passando presto la mattina
presso queste tangenziali che, dalle periferie
attraverso alla campagna della nostra infanzia
portano al luogo del nostro quotidiano esilio,
mi trovo a sospirare ed a sperare
amici
ci incontreremo ancora un giorno?
chissà
eppure il solo pensiero mi lascia un sollievo tra il cuore e il viso
tra una lacrima e un sorriso
chissà
chissà
se ci incontreremo ancora chissà
e pensare che un tempo eravamo tutti così vicini
e pensare che un tempo, quando eravamo piccoli
occupavamo uno spazio immenso
tra il primo passo portato su queste zolle di terra
a le crepe di queste strade di asfalto e cemento
asfalto bagnato sporcato dalla paura e dal pianto
di chi vive da solo presso queste periferie del mondo
dimenticate
dimenticate
chissà
chissà
un tempo quando la realtà virtuale
era il caldo buono di un camino in una sera di inverno
eravamo insieme
e adesso siamo sempre connessi
eppure
ma noi di un secolo fa
sappiamo la differenza
e allora
sopravviveremo
anche da soli
sopravviveremo
è questo il nostro compito
è questo il nostro destino
forse a qualcuno
ancora
servirà
e così sia
Marco Bo

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