sotto questo grigio di periferia
di punti di vista ce ne sono tanti
il tuo punto di vista da tanto tempo ormai
è quello di una cinepresa che, suo malgrado registra accadimenti riguardo ad una protagonista suo malgrado
la cinepresa vede cose che la protagonista non vede
oppure fa finta di non vedere perchè, ben oltre la rabbia, in realtà prova vergogna per chi discrimina offende insulta,
e in qualche modo quella vergogna, quella pena
vorrebbe addirittura alleggerirla, levarla dalle spalle di chi discrimina e offende e insulta......
a volte capita che la protagonista si giri verso la cinepresa
a volte sorride in primo piano, in modo compassionevole
altre volte ha la faccia stanca,
eppure tutte le mattine si sveglia e si prepara
con passione per la rappresentazione, giorno dopo giorno, dopo giorno
la rappresentazione di chi è considerato "diverso",
è come una rinascita ogni singolo giorno della tua vita
per dover dare ragione del tuo essere lì ad una parte di mondo che nella migliore delle ipotesi in modo garbato ti chiede
"perchè?"
certo è una sensazione condivisa da tanti, dover dare ragione del proprio essere al mondo,
ma almeno se ti puoi mimetizare nel flusso di persone che cammina per strada al bar alla stazione sul posto di lavoro a scuola alla cassa del supermercato, sei uno dei tanti, uno tra gli altri, sei invisibile
e quel fardello è un po' più leggero e fa meno male
e l'occhio della cinepresa continua a registrare
ma ad un certo punto la memoria è piena, piena! e in qualche modo si scarica spargendo frammenti di immagini dappertutto
e poi torna a registrare
eppure a volte la cinepresa e la protagonista vorrebbero scappare via, correre lontano
buttare via quella memoria incisa, ricamata
di piccole e grandi cicatrici,
e non registrare
e non aver memoria
mai più....
eppure raccontare chi è invisibile
è compito di chi ha avuto in sorte
il dono e il fardello di essere visibile
Marco Bo
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