Il mio viaggio di lavoro in USA inizia con la storia di Giulia.
Giulia, italiana di padre siciliano e di madre polacca che va a Berkley per uno stage in biologia.
Seduta accanto a me sul volo per Atlanta si lamenta delle poche possibilità per i giovani universitari in Italia.
Riguardo agli USA, appena atterrati si sente il rombo dei motori, la macchina si sta scaldando e presto forse, ripartirà.
La parola d'ordine è innovare, ottimizzare, il "go green!" è lo slogan di moda in tutti i settori.
"This is our generation's Sputnik moment!" esorta il Presidente.
Tutti gli impianti e macchinari devono essere rinnovati si sente commentare in giro per la fiera, quindi grandi opportunità per il made in Italy visto il know-how e la capacità produttiva che abbiamo ancora, nonostante tutto...
da geni delle arti e delle scienze a talentuosi e fantasiosi ingegneri e poi impiantisti ed installatori,
e almeno fossimo capaci di preservare questo patrimonio di conoscenze ed esperienze immenso!
e invece in Italia ci si scanna su vari scandali sconcezze corruzioni e nauseabonda cronaca un po' nera e un po' rosa ....
ma nonostante tutto alcuni italiani silenziosamente, laboriosamente ci provano ancora,
arrivano da ogni parte d'Italia in fiera a Las Vegas, alcuni parlano in Inglese a stento, altri si affidano a sgamatissimi squali , titolari di fantomatiche agenzie virtuali che si attaccano a loro come zecche promettendogli di sviluppare il loro business in USA in un lampo.
Italiani che nonostante tutto, da soli, come cani sciolti sono qui e ci provano ancora,
e gli americani nonostante tutto ci ammirano e ci accolgono a braccia aperte!
Oltre a noi italiani però anche i cinesi sono arrivati in forze, ma questa volta come turisti!
hanno soldi da spendere e girano, giocano, mangiano, fotografano, per loro è tutto un grande parco di divertimenti.
Comitive di ordinati e disciplinati gruppi di turisti cinesi con mascherine davanti alla bocca e macchina fotografica a scatto continuo sempre al seguito,
io ne incrocio tanti negli Inn di periferia dove alloggio per comodità logistica e per ottimizzare sulle spese,
io sono quello lì in fondo!
l'unico con tratti caucasici in fila in attesa della colazione inclusa nel prezzo
e gli americani?
gli americani ringraziano, anche perchè molti iniziano a sentire i morsi della fame!
sembra impossibile ma è così, si vede gente ai semafori che chiede l'elemosina, oppure è disposta a vendere qualsiasi cosa nei garage sales
e quelli che soffrono di più sono proprio gli americani bianchi nelle province lontane o nelle grandi periferie urbane.
Infatti i Latinos e gli altri immigrati in generale sanno come difendersi in tempo di crisi e sopravvivono nonostante tutto,
mentre la maggior parte dei gringos, i bianchi, e colletti bianchi! non sanno che fare, molti di loro non hanno mai fatto lavori manuali, tuttalpiù sanno spostare carte o files qua e là,
ma la nuova rivoluzione verde con il marchio di Hollywood stampato sopra è in arrivo!
l'arca è arrivata e forse ancora una volta i più si salveranno dal diluvio dal giudizio universale
dalla fine del mondo che i vari gruppi dei sopravvissuti vanno profetizzando da anni...
sono solo considerazioni sparse queste, solo qualche spunto di riflessione niente di più, in attesa dell'ennesimo superbowl sotto la neve della tormenta perfetta che ancora una volta bloccherà gli Stati Uniti per giorni, l'ennesima notizia di sparatorie e di guerre e le nomination agli oscar,
solo qualche pensiero prima di partire e tornare nel nostro bel paese dei balocchi, di scandali e di eccessi!
morale,
in questo sensazionale momento Sputnik forse c'è un po' di posto anche per noi italiani, forse anche stavolta ci andrà bene,
forse ci salveremo anche noi
ancora una volta oltre e nonostante tutto e come sempre in piena zona Cesarini,
ancora una volta campioni del mondo! noi italiani cicale ed operai al tempo stesso,
ma si sa, con quel certo non so che di geniale che ci distingue,
questione di stile,
d'altra parte signori si nasce e noi modestamente.....
Marco Bo
presso periferie del mondo
2011

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