07/01/23

sentimenti buoni

 


 sentimenti buoni
e rughe sulla fronte

sensazioni leggere
e la nebbia le confonde

 situazioni semplici
umane distorsioni

cori dissonanze
 ritmi suoni e percussioni

per un istante ascolta con il cuore
ascolta il rumore
di queste periferie del mondo

 forse capirai e sorriderai
e allora saremo amici
 unici
non più numeri tra i numeri
mai più tanti tra i tanti

 saremo unici
saremo suoni
multicolori temporali distorsioni

  saremo corpi e anime
umani esseri
 cuori pulsanti

 cuori
 pulsanti
sì, siamo in tanti
ma siamo unici
siamo tutti rivoluzioni possibili

tutti
noi
rivoluzioni
possibili

 sentimenti liberi
e rughe sulla fronte

sensazioni buone
e la nebbia le confonde

 situazioni semplici
umane distorsioni
cori dissonanze
 ritmi suoni e percussioni
noi tutti
 rivoluzioni possibili
sotto questo grigio cielo di periferia,
così
sia

Marco Bo


un sacro canto libero su una sconfinata pianura


Kansas, inverno e gelo su una pianura sconfinata
perso e solo nella bufera a venti gradi sottozero

E' Inverno nella periferia americana dimenticata, 
una guida Sioux e sopra la nostra testa un cielo grigio acciaio 

sentirsi persi, sentirsi soli sentirsi fuori nudi e soli
persi nel vento persi nei pensieri
 persi negli affanni
eppure la paura e lo spavento non arrivano dal cielo nero fuori
ma dalla frenesia e da quell’affanno dentro dentro dentro

perso su quelle pianure io mi affidavo alla mia guida Sioux,
ascoltavo le sue parole come una preghiera una ninna nanna, un canto
perso nei pensieri,
 perso nel vento sotto un cielo nero 
e la paura non arrivava da quel cielo immenso e scuro, ma dall’affanno dentro dentro dentro

e io ascoltavo rapito i racconti di tempi andati, tempi sacri
storie  di uomini e donne che vivevano liberi leggeri e nomadi
prima di ogni tempo prima che ogni luogo avesse un nuovo nome straniero

su quelle pianure uomini e donne allora imparavano dal vento il nome vero
di ogni cosa 

su queste terre e sotto questo cielo, la mia guida raccontava e cantava che
quando volavano le aquile anche il vento si acquietava 
e quando l’inverno finiva tornavano gli spiriti della pianura 
ma quando parlava la bufera tutti i pregavano ed ascoltavano il suo canto inermi
e quando migravano i bisonti si contavano a giorni a giorni a giorni!

su quelle immense e sacre pianure dove il vento tornava eterno
dove le mandrie di bisonti si contavano a giorni 
sentirsi persi, sentirsi soli sentirsi fuori nudi fragili e soli
persi nel vento
 e lontano dai pensieri e dagli affanni

e la paura, lo spavento per un momento passavano,
come granelli di polvere persi nel vento 
ed io in quel momento ero salvo nelle parole della mia guida  come un canto, come una ninna nanna come una preghiera

ed in quel attimo tornava nel cuore il solito pensiero nomade
i
non vi è vera casa per noi su questa terra sotto questo cielo,
solo la strada è casa e la nostra vita è un canto libero su breve cammino 

non vi è vera casa per noi su questa terra sotto questo cielo
solo la strada è casa e la nostra vita è un canto libero su breve cammino 
un canto libero su breve cammino
solo un canto libero su breve cammino 

Marco Bo. 

dedicato a Cavallo Pazzo e a tutti gli spiriti Indigeni
l'8 gennaio 1877: Al grido "è un buon giorno per morire!" Cavallo Pazzo guida per l'ultima volta i suoi guerrieri Sioux all'attaco della Cavalleria degli Stati Uniti......

01/11/22

L'albatros dei miei pensieri


nell’occhio del ciclone
nelle ostinate tormente
l’albatros dei pensieri
forte della sua apertura alare
supera ogni barriera
perché punta dritto al cuore
io sono un mostro d’amore per te
 
e mi affanno nel sogno
e cammino nel vento
poi cado e risalgo
e m’insegue un rimpianto
lo fisso e lo sfido
e vinco ogni ostacolo
io sono un mostro d’amore per te
 
il rimpianto si scioglie
in silenzi e sorrisi
amici e saluti
cuori lontani eppure simbiosi
superano i marosi
sono mostri d’amore per te
 
i cuori sorridono
il tempo sì, scorre
ma non spegne ricordi
e gli abbracci si levano
sui venti e gli oceani
in migrazione come albatros
sono mostri d’amore per te

le parole non temono
né venti né piogge
se il tempo è un oceano
velieri gli abbracci
solide ancore i sorrisi
non temono tormente o marosi
sono mostri d’amore per te

nell’occhio del ciclone
nelle ostinate tormente
l’albatros dei pensieri
forte della sua apertura alare
supera ogni barriera
perché punta dritto al cuore
è un mostro d’amore per te

   Marco Bo
dedicato ad Alda Merini

21/10/22

nomadic supplication from the suburbs of the world



under this gray suburban sky
please tell me anything as long as it is

anything made of peace and bread and a little caresses
light on the skin like a sweet melody

anything a dim and guiding light through the fog on this suburban grounds
a thin white line marked along the edge of the road

whatever as long as it is
tell me fantastic stories
daydreams, hallucinations, mirages, sirens in the storm
country bands playing in the street on the day of feast

under this gray suburban sky
please tell me anything
that is as sweet and salty as this tear
flowing down on my face
a sign of peace, a furrow where you can crouch like a small seed waiting for winter to pass

please tell me anything about dragons and unicorns from parallel universes
and of temporal distortions and I swear I will believe in you
and I will follow you
like a nomadic caravan
 a thin thread of an eternal veil
ephemeral footprints on this desert with no name
under a steel gray suburban sky
just like this
all inclusive and inconclusive
I beg you,let it be

  Marco Bo

https://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2022/10/nomade-supplica-di-periferia.html

nomade supplica di periferia



sotto questo grigio cielo di periferia
ti prego raccontami qualsiasi cosa purchè sia

qualsiasi cosa fatta di pace e di pane, di un po' di carezze
sulla pelle leggère come una dolce melodia

qualsiasi cosa una luce fioca come guida nella foschia
una sottile linea bianca segnata sul bordo della via

qualsiasi cosa purchè sia
raccontami di storie fantastiche
sogni ad occhi aperti, miraggi e allucinazioni, sirene nella tempesta
bande di paese che suonano per strada il giorno della festa

sotto questo grigio cielo di periferia
raccontami, ti prego, qualsiasi cosa
che sia dolce e salata come questa lacrima
che scorre sul mio viso
un segno di pace, un solco dove accovacciarsi come un piccolo seme in attesa che passi l'inverno

ti prego raccontami qualsiasi cosa, di draghi e di unicorni di universi paralleli e di distorsioni
temporali e io giuro che ti crederò
e ti seguirò
come una carovana nomade
 un sottile filo di un tessuto eterno
orme effimere su questo deserto senza nome
sotto questo cielo grigio accaio di periferia
ti prego, lascia che così sia

 Marco Bo

 https://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2022/10/nomadic-supplication-from-suburbs-of.html




01/10/22

Nicaragua cosa sei

 


Nicaragua, cosa sei?


un baccello di fagiolo appena soffiato e pulito

per i bambini che stanno oltre il confine

là dove fagioli, mais, riso e qualsiasi cosa
ce n’
è in abbondanza e ovunque sia
ma non quello
quel granello che manca
per sentirsi a casa


Nicaragua,
cosa sei?
sentirsi a casa
per una volta
ancora
senza fame senza guerra
senza paura e senza rabbia
distesi per terra
il giorno della festa del tuo paese
ad ascoltare nelle strade la banda
contando le nuvole ricamate in cielo


e questo è tutto
e questo è sempre
sempre
Nicaragua,
cosa sei?



…………….


Il dolce sufficiente


c'è un paese nell'ombelico del mondo

dove il tempo passa così lento
che uno si dimentica di sé stesso
e diventa polvere nel vento

dove le persone ascoltano pazientemente
i giusti dubbi del fuoco e della dimenticanza
che l'ultimo raggio di sole all'orizzonte
brucia tra le braccia di un pomeriggio di festa

che sia la fine o quel che resta

il primo o l'ultimo, poco importa
del prima e del dopo niente sappiamo
ma questa adesso è vita

seppur fragile, piccola e imperfetta

come un baccello di fagiolo pulito, appena soffiato, quasi niente

eppure tutt'intera qui presente vita

Nicaragua adesso so, questo sei
il dolce, poco

ma più che sufficiente


………..


Canzone per Nicaragua


sono figlia e sono madre,

so quanto è duro vivere dal frutto della terra

terra madre terra santa

grembo umido che il fiume inonda,

Nicaragua Nicaraguita terra libera e feconda


io sono nata sugli altipiani di Carazo,

al Cruzero, l’incrocio dei quattro venti

venti che scendono ed accarezzano

i pendii coltivati a platano ed a caffè


io sono figlia e sono madre,

so quanto è duro vivere dal frutto della terra

terra madre terra santa

grembo umido che il fiume inonda,

Nicaragua Nicaraguita terra libera e feconda


e la vita è migrazione

la vita è una dolce passeggiata lungo una via assolata,

e leggeri i miei passi mi riporteranno a casa al finir della giornata

e leggeri i miei passi mi riporteranno a casa al finir della giornata


io sono figlia e sono madre,

so quanto è duro vivere dal frutto della terra

terra madre terra santa

grembo umido che il fiume inonda,

Nicaragua Nicaraguita terra libera e feconda


sono cresciuta con i vulcani all’orizzonte,

non si è mai soli con i vulcani accanto,

la loro presenza è viva la loro presenza è sacra,

la lava e la cenere che provocarono morte un tempo, sono ora linfa di nuova vita

sono figlia e sono madre,

so quanto è duro vivere dal frutto della terra

terra madre terra santa

grembo umido che il fiume inonda,

Nicaragua Nicaraguita terra libera e feconda


santo il Mais santo il Cacao e Santo il Riso della nostra terra

santo il Sole e Santa la nostra Pioggia,

io sono cresciuta con voi e mi sento Sole, sangue Lava e Linfa di nuova vita


io sono figlia e sono madre,

so quanto è duro vivere dal frutto della terra

terra madre terra santa

grembo umido che il fiume inonda,

Nicaragua Nicaraguita terra libera e feconda


e la vita è migrazione

la vita è una dolce passeggiata lungo una via assolata,

e leggeri i miei passi mi riporteranno a casa al finir della giornata

leggeri i miei passi mi riporteranno a casa al finir della giornata



Marco Bo

03/09/22

calma piatta

cercare calma piatta dentro la tempesta 
la Luna oltre le nuvole
 la pioggia nel deserto 
un porto sicuro in mare aperto e mille altri frammenti di possibile nel impossibile semplicemente vivere sotto questo grigio cielo di periferia così sia

Marco Desio Bo

dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...