28/09/12

la vita vista dai bambini, Ottobre, seduti in attesa all’uscita da scuola














la vita vista dai bambini, 
piccole cronache quotidiane, 
straordinaria frenesia fragilità
piccoli gesti di riguardo
infraordinaria frenesia felicità
Ottobre, seduti in attesa all’uscita da scuola

Ottobre, seduti io ed Elena Lucia in attesa all’uscita da scuola
potevamo distinguere ogni piccolo dettaglio, ogni piccolo dettaglio 
il giorno al Sole di mezzogiorno era come un ventaglio
un ventaglio di colori, la coda di un pavone, un miraggio un abbaglio di infraordinaria frenesia felicità

 l’aria pungente e fresca d'inizio Ottobre ci faceva sentire il sangue scorrere sotto la pelle
il sangue scorrere sotto la pelle e in quell’istante, in quell’istante preciso stabilimmo che la felicità era lì! era lì con noi la felicità potevamo toccarla!
 era lì con noi del tutto compresa nel Sole in viso, nel mio respiro, nel tuo sorriso e nell’attesa, nell’attesa del tuo arrivo Ana Gabriela, nell’attesa del tuo arrivo,
straordinaria frenesia fragilità!

potevamo distinguere ogni piccolo dettaglio
potevamo sentire ogni minimo rumore
ed ogni piccolo rumore, sembrava un tuono e noi abbagliati e storditi dal Sole e dal fragore respiravamo l'aria fresca a pieni polmoni a pieni polmoni, 
“Papà quest’aria mi accarezza la gola come acqua frizzante!” mi spiegavi ridendo sorpresa e felice piccola Elena Lucia, “l’ho racconterò alla mamma è un’aria speciale, un’aria perfetta!”
infraordinaria frenesia felicità!

potevamo sentire ogni piccolo rumore e distinguere ogni piccolo dettaglio
ogni piccolo dettaglio, lo scricchiolio delle scarpe di cuoio sul selciato
le conversazioni degli altri genitori tutt’intorno, la panchina calda del Sole di mezzogiorno 
il respiro ansimante del cucciolo che si spaventava ad ogni voce sconosciuta e si arrendeva poi rassegnato al suo guinzaglio, rassegnato al suo guinzaglio
per poi ridestarsi all’arrivo del suo padrone, d’improvviso attento e sveglio 
straordinaria frenesia fragilità!

e quando ti abbiamo visto uscire da scuola in fondo alla strada Ana Gabriela, la tua sorellina mi ha confermato se ce ne fosse stato bisogno:
“Papà, questo giorno è veramente un giorno perfetto, posso vedere ogni piccola cosa, ogni piccolo dettaglio, sì, questo è veramente un giorno perfetto
 un giorno perfetto …papà, al limite se possiamo ci torniamo anche domani a questo magnifico giorno !”
infraordinaria frenesia felicità

La vita vista dai bambini, 
minime cronache quotidiane
con dentro un pensiero di felicità
piccoli gesti di riguardo
straordinaria felicità, frenesia, fragilità
Ottobre, seduti in attesa all’uscita da scuola


Marco Bo. Perché ci mettiamo in cammino







25/09/12

mai più solo fratello uomo



mai più soli, 
mai più solo fratello uomo, mai più solo!

mai più solo fratello uomo, 
mai più sola sorella donna, mai più soli i nostri figli!

non avremo paura del lungo cammino
 e se ci coglie sulla via il buio della notte 
ci siederemo in cerchio e cantando in coro trasformeremo le dure pietre in morbidi giacigli

mai più solo fratello uomo,
 mai più sola sorella donna, mai più soli i nostri figli!
gli spiriti della terra ci accompagneranno, gli spiriti delle terre che negli anni abbiamo camminato danzeranno con noi  incontro al mattino e ci guideranno nei nostri sogni 

mai più solo fratello uomo,
 mai più sola sorella donna, mai più soli i nostri figli!
fuori fa freddo
 fuori fa freddo fuori fa freddo!
afferra la mia mano fratello uomo, afferra la mia mano e respira nel mio respiro 
respira nel mio respiro
li senti ridere, li senti cantare?
 li senti giocare e cantare i nostri figli?mai più soli i nostri figli
mai più soli i nostri figli

mai più solo fratello uomo, 
mai più sola sorella donna, mai più soli i nostri figli!
e se il giorno diventa notte, inviteremo tutti i nostri amici e sarà una festa
noi non abbiamo paura del silenzio e della notte
 siamo tutti figli nomadi della savana nostra madre sacra e amata
seppur nati noi su grigio asfalto e duro cemento e sotto cieli di aria condizionata
impareremo di nuovo ad ascoltare il canto del vento, impareremo di nuovo ad annusare la polvere ed a riconoscere l’arrivo del nostro fratello uomo
mai più solo fratello uomo, 
mai più sola sorella donna, mai più soli i nostri figli, 
mai più soli i nostri figli !

Marco Bo. Perché ci mettiamo in cammino

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2012/09/canzone-degli-ultimi.html



23/09/12

canzone degli ultimi




dal lato destro dello zero
guardo il mondo camminare frenetico e insicuro
in equilibrio instabile mi schiva il mondo e mi chiama straniero

mi chiama straniero

dal cono d’ombra della storia
vedo anime e corpi immersi nel traffico inseguire vana gloria
inseguire vana gloria
non mi distinguono loro nascosto come sono nella zona buia della loro memoria

dal lato oscuro di questa terra
guardo gente in piena luce perdersi come  immersi nella nebbia
gente in cammino che schiva il nuovo giorno come fosse malattia come fosse una guerra

dal lato destro dello zero
vedo donne e uomini offuscati dall’ultimo reality del grande fratello televisivo
su di me e su milioni di altri uomini e donne 
scaricare la loro indifferenza e odio,
 indifferenza e odio, odio!

dal lato oscuro dello zero
sento uomini e donne chiamare il resto del mondo clandestino
il resto del mondo clandestino,
il resto del mondo che  porta sulle spalle  anche il loro peso lungo strade abbandonate nelle periferie del mondo

il peso maggiore, il peso più grande,
 il peso del mondo portiamo,
eppur siamo relegati nel lato destro dello zero,

 non inquiniamo noi, non contaminiamo noi non produciamo guerre noi
noi non pesiamo che uno zero virgola zero zero zero zero…………..

dal lato destro dello zero
sento uomini e donne chiamare il resto del mondo clandestino
il resto del mondo fratello uomo,
 il resto del mondo fratello e solo
il resto del mondo 
clandestino!

il resto del mondo perso e riverso nel cono d’ombra delle periferie urbane o nelle campagne più lontane
chiamano il resto del mondo clandestino,
 il resto del mondo fratello uomo

dal lato oscuro e dimenticato della nostra comune madre terra, 
dal lato a destra dello zero 
 sono io povero, sono io solo ma non dispero,
no non dispero
dal lato destro dello zero canto prego e spero che questo mondo in convulso e confuso cammino
trovi prima o poi il tempo per contemplare il cielo
il tempo per fermare lo sguardo su di me,
 un secondo solo, un istante strappato al duro asfalto, 
al cemento grigio e solo,
un soffio un alito di vento, 
il mondo si ferma, 
si placa per un momento a contemplare il cielo………………….
e poi riprende il suo cammino, frenetico cammino

punti di vista, sono solo punti di vista
questo è solo il mio punto di vista nudo e solo dal lato destro dello zero

Marco Bo. 
Perché ci mettiamo in cammino






21/09/12

la discriminazione, le regole e il cielo

 il cielo libero sopra di noi 



il cielo e il mondo libero nostro orizzonte e nostro unico comune destino

di cosa parliamo quando parliamo di discriminazione

è come nascere ogni mattina, ogni singolo giorno della tua vita
con il sorgere del Sole
 e ogni singolo giorno della tua vita dover spiegare chi sei

di cosa parliamo quando parliamo di discriminazione

è sentire la pelle che brucia, brucia come una cicatrice,  come una cicatrice 
è dover spiegare ogni giorno chi sei, dover spiegare ogni giorno perché sei lì

di cosa parliamo quando parliamo di discriminazione

è alzare gli occhi al cielo distogliere lo sguardo, cercare un punto lontano e respirare, respirare profondamente per non essere scortese per non sembrare invadente
è alzare gli occhi al cielo, alzare gli occhi al cielo non abbassarli!  abbassarli mai!
perché il cielo è libero sopra di noi
il cielo è libero sopra di noi

di cosa parliamo quando parliamo di discriminazione
è camminare per la via con gli occhi degli altri incollati addosso,
occhi e visi seri, sguardi duri,
 e al loro cospetto dover sorridere dover sorridere

di cosa parliamo quando parliamo di discriminazione

è chiedersi : "forse questo è il posto sbagliato, forse ho sbagliato posto!"
è sentire dire a tuo figlio a tua figlia:
" mi spiace tu non puoi partecipare, non ti offendere non ti offendere, non è colpa tua non è colpa tua, sono le regole, sono le regole"

 Le regole? Sono le regole?

 sono le regole sono le regole sono le regole ................
di cosa parliamo quando parliamo di discriminazione
 discriminazione e regole
discriminazione e regole

le regole che un giorno tuo figlio e mio figlio studieranno nei libri di storia,

ancora non è arrivato quel giorno ancora la discriminazione cammina con noi per le strade del mondo, 
ma il giorno verrà e noi cambieremo le regole con te ed anche per te, anche per te

di cosa parliamo quando parliamo di discriminazione


di cosa parliamo quando parliamo di vincere la discriminazione!


parliamo di camminare nel mondo, ovunque nel mondo fieri e a testa alta io e te figlio mio, io e te figlia mia 

parliamo di alzare gli occhi al cielo, alzare gli occhi e non abbassarli mai, mai più!
di alzare gli occhi al cielo non per distogliere lo sguardo,
perché il mondo e il cielo libero sono il nostro orizzonte
il cielo e il mondo libero nostro orizzonte e nostro unico comune destino
nostro unico comune destino

discriminazione, le regole e il cielo 
il cielo libero sopra di noi

Marco Bo. Perchè ci mettiamo in cammino


http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2012/12/discrimination-rules-and-sky-clear-sky.html

Questa storia non ha luogo, tempo, nome ed ogni riferimento è puramente casuale e continua continua continua……….

cronache di ordinaria e minima discriminazione da un Bel Paese di Abbastanza Vicino
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2012/08/questa-storia-non-ha-luogo-tempo-nome.html

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/05/se-ognuno-di-noi-fa-qualcosa-adesso.html


http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/02/bozza-di-rap-canzone-dedicata-ai.html

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/01/canzone-per-il-giorno-di-festa-di-cosa.html

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2011/10/i-nostri-figli-dentro-allasilo.html

http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2012/09/canzone-degli-ultimi.html





20/09/12

lettera ai "Grandi" della terra, ci sono molti al mondo che…. ...........



ci sono molti al mondo che non scrivono mai niente

ci sono molti al mondo che non dicono mai niente

ci sono posti al mondo dove cadi a testa sotto

ci sono posti al mondo dove non ti rialzi più

ci sono posti dove uomini mai hanno aperto 
bocca, mai hanno visto luce, mai hanno sorriso

ci sono uomini che non sanno più come sorridere,

uomini che mai grideranno “Sono un uomo!”
soltanto lo sussurreranno nella mente

uomini che muoiono bambini
bambini che non avranno nome
uomini che non saranno mai

 ci sono molti al mondo che…. 

Marco Bo. Canti dalla periferia del mondo


soltanto storie di periferia " Ci sono storie che appartengono alle zone marginali dell’interesse umano. Sono fatte da uomini, uomini semplici, da quei tanti che per umiltà o consapevole scelta rimangono incastrati nel grande magma universale degli individui comuni....." Luis Sepulveda



…………dalle colline del Monferrato, zolle nei campi, filari delle vigne e acini d'uva schiacciati tra le dita,autunno

autunno e vendemmia e poi la nebbia eterna dell’inverno che per mesi nascondeva l'orizzonte,

 orizzonte,
 e doveva arrivare per me prima o poi il momento di scappare perché volevo, dovevo! arrivare all'oceano e vedere cosa c'era dall'altra parte

“ma l’America è lontana, dall’altra parte della luna..”
16 anni il primo grande viaggio in USA e da quel momento la vita è cambiata,
un anno di liceo in USA con studenti di tutto il mondo, da allora non sono più tornato,

ho proseguito il viaggio per  anni come volontario in America Latina prima in Nicaragua e lì ho incontrato Jazmina 

e insieme abbiamo continuato a viaggiare, Venezuela e di nuovo USA, ma l’estrema periferia degli USA, i project i quartieri popolari Afro Americani di Birmingham Alabama, il profondo sud dove è partito il movimento per i diritti civili

siamo tornati in Italia nel 2000 e il viaggio è continuato dalla Terra del Fuoco all'Asia centrale, nelle periferie del mondo più lontane
ho incontrato tanta gente, e negli anni più mi allontanavo e più sentivo la mancanza delle zolle dei miei campi sotto i piedi e degli acini d'uva schiacciati tra le dita e da quel momento il viaggio di ritorno è iniziato

 viaggiare è una fortuna ma anche una grande responsabilità,
 è come vivere tante vite, tante anime tante emozioni
emozioni che io da sempre ho sentito la responsabilità di portare con me e raccontare perché come dice Sepulveda in Le Rose di Atacama
 " Ci sono storie che appartengono alle zone marginali dell’interesse umano. Sono fatte da uomini, uomini semplici; da quei tanti che per umiltà o consapevole scelta rimangono incastrati nel grande magma universale degli individui comuni. 
“Io sono stato qui e nessuno racconterà la mia storia”  mani anonime avevano graffiato su  pietra nel campo di concentramento di Bergen Belsen. 
Per conto di chi parlava quel grido scalfito nella roccia? Parlava per sé, o per tutti coloro che non vengono mai citati nei notiziari, che non hanno biografie, ma sono un labile passaggio per le strade della vita”

Questo è il senso e la responsabilità della vita e del viaggio per chi ha la fortuna di poter mettersi in cammino, portare con sé tutti quanti e raccontare perché la storia di ognuno è degna di essere raccontata

vivere e viaggiare per raccontarlo come ha scritto Garcia Marquez: " La vida no es la que uno vivió, sino la que uno recuerda y cómo la recuerda para contarla"
e il cammino continua continua…………………
Marco Bo. Perché ci mettiamo in cammino




19/09/12

storie di periferia




.............A Birmingham, Alabama ero insieme a Doc, un amico afroamericano molto attivo nella parrocchia.
Doc era in pensione, aveva quasi settant’anni, molto soprappeso,
un cappello a visiera sempre in testa ed un gran bel sorriso sempre
in faccia.
A chi gli domandava “How’s Goin’ Doc?” “com’e va Doc?” lui
rispondeva sempre “ I can’t complain my friend, I can’t complain”,
non mi posso lamentare diceva sempre Doc.
Doc, ogni volta che lo guardavo mi ricordava il personaggio della
vecchia serie televisiva “Sanford & Son”.
Questa strana sensazione lo sempre avuta negli anni trascorsi
negli USA.
La mia generazione è cresciuta con l’immagine dei serial televisivi,
dei film, prima sul selvaggio West, poi sulla sconfinata provincia
dell’interno e poi sulle grandi metropoli, i grattacieli, i tombini
fumanti e le vecchie chevrolet.
Così nel momento in cui ci si trova immersi effettivamente in quella
realtà si prova una sensazione di già visto, già immaginato e di
straniamento al tempo stesso, cioè: “Sarà vero tutto questo o è solo
finzione?” Ci si domanda.
La realtà si sovrappone e si dissolve nella fantasia e viceversa. Si
guarda un po’ tutto come attraverso l’occhio di una cinepresa.
Così, siamo cresciuti noi e così si è formata il nostro immaginario.

Bisogna fare uno sforzo e con determinazione cercare sotto
l’apparenza e sotto la superficie..........................





Marco Bo. 
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2011/12/dedicato-tutta-lafrica-nel-mondo.html

le raccolte:
Canti dalla periferia del mondo
Perchè ci mettiamo in cammino
http://www.lulu.com/spotlight/jazmaranbo

Basilio Santoro www.radiolibera.org

dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...