la giostra degli anni,
a proposito di migrazione,
gli amici, le cose e i luoghi al momento di migrare
nel momento della partenza i luoghi e le cose prendono vita e consistenza ci ipnotizzano, si appropriano di noi e ci catturano con prepotenza
luoghi, luoghi e rumori di fondo
luoghi
luoghi che viviamo, percorriamo, occupiamo per anni ed anni anni anni...
senza quasi percepirne l’esistenza, la consistenza, senza batter ciglio
e nel momento della partenza i luoghi e le cose prendono vita ci catturano e ci rapiscono con prepotenza
la partenza la migrazione rimette ordine tra tempo, luoghi ed emozioni ed in un attimo rivediamo e riviviamo anni di vita di lacrime e risa tutti insieme all'unisono
anni, lacrime e risa cantare all'unisono come se attraversassimo un uragano, uragano che della natura è un’esplosione e noi come fini grani di polvere siamo, e combattiamo nell'occhio del ciclone
nel momento della partenza la percezione del peso e del valore dei luoghi e delle cose semplici ci inebria e ci stordisce
la percezione del valore delle cose e dei luoghi traboccanti di persone di amici e di emozioni, come un fiume in piena,
amici luoghi ed emozioni, un turbinio una giostra multicolore un frastuono assordante
come un'orchestra chiusa nel golfo mistico persa nel turbine delle prove di una prossima rappresentazione sinfonica esaltante ed inebriante
il suono degli strumenti che magicamente si armonizza in una sublime ed umana melodia,
eppure ascoltando con attenzione riusciamo a distinguere perfettamente il canto di ogni singolo strumento
di ogni singolo strumento
come quel bosco immenso che in distanza un giorno abbiamo guardato in estasi,
centinaia di alberi agitarsi e muoversi al vento di un temporale estivo, a destra e a sinistra, a destra e a sinistra,
un'immensa massa verde di fronde e rami al vento, eppure guardando con attenzione in quel momento riuscivamo a distinguere con precisione ogni singola foglia, ogni singola foglia danzare nel vento
nel turbinio delle emozioni al culmine della sinfonia, nel momento dei saluti, nell'occhio del ciclone nel bel mezzo dell'uragano perfettamente distinguiamo ogni amico prezioso ogni luogo, ogni singola cosa ogni singolo e prezioso dettaglio
e poi
e poi ancora silenzio, silenzio e vuoto
vuoto ed assenza, assenza e silenzio
silenzio e cose, cose e luoghi
e noi, noi e il vento e intorno nulla
nulla come oasi nel deserto, null'altro ci è dato per il momento gli amici, le cose, i luoghi e l'abbraccio al momento di migrare
ed io continuo a pensare che non nell'infinito si trova la verità e il senso della vita e del mondo, ma nello spazio di un secondo, in questo singolo frammento di tempo in cui ci fermiamo a guardare il mondo in distanza e consideriamo che analisi e sintesi coesistono e al tempo stesso perfettamente si distinguono
come il bosco informe e la singola minuscola foglia che combatte danzando nel vento
ogni singola minuscola foglia che resiste la tormenta e al giro delle stagioni come noi uomini e donne resistiamo la giostra delle gioie delle lacrime delle pene, delle mille notti insonni e degli anni
siamo noi grani fini di polvere liberi nel vento come aquiloni proviamo a correre ed a vivere fino a domani
siamo noi quella foglia che combatte danzando nell'occhio del ciclone,
noi tutti che proviamo a cavalcare gli anni le stagioni e del nostro cuore, gli affanni e le mille emozioni
altro da dire per il momento non ho
perso ed in estasi come sono sulla giostra degli anni dei saluti e delle migrazioni
dedicato ai buoni amici
siamo noi quella foglia che combatte danzando nell'occhio del ciclone,
noi tutti che proviamo a cavalcare gli anni le stagioni e del nostro cuore, gli affanni e le mille emozioni
altro da dire per il momento non ho
perso ed in estasi come sono sulla giostra degli anni dei saluti e delle migrazioni
dedicato ai buoni amici
Marco Bo. Perchè ci mettiamo in cammino

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