colate di cemento sui fiori di periferia,
e ritorno a casa
dosi di arroganza, vanagloria e quotidiana prepotenza
illusioni di un presunto cammino verso un effimero ed ingannevole progresso
l’essere umano,
in questo secolo gonfio e trionfante di superbia e tracotanza
e scarno nel cuore nell’anima e nelle parole,
si esalta nel combattimento
e nel conflitto si entusiasma
identifica un nemico e poi s’infiamma
ed alla fine della battaglia, nel vuoto che si ritrova intorno,
si perde solo e contento
e nell'effimero nulla regna sovrano,
con uno scettro di plastica contaminata al piombo, comanda incontrastato e contento, in apparenza
e il nulla a sua volta lo ascolta e si inchina al suo cospetto ed alla sua prepotenza
l’unico suo fine e ordine del giorno è rimanere solo
e schiacciare tutto quello che gli si muove intorno
tra colate di cemento, effusioni di cemento su fiori di periferia,
vanità, arroganza, vanagloria e prepotenza quotidiana
superbia e metodica tecnica di prevaricazione
meticolosa operazione di lenta lacerazione dell’anima
illusione di progresso, di sviluppo e di crescita illimitata
e forse un giorno,
quando tutto intorno sarà distrutto, dilaniato, estinto, azzerato
e cementificato,
forse un giorno, ritorno a casa,
forse
un giorno
ritorno a casa…
e così sia
Marco Bo

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