il mondo non sa
che dal qualche giorno lungo la strada,
scia d'asfalto tra campi, filari e capannoni dismessi,
la strada secondaria che presto la mattina
mi porta presso il mio produttivo parcheggio quotidiano,
un sorriso con un cappello a visiera storto in testa
e uno zaino in spalla
mi saluta da lontano
è il sorriso immenso di un ragazzo che aspetta alla fermata l'autobus che lo porterà al campo estivo
e assapora di già in cuor suo la splendida giornata che trascorrerà con tanti amici e persone care
lui è grande e grosso eppure quella forse è la prima volta che esce da solo di casa
io rallento e mi giro, sorrido e saluto con la mano e penso ne ho
certezza che nella serenità di quel sorriso alberga la salvezza del
mondo
e lui ne ha la percezione perchè lui sa parlare al vento e alle stelle e al primo sole del mattino,
ma il mondo non lo sa
il mondo che corre senza pausa
senza pazienza e passione
il mondo non sa
dopo averlo salutato mi giro e guardo più in là oltre la collina e
intravedo un giardino, una casa una finestra e so che dietro a quel vetro qualcuno guarda fuori con amore ed apprensione e pensa che una
parte del proprio cuore quella più fragile e sensibile cammina adesso da sola per le strade del mondo,
eppure è così che deve andare
è così che deve crescere e saltare oltre ogni ostacolo senza paura
senza timore perchè la vita è là fuori
perchè il suo bel viso no può e non deve esserne privato, perchè
anche lui ne ha diritto come chiunque altro presunto "normale"
sotto questo cielo sotto questo sole
eppure il mondo non lo sa,
o fa finta di non sapere
non vuole fermarsi ad ascoltare,
non vuole fermarsi a salutare
forse se adesso lo scrivo e lo canto qualcuno,
anche una sola persona ascolterà
e domani mattina rallenterà per rispondere a quei due sorrisi,
quei due punti fermi attorno quali adesso orbita l'intero universo,
uno in piedi alla fermata dell'autobus con un cappello a visiera storto in testa e uno zaino in spalla e l'altro nascosto dietro a quella finestra là in fondo oltre la collina
sì, forse qualcuno anche una sola persona adesso leggendo questi
disordinati versi, capirà e si ricorderà domani mattina al solito incrocio con il possibile e il così deve essere,
si ricorderà di salutare
forse qualcun'altro al mondo leggendo saprà che la salvezza
è lì in attesa
all'angolo di quella strada secondaria
scia d'asfalto tra campi, filari e capannoni dismessi,
basta rallentare, basta sorridere e salutare
salutare
e niente più
e così sia
Marco Bo
dedicata ai quei due salvifici sorrisi presso le periferie

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