ricordo una bella stagione, un’estate lontana e mitica
le tue mille domande insistenti e precise sul mondo e sugli esseri umani
e le mie risposte come sentenze fantasiose e mirabolanti
come prestigiatori e magi di quei circhi di periferia
che si fermano una notte sola e ti lasciano l’ansia dell’ignoto nell’andar via
così le mie risposte e tale e quale il tuo sguardo sbalordito e contento
e, per le mille scoperte e sorprese, la felicità e il compiacimento sul tuo viso dipinto
una collina era il nostro regno e un ramo lo scettro di comando,
noi eravamo gli unici imperatori del mondo!
sai caro amico, più passa il tempo e si srotolano i cicli delle stagioni sull'anima e sulla nostra pelle
e più son convinto che un'estate spensierata e leggera
trascorsa rotolando tra i vigneti, i campi e le colline con un amico sincero
vale più di qualsiasi leggendario tesoro,
vale una vita intera
Marco Bo
"Dove credete che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e mansueti, le sirene gentili e aggraziate?
In nessun posto: sono sempre qui. E' solo che non li vediamo".
E. Bencivenga

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