04/02/17

appunti da rappresentare N. 1 - imparare a leggere e a scrivere


....e il Maestro chiese a tutti noi 
- cosa possiamo scrivere di questo presente?
cosa rimane tra le pieghe di questi istanti fragili, liquidi leggeri 
cosa possiamo rappresentare di noi stessi adesso ..?

la mia risposta
- questi sono tempi di mezzo, spazi di transito 
da un'era epica a un futuro incerto,

 il futuro è sempre sconosciuto, eppure in questi anni 
anche il momento, il prossimo secondo che sicuramente passerà sul quadrante della piccola e della grande storia,
sembra dubitare di sé stesso,

cosa possiamo rappresentare?
forse persi in questo vuoto immenso possiamo almeno ricordare e testimoniare...... -

e così mi alzai e andai in scena, poggiando le mani sulle assi del palcoscenico
e rivolgendomi di profilo ai compagni di scuola e di viaggio, 
portai il mio canto

- sono seduta sulla pietra asciutta della collina di fronte alla quercia più vecchia e grande

e guardo i pastorelli che arrivano dal paese vicino con le loro mucche al pascolo,

sotto braccio hanno una sacca
 e nella sacca il loro abecedario tra il pane e la borraccia,

 hanno anche una matita da muratore
di quelle che arrivano dalla città, 

 ben appuntita la matita,
 così appuntita che sulla punta  è divertente passarci le dita

io sono
io sono quella bambina che vorrebbe imparare a leggere,
io sono l'ansia di voler chiedere aiuto,
io sono la vergogna perchè
- tanto io non imparerò mai......

e poi i pastorelli mi guardando e parlano con me
- lo vuoi l'abecedario bambina?
a casa ne abbiamo un altro, è un regalo di nostra zia Maestra, 
allora lo vuoi questo abecedario ? -

e si siedono vicino a me mi fanno vedere le lettere,
e per ogni lettera una parola
e per ogni parola una cosa,
e mi dicono la lettera a voce alta e poi la parola,
ma per la X e la Z proprio non sanno

e poi insieme disegniamo ogni lettera per terra
con un ramo spezzato nella polvere

 e poi rovesciamo un po' d'acqua
così le lettere rimangono lì ferme ricamate per sempre nel fango...

io sono
io sono quella bambina
io sono il caldo buono dentro,
 il caldo della felicità
come quando hai la pancia piena
di quel buon pane e di quel latte tiepido profumato alla cannella

io sono
io sono quella bambina, 
io sono i suoi occhi che brillano,
 io sono ogni singola lacrima di felicità che scende sul suo viso

io sono
e adesso so che imparerò a leggere
e a scrivere

io sono
e adesso so che imparare a leggere e a scrivere
 
ha odore di terra di polvere e di vento

imparare a leggere e a scrivere 
è come il calore buono del sole sul viso...

Marco Bo

-

03/02/17

your lone wail

cannot breathe
the smell of guilt is on the ground


nightmare reigns
the slight knife edge is all around


freezing blood within
 the earth trembles at your every step


you who of being distant you made bread
you will have no other life to eat

no other flower will grows from silence
neither good harvest from concrete


cannot breathe
the smell of guilt is on the ground


nightmare reigns
the slight knife edge is all around


freezing blood within
 and the earth trembles at your every step
the earth trembles at your every step

the earth trembles at your every step

your every step
your lone wail in the universe
between the first and the last cry
between the first and the last smile
that if you do not share you will never know


Marco Bo
 

ogni tuo solitario lamento

manca l'aria
l'odore della colpa è la per terra


regna l’incubo
il filo del coltello è tutt'intorno


gela il sangue dentro
e trema la terra ad ogni tuo passo


tu che dello star distante hai fatto pane
non avrai altra vita da mangiare
non crescerà altro fiore dal silenzio
neppure buon raccolto dal cemento


manca l'aria
l'odore della colpa è la per terra


regna l’incubo
il filo del coltello è tutt'intorno


gela il sangue dentro
e trema la terra ad ogni tuo passo
trema la terra ad ogni tuo passo


ogni tuo passo
ogni tuo lamento solitario 
 tra il primo e l'ultimo pianto
 tra il primo e l’ultimo sorriso
che se non condividi non saprai mai


Marco Bo

02/02/17

the audition


next please!

Dear Sir
I am aware I do not have the right physique du rôle
yet I know that I am stardust mixed with smiles and tears

I know that hand in hand with my old worn frail limits and bounds
I can face the challenge against the immeasurable and unbounded terrible monster of this grey  bar-coded mediocrity
that lodges in the folds of this tired and tasteless artificial world


  Dear Sir
after all I do not ask too much,
only for an opportunity


Dear Sir
please let me try
without fear I can confess that under this grey suburban sky
from now to the end of my fragile and precarious representation
  I will not let down
myself


Marco Bo

l'audizione


il prossimo per favore!

Caro Signore
io sono consapevole
di non avere il  fisico adatto

per la parte in questione
eppure

 io so di essere polvere di stelle mescolata con sorrisi e lacrime

io so che mano nella mano con i miei vecchi lisi e fragili limiti
posso affrontare la sfida contro l'incommensurabile illimitato e terribile mostro di questa grigia e bar-codificata

 mediocrità
che alberga tra le pieghe di questo stanco ed insipido mondo artificiale

 Caro Signore
in fondo io non chiedo poi molto,
soltanto un'opportunità

Caro Signore
la prego mi lasci provare

senza timore posso confessare che sotto questo grigio cielo di periferia
da adesso alla fine dalla mia fragile e precaria rappresentazione
io non deluderò
me stesso


 Marco Bo

01/02/17

nelle terre più aride

non nella foresta più rigogliosa
  non nel giardino vicino a casa
  non nel verde smeraldo
  non nell'abbondanza che assaporare non sai

e non vuoi, 
  ma nel deserto
  nelle terre più aride

  dove in una vita intera, piove una volta soltanto

  eppure proprio lì
  presso questa dimenticata
periferia del mondo
  la più bella fioritura
che, se saprai indossare il vestito della pazienza e l'umile velo dell'ascolto,
  tu vedrai 

e poi in pace riposerai
  tra il cielo e la polvere nel vento
  di quel deserto senza nome 

se non il tuo 

Marco Bo



in the most barren land

not in the luxuriant forest
not in the perfect garden
not in the emerald green
not in the abundance that you do not understand
but in the wilderness
in the most barren land
where it rains once in a whole lifetime
and if it rains it rains a little to none

yet right there
by this forgotten periphery of the world
the most beautiful flowering so brilliant and humane
so bright that if you wear the suit of patience
and the humble veil of listening
 you will see
and then repose in peace
between the sky and dust in the wind
of this desert with no name


Marco Bo

dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...