'emancipazione,
la città è la dimensione dello sviluppo e del presunto progresso e della crescita...
eppure secondo me non possiamo, non dobbiamo dimenticarci che dalla terra veniamo, che alla terra apparteniamo
e che la terra ha sempre fiducia in noi
oltre e nonostante tutto
non importa se siamo nati e cresciuti in condomini di periferia grigi palazzi seminati ai bordi delle città tra svincoli e tangenziali
non dobbiamo dimenticare mai che sotto l'asfalto e il cemento c'è sempre la terra!
e che di terra e di acqua siamo fatti e che dovremmo tornare ogni tanto alla terra, sulla terra a calpestarla
toccarla, toglierci le scarpe affondare le mani e piantarci tra le zolle come fiori come alberi
dovremmo tornare ad una campagna vicina che fa bene al cuore
basterebbe questo medicamento almeno ogni tanto
per riprendere la vita nelle nostre mani, anzi per disperderla, seminarla la nostra vita tra le zolle del campo
e poi metterci di nuovo in cammino,
in ascolto
del canto sacro delle periferie del mondo e dell'essere umano
dalla terra al vento
e di nuovo alla terra
verso una campagna vicina che fa bene al cuore
e così sia
Marco Bo
"Chi può dire di che carne sono fatto?
Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono,
ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese,
perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagione."
Cesare Pavese
La luna e i falò


Nessun commento:
Posta un commento