i nomi delle cose
quelle semplici
si sublimano in buoni aromi senza spigoli e distorsioni
e risolvono tra le spine una porzione di vita tra mattina e calar del Sole
quelle complicati di sostantivi
non volano mai oltre confine del così deve essere
e crollano ancor prima di costruirsi negli occhi di chi ascolta
in punta di piedi, se ancora chi ascolta esiste
di nomi sul cammino di questa vita
più trascorrono gli anni come acqua di un fiume, io sempre meno so
sempre meno ho
sempre meno
ma non temo il vuoto che c'è
perché
arrivare alla fine,
tra le crepe nel cemento sotto questo grigio di periferia,
nudo di cose e di parole
un buon paradiso
sarà
Marco Bo
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