08/06/15

cronaca di un giorno perfetto




ci sono giorni che non manca proprio niente
ci sono giorni che si vorrebbe durassero per sempre, 
per tutto il nostro fragile e precario sempre sotto questi dimenticati cieli di periferia

ieri è stato uno di quei giorni
ieri è stato uno giorno perfetto
perchè conteneva tutto!

gli amici, la Banda il Maestro lo splendido panorama delle colline
ricoperte di vigne,
dolci pendii di argilla blu dove un tempo era il mare 
zolle di terra a cui noi tutti apparteniamo,

e poi la musica dei ricordi e la musica del presente, 
l'entusiasmo di chi suonava da una vita quasi centenaria 

e l'entusiasmo di chi per la prima volta si esibiva di fronte ad un pubblico in silenziosa attesa del dolce ricamo della musica nel vento

ed anche le cicale si zittivano al suono dolce di quella serenata
nell'aria calda di un pomeriggio di fine primavera 
e intanto scendeva il sipario della sera

ieri è stato giorno perfetto!
stamattina ho preso lezioni di canto da un cardellino che è passato sopra la mia testa in cerca del suo nido
e mi son sentito meglio 

e nell'ascoltare il trillo allegro di quella minuscola creatura  ho pensato ancora che

ci sono giorni che si vorrebbe durassero per sempre
per il fragile e precario sempre che 
noi esseri migranti sotto cieli chiari del mattino e questi grigi tramonti di periferia 
 possiamo immaginare nella testa e sentire nel cuore

perchè poi in fondo la condizione umana non è altro che un esilio
volontario un vagabondaggio 
e non è importante sapere verso dove come e quando, no

l'importante è andare e poi
imparare a fermarsi al momento giusto,
 fermarsi a riposare per un po' tra le pieghe di quel giorno perfetto
 per dare da bere a da mangiare all'anima e al cuore

l'importante è assaporare per un momento il gusto dell'entusiasmo 
l'entusiasmo di chi per la prima volta si esibisce
come un falò che brucia furiosamente e si consuma in una notte d'estate sulle colline

e l'entusiasmo di chi suona da una vita quasi centenaria
 e ancora oggi sotto questo cielo chiaro di fine primavera
come un fuoco che brucia lentamente sotto la cenere 

è linfa, come lava di un vulcano inestinguibile che scorre scorre
sottoterra
è il maestro nell'anima
 è al tempo stesso figlio figlia, madre e padre di una magica, fragile e umile nota sullo spartito della vita
e allora 
Maestro!
che suoni la banda
ancora
e ancora
e intanto su questo giorno perfetto 
scende il sipario della sera
e così sia

Marco Bo

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