24/07/14

il mondo non sa


il mondo non sa 
che dal qualche giorno lungo la strada,
scia d'asfalto tra campi, filari e capannoni dismessi,
 la strada secondaria che presto la mattina 
mi porta presso il mio produttivo parcheggio quotidiano, 
un sorriso con un cappello a visiera storto in testa
 e uno zaino in spalla 
mi saluta da lontano

è il sorriso immenso di un ragazzo che aspetta alla fermata l'autobus che lo porterà al campo estivo 

e assapora di già in cuor suo la splendida giornata che trascorrerà con tanti amici e persone care

lui è grande e grosso eppure quella forse è la prima volta che esce da solo di casa 


io rallento e mi giro, sorrido e saluto con la mano e penso ne ho 

certezza che nella serenità di quel sorriso alberga la salvezza del 
mondo
e lui ne ha la percezione perchè lui sa parlare al vento e alle stelle e al primo sole del mattino,
ma il mondo non lo sa
il mondo che corre senza pausa
senza pazienza e passione
il mondo non sa

dopo averlo salutato mi giro e guardo più in là oltre la collina e 

intravedo un giardino, una casa una finestra e so che dietro a quel vetro qualcuno guarda fuori con amore ed apprensione e pensa che una 
parte del proprio cuore quella più fragile e sensibile cammina adesso  da sola per le strade del mondo,
eppure è così che deve andare
è così che deve crescere e saltare oltre ogni ostacolo senza paura 
senza timore perchè la vita è là fuori 
perchè il suo bel viso no può e non deve esserne privato, perchè 
anche lui ne ha diritto come chiunque altro presunto "normale"
sotto questo cielo sotto questo sole
eppure il mondo non lo sa,

 o fa finta di non sapere
 non vuole fermarsi ad ascoltare, 
non vuole fermarsi a salutare

forse se adesso lo scrivo e lo canto qualcuno, 

anche una sola persona  ascolterà
e domani mattina rallenterà per rispondere a quei due sorrisi,
quei due punti fermi attorno quali adesso orbita l'intero universo, 

uno in piedi alla fermata dell'autobus con un cappello a visiera storto in testa e uno zaino in spalla e l'altro nascosto dietro a quella finestra là in fondo oltre la collina


sì, forse qualcuno anche una sola persona adesso leggendo questi 

disordinati versi, capirà e si ricorderà domani mattina al solito incrocio con il possibile e il così deve essere,
si ricorderà di salutare 

forse qualcun'altro al mondo leggendo saprà che la salvezza 

è lì in attesa 
all'angolo di quella strada secondaria
scia d'asfalto tra campi, filari e capannoni dismessi,
 basta rallentare, basta sorridere e salutare
salutare
e niente più
e così sia

Marco Bo

dedicata ai quei due salvifici sorrisi presso le periferie



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