era un tempo di finzione così reale
che sembrava fatto apposta
per preparare il tuo cuore al peggio
era un inverno così rigido che non
lasciava spazio alla speranza
e così ci addormentammo noi due chiusi
nello spazio di un sorriso e di un sogno rubato al vento
al vento gelido e sordo ad ogni soffio di vita
al vento gelido e sordo ad ogni soffio di vita
e così ci addormentammo in pace, seppur con l'affanno nel cuore, chiusi a doppia mandata
in un caldo buono io e te
in un caldo buono io e te
il giorno prima eravamo andati a visitare i
nostri amici che non sembravano affatto preoccupati da tutta quella falsità che si vedeva intorno agli angoli delle strade e che prima li accarezza e poi all'improvviso ti azzanna alle caviglie!
come rabbiosi cani randagi
periferie del mondo e dell'essere umano
sotto cieli di aria condizionata e sogni di plastica
come rabbiosi cani randagi
periferie del mondo e dell'essere umano
sotto cieli di aria condizionata e sogni di plastica
eppure loro non sembravano preoccupati
e intanto l'anima da quella profonda ferita scivolava via
e intanto l'anima da quella profonda ferita scivolava via
noi raccontammo loro del nostro lungo viaggio
dell'ultimo saluto ad un caro amico e poi tornammo a casa
dell'ultimo saluto ad un caro amico e poi tornammo a casa
con una certa paura nel cuore, un senso
di nausea,
di apprensione e di gelo dentro
di apprensione e di gelo dentro
nel profondo
e così ci abbracciamo noi due cercando di respirare un sorso di vita dal respiro di ognuno
e lasciammo fuori il mondo con le sue
finzioni ed effimere rappresentazioni
perchè noi avevamo già visto una
piccola luce,
sul nostro lungo cammino
verso casa
la nostra luce
la nostra luce
il tempo presente
un fragile istante
un fragile istante
il tempo sufficiente per dirci ancora adesso
oltre e nonostante tutto
ti amo
ti amo
ti amo
e sia quello che deve essere presso
questi grigi cieli di periferia

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