un soldo in più da chi è più debole e fragile
uno spazio più grande togliendo l’unica zolla di terra al pellegrino
una certezza in più a scapito di chi sta in bilico
è questo il progresso?
è questo lo sviluppo?
no !
quello che non siamo
una risposta in meno per mortificare chi aspetta
un laccio al collo come medaglia a chi è più debole
un po’ di aria condizionata a chi vive emarginato nelle periferie
è questo il progresso?
è questo lo sviluppo?
no!
quello che non siamo
un graffio all’anima di chi ha fede e speranza
uno schiaffo in faccia a chi sorride e fiducioso aspetta
una gamba tesa sulla linea del traguardo
è questo il progresso?
è questo lo sviluppo?
no!
quello che non siamo
no grazie, questo non è il nostro mondo,
no grazie, questa non è la nostra idea di progresso
noi apparteniamo alle zolle del campo
e lì accogliamo chi ha pazienza di ascoltare il nostro canto
un canto di fuoco e di vento
un canto di fatica e di festa
un canto di gioia per il sudato raccolto
per il sacro raccolto
questo noi siamo
questo sviluppo sogniamo
a questo progresso noi aspiriamo
sempre in cammino, sempre in migrazione
a braccia aperte
e così sia
Marco Bo

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