14/01/15

il tempo sufficiente per dire



era un tempo di finzione così reale che sembrava fatto apposta
per preparare il tuo cuore al peggio
era un inverno così rigido che non lasciava spazio alla speranza
e così ci addormentammo noi due chiusi nello spazio di un sorriso e di un sogno rubato al vento
al vento gelido e sordo ad ogni soffio di vita
 
e così ci addormentammo in pace, seppur con l'affanno nel cuore, chiusi a doppia mandata 
in un caldo buono io e te
 
il giorno prima eravamo andati a visitare i nostri amici che non sembravano affatto preoccupati da tutta quella falsità che si vedeva intorno agli angoli delle strade e che prima li accarezza e poi all'improvviso ti azzanna alle caviglie!
come rabbiosi cani randagi

periferie del mondo e dell'essere umano
sotto cieli di aria condizionata e sogni di plastica 
eppure loro non sembravano preoccupati
e intanto l'anima  da quella profonda ferita scivolava via
noi raccontammo loro del nostro lungo viaggio
 dell'ultimo saluto ad un caro amico e poi tornammo a casa
con una certa paura nel cuore, un senso di nausea,
di apprensione e di gelo dentro
nel profondo 

e così ci abbracciamo noi due cercando di respirare un  sorso di vita dal respiro di ognuno
e lasciammo fuori il mondo  con le sue finzioni ed effimere rappresentazioni
perchè noi avevamo già visto una piccola luce,
sul nostro lungo cammino verso casa
la nostra luce
il tempo presente
un fragile istante
il tempo sufficiente per dirci ancora  adesso
oltre e nonostante tutto
ti amo
ti amo
e sia quello che deve essere presso questi grigi cieli  di periferia



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