25/12/20

l'attesa


 presso queste dimenticate periferie del mondo,

altrove popolate da multi-solitudini chiassose e sole 
tuttto è un'attesa, una specie di esilio,

ma c’è attesa e attesa

c'è una attesa come un vuoto assoluto di una cerimonia priva di senso e di ogni umano contatto,

 cerimonia decorata da una realtà che ti arriva addosso come un macigno,

tutti in attesa ,
in attesa della fine di un rito per tornare a rinchiudersi a doppia mandata tra le mure di una cella che chiamiamo casa

quella è l’attesa dell’indifferenza e dell’indifferente
” perché tanto è uguale, perchè abbiamo sempre fatto così
perchè tanto non cambierà mai niente …”
eppure
noi mettici e migranti
partiti e ritrovati da tempo sappiamo bene qual'è la vera attesa,
e aspettiamo con un piede da questo lato e un piede sull’altro lato dell’Atlantico

da tanto tempo aspettiamo

è un’attesa a volte dolorosa e nostalgica,
eppure bella e piena di sorrisi e lacrime,

e così viviamo con speranza di rivederci un giorno tutti quanti amici e parenti e riprendere il discorso da dove l’abbiamo lasciato un giorno…

 c’è attesa e attesa,
 l’attesa orribile dell’indifferenza
e l’attesa buona quella che ti riempie e di svuota il cuore continuamente,

l’importante è non aver paura di aspettare,
 ma riempirla quell’attesa di cose semplici da bere e da mangiare
e poi un bacio prima di andare a dormire
e poi uscire a correre oppure a camminare lentamente,
 lentamente……
aspettando la sera
aspettando il mattino ancora
insieme

Marco Bo


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