14/11/16

il primo e l'ultimo passo

ogni giorno Taisha aspettava Tilandria, la sorella più piccola,  in cima alla strada, 
 con occhi lucidi la guardava da lontano mentre lei usciva da scuola e come prigioniera in una bolla di sapone, ipnotizzata e stordita dal rumore del traffico e della confusione,
camminava lentamente,
lentamente


Taisha si era messa in testa che doveva insegnare a Tilandria,
 a sopravvivere a cavarsela da sola,
- perché se no ti schiacciano in questo quartiere!-
 le gridava in faccia ad un millimetro dal suo naso.

Aveva 12 anni Taisha e 6 anni Tilandria
e sembravano madre e figlia,

 la loro madre ogni singolo giorno che il dubbio mandava in terra sotto quel grigio cielo di periferia, usciva presto dal minuscolo appartamento dove sopravvivevano a stento

l'appartamento a loro assegnato a Gate City, quartiere popolare Afro Americano nelle periferie dimenticate di Birmingham Alabama, era quello, al piano terra del primo blocco di appartamenti  davanti al centro giovanile, lo Youth center dove noi eravamo impegnati come volontari.

La loro madre usciva  presto che era ancora buio e tornava a casa a notte fonda dal quello schifo di lavoro al fast food
che nonostante le difficoltà tratteneva con le unghie e con i denti mentre nei 10 minuti di pausa ingurgitava con rabbia il miliardesimo cheesburger, nemmeno fosse il primo premio di una lotteria,
 perché quello schifo di lavoro era l'unica possibilità di sostentamento presso quelle dimenticate periferie del mondo.

La mattina Taisha e Tilandria uscivano di casa insieme
e da sole

due piccole ombre fragili in balia del vento, che si muovevano come moscherini davanti alla luce abbagliante di un lampione sotto la grigia foschia di quel cielo suburbano.

Nei projects non si vede mai il cielo per intero,
no
oltre i cavalcavia sopra le insegne pubblicitarie di bevande in lattina, quel poco che si riesce a vedere è soltanto una livida cicatrice di cielo.

I projects, così si chiamano i quartieri popolari AfroAmericani a Birmingham in Alabama, città culla del movimento per i diritti civili negli anni sessanta, 

i Projects quelli più lontani da ogni cosa,  per una cosa era ben progettati, per isolare del resto del mondo la gente che lì sussisteva

i Project quelli più nascosti  dall'autostrada e dalle insegne luminose di fast food e mangime per cani,
eppure lì di cani c'erano soltanto quelli abbandonati

abbandonati come gli esseri umani che di lì non uscivano mai
se non distesi
distesi......

Arrivando al centro giovanile dove noi volontari aspettavamo i bambini  che altrimenti sarebbero rimasti da soli fino a sera in quel girone infernale di asfalto e cemento,
Taisha e Tilandria tiravano per terra le loro borse di scuola ed i giubbotti
e andavano a giocare con le bambole che trovavano nella sala giochi oppure mettevano i pattini a rotelle ai piedi e volteggiavano come farfalle libere sognando di essere regine lontano da quella buia crepa di mondo,
 e così trascorrevano il tempo

e di tempo ce ne voleva ogni volta per convincerle a fermarsi per un attimo per correggere i compiti e studiare e mangiare qualcosa,
latte e biscotti, frutta cereali, che probabilmente sarebbe stata anche la loro unica cena

Ogni giorno Taisha aspettava Tilandria in cima alla strada e con occhi lucidi la guardava mentre lei la piccola usciva da scuola e come prigioniera,
 oppure forse per proteggersi rinchiusa in una bolla di sapone, ipnotizzata e stordita dal rumore del traffico e della confusione,
camminava lentamente,
lentamente


Taisha voleva che Tilandria, la sorella piccola imparasse a cavarsela da sola in quella giungla suburbana,

ma, quando Tilandria arrivava in cima alla strada,
 attraversavano la strada insieme
 perché diceva,
anzi gridava!

- all'inizio e a metà del cammino si può anche rimanere da soli,
può capitare, così è la vita, ma 
il primo e l'ultimo passo si fa sempre insieme !

sempre insieme
questa è la regola
questo è il comandamento presso quelle dimenticate periferie del mondo .....

Marco Bo

Birmingham Alabama 1999

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2017/02/il-cuore-in-gola-e-un-gospel-in-testa.html


 

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