07/03/14

il salto del cavallo


non voglio essere uno stereotipo
 non voglio essere un numero venduto all’asta 
e nemmeno un mezzo punto percentuale in una statistica

 io sono ancora nel pieno delle mie forze
e anche se sono stanco come un cavallo
io sono felice come un menestrello
che salta intorno alla sua Regina bel bello
da sera a mattina
da mattina a sera!

io sono quello che sono
io non voglio fare il salto del cavallo
io non voglio essere uno stereotipo
io non voglio essere uno prototipo un preconcetto un precotto
 e nemmeno ricevere addosso una pioggia di suggerimenti dal signore dei sondaggi
una tormenta di consigli per gli acquisti nascosti tra le notizie, una pietanza al microonde, 
un frappé alla vaniglia e un balsamo di vanagloria e di superbia per tornare indietro con gli anni

io voglio soltanto starmene qui a guardarti negli occhi e sognare quello che più ci piace
e poi abbracciandoti in un sorriso da assaporare con tè alla menta e profumo di cannella, 
e danzare e cantare le nostre canzoni da sera a mattina
io sono il tuo Re tu sei la mia Regina!

io sono il tuo Re tu sei la mia Regina 
e il nostro Regno magico è un angolo di periferia con terrazza al sole
 con tanti amici con i quali scaldarsi il cuore a raccontar degli anni passati del bel tempo presente e degli anni a venire
e con gli anni che abbiamo ancora davanti  
gridare al vento che 

noi non vogliamo fare la mossa del cavallo!
 perché il nostro cammino è libero e aperto al mondo agli incontri e alle emozioni
perché noi siamo ancora nel pieno delle nostre forze e in piena facoltà sappiamo distinguere che 
 tutto questo rumore intorno a noi è molto bello, 
molto lucido molto glamour
ma falso,
falso!

incredibili siamo noi!
unici, incredibili e veri siamo solo noi!
solo noi
e adesso dai mia Regina , fai la tua mossa!
e sia quel che sia

Marco Bo




06/03/14

il viaggio è come un fiume


il viaggio è come un fiume
il viaggio ti dà forma
e tu viaggiatore sei come acqua
acqua corrente
acqua

il viaggio ti mette di fronte ai tuoi limiti,
 alle tue frontiere mentali e fisiche

il viaggio riempie lo spazio tra quei limiti 
ed i limiti di tanti nuovi compagni di viaggio desiderati

il viaggio  ti chiarisce i tuoi più reconditi sogni sentimenti e bisogni

il viaggio è come il letto di un fiume che segna il tuo cammino verso il mare

il mare,
 l'arrivo la meta,
l'inizio e la fine
il viaggio

e tu viaggiatore sei come acqua 
acqua corrente 
che segue il solco designato 
e, ora lentamente e poi con furore e con prepotenza, scende
scende verso il mare la metà la fine e l'inizio
l'inizio e la fine
il viaggio

e tu viaggiatore come l'acqua corrente 
che scende,
scende e forma rapide e poi cascate 
e quando il letto del fiume si apre ancora in una salvifica ansa,
tu viaggiatore acqua 
ti acquieti e aspetti
aspetti la piena,
la corrente nuova d'inizio primavera che prima o poi arriverà e ti porterà in pace alla meta, al mare alla fine
e all'inizio ancora
e ancora

il viaggio è come un fiume
il viaggio ti dà forma
Il viaggio è il contenitore e
tu viaggiatore sei acqua
sei la sostanza, 
sei la materia
così fragile
e al tempo stesso
così sublime
sei la materia che, prima di iniziare il cammino, nemmeno tu sai

il viaggio è la salvezza del mondo
il viaggio è la tua salvezza 
e tu lo sai
tu lo sai da sempre
da quando hai visto per la prima volta la luce del sole
da quando hai assaporato sulla pelle per la prima volta il suo calore
ed hai lasciato le tue prime tracce sul selciato
buon cammino a te viaggiatore
buon cammino 
e così sia

Marco Bo

foto istantanea dal finestrino della macchina, presso periferie del mondo



h24, menù del giorno




 grigio cielo, periferia,
scende la sera sulla fiera campionaria,
io esito rassegnato all’entrata del ristorante,...

quello dell'hotel a me assegnato

porte a vetro con bollino rosso anti-capocciate e menù del giorno appiccicato

capi chini su schermi retro illuminati
c'è chi pesta sui tasti e chi sfiora il touch screen,

e poi, uno sguardo veloce al menù
in sala tavolini traballanti apparecchiati per due che i camerieri regolarmente spogliano di un piatto appena il cliente, solitario commesso viaggiatore, prende posto nell'angolo della sala più lontano per avere la visuale più chiara della situazione

questo è un hotel di transito, di lavoro,
perso nella zona industriale vicina ad una qualsiasi città delle periferie mondo,
all'incrocio tra un polo logistico e la gran fiera campionaria!

in sala la televisione appesa al muro è accesa sulle notizie h24,
il cameriere cambia canale, cerca la partita di calcio,
il pubblico è soprattutto maschile,
posa il telecomando, si volta distratto e fa cadere un bicchiere che si frantuma per terra in mille affilate schegge

- mondo ladro!!!!-

grida il cameriere con un panno fradicio attaccato alla cintura
i clienti appena entrati assistono alla scena, annuiscono, sorridono e scelgono il
- menù del giorno e mezzo bicchiere di vino della casa!-

conversazioni leggere e fragili si mescolano e si confondono,
commessi viaggiatori commentano la fiera,

- niente di nuovo, sempre meno gente, forse più specializzata....-

pochi turisti, per lo più cinesi, in transito tra una destinazione e l'altra
guardano tutte le mille foto scattate il giorno stesso e ridono
ridono

- l'hotel non è molto distante dall'aeroporto
l'hotel ha un trasporto dedicato ai tranfer
terminal aeroporto -hotel- terminal aeroporto
andata e ritorno h24
H24! -

inizia la partita, arriva il mezzo bicchiere di vino e la zuppa di verdure,

- buon appetito!
mondo ladro e vita da cani!
ma una di queste notti parto e vado via lontano! ho deciso!
per non so dove e non so quando ma giuro che parto!-
grida il cameriere

-e così sia!- rispondo e aggiungo

- per me invece,
forse un giorno non parto più!
che poi alla fine ognuno a suo modo, fa soltanto finta di andare o di restare
non si sa dove e non si sa quando
così tanto per vedere l’effetto che fa al resto del mondo…...-

salute
buon appetito
e fine
per il momento

menù del giorno h24 cronaca marginale di una sera qualsiasi da commessi viaggiatori presso
l'hotel periferie del mondo

Marco Bo



04/03/14

se guardo in basso




se guardo in basso
nel riflesso di una pozzanghera
 sento adosso il tempo che passa
sento il vento nella giacca
che vuole spaventare i sogni
e anestetizzare i sensi e i sentimenti
che vuole indurre tutti noi vagabondi sul sottile guscio del mondo,
a credere che sia giusto vivere così, vivere di stenti, vivere di avanzi
vivere in coda allo sportello in attesa del nostro turno con un numero in mano
in coda allo sportello unico reclami e prenotazioni  per non si sa cosa per non si sa dove

se guardo in basso
nel riflesso di una pozzanghera
 sento addosso il tempo che passa
sento il vento nella giacca
che vuole indurci a credere
che pochi scarni frutti raccolti
su campi incolti di periferia
distese di asfalto e cemento
sia tutto quello che in vita ci è dato di assaporare

se guardo in basso sento il vento che gira intorno al collo
 il vento d'aria condizionata vuole convincerci che non rimane altro da fare se non ringraziare
chinare il capo, chieder perdono e attendere l'eterno

ringraziare
chinare il capo, chieder perdono e attendere l'eterno......

e attendere l'eterno!

se guardiamo  in basso tutto finisce lì
nel riflesso grigio di una pozzanghera

se invece
 scuotiamo il capo e guardiamo in alto senza paura 
e consideriamo che il salto mortale è già stato fatto
che noi siamo al mondo e che ogni mattino è chiaro e limpido di fronte a noi vagabondi sulla crosta del mondo

se guardiamo in alto noi sapremo ancora cantare che  
quella non è la nostra vita,
no
la nostra vita è ancora in cammino
cantare che
il sole è già sorto
 e che il resto
tutto il resto
arriverà
sul cammino
tra le pietre ed i rovi del sentiero della vita
che tutto il resto
 è soltanto una passeggiata sotto il sole
fino alla fine
fino all'inizio
fino alla fine
e così sia

Marco Bo



03/03/14

priority intent for the moment



priority intent for the moment 
regain the right to open our eyes 
open our eyes and keep them fixed 
keep them fixed on a specific point, 
  for instance a flower 
a flower 
  bright and brittle in the sunlight 
a flower 
drenched with morning dew on a early spring  day

priority intent for the moment 
regain the right to open our eyes 
and breathe calmly but with determination, 
inhale exhale and wait, 
  wait 
just wait 
nothing  else
a single breath, 

  a single breath, 
sitting behind a flower, without rush 
waiting  for the storm to go by
what a revolutionary discovery, 
what a great achievement! 

what a conquest, 
 the appropriation of regained  freedom 
in one breath 
only one breath holy and free 
a single breath of freedom 

priority intent for the moment 
recover the right to open our eyes 
and breathe 
freedom
all include in just one breath 
freedom
all included in just one glance
just freedom
and so be it 

Marco Bo

obbiettivo prioritario per il momento


obbiettivo prioritario per il momento
riconquistare il diritto ad aprire gli occhi
aprire gli occhi e tenerli fissi 
su un punto preciso,
 ad esempio  un fiore
un fiore
 luminoso e fragile sotto il sole
un fiore 
intriso di rugiada in una mattina di inizio primavera

obbiettivo prioritario per il momento
riconquistare il diritto ad aprire gli occhi
e ad inspirare con calma e con determinazione, 
inspirare espirare ed aspettare,
 aspettare
aspettare
null'altro
un solo respiro,

 un solo respiro, 
seduti dietro un fiore senza fretta
ad aspettare che passi la tormenta
che rivoluzionaria scoperta, 
che grande conquista!

conquista,
 riconquista riappropriazione della massima libertà
in un respiro 
un solo respiro santo e libero
un solo respiro di libertà

obbiettivo prioritario per il momento
riconquistare il diritto ad aprire gli occhi
e respirare
in libertà
libertà del tutto compresa in solo respiro
libertà del tutto compresa in un solo sguardo 
libertà!
e così sia

Marco Bo


01/03/14

poche cose so per certo






due o tre cose so per certo e poco più

so che non tornerò più in tutte le terre ed i mari dove sono stato vagabondo

so che non rivedrò più tutte le persone che ho conosciuto nelle periferie del mondo

so che non ascolterò più tutte le melodie sacre che ho sentito nel corso del mio cammino e del tempo

so che in pace con me stesso e con l'universo le canterò sussurandole in cuor mio contento

poche cose so
poche cose so per certo
so che con i giorni che rimangono da qui fino all'arrivo,
 con determinazione continuerò il mio imperfetto fare
 e continuerò a coltivare speranze nuove

poche speranze ancora e per sempre coltiverò nel campo arato dell'anima mia

coltiverò la speranza di aver calpestato con rispetto la terra di tutti quei luoghi sacri

coltiverò la speranza di aver salutato con un sorriso i visi di tutte quei compagni di viaggio desiderati

coltiverò la speranza di intonare almeno per una volta ancora un solo verso di tutte quelle salvifiche melodie

poche cose so
poche cose so per certo adesso e provo a cantarle ancora

il passo lieve per le terre buone che mi hanno accolto

un sorriso dolce per i dolci volti che sul cammino ho conosciuto

una rima del sacro canto della vita al vento

soltanto una rima
soltanto un verso
e potrò dire allora con certezza di aver vissuto
allora
e solo allora

poche cose so per certo 
e tanto/poco mi basta adesso e per sempre
e così sia

Marco Bo





dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...