....e il Maestro chiese a tutti noi
- cosa possiamo scrivere di questo presente?
cosa rimane tra le pieghe di questi istanti fragili, liquidi leggeri
cosa possiamo rappresentare di noi stessi adesso ..?
la mia risposta
- questi sono tempi di mezzo, spazi di transito
da un'era epica a un futuro incerto,
il futuro è sempre sconosciuto, eppure in questi anni
anche il momento, il prossimo secondo che sicuramente passerà sul quadrante della piccola e della grande storia,
sembra dubitare di sé stesso,
cosa possiamo rappresentare?
forse persi in questo vuoto immenso possiamo almeno ricordare e testimoniare...... -
e così mi alzai e andai in scena, poggiando le mani sulle assi del palcoscenico
e rivolgendomi di profilo ai compagni di scuola e di viaggio,
portai il mio canto
- sono seduta sulla pietra asciutta della collina di fronte alla quercia più vecchia e grande
e guardo i pastorelli che arrivano dal paese vicino con le loro mucche al pascolo,
sotto braccio hanno una sacca
e nella sacca il loro abecedario tra il pane e la borraccia,
hanno anche una matita da muratore
di quelle che arrivano dalla città,
ben appuntita la matita,
così appuntita che sulla punta è divertente passarci le dita
io sono
io sono quella bambina che vorrebbe imparare a leggere,
io sono l'ansia di voler chiedere aiuto,
io sono la vergogna perchè
- tanto io non imparerò mai......
e poi i pastorelli mi guardando e parlano con me
- lo vuoi l'abecedario bambina?
a casa ne abbiamo un altro, è un regalo di nostra zia Maestra,
allora lo vuoi questo abecedario ? -
e si siedono vicino a me mi fanno vedere le lettere,
e per ogni lettera una parola
e per ogni parola una cosa,
e mi dicono la lettera a voce alta e poi la parola,
ma per la X e la Z proprio non sanno
e poi insieme disegniamo ogni lettera per terra
con un ramo spezzato nella polvere
e poi rovesciamo un po' d'acqua
così le lettere rimangono lì ferme ricamate per sempre nel fango...
io sono
io sono quella bambina
io sono il caldo buono dentro,
il caldo della felicità
come quando hai la pancia piena
di quel buon pane e di quel latte tiepido profumato alla cannella
io sono
io sono quella bambina,
io sono i suoi occhi che brillano,
io sono ogni singola lacrima di felicità che scende sul suo viso
io sono
e adesso so che imparerò a leggere
e a scrivere
io sono
e adesso so che imparare a leggere e a scrivere ha odore di terra di polvere e di vento
imparare a leggere e a scrivere
è come il calore buono del sole sul viso...
Marco Bo
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