all’incrocio tra il disamore e il paradiso,
al cospetto dell’ingombrante mancanza
arrivammo troppo presto
così presto che nemmeno i nostri
sogni di gloria
erano pronti ad accoglierci sotto questo grigio cielo di periferia
e così rimanemmo soli
a
commemorare quella precisa e indiscutibile disfatta
e ad aspettare la benevola offerta del passo veloce della
dimenticanza
è così rimanemmo
persi e confusi
persi e confusi
presso l’assordante silenzio di ogni zittito sorriso
di ogni lacrima non alleviata,
di ogni carezza negata
soli
soli
con
il ricordo ormai lontano di un antico canto di terra e di foglie d’autunno
soli
a volte l’unico segno
di vita
tra le crepe e le pieghe profonde di queste -signorili-un-tanto-al-kg- periferie di plastica e cemento
tra le crepe e le pieghe profonde di queste -signorili-un-tanto-al-kg- periferie di plastica e cemento
è una corda tesa sul dubbio eterno
tra la sponda del rifiuto e quella dell’ineluttabile oblio
tra la sponda del rifiuto e quella dell’ineluttabile oblio
Marco Bo

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