07/08/12

noi bambini d’estate nelle vigne giocavamo a cercar conchiglie

colline del Monferrato, zolle dei campi zolle dei campi e filari delle vigne 

 e nelle vigne dove un tempo c’era il mare, conchiglie! 

noi bambini d’Estate nelle vigne giocavamo a cercar conchiglie e poi acini d'uva schiacciati tra le dita, vendemmia

 vendemmia e poi Autunno e nebbia eterna nebbia 

Autunno che per mesi nascondeva l'orizzonte con l’orizzonte immerso e nascosto nella nebbia prima o poi doveva arrivare per me il tempo di migrare migrare, 

il tempo di migrare, scappare partire partire per arrivare al mare oltre le colline e ancora più lontano oceano per vedere cosa c'era dall'altra parte e dall’altra parte l’America! 

 L’America e allora la vita cambia la vita cambia e non sono più tornato, 

ho proseguito il viaggio il viaggio fino alla Terra del Fuoco e all'Asia centrale nelle periferie del Mondo più lontane ed ho incontrato nuova gente e con loro condiviso chai e caffè chica di mais, rum e narghilè ed ho annusato terre di ogni tipo

 terre rosse, terre argillose dove una volta c’era il mare, terra nera delle montagne torba delle terre umide, terre di bosco terre rosse d’America e sabbia, sabbia grigia delle coste del Pacifico e sabbia rossa dell’Atlantico terre, 

terre nuove terre sante e più mi allontanavo e più sentivo la mancanza delle zolle dei miei campi sotto i piedi e degli acini d'uva schiacciati tra le dita ed allora il viaggio di ritorno è iniziato

 viaggiare 

 viaggiare, è una fortuna ma anche una grande responsabilità è come vivere tante vite, sfiorare tante anime, assaporare tante emozioni annusare polvere e terre nuove e sante terre sante e storie, storie grandi e piccole che appartengono alle zone marginali dell’interesse umano storie fatte da uomini e donne uomini e donne semplici, gente comune che vive e non lascia traccia,  

vive e non lascia traccia nel magma inarrestabile dell’esistenza terrena precaria e fragile fragilità, 

qualche giro di stagione un fugace passaggio per le strade della vita questo noi siamo

 siamo soltanto qualche giro di stagione, attimi, attimi minimi marginali, umili ma al tempo stesso imprescindibili e fondamentali, sottili stringe dell’immenso tessuto eterno e prima o poi tutti, 

 

tutti noi torniamo a casa, torniamo sulle zolle di terra nei campi nelle vigne cui apparteniamo, prima o poi noi tutti torniamo ad essere bambini, bambini nelle vigne d’Estate a cercar conchiglie 

 Marco Bo 

 dedicata alle zolle di terra a cui appartengo e a Cesare Pavese 

 "Chi può dire di che carne son fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagione" Cesare Pavese. La luna e i falò

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