tra frange di sogni spersi
in vicoli e dintorni di questi labirinti di periferia,
in mezzo a striduli canti lamenti e preghiere
con un minuto di occhi aperti che ci regaliamo
siamo salvi siamo vivi
ancora
ci guardiamo così ed accendiamo i cuori come falò nella notte
forse tra creazione e peccato originale è passato un millennio oppure pochi secondi, non sappiamo
eppure la riparazione è più facile di un sospiro in una traversata dell'ignoto senza vento
e allora mi fermo qui
perché so che esseri fragili come siamo
troppo possiamo ricordare e ben poco sappiamo
forse per questo all'infinito aneliamo e apparteniamo
e di questo miraggio immenso prima o poi ci posiamo a riposare
nell'uragano di una frenetica e assordante
serenità
Marco Bo
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