05/01/17

sulla pelle le parole

 
 sotto questo cielo di cartongesso
procura nausea lo schermo piatto 
perché
 le parole su di esso digitate non hanno
 passato
presente
 futuro

non che si comunicasse meglio quando comunicare era più difficile,
è che allora le parole 
cantate raccontate disegnate
 avevano calore e odore 
spessore e profondità
 dolcezza
 e carattere

 vita propria avevano le parole
e gli esseri umani intorno a loro danzavano
con maschere adorni monili e tatuaggi

sotto questo grigio cielo di periferia
chi può vedere lontano?
chi può sapere se un giorno impareremo di nuovo
a portare come unico vestito per ogni stagione,
 le parole, come ricami di infinito,
sulla pelle
 nuda

Marco Bo







 

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