27/11/13

colate di cemento sui fiori di periferia


colate di cemento sui fiori di periferia,
e ritorno a casa

dosi di arroganza, vanagloria e quotidiana prepotenza 
illusioni di un presunto cammino verso un effimero ed ingannevole progresso

l’essere umano,
 in questo secolo gonfio e trionfante di superbia e tracotanza 
e scarno nel cuore nell’anima e nelle parole,
si  esalta nel combattimento 
e nel conflitto si entusiasma
identifica un nemico e poi s’infiamma
ed alla fine della battaglia, nel vuoto che si ritrova intorno,
 si perde solo e contento 
e nell'effimero nulla regna sovrano,

con uno scettro di plastica contaminata al piombo, comanda incontrastato e contento, in apparenza
e il nulla a sua volta lo ascolta e si inchina al suo cospetto ed alla sua prepotenza 

l’unico suo fine e ordine del giorno è rimanere solo
e schiacciare tutto quello che gli si muove intorno
tra colate di cemento, effusioni di cemento su fiori di periferia,

vanità, arroganza, vanagloria e prepotenza quotidiana
superbia e metodica tecnica di  prevaricazione 
meticolosa operazione di lenta lacerazione dell’anima 
 illusione di progresso, di sviluppo e di crescita illimitata
e forse un giorno, 
quando tutto intorno sarà distrutto, dilaniato, estinto, azzerato
e cementificato,
 forse un giorno, ritorno a casa, 
forse 
un giorno 
ritorno a casa…

e così sia

Marco Bo 





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