io gioco a scarabocchiar poemi perché son timido
sogno di declamare versi ma la mia vera voce è debole e fragile
la voce che esce fuori all’aria passando tra cuore polmoni e anima
la voce che si insinua e fa vibrare le corde vocali è un’esile brezza che fa sorridere
e allora mi sforzo di ricordare un canto antico che solo immagino
e gioco a nascondino con versi leggeri, effimeri e trasparenti perché son timido
la poesia è uno scudo che mi protegge là fuori nudo e solo perso nel freddo dell’inverno
e forse scalda qualche cuore nella nebbia disperso e confuso
qualche cuore che non sa, che ancora non ha imparato a confessare la propria sacra timidezza
la fragilità che porta senza sosta senza posa attraverso le periferie del mondo e dell’essere umano
io che ne ho consapevolezza
raccolgo da terra il velo sottile dei versi dispersi
tra la pioggia e il sole e il ciclo delle stagioni
e con la delicata e lieve forza delle parole scritte sul foglio bianco,
continuo a scavare e continuo a cantare i miei timidi versi
e sia quel che sia
Marco Bo
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/07/shy-rhymes.html

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