in passerella per il corso
le signore aspettano un saluto
i bambini seguono la scia della giostra
gli uomini muovono la testa su e giù in attesa avanti alle vetrine
qualcuno appollaiato su un piedistallo accenna ad un discorso
sotto i portici si susseguono il mercato dell'antiquariato,
il banchetto dei testimoni quelli degli ultimi giorni
poi i rivoluzionari del giorno prima
i disillusi del giorno dopo e il gruppo del seguirà buffet,
al teatro hanno consegnato il premio all'autore del mese
e per ultimo in fondo ai portici il predicatore consiglia a tutti di inginocchiarsi e chiedere perdono
ma
questa città di provinca
di perdono non sa,
aspetta il calar del Sole per guardare in controluce come una radiografia gli errori nel vestire e l'inflessione dialettale
dei passanti arrivati dai paesi vicini e dalle frazioni
questa città seduta in nobile e perenne attesa con un aperitivo in mano
e un sogno senza speranza piegato nella tasca della giacca della festa
di perdono non sa
passerà un'altra estate dietro le persiane socchiuse
Settembre porterà le sagre e il profumo di mosto dalle colline
i bambini torneranno a scuola
e il barista lascerà ancora i tavolini fuori,
aspetterà Ottobre a chiudere le verande,
che forse un po' di Sole Africano e vento di mare
riuscirà a superare le montagne e ad arrivare
fino a qua
un'altra Estate
un'altra Estate
prima o poi
arriverà
Marco Bo

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