22/10/12

canzone del giorno di festa, Nicaragua 1992 l’ospite al centro del villaggio, mai straniero, mai clandestino fratello uomo




ero giovane allora,
 ero solo all'inizio del mio lungo viaggio per il mondo
 quel giorno ero invitato a condividere il tuo pane santo, 
il tuo pane santo e il giorno di festa nel villaggio

e quel giorno io feci una promessa, 
mai più solo fratello uomo, 
mai più soli i nostri figli!
canzone del giorno di festa

il tuo pane era e ancora è mais, tortilla
 e da bere chicha di mais fresca, 
io ero invitato a condividere nella tua casa il giorno di festa
io straniero al centro del villaggio nel giorno di festa 

la tua casa era un chozita,
una chozita di paglia e argilla,
terra libera e feconda, 
argilla impastata con paglia, terra libera e feconda
e il posto d’onore dell’invitato fratello uomo, era una sedia a dondolo al centro del villaggio, 
al centro del villaggio 

il posto d’onore dell’invitato fratello uomo una sedia a dondolo di vimini tirata a lucido chiamata “Abuelita”
e terra, terra era il pavimento della tua chozita della tua chozita 
ma era terra santa così pulita e nitida,
 così curata e lucida da poter sfidare senza paura le migliori piastrelle ed i marmi più pregiati del mondo
marmi pregiati figli di quella stessa terra, 
di quella stessa polvere e delle stesse pietre sante sante
terra vulcanica terra libera e feconda

il cielo era plumbeo sopra la mia testa e tutt’intorno il villaggio era in festa, 
io mi sentivo come parte di un unico cuore, 
di un unico corpo e anima,
 carne corpo e anima,
  ero al centro io e mi disperdevo come acqua, come sangue della terra scura tutta intorno,
ero perso nel turbinio della musica delle maschere dei balli e delle percussioni,
io acqua e sangue della terra scura tutta intorno
terra libera e feconda

 io ospite d’onore seduto al centro del villaggio
 ero io fratello uomo,
 ero io sangue radici e rami e terra 
terra vulcanica terra libera e feconda 
ero tutt’uno con il villaggio, 
io pellegrino arrivato da lontano

ero io pellegrino arrivato da lontano 
dall’altra parte del mondo dall’altra sponda dell’oceano
io pellegrino io viandante io ospite, 
eppure io ero al centro, mai straniero mai clandestino 
ero io fratello uomo al centro del villaggio in festa 

ma straniero mai clandestino,
 soltanto io fratello uomo 
io, stesso cuore corpo e anima
 io fratello uomo!

ero giovane allora, 
ero solo all’inizio del mio lungo viaggio  per il mondo
e quel giorno ero invitato a condividere il tuo pane santo, 

il tuo pane santo e il giorno di festa nel villaggio
e quel giorno io feci una promessa, 
mai più solo fratello uomo, mai più soli i nostri figli
mai più solo fratello uomo,
 mai più soli i nostri figli
mai più!

canzone del giorno di festa
Marco Bo



19/10/12

canzone del ritorno a casa





quando arrivai all’oceano Pacifico mare

compresi che lì non terminava il mondo, lì iniziava il mare

annusai la sabbia, assaporai il sale nell’aria, sorrisi al Sole

e sereno ripresi il cammino 

il mio cammino di ritorno  verso casa

il mio cammino di ritorno  verso casa


non che non sapessi dov'era casa prima di allora, prima di arrivare,

e che il mio cuore chiedeva di vedere il cielo e il mare oltre le colline, oltre le colline

come l’uva attende il Sole d’Estate e la rugiada d’Autunno per maturare

così vanno le cose, così devono andare

per comprendere le parole dell’anima, le parole del cuore 

dobbiamo camminare camminare e ancora camminare

 assaporare la polvere e vedere il tramonto dello stesso Sole 

lo stesso Sole ma dall’altra parte del mondo dall’altra sponda del mare



per comprendere le parole dell’anima, le parole del cuore

dobbiamo scrivere parole nuove nell’anima e nel cuore

impastarle con la polvere del cammino, 

con i sorrisi con le lacrime con la sabbia e con il sale

no, 
non è che non sapessi dov'era casa prima di allora, prima di arrivare

e che il mio cuore chiedeva di vedere il cielo e il mare oltre le colline

come l’uva attende il Sole d’Estate e la rugiada d’Autunno per maturare, per maturare

e quando arrivai all’oceano Pacifico mare

compresi che lì non terminava il mondo, lì iniziava il mare

annusai la sabbia, assaporai il sale nell’aria e sorrisi al Sole 

e sereno ripresi il mio cammino 

il mio cammino di ritorno verso casa

il mio cammino di ritorno  verso casa



 Marco Bo







15/10/12

la vita vista dai bambini, canzone del nuovo mondo con il granché!





la vita vista dai bambini
canzone del nuovo mondo con il granché!

io sono piccola vado all’asilo
la mattina presto io prendo il  volo 
con il mio aereo immaginario vado lontano 
vado lontano perché 
non mi accontento di questo mondo normale, 
cerco un mondo nuovo di pace, 
un mondo speciale, un nuovo mondo con il granché!

sì sono piccola e vado all’asilo 
ma non mi accontento di andare piano
attraverso attenta il mondo intero sulle strisce bianche strisce
attenta  e veloce attraverso sulle strisce!
parlo con il cane per strada e lui mi capisce
sì, lui mi capisce
certa gente invece ha gli occhi spenti occhi senza luce
occhi senza luce e questo non mi piace, no non mi piace perché
io cerco un mondo nuovo, un mondo di pace,
 un mondo speciale un mondo nuovo con il granché!

papà questo dolcetto è buono sì, ma non è niente di speciale 
non è un granché, 
come questo mondo che è grande sì, è rumoroso sì, è  colorato sì,
ma è un po’ noioso, è noioso e triste perchè i grandi giocano alla guerra e non so perché, io non so perchè!
io so soltanto che cerco un nuovo mondo, un mondo felice, 
un mondo di pace un mondo speciale con il granché!

io sono piccola vado all’asilo
sì vado piano ma so prendere il volo
no, non mi accontento di questo mondo normale 
cerco un nuovo amico nel sorriso di tutti e di ognuno
cerco qualcuno che non mi si prenda gioco di me
perché noi piccoli abbiamo il granché
noi piccoli sì che abbiamo il granché!
e cerchiamo qualcuno che sappia giocare è inventare con noi una casa di pace una casa felice, un castello nell'aria con il granché!

si è vero siamo piccoli
 però conosciamo le strade per il  nuovo mondo ,
 un mondo nuovo pieno di colori e di pace, 
un mondo felice con il granché!

papà, mamma e sorellina mia, voi siete grandi e conoscete le strade più di me
sì, lo so che io sono piccola e ancora sto imparando ad attraversare il mondo intorno a me
so che è difficile ma non preoccupatevi perché
 io guarderò a destra a sinistra e con attenzione attraverserò ogni nuova strada che troverò davanti a me 
e non ho paura no ho paura perché, so che da qualche parte lontano da qui, esiste un mondo nuovo con il granché

sì sono sicura sono convinta perché lo porto dentro scritto nel cuore con me 
lo porto dentro scritto nel cuore con me,
con voi al mio fianco e mano nella mano sono sicura che 
troveremo insieme il nuovo mondo di pace,
 il nuovo mondo speciale con il granché!

la vita vista dai bambini
canzone del nuovo mondo speciale, il nuovo mondo con il granché!

dedicato a tutti i bambini del mondo che hanno nel cuore il più grande granché!
Marco Bo. Perchè ci mettiamo in cammino




09/10/12

autunno, pensiero leggero e sereno del mattino


 autunno,
 pensiero leggero e sereno del mattino
sei tu, 
sei tu la via, tu il senso, tu il punto fermo e confine del mio mondo
come il riflesso del Sole nella mia tazza di caffè 

ti penso ti sogno e ti ritrovo al risveglio e cambia il mio mondo  cambia il mio mondo tutt’intorno 

autunno, 
abbagliato e confuso sulla via insicura, via in disuso
via lenta e svogliata, cammino sospeso 
cammino sognando il sollievo alla meta  sempre che la meta non sia mera illusione,
 sempre che la meta non sia mera illusione

autunno,
 illusioni e confusione cammino in disuso, 
io cammino sospeso, non seguo né orme né false illusioni
cammino sospeso tra sicurezze e indecisioni tra sogni, illusioni
 tra sfide e passioni

eppure immerso nelle sabbie mobili delle mie illusioni
 so che se ti penso adesso io ritrovo il senso, e di nuovo distinguo esattamente i contorni del mondo, i contorni del mio mondo

autunno
di nuovo distinguo il confine del mio mondo e non ho più timore
non ho più timore, riposo sereno nel senso e nel sapore del limite e del confine del mondo 
il confine del mio mondo, come il riflesso del Sole in una tazza di caffè 
 come il riflesso del Sole in una tazza di caffè 
autunno, pensiero leggero e sereno del mattino

Marco Bo. Perché ci mettiamo in cammino





06/10/12

Africa, i paesi in migrazione sono porte dell'anima, sono il porto del cuore



Africa, impressioni, dettagli minimi, soltanto sprazzi di luce e di colore dal porto d'entrata dell'Africa, porta dell'anima porta del cuore

solo pensieri minimi, come acqua corrente, come carovane di mercanti nomadi nella mente
Africa, io davanti all'Oceano Atlantico mi fermo a rimirare le stelle ed a considerare che i paesi di emigrazione sono porte dell'anima, sono porti del cuore

Casablanca  mi accoglie come un porto accoglie un battello che entra in rada, ed io chinando la testa e con le mani giunte in segno di rispetto e saluto non posso che ringraziare
non posso che ringraziare
i paesi in migrazione sono porti dell'anima, sono porte del cuore

Casablanca porta dell'Africa, Casablanca porto d'entrata dell'Africa, le famiglie di migranti di ritorno a casa in visita applaudono all'atterraggio,
mentre i venditori e compratori ambulanti transnazionali, commessi viaggiatori dell'ultima generazione che in tempo di crisi mondiale non disprezzano più i paesi emergenti del sud del mondo, sorridono già ansiosi, assaporando la negoziazione che tra poco inizierà tra le strade, arterie della Medina,

i paesi in migrazione sono porte dell'anima, porti del cuore

Perché la Capitale del Marocco è la porta dell'Africa è porto di mare, a largo del tuo mare Signora Casablanca le isole Canarie come meteoriti persi e abbandonati nello spazio, pezzi di Europa lontana, cantano alla Luna atlantica la loro disperazione, la loro malinconia

le porte dell'anima i porti del cuore vivono nei paesi di emigrazione

Casablanca è terra, porto, oceano, è Capitale
 di mercanti, tessuti, spezie e profumi, veli, aromi, un turbinio di voci colori sapori Sole sorrisi e musica, 
vortice umano la Medina vecchia, vortice umano

i porti dell'anima, le porte del cuore vivono nei paesi in migrazione

la Medina ti accoglie nel suo cuore pulsante quasi tu fossi sangue che scorre e le sue strade vene, arterie, come fiume in piena  come acqua corrente, come carovane di mercanti nomadi nella mente
le porte dell'anima i porti del cuore vivono nei paesi di emigrazione

la prima sera a Casablanca passeggiando nel centro del vortice, groviglio umano e meccanico, il ragazzo che ci viene incontro  accortosi del nostro Italiano gesticolio ambulante, intonando un rap suburbano declama:
"Amici Italiani l'ho provata  la vita in Italia, in Italia, l'ho provata la vita migrante ! e amici non c'e' problema, non c'e' problema !"
Il porto dell'anima le porte del cuore vivono nei paesi in migrazione

Il giorno seguente la visita alla famiglia dei nostri cari amici
e parlare di chi è lontano in migrazione come fosse lì, 
lì con noi tenendoci per mano, tenendoci per mano
la porta dell'anima, il porto del cuore vive nei paesi di emigrazione

abbracci che legano le due sponde dell'Oceano Mare,
e abbracciandoti amico, prego e spero che quest’abbraccio possa servire come preghiera a ricordare chi quel Mare Nostro non l'ha potuto attraversare, non l'ha potuto attraversare

le porte dell'anima e il porto del cuore vivono nei paesi di emigrazione

Casablanca mi ha aperto la sua porta, l'Africa mi ha accolto come il porto accoglie il battello che entra in rada, che entra in porto ed io chinando la testa e con le mani giunte in segno di rispetto e saluto non ho potuto che ringraziare
non posso che ringraziare

le porte dell'anima i porti del cuore vivono nei paesi di emigrazione

 Africa, soltanto prime impressioni, dettagli minimi, sprazzi di luce e di colore dal porto d'entrata dell'Africa, come acqua corrente come carovane di mercanti nomadi nella mente

Africa, quanta Africa ho conosciuto per le vie del mondo! 
Ora per la prima volta da terra Africana davanti all'Oceano Atlantico mi placo per un momento a rimirare le stelle,
e poi riprendo il mio cammino verso casa, come preghiera come un canto in migrazione stagionale

Africa, quanta Africa persa per le vie del mondo quanta Africa sofferente al freddo dell'inverno, ma non vi è tempo né motivo  di lamentarsi adesso, la migrazione è finita, si torna a casa, si torna a casa!
Africa,  a te dedico questo canto umile, Madre Africa anima sensibile,
 i paesi in migrazione sono i porti dell'anima, i paesi in migrazione  sono le porte aperte del cuore


Marco Bo


03/10/12

canzone del granello di sabbia nel vento e delle bolle di sapone

 
di cosa parliamo quando parliamo d'amore
la disciplina delle cose, la disciplina della vita,
è così che deve andare

la disciplina delle cose e delle persone,

di cosa parliamo quando parliamo d'amore?

la tua piccola mano figlia mia, che stringe la mia mano
"non lasciarmi andare papà sono un po' spaventata ho paura!"
la disciplina della vita, la disciplina delle cose

di cosa parliamo quando parliamo d'amore



 fermarsi a metà della scalinata ed aspettare il santo sollievo del tuo sospiro papà
e poi riprendere insieme la salita, la disciplina della vita, la disciplina della vita

ripetersi cose già dette mille volte  e colorarle con infinite sfumature, solo per il piacere di starle ad ascoltare,
e poi ricominciare ancora io e te a raccontare,
 la disciplina della vita, la disciplina delle cose, delle piccole cose

la corsa dietro ad un pallone con gli amici,
 le corse in campagna e poi arrampicarsi sugli alberi a cercar frutta d'estate
 ascoltare le cicale sdraiati sul prato e aspettar la sera
aspettar la sera e le stelle che cadono, le stelle che cadono sulla collina
"quale sarà la nostra stella quella che porta all'America?"

la disciplina dell'universo e delle cose, i mille rumori della natura che diventano sinfonia
le mani sporche di terra e di mosto, scaricare l'uva nei tini per portare a  fermentazione l'uva, santo frutto di una nuova  vendemmia

così vanno le cose, così devono andare,

da padre e madre ai figli e dai figli a padre e madre
dalla madre terra al frutto e dal frutto il seme e di nuovo alla terra madre
dalla semina al raccolto e poi ancora si torna ad arare e a seminare, a seminare
il ciclo del mondo e la disciplina della vita, così vanno le cose così devono andare
 
di Sole in Sole, di stagione in stagione
una forte stretta di mano e una mano lieve sulla spalla che serve a rassicurare che serve a rincuorare
e che serve ad insegnare e confermare che nessuno è solo mai su questa terra sotto questo Sole sotto questo cielo
siamo leggeri e fragili come bolle di sapone
tutti siamo inizio e fine, tutti noi siamo terra e seme,
siamo frutto e raccolto e di nuovo terra siamo,
siamo solo un granello di sabbia nel vento ma soli mai, soli mai
 
di cosa parliamo quando parliamo d'amore?
così vanno le cose, così devono andare
la disciplina delle piccole cose, la disciplina della vita,
di tutto questo e di tutti i granelli di sabbia nel vento proviamo a parlare quando parliamo d'amore
di tutti noi fragili e liberi come granelli di sabbia

siamo leggeri e fragili come bolle di sapone
tutti siamo inizio e fine, tutti noi siamo terra e seme,

siamo frutto e raccolto e di nuovo terra siamo,
noi fragili e liberi come granelli di sabbia, come bolle di sapone, come sabbia nel vento ma soli mai,
 noi soli
mai!


Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/04/heart-fitness-center-canzone-bizzarra-e.html



02/10/12

prove di canto libero dalle periferie del mondo, la vita vista dai giovani


prove di canto libero
prove accordi dissonanze e intonazioni dalle periferie del mondo in cammino


entrata libera e consumazione facoltativa
giovani vite precarie e parallele

giovani vite precarie e parallele
la vita vista dalle periferie
entrata libera, consumazione facoltativa
in coda al distributore automatico di gadgets, snacks e bevande energetiche


storie di periferia
taxista del sud del mondo
una vita in coda, una vita in attesa
con una macchina sgangherata, taxista di fortuna
per portare turisti rumorosi o venditori annoiati
avanti e indietro, andata e ritorno aeroporto albergo,

albergo aeroporto senza pausa, senza posa
vita noiosa, vita in attesa, vita frenetica eppur sospesa, eppur sospesa, sospesa


storie di periferia
studente del "Primo" mondo
leggo gli avvisi e le insegne sulle vetrine dei negozi lungo il cammino verso casa

entrata libera e consumazione facoltativa, ma cosa diavolo vorrà dire?
anni e anni avanti in dietro con uno zaino pieno di libri
e non è il peso dello zaino a darmi fastidio, ma il contenuto dei libri che raccontano storie di altri, storie di vincitori e vinti, storie imbalsamate di vita sospesa vita in attesa, in attesa
vincitori e vinti, vincitori e vinti
 
prove di canto, distorsioni ed assonanze
entrata libera e consumazione facoltativa
in coda noi al distributore automatico di gadgets, snacks e bevande energetiche


da dietro le vetrine venditori ci guardano quasi fossimo polli da spennare, ma se poi ci avviciniamo da soli smettono di guardare se non vedono padri e madri con carte di credito pronte da mungere, pronte da dissanguare, avvoltoi e iene in tempo di crisi
avvoltoi e iene in tempo di crisi

noi in coda al distributore automatico di gadgets, snacks e bevande energetiche?
ma chi se ne frega dei vostri accessori di plastica e circuiti integrati!
la nostra generazione ha ben altro a cui pensare,
noi siamo il nuovo mondo e abbiamo appena iniziato a vivere e sperare!

e voleremo presto verso un nuovo orizzonte verso un altro mare!

taxista del Sud del mondo, studente del "Primo" mondo
storie che si incrociano, prove di canto libero accordi ed assonanze
entrata libera e consumazione facoltativa
in coda noi ad aspettare il nostro turno per l'ultimo cellulare?
voi vecchi decrepiti affamati e matti, ve lo potete scordare!

da questo sud da questa periferia che prima ripudiavate vi mandiamo allegramente.....un saluto fratelli del vecchio mondo!
indossate i vostri migliori abiti e a ballare!

a ballare se non volete essere dimenticati nel vecchio mondo
nel vecchio mondo dell'allegra e spensierata crescita illimitata!
voi dell'allegro e irresponsabile trend di crescita illimitato!

io qui con la mia sgangherata macchina in questa capitale del sud del mondo mi sento importante e non cado più nel tranello delle vostre lusinghe!
 accessori di plastica e circuiti integrati! la nostra generazione ha ben altro a cui pensare,

noi siamo il nuovo mondo e abbiamo appena iniziato a vivere e sperare!
e voleremo presto verso un altro orizzonte verso un altro mare

io rimango a sud e respingo il vostro invito
ormai è troppo tardi per l'entrata libera con consumazione facoltativa!

auguro a voi buon appetito, ringrazio e respingo l'invito,
d'altra parte voi, mio padre l'avete lasciato andare a fondo nel Mare Nostro padre Mediterraneo,
mio padre è andato a fondo, e con lui  i suoi sogni, sogni di periferia, sogni del sud del mondo

noi siamo i figli della nuova generazione, cammineremo insieme verso il nuovo mondo,
dalle periferie del mondo un canto nuovo si sta alzando, e la fine del vecchio corso e stiamo solo intonando il canto,
 dalle periferie lontane un canto nuovo si sta alzando e la fine del vecchio corso e stiamo solo intonando il canto,
  stiamo solo iniziando il nostro canto!


 iniziamo solo adesso a vivere iniziamo solo adesso a sperare,
 noi siamo la nuova vita, noi siamo la nuova via
 sangue carne e anima delle periferie del mondo


queste sono prove
sono solo prove di canto libero
prove accordi e distorsioni , dissonanze e intonazioni


giovani le nostre vite , precarie e parallele
la vita vista dalle nostre periferie
entrata libera e consumazione facoltativa
qui si ferma il vecchio mondo e qui inizia la nuova via,

e stiamo solo intonando il canto,
sì, stiamo solo iniziando il nostro canto!

Marco Bo. Canti dalla periferia del mondo



dialoghi con le periferie del mondo, cos'è la vita

sotto questo grigio cielo di periferia che cos'è la vita? è la cura donata e ricevuta in dono, un po' e un po' è un insieme di a...