se guardo in basso
nel riflesso di una pozzanghera
sento adosso il tempo che passa
sento il vento nella giacca
che vuole spaventare i sogni
e anestetizzare i sensi e i sentimenti
che vuole indurre tutti noi vagabondi sul sottile guscio del mondo,
a credere che sia giusto vivere così, vivere di stenti, vivere di avanzi
vivere in coda allo sportello in attesa del nostro turno con un numero in mano
in coda allo sportello unico reclami e prenotazioni per non si sa cosa per non si sa dove
se guardo in basso
nel riflesso di una pozzanghera
sento addosso il tempo che passa
sento il vento nella giacca
che vuole indurci a credere
che pochi scarni frutti raccolti
su campi incolti di periferia
distese di asfalto e cemento
sia tutto quello che in vita ci è dato di assaporare
se guardo in basso sento il vento che gira intorno al collo
il vento d'aria condizionata vuole convincerci che non rimane altro da fare se non ringraziare
chinare il capo, chieder perdono e attendere l'eterno
ringraziare
chinare il capo, chieder perdono e attendere l'eterno......
e attendere l'eterno!
se guardiamo in basso tutto finisce lì
nel riflesso grigio di una pozzanghera
se invece
scuotiamo il capo e guardiamo in alto senza paura
e consideriamo che il salto mortale è già stato fatto
che noi siamo al mondo e che ogni mattino è chiaro e limpido di fronte a noi vagabondi sulla crosta del mondo
se guardiamo in alto noi sapremo ancora cantare che
quella non è la nostra vita,
no
la nostra vita è ancora in cammino
cantare che
il sole è già sorto
e che il resto
tutto il resto
arriverà
sul cammino
tra le pietre ed i rovi del sentiero della vita
che tutto il resto
è soltanto una passeggiata sotto il sole
fino alla fine
fino all'inizio
fino alla fine
e così sia
Marco Bo

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