prima di andare in scena
un ricamo d'incertezza si posa sulla pelle
schegge di vita come tatuaggi sul viso
e il testo designato che termina afflitto
gridando nell'intimo di immagini
che da bambina ti sono rimaste impresse
e che mai più hai visto
immagini che da grande dici
di non possedere più,
eppure io il finale lo farei in crescendo
perchè al pubblico un po’ di speranza vorrei regalare
anche se ancora non so come fare
e poi sul finire la seguente riflessione,
che forse il direttore potrebbe declamare
per chiudere con gli animi in levare
e prendersi tutti a risate in faccia
una volta tanto
senza il timore di sbagliare o di sfigurare
- a ben
riflettere
sotto questo grigio cielo
in principio nel mezzo ed alla fine del cammino
chi può dichiarare di possedere qualcosa veramente?
le forme i colori le risate
le paure le emozioni le delusioni le vittorie
e le sconfitte?
noi no
non possediamo nulla su questa zolla di terra a noi assegnata
se non momentaneamente il ricordo di belle figure,
paesaggi che se teniamo dentro muoiono di inedia
e che possiamo soltanto regalare al mondo
agli astanti in ascolto e a chi sta fuori ad aspettare
raccontandole
così come sappiamo
e possiamo
poichè
questo è il privilegio a noi concesso
presso queste dimenticate periferie del mondo e dell’essere umano
intonare la giusta e salvifica melodia del ricordo
senza saper né leggere e né scrivere le note sullo spartito
noi
esseri
umani
precarie comparse apprendisti della libertà
affilate schegge di consapevolezza sparse qua e là
incolmabili vuoti tra affollate solitudini
spazi di transito tra il tutto e il nulla
tra una carezza e un pugno
un pugno
che poi
a ben riflettere
farebbe meno male
rispetto a questo lento intimo lacerar le membra,
a questo estenuante consumare l'anima
ma adesso non è più tempo di filosofeggiare
è tempo di festeggiare
e così siamo pronti noi per la rappresentazione!
noi apparteniamo al momento
e non il contrario
al suo servizio siamo
e in scena andiamo
aprendo il sipario sul frammento di infinito che sappiamo
sotto questo grigio cielo di periferia
sotto questo grigio cielo di periferia
ordunque orbene ed oltre ogni nonostante,
se così deve
si apra il sipario
e così sia!
Marco Bo
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