27/01/23

memori

 

 



sotto questo grigio cielo di periferia,
carico di paura ed isteria
le parole non contano nulla
le parole non valgono nulla
la parole sono freccie, lame affilate e arruginite
che feriscono
che lasciano il segno, cicatrici indelebili
sui nostri cuori fragili e di ansia intrisi

sotto questo grigio cielo
conta il silenzio,
vale il silenzio
tutto il prezzo della memoria

il silenzio viglie e attento
ad ogni sguardo ad ogni sospiro ad ogni sorriso ad ogni pianto
il silenzio regalato occhi negli occhi
luce salvifica
come alba di un nuovo giorno
di umana compassione
così
sia
cielo grigio periferia

Marco Bo



18/01/23

un sorriso e una a lacrima

 


 cielo grigio periferia, sorge il Sole pallido
la luna calante, ancora alta, nel cielo di marmo d'inizio Inverno, sorveglia l'attimo

  scale e vicoli come fiumi in piena portano a valle dispersi e raminghi pensieri,
sorrisi e lacrime di secoli e secoli incisi nel vento in ogni dialetto del mondo si sovrappongono
 disordinato e fragile umano mosaico

sorrisi e lacrime sassi e fiori di poco che scivolano tra il traffico e la confusione
la fortezza non ascolta le voci lontane della città e sorveglia, protegge il proprio dorato esilio

eppure noi non ci curiamo del traffico che scorre lento
perchè insieme siamo arrivati in cima alla montagna ancora e ancora
e sappiamo che, dopo ogni scalata è facile innamorarsi camminando in discesa con il nome della fatica inciso sul cuore

un sorriso e una lacrima, il sole sorge
la luna calante sorveglia questo fragile frammento d'infinito
e noi sappiamo che non vi è vittoria definitiva possibile,
questo non è un gioco di nobili e servi
è soltanto il movimento della vita
ancora e ancora
che viene e va
come onde di un mare in tempesta

ancora e ancora
un sorriso una lacrima
e poi
ancora un sorriso
così sia
cielo grigio periferia, sorge il Sole pallido
la luna calante, ancora alta, nel cielo di marmo d'inizio Inverno, sorveglia l'attimo

  scale e vicoli come fiumi in piena portano a valle dispersi e raminghi pensieri,
sorrisi e lacrime di secoli e secoli incisi nel vento in ogni dialetto del mondo si sovrappongono
 disordinato e fragile umano mosaico


Marco Bo

14/01/23

fino alla fine del paradosso

 


presso queste dimenticate periferie del mondo,
 adattare la nostra storia alla premessa
pur non avendola ben chiara essa stessa

questo il nostro fragile e sublime paradosso
eppure camminiamo
eppure crediamo lo stesso

e alla fine viviamo finchè da vivere ci è dato apparentemente
fino alla fine del nostro piccolo, fragile imponderabile sempre

cielo grigio periferie del mondo
 lieve soffio di vita sottile distorsione sulla linea spazio-temporale
fragili versi, invocazioni
nel vento leggero e dispersi come volo di farfalla, così sia
fino alla fine del paradosso
presso questi grigi cieli di periferia
........

en estas periferias olvidadas del mundo,
 ajustar nuestra historia a la premisa
a pesar de que no estè clara para sí misma

esta es nuestra frágil y sublime paradoja
sin embargo, caminamos
sin embargo, creemos

y al final vivimos mientras el vivir aparentemente nos es dado
hasta el final de nuestro pequeño, frágil imponderable siempre

cielo gris periferia del mundo
ligero soplo de vida sutil distorsión en la línea espacio-tiempo
frágiles versos, invocaciones
en el viento ligero y dispersas como  vuelo de mariposa,
así sea
hasta el final de la paradoja
cielo gris periferia del mundo
...........

by these forgotten suburbs of the world, adjusting our story to the premise
even though not clear to itself

this is our fragile and sublime paradox
yet we walk
yet we believe

and in the end we live as long as is given to us
until the end of our small, fragile imponderable ever

gray sky suburbs of the world
slight breaths of life subtle distortions on the space-time line
fragile verses, invocations in the light wind
 scattered  as the flight of a butterfly,
so be it
until the end of the paradox
gray sky suburbs of the world

Marco Bo

07/01/23

sentimenti buoni

 


 sentimenti buoni
e rughe sulla fronte

sensazioni leggere
e la nebbia le confonde

 situazioni semplici
umane distorsioni

cori dissonanze
 ritmi suoni e percussioni

per un istante ascolta con il cuore
ascolta il rumore
di queste periferie del mondo

 forse capirai e sorriderai
e allora saremo amici
 unici
non più numeri tra i numeri
mai più tanti tra i tanti

 saremo unici
saremo suoni
multicolori temporali distorsioni

  saremo corpi e anime
umani esseri
 cuori pulsanti

 cuori
 pulsanti
sì, siamo in tanti
ma siamo unici
siamo tutti rivoluzioni possibili

tutti
noi
rivoluzioni
possibili

 sentimenti liberi
e rughe sulla fronte

sensazioni buone
e la nebbia le confonde

 situazioni semplici
umane distorsioni
cori dissonanze
 ritmi suoni e percussioni
noi tutti
 rivoluzioni possibili
sotto questo grigio cielo di periferia,
così
sia

Marco Bo


un sacro canto libero su una sconfinata pianura


Kansas, inverno e gelo su una pianura sconfinata
perso e solo nella bufera a venti gradi sottozero

E' Inverno nella periferia americana dimenticata, 
una guida Sioux e sopra la nostra testa un cielo grigio acciaio 

sentirsi persi, sentirsi soli sentirsi fuori nudi e soli
persi nel vento persi nei pensieri
 persi negli affanni
eppure la paura e lo spavento non arrivano dal cielo nero fuori
ma dalla frenesia e da quell’affanno dentro dentro dentro

perso su quelle pianure io mi affidavo alla mia guida Sioux,
ascoltavo le sue parole come una preghiera una ninna nanna, un canto
perso nei pensieri,
 perso nel vento sotto un cielo nero 
e la paura non arrivava da quel cielo immenso e scuro, ma dall’affanno dentro dentro dentro

e io ascoltavo rapito i racconti di tempi andati, tempi sacri
storie  di uomini e donne che vivevano liberi leggeri e nomadi
prima di ogni tempo prima che ogni luogo avesse un nuovo nome straniero

su quelle pianure uomini e donne allora imparavano dal vento il nome vero
di ogni cosa 

su queste terre e sotto questo cielo, la mia guida raccontava e cantava che
quando volavano le aquile anche il vento si acquietava 
e quando l’inverno finiva tornavano gli spiriti della pianura 
ma quando parlava la bufera tutti i pregavano ed ascoltavano il suo canto inermi
e quando migravano i bisonti si contavano a giorni a giorni a giorni!

su quelle immense e sacre pianure dove il vento tornava eterno
dove le mandrie di bisonti si contavano a giorni 
sentirsi persi, sentirsi soli sentirsi fuori nudi fragili e soli
persi nel vento
 e lontano dai pensieri e dagli affanni

e la paura, lo spavento per un momento passavano,
come granelli di polvere persi nel vento 
ed io in quel momento ero salvo nelle parole della mia guida  come un canto, come una ninna nanna come una preghiera

ed in quel attimo tornava nel cuore il solito pensiero nomade
i
non vi è vera casa per noi su questa terra sotto questo cielo,
solo la strada è casa e la nostra vita è un canto libero su breve cammino 

non vi è vera casa per noi su questa terra sotto questo cielo
solo la strada è casa e la nostra vita è un canto libero su breve cammino 
un canto libero su breve cammino
solo un canto libero su breve cammino 

Marco Bo. 

dedicato a Cavallo Pazzo e a tutti gli spiriti Indigeni
l'8 gennaio 1877: Al grido "è un buon giorno per morire!" Cavallo Pazzo guida per l'ultima volta i suoi guerrieri Sioux all'attaco della Cavalleria degli Stati Uniti......

01/11/22

L'albatros dei miei pensieri


nell’occhio del ciclone
nelle ostinate tormente
l’albatros dei pensieri
forte della sua apertura alare
supera ogni barriera
perché punta dritto al cuore
io sono un mostro d’amore per te
 
e mi affanno nel sogno
e cammino nel vento
poi cado e risalgo
e m’insegue un rimpianto
lo fisso e lo sfido
e vinco ogni ostacolo
io sono un mostro d’amore per te
 
il rimpianto si scioglie
in silenzi e sorrisi
amici e saluti
cuori lontani eppure simbiosi
superano i marosi
sono mostri d’amore per te
 
i cuori sorridono
il tempo sì, scorre
ma non spegne ricordi
e gli abbracci si levano
sui venti e gli oceani
in migrazione come albatros
sono mostri d’amore per te

le parole non temono
né venti né piogge
se il tempo è un oceano
velieri gli abbracci
solide ancore i sorrisi
non temono tormente o marosi
sono mostri d’amore per te

nell’occhio del ciclone
nelle ostinate tormente
l’albatros dei pensieri
forte della sua apertura alare
supera ogni barriera
perché punta dritto al cuore
è un mostro d’amore per te

   Marco Bo
dedicato ad Alda Merini

21/10/22

nomadic supplication from the suburbs of the world



under this gray suburban sky
please tell me anything as long as it is

anything made of peace and bread and a little caresses
light on the skin like a sweet melody

anything a dim and guiding light through the fog on this suburban grounds
a thin white line marked along the edge of the road

whatever as long as it is
tell me fantastic stories
daydreams, hallucinations, mirages, sirens in the storm
country bands playing in the street on the day of feast

under this gray suburban sky
please tell me anything
that is as sweet and salty as this tear
flowing down on my face
a sign of peace, a furrow where you can crouch like a small seed waiting for winter to pass

please tell me anything about dragons and unicorns from parallel universes
and of temporal distortions and I swear I will believe in you
and I will follow you
like a nomadic caravan
 a thin thread of an eternal veil
ephemeral footprints on this desert with no name
under a steel gray suburban sky
just like this
all inclusive and inconclusive
I beg you,let it be

  Marco Bo

https://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2022/10/nomade-supplica-di-periferia.html

dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...