un tempo l'angoscia cresceva nel non sapere,
nel non vedere oltre l'orizzonte del giorno, nel non poter fare previsioni
e allora si esprimevano desideri, si intonavano canti e preghiere al mistero eterno
si trascorreva la notte insieme in veglia nella stanza più calda della casa,
si stava vicini che così insieme si scaldava e colorava di speranza quel gelido dubitare
e si aspettava
si aspettava
da tempo ormai non ci si aspetta più niente e non si aspetta nessuno
non si desidera nulla perchè il condizionamento e la nostra fragile accondiscendenza ci ha portato a temere qualsiasi cosa possa succedere,
a credere che se succederà sarà male
che è meglio non aspettarsi nulla non desiderare non rischiare non costruire non sapere.....
forse dovremmo tornare a scuola e ascoltare gli unici maestri ancora rimasti del desiderare,
i bambini
i bambini che ancora inventano mille storie per noi "Grandi" facendoci credere che le abbiamo inventate per loro
loro, i bambini che sanno ancora il colore, il sapore e i dolce suono del desiderare
e il salvifico mistero nascosto nel deviare dal sentiero prefissato e prestabilito,
che sanno ancora prendersi il giusto tempo per desiderare e per camminare a piedi nudi sull'erba dei prati ad inseguire i sogni
e che così sia
Marco Bo

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