si parte una sola volta nella vita
e il primo tratto del sentiero è sempre in salita
e anche se negli anni voliamo lontano intorno al mondo
noi migranti per sempre alla nostra terra apparteniamo
siamo soltanto zolle di terra del cammino
siamo fiori del campo dietro casa dove giocavamo da bambini
siamo noi soltanto zolle di terra del cammino
si parte una sola volta nella vita
e il primo tratto di strada è sempre in salita
il tempo della migrazione è uno solo
è un istante preciso ricamato nel tempo e nello spazio
è un luogo preciso nello vuoto e nel silenzio
è un marchio indelebile inciso e forgiato nel profondo del nostro cuore
il vuoto negli anni lo abbiamo riempito con baci abbracci e ricordi buoni
ricordi buoni come il pane fresco la mattina
si parte una sola volta nella vita
si parte per davvero quella prima volta
si parte per sempre con quell’ultimo saluto
si parte con quell’ultimo interminabile abbraccio
un abbraccio che non ti abbandonerà mai più
un abbraccio che ti sorreggerà per sempre nel cammino
un abbraccio che ti donerà una scossa la mattina
quando in terra straniera saluterai ancora il sorgere del Sole
e quando con un ultimo sospiro di speranza al cielo
la sera, con la tormenta nel cuore, andrai a dormire
si parte una sola volta nella vita
e il primo tratto della via è sempre in salita
noi migranti per sempre alla nostra terra apparteniamo
siamo soltanto zolle di terra del cammino
siamo fiori del campo dietro casa dove giocavamo da bambini
siamo noi zolle del campo da coltivare
su di noi semineranno il tempo e le persone
che incontreremo nel nostro andar raminghi per il mondo
si parte una sola volta nella vita
e il primo tratto del sentiero è sempre in salita
siamo noi solo zolle del campo da coltivare
su di noi cresceranno i fiori delle nuove generazioni
rinforzate dal nostro sangue errante e mestizo,
irrigate con il nostro santo sudore e con le nostre lacrime,
con il succo aspro e dolce, frutto del nostra fatica
siamo come acini d'uva matura schiacciati tra le dita
e cresceranno fiori sulle nostre lacrime, sulle nostre pene e sui nostri sorrisi
sorrisi seduti intorno a un tavolo imbandito per il banchetto della festa
nel giorno di festa intorno a un tavolo a masticar ricordi
ricordi dal retrogusto forte e amabile come il vino di buona annata
siamo noi soltanto zolle di terra del cammino
si parte una volta sola nella vita
si prende il volo una sola volta nella vita
in quell’istante preciso ricamato nel tempo e nello spazio
in un luogo preciso nello vuoto e nel silenzio
un marchio indelebile inciso e forgiato nel profondo del nostro cuore
un vuoto che negli anni colmiamo con baci abbracci e ricordi buoni
ricordi buoni come il pane fresco la mattina
il tempo del ritorno invece è sempre, e continua per la vita intera
ma quello del ritorno è un altro canto e da raccontare è tutt'altra storia
è il canto eterno del ritorno a casa
è il canto eterno del ritorno a casa
si parte una sola volta nella vita
e il primo tratto di strada è sempre in salita
e anche se negli anni voliamo lontano intorno al mondo
noi migranti per sempre alla nostra terra apparteniamo
soltanto zolle di terra del cammino siamo
siamo fiori del campo dietro la casa dove giocavamo da bambini
siamo soltanto zolle di terra del cammino
siamo noi zolle del campo da coltivare
su di noi cresceranno i fiori delle nuove generazioni
su di noi cresceranno i fiori delle nuove generazioni
i fiori delle nuove generazioni libere e migliori
i fiori delle nuove generazioni mestize fiere libere e migliori!
questa è la canzone dell'umile migrantei fiori delle nuove generazioni mestize fiere libere e migliori!
e questo è l’ultimo saluto e augurio prima di partire
Marco Bo
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/04/song-of-migrant-final-farewell-before.html

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