14/03/16

una corda tesa


 

all’incrocio tra il disamore e il paradiso,
al cospetto dell’ingombrante mancanza
arrivammo troppo presto
così presto che nemmeno i nostri sogni di gloria
 erano pronti ad accoglierci sotto questo grigio cielo di periferia
 
e così rimanemmo soli
a commemorare quella precisa e indiscutibile disfatta
e ad aspettare  la benevola offerta del passo veloce della dimenticanza

 è così rimanemmo
persi e confusi
presso l’assordante silenzio di ogni zittito sorriso
di ogni lacrima non alleviata, di ogni carezza negata

 soli
con il ricordo ormai lontano di un antico canto di terra e di foglie d’autunno

  soli

a volte l’unico segno di vita
 tra le crepe e le pieghe profonde di queste -signorili-un-tanto-al-kg- periferie di plastica e cemento
è una corda tesa sul dubbio eterno
 tra la sponda del rifiuto e quella dell’ineluttabile oblio
 
Marco Bo
 

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