presso queste dimenticate periferie del mondo,
altrove popolate da multi-solitudini chiassose e sole
tuttto è un'attesa, una specie di esilio,
ma c’è attesa e attesa
c'è una attesa come un vuoto assoluto di una cerimonia priva di senso e di ogni umano contatto,
cerimonia decorata da una realtà che ti arriva addosso come un macigno,
tutti in attesa ,
in attesa della fine di un rito per tornare a rinchiudersi a doppia mandata tra le mure di una cella che chiamiamo casa
quella è l’attesa dell’indifferenza e dell’indifferente
” perché tanto è uguale, perchè abbiamo sempre fatto così
perchè tanto non cambierà mai niente …”
eppure
noi mettici e migranti
partiti e ritrovati da tempo sappiamo bene qual'è la vera attesa,
e aspettiamo con un piede da questo lato e un piede sull’altro lato dell’Atlantico
da tanto tempo aspettiamo
è un’attesa a volte dolorosa e nostalgica,
eppure bella e piena di sorrisi e lacrime,
e così viviamo con speranza di rivederci un giorno tutti quanti amici e parenti e riprendere il discorso da dove l’abbiamo lasciato un giorno…
c’è attesa e attesa,
l’attesa orribile dell’indifferenza
e l’attesa buona quella che ti riempie e di svuota il cuore continuamente,
l’importante è non aver paura di aspettare,
ma riempirla quell’attesa di cose semplici da bere e da mangiare
e poi un bacio prima di andare a dormire
e poi uscire a correre oppure a camminare lentamente,
lentamente……
aspettando la sera
aspettando il mattino ancora
insieme
Marco Bo

Nessun commento:
Posta un commento