Africa che risuoni tra le baracche del barrio
Africa nel volto di un mendicante loco solitario
Africa nei bambini ai bordi della via
Africa rispondimi ovunque tu sia.
Ti ho visto in Nicaragua negli occhi stanchi di un pescatore,
ti ho visto su impalcature lavoravi muratore,
vendevi maracuja correndo ad una macchina
col finestrino alzato spiegavi il prezzo con la mimica.
Africa rinchiusa dietro le sbarre di una cella
guardavi nascer l’alba, sempre uguale, sempre quella.
Sotto le stelle che ti avevan vista schiava,
tuo figlio sconcertato la ragione domandava.
La ragione di tanta violenza perpetrata
da uomini spinti da avidità sconfinata
su milioni di altri uomini catturati e incatenati
per lavori inumani al nuovo mondo destinati.
Pochi arrivano vivi a Salvador Bahia,
incatenati e buttati nella polvere della via.
A te figlio che la ragione domandavi,
a te questo pianto eterno della tratta degli schiavi.
Quanta Africa persa sulle vie del mondo.
Ti ho visto nel Nord America nelle grandi città,
morire al gelo di un inverno senza pietà.
Ti ho visto vicino al fuoco cantare,
ti ho visto nei ghetti vivere ed odiare.
Ti immagino nelle grandi distese pastore nomade
muovendo i tuoi passi in valli e terre umide.
Ti immagino nel Sahel sopravvivere la siccità
con un unico sogno, migrare in città.
Cercare fortuna nel ricco occidente
e fuggire l’ingiustizia di una dittatura opprimente.
Quanta Africa persa sulle vie del mondo.
Quanta Africa sofferente al freddo dell’inverno,
a te questo canto fatto con il tuo pianto eterno
ma il tuo tempo è arrivato
Africa in cammino!
porto sicuro è l’Africa dove il cuore va a riposare sereno
questo è l’inizio della nuova era
a te mi inchino Africa e chiedo perdono
per sentieri e periferie io sono soltanto un povero pellegrino
e quanta Africa ho visto persa sulle vie del mondo
a te dedico questo canto umile
a te Madre Africa anima sensibile
Marco Bo
Birmingham Alabama 1999
Nessun commento:
Posta un commento