una mattina di Maggio che sembra inverno sotto questo cielo di periferia,
guardando fuori dalla finestra
ho visto qualcuno che raccontava delle sue ferite
"....e ci affanniamo e collezioniamo cose inutili
pannelli di cartongesso tra noi e il mondo
e rinforziamo con lunghi chiodi e bulloni le pareti
e più si aprono spazi
separazioni
crepe
voragini
chiudiamo la porta a chiave per sentirci sicuri
e più ci sentiamo soli
soli..."
sotto questo cielo grigio,
una mattina che non vuole ancora essere primavera
guardando fuori dalla finestra
ho visto qualcuno che raccontava delle sue ferite
in quel preciso istante, da dire non avevo niente
e mi sono messo ad ascoltare
una voce dentro sussurrava che
" raccontare le ferite è già parte della cura.."
ci vuole chi racconta e chi ascolta
domandare è utile
ma non è richiesto
Marco Bo
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